GENDER. La silenziosa “peste” che si sta diffondendo nel XXI° secolo. Solo se la conosci ti puoi difendere! – 5. LA COLONIZZAZIONE A LIVELLO PLANETARIO

By 1 febbraio 2019Pillole di saggezza

IL PENSIERO DI PAPA FRANCESCO

 “Noi stiamo vivendo un momento di annientamento dell’uomo come immagine di Dio. E qui vorrei concludere con questo aspetto, perché dietro a questo ci sono le ideologie. In Europa, in America, in America Latina, in Africa, in alcuni Paesi dell’Asia, ci sono vere colonizzazioni ideologiche. E una di queste – lo dico chiaramente con “nome e cognome” – è il gender! Oggi ai bambini – ai bambini! – a scuola si insegna questo: che il sesso ognuno lo può scegliere. E perché insegnano questo? Perché i libri sono quelli delle persone e delle istituzioni che ti danno i soldi. Sono le colonizzazioni ideologiche, sostenute anche da Paesi molto influenti. E questo è terribile. Parlando con Papa Benedetto, che sta bene e ha un pensiero chiaro, mi diceva: “Santità, questa è l’epoca del peccato contro Dio Creatore!”. E’ intelligente! Dio ha creato l’uomo e la donna; Dio ha creato il mondo così, così, così…, e noi stiamo facendo il contrario. Dio ci ha dato uno stato “incolto”, perché noi lo facessimo diventare cultura; e poi, con questa cultura, facciamo cose che ci riportano allo stato “incolto”!  Quello che ha detto Papa Benedetto dobbiamo pensarlo: ‘E’ l’epoca del peccato contro Dio Creatore!’ ” (27 Luglio 2016 ai Vescovi della Polonia in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù).

E mentre molti banalizzano il problema e pochi tentano di comprenderlo, la “colonizzazione ideologica” procede celermente a livello planetario .

Riportiamo alcuni casi per mostrare la diffusione del fenomeno: la maggioranza sono preoccupanti altri invece grotteschi.

Stati Uniti d’America

*New York, da gennaio 2019, per decisione del City Council (il Consiglio Comunale), i genitori dei neonati potranno optare per il sesso del neonato e apporre sul certificato di nascita anche il genere neutro “X” , cioè definire il loro bambino/a ne maschio ne femmina ma “sessualmente neutro”. Sarà poi questa creatura a stabilire negli anni il sesso di appartenenza. Questa non è una novità negli Stati Uniti essendo ciò già ammesso in alcuni Stati USA (California, Oregon, Montana…) e in vari Paesi: Olanda (2015), Austria (2018) e Germania (2018). Per i sostenitori di questa aberrazione la decisione dei genitori di confermare, come è naturale, il sesso maschile o femminile dei figli influirebbe negativamente sul loro futuro.

*In Ohio, un tribunale, sospese la potestà genitoriale ad un papà e una mamma in disaccordo con la figlia quattordicenne che voleva sottoporsi a trattamenti ormonali per cambio sesso. I servizi sociali della contea di Hamilton l’affidarono temporaneamente ai nonni assai accondiscendenti.

In Danimarca, Irlanda, Malta, Norvegia, Portogallo e Svezia chi ha compiuto 16 anni può ottenere la sostituzione di nome e di sesso sui registri civili, senza presentare nessuna diagnosi medica di “disturbi di identità”. Una normativa commentata con toni trionfalistici dalla deputata portoghese Sandra Cunha: “Nessuno ha bisogno di terzi per sapere se è un uomo o una donna, un ragazzo o una ragazza”. Ma, all’ avanguardia  troviamo l’Argentina dove nell’ambito di una legge sull’identità di genere, un bambino di sei anni può richiedere il cambio di sesso. In Cile la decisione può essere adottata a quattordici anni.

Svezia

*Il professor Gerund Hesslow (con un dottorato in neuroscienze dal 1987), docente di Neurofisiologia all’Università di Lund, fu accusato di transfobia e antifemminismo poiché affermò che le differenze tra maschio e femmina sono “biologicamente fondate”.

