CHI E’ L’EMBRIONE (3)

By 31 maggio 2019Pillole di saggezza

La domanda che ci siamo posti all’inizio di questa riflessione è: “Chi è l’embrione umano?”.

Da quanto affermato in precedenza possiamo rispondere con certezza che l’embrione è qualcuno, cioè un soggetto ben determinato già nelle primissime fasi del suo sviluppo e se posto in condizioni idonee, si svilupperà in un organismo adulto poichè rappresenta la prima fase dell’esistenza di ogni persona. Infatti “dal concepimento in poi non ci sono salti nello sviluppo: la differenza tra embrione-feto-bambino è come quella tra bambino-adolescente-adulto: è un fatto quantitativo e non qualitativo”(1).

Dunque, l’embrione non è un agglomerato di cellule, un’appendice del corpo della madre, o una creatura dissimile dal futuro neonato; è il prossimo adulto in fase di sviluppo, con un patrimonio genetico differente da chi lo ha concepito. Per questo, l’embrione non è proprietà della madre o del padre, della società o della scienza, poiché nessun essere umano è possesso di un altro. L’embrione appartiene a sé stesso e a Dio, fonte della Vita!

Da questo deduciamo che l’embrione dall’atto della fecondazione, è un essere umano da rispettare “come una persona”; di conseguenza è immorale sacrificarlo. Il nostro convincimento, oltre che nella Parola di Dio e nel Magistero della Chiesa, identifica un fondamento filosofico e giuridico nel Diritto Romano Classico: “Qui in utero sunt intelliguntur in rerum natura esse”.

Inoltre, molteplici documenti Internazionali, dell’Unione Europea e Nazionali sostengono questa tesi.

DOCUMENTI INTERNAZIONALI

Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo (ONU – 1948): “Il riconoscimento della dignità di ogni essere umano costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo” (art.1).

DOCUMENTI UNIONE EUROPEA

-Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Raccomandazione 1046 relativa all’utilizzo di embrioni e di feti umani a fini diagnostici, terapeutici, scientifici, industriali e commerciali (1986).

“Fin dalla fecondazione dell’ovulo la vita umana si sviluppa in un modo continuo, sicché non si possono fare distinzioni durante le prime fasi (embrionali) del suo sviluppo e si rivela quindi necessaria una definizione dello statuto biologico dell’embrione”(art. 5).

L’embrione umano, pur sviluppandosi in fasi successive indicate con definizioni differenti (…) mantiene continuamente la propria identità biologica e genetica”(art. 7).

L’embrione  e  il  feto  umano  devono  in  ogni circostanza beneficare del rispetto dovuto alla dignità umana” (art. 10).

Queste tre affermazioni di carattere scientifico, filosofico e giuridico, ognuna nel suo settore d’indagine, chiede il “totale rispetto dell’embrione”.

-Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Raccomandazione 1100 sulla ricerca scientifica relativamente agli embrioni e ai feti umani (1989)

L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (…)

“7.Considerando che I’embrione umano, pur sviluppandosi in fasi successive indicate con definizioni differenti        (zigote, morula, blastula, embrione preimplantatorio o pre-embrione, embrione e feto),manifesta comunque una differenziazione progressiva del suo organismo, e tuttavia mantiene continuamente la propria identità biologica e genetica;

“8.L’Assemblea Parlamentare richiama la necessità di una cooperazione europea e di una regolamentazione più vasta possibile, che consentano di superare le contraddizioni, i rischi e la prevedibile inefficacia, in tale campo, di norme esclusivamente nazionali”.

-Consiglio D’Europa, Convenzione sui Diritti dell’uomo e la biomedicina (1996)

“La costituzione di embrioni umani a fine di ricerca è vietata” (art. 18).

DOCUMENTI ITALIANI

Comitato Nazionale per la Bioetica, Identità e statuto dell’embrione umano, Roma 1996.

C’è il dovere morale di trattare l’embrione umano, sin dalla fecondazione, secondo i criteri di rispetto e tutela che si devono adottare nei confronti degli individui umani a cui si attribuisce comunemente la caratteristica di persona” (pg.10).

Questi eminenti pareri sostengono la convinzione che l’embrione, a seguito della fecondazione, è un “essere vivente” appartenente alla specie dell’homo sapiens; per questo dobbiamo garantirgli, come sollecitato dal “principio di uguaglianza”, il diritto alla vita e all’integrità fisica.

Il “concetto di embrione” è stato approfondito più volte anche dal Magistero della Chiesa Cattolica (2) a partire dal Concilio Vaticano II: “Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l’altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo umano. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l’aborto come l’infanticidio sono abominevoli delitti”(3), fino al Catechismo della Chiesa Cattolica: “la vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile alla vita(4).

