RESILIENZA

By 16 Gennaio 2026Attualità

Ho una brutta depressione, ma non so come e quando sia iniziata. Non l’ho riconosciuta, non sapevo cosa mi stesse succedendo. Nessuno si è accorto che stavo male. Ho continuato a fare tutto come prima, almeno in apparenza: il giudice, l’avvocato, la figlia, la sorella, la zia, ma non ero capace di fare più niente. La cosa peggiore era che non riuscivo a guardare in faccia nessuno e, se davo la mano a qualcuno, mi giravo dall’altra parte. Volevo morire e stavo meditando il suicidio. Alla fine ho chiesto aiuto ad uno psichiatra. Quando mi è venuto incontro io gli ho detto: “Non so più che sono venuta a fare, non so cosa devo dirle”, lui mi ha messo un braccio intorno alle spalle e mi ha accompagnato dentro il suo studio. Mi è costato fatica, ho avuto ricadute, periodi di crisi, giornate in cui ero insopportabile. E lui dopo avermi ascoltata mi ha detto che dovevo famigliarizzare con la resilienza. Chiedo a lei di spiegare a me, e ai tanti che vivono la mia situazione questo concetto.

 

LA RISPOSTA DEL DON

La resilienza è un concetto di crescente rilevanza, che attraversa diversi ambiti della vita umana, dalla psicologia alla sociologia, dalla gestione aziendale all’educazione. Essa rappresenta la capacità di affrontare e superare le avversità, adattandosi ai cambiamenti e continuando a progredire nonostante le difficoltà.

Inizialmente, è utile definire il termine “resilienza”. Derivante dal latino “resilire”, che significa “saltare indietro”, la resilienza può essere interpretata come la capacità di recuperare rapidamente da difficoltà e traumi. In psicologia, essa è spesso associata alla capacità di un individuo di mantenere un buon livello di funzionamento anche in situazioni di stress intenso. Tuttavia, la resilienza non si limita a una semplice reazione passiva alle avversità; al contrario, implica un processo attivo che include la valutazione delle sfide, la ricerca di soluzioni e la capacità di apprendere e crescere dalle esperienze negative.

Le componenti della resilienza possono essere categorizzate in diverse aree, tra cui fattori individuali, relazionali e contestuali. I fattori individuali comprendono le caratteristiche personali, come l’autoefficacia, la fiducia in sé e l’ottimismo. Questi tratti sono essenziali perché influenzano il modo in cui una persona percepisce e reagisce alle avversità. Una persona che possiede un forte senso di autovalutazione è più propensa a vedere le sfide come opportunità di crescita piuttosto che come ostacoli insormontabili.

I fattori relazionali giocano un ruolo altrettanto cruciale. Le reti sociali, gli amici e la famiglia costituiscono un supporto fondamentale durante i periodi di crisi. La presenza di relazioni positive e di sostegno consente agli individui di condividere le proprie esperienze e sentirsi meno isolati. È attraverso queste interazioni che si sviluppano strategie di coping, che sono essenziali per affrontare le difficoltà. La comunicazione aperta e il supporto emotivo sono elementi chiave in questo processo.

Infine, i fattori contestuali includono il contesto socio-culturale in cui una persona vive. Le condizioni economiche, le politiche pubbliche e le norme culturali possono influenzare significativamente la resilienza. Ad esempio, in ambienti dove esistono risorse limitate e opportunità scarse, la resilienza può risultare compromessa. Tuttavia, anche in tali contesti, è possibile individuare comunità che incoraggiano e sostengono l’adattamento e la crescita personale.

La resilienza non è una qualità innata, ma piuttosto una competenza che può essere sviluppata nel tempo. Ciò implica la necessità di educare le persone a riconoscere e coltivare le proprie risorse interne ed esterne. In ambito educativo, ad esempio, è fondamentale insegnare agli studenti abilità di problem solving e gestire le emozioni. Programmi di formazione e workshop possono contribuire a rafforzare la resilienza, fornendo strumenti concreti per affrontare le sfide quotidiane.

Nel contesto lavorativo, le organizzazioni devono riconoscere l’importanza della resilienza per favorire un ambiente di lavoro sano e produttivo. Investire nello sviluppo della resilienza dei dipendenti può portare a una maggiore innovazione, miglioramento della soddisfazione lavorativa e minore assenteismo. Le aziende possono implementare programmi di benessere e supporto psicologico, incoraggiando la formazione di team solidali e coesi.

Da un punto di vista più ampio, la resilienza è una qualità indispensabile anche a livello collettivo. Le società e le nazioni devono affrontare sfide globali come cambiamenti climatici, crisi economiche e conflitti sociali. La capacità collettiva di resilienza determina come una comunità possa riprendersi e prosperare dopo eventi traumatici come disastri naturali o pandemie. A tal fine, è cruciale promuovere politiche pubbliche che favoriscano la solidarietà e l’accesso alle risorse necessarie per garantire un futuro sostenibile.

In conclusione, la resilienza si presenta come un elemento chiave per affrontare le sfide della vita in modo efficace e costruttivo. Sia a livello individuale che collettivo, è fondamentale nutrire e sviluppare questa qualità. Promuovendo una cultura della resilienza, possiamo non solo migliorare il benessere mentale e fisico degli individui, ma anche costruire società più forti e coese, pronte a superare le difficoltà e a prosperare nel cambiamento. La resilienza, quindi, non è solo una risposta alle avversità, ma un’opportunità per rinnovarsi e crescere.

Don Gian Maria Comolli