*Nel Paese scandinavo, l’educazione gender, parte della scuola materna. Si pensi agli asili di Egalia e di Nicolaigarden che adottano il pronome neutro “hen” per evitare di influenzare i bambini nella scelta del loro genere, come pure i giocattoli e le fiabe sono neutri, cioè  aperti ad ogni tipo di orientamento sessuale e, dai bagni, è stata tolta la scritta: “femminile” e “maschile”. La psichiatra svedese David Eberhad molto critica nei confronti del progetto ha affermato: “è una sorta di lavaggio del cervello che funziona molto bene su bambini in tenera età ed a cui loro si adattano molto rapidamente, ma i problemi si pongono quando questi bambini arrivano a frequentare le scuole normali e si accorgono di avere praticamente vissuto in una setta che non ha nulla a che vedere con la scienza”.

 Germania

Un papà e una mamma furono prima multati e poi arrestati per essersi rifiutati di pagare la multa alla scuola elementare, avendo rifiutato di far partecipare la figlia alle lezioni di educazione sessuale poiché le creavano disagio.

 In Norvegia, uno dei primi Paesi della classifica del “The Global Gender Gap Report”(1), vari bambini e ragazzi furono allontanati dalle famiglie, soprattutto numerose, ritenute troppo severe con i figli non condividendo la visione gender. Sapete chi era il Consulente di questa operazione? Un pedofilo che aveva operato per anni presso la “Child Expert Commission”. Condannato inseguito per detenzione di materiale pedopornografico riguardanti bambini e disabili, in tribunale dichiarò legittimo ciò che possedeva.

Francia

*Il presidente Francois Hollande puntò particolarmente l’attenzione sulla scuola pubblicando il 31 ottobre 2012 il documento: “Programme d’action gouvernemental contre les violences et les discriminanations commises à l’orientation sexuelle ou de l’identité de genre” (Programma di azione governativa contro la violenza e la discriminazione commessi a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere).

*Nel 2013 in occasione dell’approvazione delle nozze omosessuali, il ministro dell’istruzione Vincent Peillon inviò a tutti gli Istituti una circolare per chiedere ai docenti di educare gli alunni all’uguaglianza di genere. E il sindacato Sniupp, il maggiore degli insegnanti, propose di adottare come libro di testo in tutte le scuole “Papà porta la gonna” dell’omosessuale Michel Teychenné.

Gran Bretagna

*David Mackereth, medico che da ventisei anni lavorava presso il “National Health Service” (Nhs), fu licenziato essendosi rifiutato di usare pronomi maschili o femminili corrispondente alla “nuova condizione transessuale”. Il Dipartimento dichiarò che tale condotta “potrebbe essere considerata una molestia” come definito nel 2010 dall’Equality Act, una legge che tutela i transessuali. “Non sto attaccando il movimento transgender. Ma sto difendendo il mio diritto alla libertà di parola e alla libertà di credo” disse Mackereth al Telegraph. “Dichiarando ciò che è stato creduto dal genere umano per secoli si può essere attaccati ferocemente. Non si è più autorizzati a dire che si crede che sesso e genere sono la stessa cosa e sono determinati alla nascita. Tutti coloro che sostengono le mie opinioni possono essere licenziati sul posto in base a questa legge. Non sono un caso isolato”.

*Londra. Le proteste di una mamma perché il figlio di 5 anni fu costretto dalla  “Heavers Farm Primary School” a partecipare a un evento gay, tenutosi il 29 giugno 2018, hanno avuto delle sbalorditive conseguenze. Il bambino fu punito in classe per quattro ore e alla madre, la nigeriana Izoduwa Adhedo, fu proibito l’ingresso a scuola per discutere i motivi del castigo.

*Scozia. Il “Lgbti teaching”  è obbligatorio nel curriculum scolastico a partire dalle scuole elementari.

*Nella “Bewsey Lodge Primary School” di Londra, bambini di sei anni furono obbligati ad inventare una lettera d’amore piuttosto singolare: il Principe Henry, duca di Sussex,, doveva chiede al suo servitore Thomas di sposarlo. Il tutto documentato da un video della BBC Radio Manchester che riprende la singolare lezione.

*Nel Regno Unito una donna richiese di diventare uomo, ma nel corso dell’iter di rettificazione sessuale rimase gravida e partorì. La madre, ormai uomo, chiese di apparire sull’atto di nascita non come un “lei” ma come un “lui”. Il giudice lo proibì poiché unicamente le donne, ovviamente, partoriscono. Da qui una lunga contesa giuridica, poichè a detta dell’ex donna, essere stata registrata come “madre” “violava un suo diritto fondamentale”.

