SUICIDIO ASSISTITO E EUTANASIA (4)

By 28 settembre 2019Pillole di saggezza

Suicidio assistito e eutanasia nel mondo

Fermiamo la nostra attenzione unicamente sui Paesi dove è autorizzata l’eutanasia e consentito il suicidio assistito. Però, anche in altre nazioni, è ammessa più o meno implicitamente “l’eutanasia passiva” (Finlandia, Germania, Spagna, Ungheria), o è mascherata come in Francia dal gennaio 2016 dalla dicitura “sedazione profonda e continua”, o in Norvegia dove è prevista una riduzione di pena se l’autore ha aiutato a far morire qualcuno dietro sua esplicita e ripetuta richiesta. L’eutanasia e il suicidio assistito sono illegali in Gran Bretagna, e chi collabora al suicidio assistito è condannato per “istigazione al suicidio”, ma, vedremo inseguito, le conseguenze nefaste, soprattutto sui bambini del “best interest” che però in alcuni casi non ha risparmiato neppure gli adulti. Comunque, l’Ordine dei Medici di quel Paese con tre sondaggi negli ultimi quindici anni, si propone di convincere i medici a maturare una mentalità favorevole almeno al suidicio assistito. In Portogallo suicidio assistito e eutanasia rimangono un reato, però è ammessa la possibilità di sospendere i trattamenti in situazioni terminali escludendo l’idratazione e l’alimentazione artificiale.

In Europa l’eutanasia volontaria è legale in Olanda dal 2002, in Belgio dal 2004 e in Lussemburgo dal 2009 mentre il Svizzera è consentito il suicidio assistito. Esamineremo, inoltre, la situazione del Canada dove l’eutanasia è autorizzata dal 2015, dell’Australia e degli Stati Uniti

BELGIO

In Belgio, i morti per eutanasia, sono in continuo aumento. 349 nel 2004 anno di approvazione delle legge, 2309 nel 2017. Esaminando i dati del 2017, il decesso non era atteso a breve in 654 casi, il 25% dei pazienti per i quali si poteva intervenire con altre modalità. Il 64% dei casi erano malati tumorali, il 25% soffrivano di poli-patologie, una situazione classica dell’anziano spesso portatore di varie malattie, il 6,9% erano malati con patologie del sistema nervoso e il 4% di quello respiratorio (1).

Per il momento, il medico, liberamente può fare obiezione di coscienza anche se si è tentato di eliminare questo diritto.

Nel 2014 il partito socialista belga richiese un’estensione della legge per le  persone con progressiva perdita dello stato di coscienza o affetti dal morbo di Alzheimer.

Considerando che la popolazione del Belgio è di circa 11 milioni di abitanti, se gli stessi dati riguardassero l’Italia i morti potrebbero essere 14.000 ogni anno; una cifra considerevole e con la prospettiva di un costante aumento.

Ma, i belgi, stanno anche rendendosi conto dell’errore compiuto, e sempre più persone si recano nei comuni dove hanno depositato la dichiarazione anticipata di eutanasia per ritirarla e stralciarla. 170.942 domande dal 2004, 128.291 ancora valide, 42.651 scadute e non rinnovate.

In Belgio e il Olanda la pratica dell’eutanasia è stata estesa anche ai minori.

Il Parlamento belga l’ha estesa a ragazzi, bambini e neonati il 14 febbraio 2014 al termine di una frettolosa discussione dalla quale sono stati esclusi pediatri ed esperti del settore e firmata dal re Filippo il 2 marzo 2014. Ma, nonostante che la legge fu approvata velocemente poiché ritenuta “urgentissima”, nei due anni successivi non risultava nessuna domanda, mentre tra il 2016 e il 2017 hanno ricevuto l’iniezione letale tre ragazzi/adolescenti di 9, 11 e 17 anni. Quello di 17enne era affetto da distrofia muscolare di Duchenne, quello di 9 anni soffriva di tumore al cervello, mentre quello di 11 aveva la fibrosi cistica.

Un bambino/ragazzo/adolescente può ottenere l’eutanasia se soffre di dolori fisici insopportabili, oppure è giunto allo stadio terminale della vita. La richiesta deve essere libera e ottenere il consenso di entrambi i genitori. Ma è credibile che a 11 anni un ragazzo abbia compiuto liberamente la scelta di morire senza essere influenzato da terzi, comprendendo pienamente ciò stava compiendo? E, chi soffre di fibrosi cistica, può essere definito un malato terminale? Le statistiche suggeriscono un’aspettativa mediana di vita intorno ai 40 anni, età in continuo aumento per i progressi della ricerca.

