DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA – COMUNITA’ POLITICA (5) – Chiesa cattolica e Comunità politica

By 12 Settembre 2025Pillole di saggezza

Per motivi storici e culturali, una comunità religiosa, può ricevere riconoscimenti specifici dallo Stato, ma ciò «non deve in alcun modo generare discriminazioni d’ordine civile o sociale per altri gruppi religiosi» (Compendio. 423). Tutte le chiese o denominazioni religiose, compatibilmente con il diritto naturale e il bene comune, devono beneficiare di uguale libertà di culto e di azione.

La Chiesa Cattolica, nel suo lungo percorso storico che la vede tra le istituzioni più antiche del mondo, ha acquisito alcuni benefici, in particolare relativi alla Santa Sede (o Sede Apostolica), l’Ente sovrano di diritto pubblico internazionale, preposto al governo di tutta l’Istituzione. Scaturito con il Trattato Lateranense, firmato l’11 febbraio 1929 tra la Santa Sede e l’Italia, garantisce alla Chiesa Cattolica l’assoluta e visibile indipendenza e gli assicura una sovranità indiscutibile anche in campo internazionale, avvalendosi «di quelle modalità giuridiche che risultino necessarie o utili al compimento della sua missione» (Compendio 444). La Santa Sede, dunque, è il corpo centrale di governo della Chiesa Cattolica Romana(Cfr. Codice di Diritto Canonico, can. 361) ed è collocata nello Stato della Città del Vaticano, che pur di solo 44 ettari di estensione territoriale, le permette di possedere “personalità internazionale”. Ad esempio, le missioni diplomatiche, sono accreditate presso la Santa Sede e non presso lo Stato del Città del Vaticano.

Specifico delle relazioni tra Chiesa Cattolica e Comunità politica

Entrando nello specifico delle relazioni tra Chiesa Cattolica e Comunità politica, il Compendio mette in risalto alcune caratteristiche che reggono i rapporti: l’autonomia, l’indipendenza e la collaborazione.

Cosa intendiamo per autonomia e per indipendenza?

Afferma l’articolo 1 dell’Accordo tra Repubblica Italiana e Santa Sede (18 febbraio 1984) che ha apportato delle modificazioni al Concordato Lateranense del 1929: «La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti». Ebbene, la Chiesa, deve potersi organizzare «con forme atte a soddisfare le esigenze spirituali dei suoi fedeli, mentre le diverse comunità politiche generano rapporti e istituzioni al servizio di tutto ciò che rientra nel bene comune temporale. L’autonomia e l’indipendenza delle due realtà si mostrano chiaramente soprattutto nell’ordine dei fini» (Compendio 424). Dunque, finalità “morale” la Chiesa, finalità “politica” lo Stato! Ad esempio, la Chiesa, non si occupa dei dibattiti riguardanti i programmi politici o sulle varie possibili opzioni di natura costituzionale o istituzionale dello Stato.

Ebbene, in nome dell’autonomia e dell’indipendenza, la Chiesa esige dall’autorità civile la promozione delle libertà essenziali alla sua missione, ovvero di espressione, di insegnamento, di evangelizzazione, di manifestazione del culto in pubblico, di organizzarsi con propri regolamenti interni, di educazione, di nomina e di trasferimento dei propri ministri, di costruzione di edifici religiosi, di acquisizione e di possesso dei beni indispensabili alla propria attività e, infine, «di associazione per fini non solo religiosi, ma anche educativi, culturali, sanitari e caritativi» (Compendio 426).

Collaborazione

Accanto all’autonomia e all’indipendenza non può essere assente la collaborazione. Per questo, l’articolo 1 dell’Accordo del 1984, si conclude affermando: «…impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell’uomo e il bene del Paese».

Diplomazia

Inoltre, al fine di armonizzare il bene temporale e quello spirituale in una visione globale della persona, la Chiesa Cattolica attribuisce notevole importanza ai rapporti liberamente stabiliti con la società civile mediante la diplomazia, tema approfondito da Paolo VI nella Lettera Apostolica Sollecitudo omnium ecclesiarum del 24 giugno 1969. In tale importante documento Papa Montini ribadisce «che le finalità della Chiesa e dello Stato sono di ordine diverso e sono indipendenti nella rispettiva sfera d’azione», ma ricorda «che l’una e l’altro agiscono a beneficio di un soggetto comune: l’uomo». Da ciò deriva che talune attività della Chiesa e dello Stato sono in certo senso complementari, e che «il bene dell’individuo e della comunità dei popoli postula un aperto dialogo e una sincera intesa tra la Chiesa da una parte e gli Stati dall’altra, per stabilire, fomentare e rafforzare rapporti di reciproca comprensione, di mutuo coordinamento e collaborazione, e per prevenire o sanare eventuali dissidi, allo scopo di giungere alla realizzazione delle grandi speranze umane, della pace tra le Nazioni, della tranquillità interna e del progresso di ciascun Paese».

Ebbene, la Chiesa Cattolica, soprattutto a partire dal XX secolo, vede nella diplomazia una forma specifica di presenza nel mondo che costruisce con il dialogo con gli Stati, senza pregiudizi e senza le barriere di schieramenti ideologici, politici e anche religiosi. Il servizio diplomatico della Santa Sede è uno strumento che opera non solo per la “Libertas Ecclesiae”, ma pure per la difesa e la promozione della dignità umana. Ha affermato il cardinale Piero Parolin, Segretario di Stato Vaticano: «la Chiesa negli accordi concordatari non chiede allo Stato di agire né come defensor fidei né come braccio esecutivo della legge canonica: intende soltanto ottenere uno statuto civile il più possibile adatto ai suoi specifici bisogni, entro la cornice del comune diritto costituzionale di libertà religiosa»( Intervento al Convegno internazionale: Gli accordi della Santa Sede con gli Stati. Modelli e mutazioni: dallo Stato confessionale alla libertà religiosa, Pontificia Università Gregoriana, Roma 28 febbraio 2019).

I risultati sono evidenti: la Santa Sede intesse attualmente relazioni diplomatiche con 180 Stati, con i quali ha firmato 19 Concordati, oltre che partecipare con osservatori permanenti (presso ONU, FAO, UNESCO) o essere membro (presso AIEA, Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica e OMT, Organizzazione Mondiale per il Turismo) di Organizzazioni e Organismi internazionali.

Don Gian Maria Comolli (fine quinta parte)

 

PRECEDENTI

1.Autorità politica

2.Fondamenti bibblici

3.Popolo e persona

4.Persona