*Secondo il “Daily Mail” nella “Tavistock Clinic” di Londra, a dei bambini che mostravano evidenti segni di autismo, furono somministrati farmaci per bloccare la pubertà. I medici si  giustificarono  affermando la difficoltà a distinguere i tratti dell’autismo e i disturbi relativi all’identità di genere.

Canada

*Dopo l’approvazione della “Legge Trudeau” (2017) che introdusse protezioni specifiche per “identità di genere e espressione di genere”, sono previste multe e carcere per coloro che proclamano avversione a queste discutibili idee.

*Nel marzo 2014 una bambina di cinque mesi fu registrata sul certificato di nascita con tre genitori: si chiama Della Wolf Wiley Richards Kangro.

Brasile

Per eliminare candidati non idonei secondo il “politically correct” si è giunti alla violenza. E’ accaduto nel settembre 2018 al candidato conservatore alla presidenza della repubblica Jair Bolsonaro. Ritenuto sessista, omofobo e razzista, fu accoltellato e ferito gravemente. Così lo descrisse il Corriere della Sera: “Sostiene ed esalta, quasi fosse una parodia dell’ultrà di destra, l’intero armamentario dell’impresentabile: armi libere per tutti i cittadini, pena di morte, cure mediche ai gay, voglia di militari al potere, donne zitte e al loro posto, torture agli spacciatori e quanto d’altro gli passa per la testa” (2). Di parere contrario l’ex femminista Sara Winter: “fra le battaglie più importanti di Bolsonaro, troviamo: opposizione alle nozze omosessuali, opposizione senza compromessi all’aborto, alla discriminazione positiva per le minoranze e all’immigrazione non regolata”(3). Salvatosi miracolosamente ed eletto presidente in uno dei suoi primi twitter scrisse: “Per molto tempo le nostre istituzioni educative sono state formate su ideologie dannose che rovesciano i nostri valori”. E, immediatamente, sospese l’insegnamento gender nella scuola.

Dello stesso parere è anche D. Trump che più volte ha affermato, scandalizzando i ben pensanti del Paese, che una persona è di genere maschile o femminile a seconda che abbia l’apparato genitale maschile oppure femminile.

In vari Paesi a seguito dell’introduzione delle “unioni omosessuali” furono  modificati i “codici civili”.

*Quebec. I termini “padre” e “madre” sono stati sostituiti con la formulazione “fornitori di materiale genetico” (artt. 538ss).

*Argentina. “Marito” e “moglie” sono divenuti: “contraenti” (art. 229).

*Spagna. Art. 44 prima: “L’uomo e la donna hanno diritto di contrarre matrimonio in conformità alla disposizioni di questo codice”, ora: “qualunque persona ha diritto a contrarre matrimonio”. Art 66 prima: “Il marito e la moglie sono uguali nei diritti e nei doveri”, ora “i coniugi sono uguali nei diritti e nei doveri”.

Concludiamo con un aberrante episodio avvenuto a Dallas nel Texas nel novembre 2018 nominato “Save James”.

Nel blog della famiglia Scott fu pubblicato il seguente annuncio: “Cari amici, alcuni di voi sanno che la nostra famiglia si è fatta molto vicina ad una famiglia che sta passando un momento di grande prova per questo ho deciso di condividere questa storia con voi e di chiedervi di pregare…”. Ci si riferiva alla famiglia del piccolo James che stava vivendo una storia drammatica. Anne Georgulas pediatrala madre di James, iniziò improvvisamente a chiamare suo figlio “Luna” e a vestirlo da bambina anche se lui con forza rifiutava ogni indumento femminile. Obbligò, inoltre, le maestre a chiamarlo al femminile e chiese di togliere la patria potestà all’ex marito Jeffrey Younger che rifiutava di ritenere il figlio una femmina. La donna, inoltre desidera che tra due anni il piccolo sia sottoposto al trattamento ormonale per prepararlo alla rimozione dei genitali. E’ il nefasto sogno di una madre che non avendo avuto una figlia come avrebbe bramato, ora violenta indegnamente il piccolo (4).

Accanto a situazioni inquietanti sono presenti altre che sfiorano il grottesco.