Tra i vari testi sull’argomento è alquanto significativo questo intervento di Benedetto XVI: “Anche in mancanza di espliciti insegnamenti sui primissimi giorni di vita del nascituro, è possibile trovare nella Sacra Scrittura preziose indicazioni che motivano sentimenti d’ammirazione e di riguardo nei confronti dell’uomo appena concepito. I libri sacri, infatti, intendono mostrare l’amore di Dio verso ciascun essere umano ancor prima del suo prender forma nel seno della madre. ‘Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu venissi alla luce, ti avevo consacrato’(Ger.1,5), dice Dio al profeta Geremia. E il Salmista riconosce con gratitudine: ‘Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre. Ti lodo perché mi hai fatto come un prodigio; sono stupende le tue opere, tu mi conosci fino in fondo’ (Sal. 139,13-14). Sono parole, queste, che acquistano tutta la loro ricchezza di significato quando si pensa che Dio interviene direttamente nella creazione dell’anima di ogni nuovo essere umano”(5).

Dunque, chi uccide un embrione, annienta una vita in divenire!

Prima precisazione. L’Istruzione Donum Vitae (1986) della Congregazione per la “Dottrina della Fede” affermò che “L´essere umano è da rispettare – come una persona – fin dal primo istante della sua esistenza (…). Il Magistero – dunque – non si è espressamente impegnato su un’affermazione d´indole filosofica…” (6).

Perciò, la Chiesa, non afferma espressamente che l’embrione è persona; non si addossa osservazioni filosofiche e scientifiche; interpella a rispettarlo come persona, sottolineando che il “valore di uomo” accompagna l’individuo dal concepimento alla morte naturale, quindi anche nel grembo della madre dalla fusione dei gameti.

Concetto ripreso e specificato nella Istruzione Dignitatis Personae (2008): “Se l’Istruzione Donum Vitae non ha definito che l’embrione è persona, per non impegnarsi espressamente su un’affermazione d’indole filosofica, ha rilevato tuttavia che esiste un nesso intrinseco tra la dimensione ontologica e il valore specifico di ogni essere umano. Anche se la presenza di un’anima spirituale non può essere rilevata dall’osservazione di nessun dato sperimentale, sono le stesse conclusioni della scienza sull’embrione umano a fornire ‘un’indicazione preziosa per discernere razionalmente una presenza personale fin da questo primo comparire di una vita umana’. La realtà dell’essere umano, infatti, per tutto il corso della sua vita, prima e dopo la nascita, non consente di affermare né un cambiamento di natura né una gradualità di  valore  morale, poiché  possiede una  piena qualificazione antropologica ed etica. L’embrione umano, quindi, ha fin dall’inizio la dignità propria della persona” (7).

Seconda precisazione. E’ contenuta nella Dichiarazione sull’aborto procurato. “Questa dichiarazione lascia espressamente da parte la questione circa il momento dell’infusione dell’anima spirituale. Non c’è su tale punto tradizione unanime e gli autori sono ancora divisi. Non spetta alla scienza di prendere posizione, perché l’esistenza di un’anima immutabile non appartiene al suo campo. E’ una discussione filosofica, da cui la nostra affermazione morale rimane indipendente per due ragioni. 1. Pur supponendo un’animazione tardiva, esiste già una vita umana che prepara e richiede quest’anima nella quale si completa la natura ricevuta dai genitori. 2. D’altronde basta che questa presenza dell’anima sia probabile (e non si proverà mai il contrario) perché toglierle la vita  significhi accettare il rischio di uccidere un uomo, non soltanto in attesa, ma già provvisto della sua anima” (8).

Negli ultimi decenni, l’embrione sta smarrendo celermente la sua dignità, essendo ritenuto da alcuni, come abbiamo più volte notato, un essere umano, ma unicamente in potenza, che acquisirà i diritti della persona in un determinato momento del suo sviluppo, da stabilirsi per convenzione.

Contribuiscono a questo declassamento le pratiche abortiste favorite dall’ “anti-life mentalità” e alcune tecniche medico-scientifiche: dalla fecondazione medicalmente assistita alle ricerche sulle cellule staminali embrionali. Altri pericoli giungono dagli studi sul ciclo cellulare e sul loro metabolismo e dalla diagnosi pre-impianto.

Da ultimo, non possiamo scordare la moltitudine di embrioni creati per la fecondazione medicalmente assistita e posti in recipienti di nitrogeno liquido, definito da J. Leieune, “latte di concentramento”, che ignorano la loro sorte.

Don Gian Maria Comolli

NOTE

(1) C.V. Bellieni,  Il mio “paziente” soffre, sogna, ricorda, Avvenire 5 marzo 2005, pg. 7

(2) Alcuni documenti del Magistero della Chiesa: Congregazione per la Dottrina della Fede,  Dichiarazione sull’aborto procurato, 18 novembre 1974, n. 19; Congregazione per la Dottrina della Fede, Donum Vitae, 22 febbraio 1987, I,2-6; Giovanni Paolo II,  Evangelium vitae,  nn. 18-19; 44-45; 60; Congregazione per la Dottrina della Fede, Dignitas Personae, 8 settembre 2008, n. 5.

(3) Concilio Vaticano Secondo,  Gaudium et spes, n. 51.

(4) Catechismo della Chiesa Cattolican. 2270.

(5) Benedetto XVI,  Discorso al Congresso sull’embrione in fase preimpiantatoria, 27 febbraio 2006.

(6) Donum Vitae, op. cit., n. 1, parte prima.

(7)Dignitatis Personae,  op. cit.,  n. 5.

(8) Dichiarazione sull’aborto procurato, op. cit., n. 19.