OLANDA

Esamineremo la condizione di questo Paese, il pioniere dell’eutanasia, la prossima volta avendo una lunga e drammatica storia alle spalle.

SVIZZERA

In Svizzera il suicidio assistito è legale dal 1941 e possono accedervi anche cittadini stranieri. Farmaci mortali possono essere prescritti unicamente nei casi in cui il destinatario abbia un ruolo attivo nella somministrazione del farmaco stesso. In altre parole, l’articolo115 del codice penale svizzero, ritiene un reato aiutare una persona a suicidarsi solo per motivi “d’interesse personale”.

In questo Paese, quindi, sono presenti Cliniche specializzate come quelle gestite da Dignitas, autorizzate a porre fine alla vita dei pazienti. Un suicidio assistito non dovrebbe costare più di 5.000 o 6.000 franchi svizzeri, ma il fondatore delle cliniche Dignitas, Ludwig Minelli, è accusato di avere incassato centinaia di migliaia di franchi illegalmente dalle vittime delle sue strutture. E, per sfasare un mito, ricordiamo che gli italiani che raggiungono il paese elvetico per uccidersi sono meno di cento all’anno.

CANADA

In Canada l’eutanasia attiva fu legalizzata nel dicembre 2015. E, nel 2018, 4.235 malati ne hanno fatto richiesta con un aumento del 57% rispetto al 2017 che ebbe 2.704 decessi, il 168% in più del 2016.

Per ottenerla è sufficiente essere portatore di una malattia incurabile che si ipotizzi porti alla morte in breve tempo.

Ma, quello che preoccupa maggiomente, fu la totale e immediata condivisione dei medici che ora ritengono la MAID (morte medicalmente assistita) un atto medico uguale al praticare qualsiasi terapia.

Questo orrore appare solo agli inizi, poiché i medici dell’ospedale dei bambini di Toronto hanno pubblicato nell’ottobre 2018 sulla rivista British Medical Journal’s Medical Ethich le linee guida per una possibile eutanasia sui bambini nelle quali i genitori sono totalmente estromessi dalla decisione e sarebbero avvisati solo a morte avvenuta del proprio figlio.

AUSTRALIA

L’eutanasia attiva è illegale in Australia tranne che nel periodo compreso tra il 1995-97 in cui fu legale nel Territorio del Nord non garantito, in quel periodo, dalla costituzione nazionale. Ora, alcune organizzazioni, chiedono al governo di legiferare per rendere l’eutanasia possibile su tutto il territorio nazionale.

Il suicidio assistito è autorizzato. E, nello Stato di Victoria, troviamo una stampante in 3 D per l’ ”eutanasia fai da te”; la prima al macchina per suicidarsi, prodotta dal medico Philip Nitschke, direttore di Exit International. La macchina, chiamata “Sarco”, è una capsula a forma di sarcofago, montata su una piattaforma. La persona entra, digita un codice, e un congegno riempe la capsula di azoto uccidendo la persona.

STATI UNITI D’AMERICA

Negli Stati Uniti solo in 6 Stati su 50 è legalizzato il suicidio assistito. In Oregon dal 1997, nello Stato di Washington dal 2008 e subito dopo in California, Colorado, Hawaii e Vermont.

L’ eutanasia attiva è illegale ma il paziente ha il diritto di rifiutare le cure e i  supporti medici, anche se tale decisione affrettano il decesso.

Inquietante è la storia di Alice Whiting che si è suicidata in California a 89 anni nel 2016. Non era malata terminale e quindi non poteva accedere al suicidio assistito. Come ha fatto? Seguendo le indicazioni di un articolo del New York Times che spiegava quale veleno utilizzare, in che dose ingerirlo, in quale città e farmacia acquistarlo. Lo ha spiegato il figlio David Whiting al giornale locale Orange County Register.

Don Gian Maria Comolli

(quarta continua)

NOTE

(1) Dati pubblicati nell’VIII° Rapporto alle Camere legislative della Commissione federale di controllo e valutazione dell’eutanasia.