Regno Unito

*Vari istituti scolastici obbligano le ragazze ad indossare i pantaloni abolendo la gonna dalla scuola. “Educate & Celebrate”, una delle organizzazioni LGBT che ha sponsorizzato la censura delle gonne, ha dichiarato: “Stiamo semplicemente assicurando che tutti gli studenti siano rappresentati, compresi i giovani che non si identificano come maschi o femmine”. E, il preside, della scuola primaria di Parson Street a Bristol ha aggiunto: “perché dovremmo definire i nostri figli con i vestiti che indossano?”.

*Nello stadio del Manchester United, un tifoso transessuale sollecitò l’installazione di bagni gender free, ossia bagni solo per trans. E, la direzione, ha preso in seria considerazione la richiesta, mentre Google ha già collocato questi servizi igienici nella nuova sede di Kings Cross a Londra, offrendo per prima questo servigio.

Anche i giocattoli sono coinvolti in questa ideologia con la campagna “Let Toys Be Toys” (Lasciate i giocattoli essere giocattoli) con la finalità di superare la tradizionale distinzione tra giochi “maschili” e giochi “femminili” e, di conseguenza, gli stereotipi di genere. Famose catene commerciali da The Entertainer a Tesco, da Boots a Marrisons immediatamente hanno aderirono riorganizzando la logistica dei negozi perchè “i bambini devono sentirsi liberi di giocare con i giocattoli che stimolato maggiormente il loro interesse”(5).

Pure la moda fa la sua parte.

*La H & M Hennes & Mauritz AB comunemente conosciuta come H&M, un un’azienda di abbigliamento svedese, il 31 maggio 2018 lanciò una collezione a sostegno del popolo LGBT con t-shirt, top, canottiere, shorts, jeans, felpe e accessori caratterizzati da colori pastello, stampe arcobaleno o scritte inneggianti all’orgoglio di essere gay.

*La cantante canadese Celine Dion in collaborazione con NUNUNU, brand di abbigliamento unisex, promosse nel novembre 2018 una linea di abbigliamento con una definita finalità: “Vorrei solo rimuovere uno stereotipo. I bambini devono scegliere da soli il loro percorso. Questa linea di moda è stata pensata per permettere ai bambini di essere liberi e trovare la propria individualità” (Dichiarazione all’HuffPost). Nel video posato sul suo canale instagram la cantante apre una scatola e soffia il contenuto sulle cullette di bambini divisi tra maschi e femmine. Quando la polvere scura si deposita, le tutine dei neonati si trasformano in nere e bianche divenendo impossibile la distinzione tra bambini e bambine. E, i simboli di maschio e di femmina nel reparto maternità, furono sostituiti dal logo del marchio.

*“Quella della Dion è una novità? No, poichè già nel settembre 2013 nel blog “la 27esimaora” del Corriere della Sera, la giornalista Maria Teresa Veneziani,  anticipò la tendenza della moda per l’inverno 2013-14: lo stile neutro, la cosiddetta “Gender fusion” o “Fusion des genres”. Si legge nell’articolo: “il prossimo inverno le donne vestiranno con cappotti e gilet dai tessuti maschili, che più virili non si può: flanella, gessati, magari arricchiti con tocchi gentili come frange di piume e jais.(…..) L’osmosi tra i sessi è inesorabile. Gli stilisti l’hanno intercettata e offrono il loro contributo. Questa volta, però, lavorano sull’uomo, seducendolo con materiali e dettagli fino a ieri ritenuti prettamente femminili (….). Oggi vedere in giro un uomo con la borsa o scarpe estrose è considerata una cosa normale” (6).

*Chanel nel suo settore non volle essere da meno, allora l’ideona: “Boy de Chanel”, la prima linea di make-up maschile composta da fondotinta, balsamo labbra e matita per sopracciglia.

Aziende ed industrie si adeguano.

*La multinazionale svedese Ikea regala ai suoi clienti in procinto di matrimonio “buoni sconti da 5000 euro”, ma solo alle unioni omosessuali. Un banchetto di nozze per 100 persone del valore di circa 3000, un viaggio di nozze nei Paesi scandinavi e il rimanente da utilizzare per l’arredamento. Iniziativa da tempo operante all’estero, dal giugno 2018 fu promossa anche a Bari.

*Starbucks, catena di caffè americana fondata nel 1971 e oggi presente in 78 Paesi con 720 punti vendita, offre ai suoi dipendenti transgender una “polizza sanitaria completa” che copra l’intervento chirurgico per la rettificazione sessuale e tutti gli interventi minori che potrebbero susseguirsi nel corso degli anni.

*Ma la figura più becera fu fatta dalla Barilla che per bieche finalità commerciali non disdegnò un “inversione a U”. Guido Barilla, presidente della multinazionale alimentare di famiglia, il 25 settembre 2013 dichiarò ai microfoni di Radio24 nel corso del programma “La Zanzara” trattando di omosessualità: “Per noi il concetto di famiglia è sacrale, rimane uno dei valori fondamentali dell’azienda (…). Non faremo uno spot gay perché la nostra è una famiglia tradizionale (…). La famiglia a cui noi ci rivolgiamo è una famiglia classica nella quale la donna ha un ruolo fondamentale, è il centro culturale di vita strutturale di questa famiglia”. Infine, rivolgendosi ai gay: “A volte non può piacere. Se gli piace la nostra pasta, la nostra comunicazione, la mangiano. Se non gli piace quello che diciamo, faranno a meno di mangiarla e ne mangeranno un’ altra. Ma non si può piacere sempre a tutti”. Affermazione che provocarono roventi polemiche delle associazioni LGBTQ che intrapreso campagne di boicottaggio nei confronti dei prodotti Barilla. Vista la mal parata, poiche “gli affari sono affari”, e non tutti sanno che gli omosessuali hanno una propensione al consumo superiore a quella degli etero, e la Barilla detiene il 30% del mercato della pasta degli Usa, il signor Barilla nel giro di ventiquattro ore affermò dispiaciuto. “È chiaro che ho molto da imparare nel dibattito in corso sull’evoluzione della famiglia. In Barilla, abbiamo cura di tutti, senza distinzioni di razza, religione, fede, sesso o orientamento sessuale. A tutte le persone – amici, famiglie, dipendenti e partner commerciali – che si sono sentite toccate o offese, chiediamo sinceramente scusa. Nella mia vita ho avuto rispetto nei confronti di tutte le persone che ho incontrato, inclusi i gay e le loro famiglie, senza alcuna distinzione (…). Nelle prossime settimane mi impegno ad incontrare i membri dei gruppi che rappresentano nel modo migliore l’evoluzione della famiglia, incluso coloro che ho offeso con le mie parole“. Non solo ci fu l’incontro, ma da allora la Barilla, ha sposato totalmente la causa supportando economicamente l’iniziativa dell’Onu per contrastare la discriminazione LGBT sul posto di lavoro e partecipando “in prima fila” a molteplici manifestazioni tra cui il gay pride di Milano e di Chicago (7).

Queste sono “carnevalate”! Quello che deve preoccupare è il ruolo dei mass media e le trasformazioni linguistiche.

IL RUOLO DEI MASSMEDIA

Vari mezzi di comunicazione stanno imponendo il gender diktat global sedimentando questo messaggio ideologico nella mente di migliaia di persone mediante molteplici strumenti di comunicazione.

I film che propongono naturale l’amore tra due persone dello stesso sesso.

Tra i molti esempi: “Carol” di T. Haynes, “Io e lei” di M. S. Tognazzi (con protagoniste Sabrina Ferilli e Margherita Buy), “Freeheld” di P. Sollett, “Un bacio” di I Cotroneo. Questi sono alcuni dei più noti ma nel sito “cinemagay.it” è presente un catalogo con oltre 4.000 titoli. E, Kevin Feige, responsabile della “Marvel Studios” ha dichiarato che prossimamente avremo nuovi personaggi dichiaratamente LGBT all’interno del “Marvel Cinematic Universe” un media franchise in costante espansione.

L’influenza dei film è confermata da un’ampia ricerca condotta da “Viacom”, un conglomerato dei media statunitense. Su 100mila intervistati in 77 Paesi, lo studio ha mostrato l’incidenza delle pellicole cinematografiche nel promuovere la mentalità gay-friendly tra gli spettatori

I cartoni animati poiché colossi cinematografici dalla Walt Disney(8) alla Marvel Studios hanno abbracciato totalmente “la causa”, supportati dalla Planned Parenthood Federation of America, l’holding più abortista degli Stati Uniti con circa 330mila interruzioni di gravidanza ogni anno. Recentemente ha pubblicato un tweet da uno dei suoi account, invocando la creazione di principesse Disney transessuali, pro-aborto e immigrate illegali. Leggiamo nel tweet: “Abbiamo bisogno di una principessa Disney che abbia avuto un aborto. Abbiamo bisogno di una principessa Disney pro-choice e favorevole alla scelta dell’aborto. Abbiamo bisogno di una principessa Disney clandestina senza documenti. Abbiamo bisogno di una principessa Disney transessuale”.

Inoltre, come scordare il Pupazzo Julia, famosissimo in Canada ma molto triste poichè vorrebbe essere un maschio. Rivela ad un’amica il desiderio di essere chiamata Julien, di tagliarsi i capelli e di non più indossare abiti femminili. L’amica la consola e la rassicura che non è l’unica ad avere questa intenzione essendo questa un’aspirazione naturale e ragionevole.

Concludiamo con l’autrice J. K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter, ambientalista e da sempre convinta sostenitrice del mondo LGBT. Lo notiamo nell’ omosessuale mago Silente o in Charlie Weasley, studioso di draghi e fratello del migliore amico di Harry, o nel professor Remus Lupin. Opinioni personali? Non certamente, basti guardare il film del regista David Yates “Animali Fantastici, i crimini di Grindelwald”, che narra il secondo capitolo del testo della Rowling (9). E’ presentato un “giovane” mago Silente in lotta con il criminale Gellert Grindelwald che ambisce a governare il mondo degli umani. Alla fine tra i due nasce un’amicizia che si trasforma in una vera e propria storia d’amore. Una relazione che si svilupperà nel corso dei cinque film previsti. Una ghiotta occasione per “indottrinare” bambini e ragazzi affascinati da questo mito intramontabile. Tutto ciò l’aveva ben compreso già nel marzo 2003 il cardinale J. Ratzinger che scrivendo alla sociologa tedesca Gabriele Kuby, autrice del libro “Harry Potter: buono o cattivo”, ringraziandola per il testo inviatogli, affermava: “È una buona cosa che lei chiarisca il caso di Harry Potter, perché contiene delle sottili seduzioni che agiscono in profondità e con grande effetto, e che corrompono i giovani nell’anima, ancor prima che questa sia completamente formata”(10).

Neppure le Play Station sono indenne. Ne sono esempio il video gioco “Last of Us Part 2” che narra di una ragazzo omosessuale che vive in un mondo apocalittico, oppure “Death Stranding”; Dal leggendario creatore Hideo Kojima, dunque, una nuova esperienza per PlayStation 4 per ridefinire un genere.

Infine non possiamo scordare il nefasto ruolo dei social. In centinaia di forum al femminile o al maschile cogliamo l’attrattiva di adolescenti e giovani verso l’omosessualità o la bi-sessualità.

TRASFORMAZIONI LINGUISTICHE

Nell’epoca del gender diktat alcuni termini vanno eliminati  essendo discriminatori.

Si pensi all’elenco del Gender-neutral language (“lingua neutra rispetto al genere” o la “lingua inclusiva di genere”) pubblicato nel 2015 dal “The Writing Center” dell’University of North Carolina e revisionato nel 2016. I termini non devono indicare il sesso del professionista o del lavoratore. Quindi, non più “poliziotto” o “poliziotta” ma “agente di polizia”; non più “postino” o “postina” ma “trasportatore di posta”; non più “steward” o “hostess” ma “assistente di volo”; non più “donna delle pulizie” ma “personale domestico o di custodia”.

E’, inoltre di cattivo gusto, pronunciare “marito” o “moglie” sostituiti da “coniuge”, oppure “papà” o “mamma” rimpiazzati da “genitore 1 e genitore 2” poiché i termini devono funzionare anche per unioni delle stesso sesso. Ed ecco un episodio che senz’altro ci farà sorridere. In Svizzera nel Cantone di Berna fu censurato anche l’attraversamento pedonale sostituendo ”Fussugangerstreifen” (passaggio per pedoni) ritenuto troppo maschile o femminile con un sostantivo neutro “Zebrastreifen” (strisce zerbate).

Di idea opposta è papa Francesco chiedendo la conservazione del dialetto: “Anche oggi siamo davanti a tante colonizzazioni che vogliono distruggere tutto e incominciare un’altra volta imponendo nuovi ‘valori’ (…). Ma ci sono due cose che ci difendono sempre: la memoria e il dialetto. E chi porta avanti la memoria e il dialetto? Le donne, che sono più forti degli uomini (…). Soltanto la forza delle donne è capace di resistere a una colonizzazione culturale e ideologica: ce lo testimonia la storia dalla Bibbia fino alle dittature genocide nell’Europa del secolo scorso”(11). Ma, il Papa, aveva già trattato l’argomento: “Uno degli indicatori di una colonizzazione culturale è cancellare la storia per togliere la libertà di pensiero. Come a dire: ‘La storia incomincia con me, incomincia adesso, con il racconto che io faccio adesso, non con la memoria che vi hanno trasmesso’ (…). Conservare la lingua materna significa resistere a questa imposizione culturale: Non c’è alcuna colonizzazione culturale che possa vincere il ‘dialetto’. Il dialetto ‘ha radici storiche’ ”(12).

E, terminiamo con l’episodio dell’ “uomo incinta”

Nell’agosto 2016 fece il giro del mondo la foto di un uomo, Thomas Beatie, con barba e baffi ma con il cosiddetto “pancione”. Era un fotomontaggio? No, ma un uomo-donna,  che era donna che si era sposato con una donna, ma prima di cambiare sesso fece congelare gli ovuli, e dopo qualche anno, già padre di tre bambini, se li è fatti reimpiantare fecondati. Ecco svelato il mistero dell’ “uomo  in cinta”. Un altro caso che dimostra che gli orientamenti sessuali aberranti dell’individuo non rappresentano più un problema, anzi sono proposti come gesti di amore.

Don Gian Maria Comolli

(quinta continua)

NOTE

(1)Rapporto internazionale introdotto dal “World Economic Forum” riguardante il livello di rispetto nei vari Paesi delle differenze di genere.

(2)R. COTRONEO, Jair Bolsonaro, chi è e cosa pensa il candidato accoltellato in Brasile, 7 settembre 2018, https://www.corriere.it/esteri/18_settembre_07/jair-bolsonaro-chi-e-cosa-pensa-candidato-accoltellato-brasile-bf1795da-b271-11e8-af77-790d0c049f1d.shtml

(3) Brazil’s rising tide of young conservatives seeks change, 2 aprile 2018, https://www.bbc.com/news/world-latin-america-43414315

(4) Cfr.: http://www.lanuovabq.it/it/il-bimbo-costretto-a-fare-la-femmina-e-louting-del-nyt

(5) Dal sito internet di “Let Toys Be Toys”.

(6) https://27esimaora.corriere.it/articolo/genere-neutro-ne-maschio-ne-femmina/

(7) Cfr.:https://www.barillagroup.com/en/diversity-inclusion.

(8) Ad esempio, con la serie I Fosters, andata in onda per cinque stagioni, dal 2013 al 2018, su ABC Family e ABC Spark in Canada. Questa serie nella prima stagione segue le vicende della sedicente famiglia Foster, una coppia di lesbiche con bimbi biologici e adottati; nella seconda stagione, passa dall’omosessualità adulta a quella infantile: Jude, l’ultimogenito 14enne, bacia Connor, l’amico di scuola, che lo ha difeso quando fu vittima di episodi di bullismo. Nel 2016 ecco un’altra coppia omosessuale nel cartone animato Gravity Falls, quella dello sceriffo Blubs e del deputato Durland. Da ultimo anche i negozi Disney, per celebrare il sedicente orgoglio-gay, hanno varato una linea di merchandising a tema, come le orecchie “arcobaleno” di Topolino o le spille Lgbt da collezione…

(9) J. K. Rowling, Animali fantastici. I crimini di Grindelwald, Salani-Editori, Firenze 2018.

(10) La lettera fu pubblicato sul sito della scrittrice tedesca www.gabriele-kuby.de/harry_potter.html

(11) Papa Francesco, In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Materna, 21 febbraio 2018.

(12) Papa Francesco, Omelia Messa a Santa Marta, 23 novembre 2017