La Campana di Mons. Suetta.

Ventimiglia-San Remo è una diocesi del nord Italia.  Il suo vescovo, Antonio Suetta, ha lanciato un’iniziativa il 28 dicembre, festa dei Santi Innocenti. Ogni sera, alle 20:00, una campana nel campanile della chiesa della curia di Sanremo suona per un minuto in memoria dei bambini uccisi dall’aborto. Nell’ultimo mese si è scatenato un inferno sacrilego sulla Campana di San Remo. Ma Suetta resiste.

«Come mirabilmente diceva il cardinale Biffi, – ha affermato il vescovo – la prima opera di carità è dire la verità»,  aggiungendo che «una donna che arriva a prendere la decisione di abortire, o talvolta ad accettarla o anche a subirla, naturalmente porta dentro di sé un peso, un grande rimorso, anche se non sempre ne è consapevole». La campana può aiutare una donna che ha abortito «a prendere coscienza di quello che ha fatto», non certo con l’intenzione di condannarla, bensì di «aiutarla a riconoscere – a partire dal suo limite e dal suo peccato – la possibilità di una vita nuova e di una liberazione autentica dal male»

Uno degli aspetti principali della campagna di Mons. Suetta riguarda anche l’educazione e la formazione dei giovani. Consapevole dell’importanza di una generazione ben preparata e guidata da principi solidi, ha introdotto programmi di catechesi e formazione sia spirituale che culturale. Questi programmi sono stati pensati non solo per trasmettere insegnamenti religiosi, ma anche per fornire ai giovani strumenti critici per affrontare le sfide moderne. Attraverso incontri, laboratori e attività di gruppo, Mons. Suetta ha creato un ambiente in cui i ragazzi possono esplorare la loro fede e comprendere il loro ruolo nella società, alimentando così un senso di appartenenza e responsabilità.

La campana di Mons. Suetta si è estesa anche al campo delle opere di carità e di volontariato. Ha incoraggiato i membri della comunità a impegnarsi in attività di sostegno ai più vulnerabili, promuovendo raccolte di generi alimentari, campagne di solidarietà e programmi di accoglienza per migranti e rifugiati.

Infine, un aspetto distintivo della campana di Mons. Suetta è stata la sua capacità di utilizzare i mezzi di comunicazione moderna per raggiungere un pubblico più ampio. In un’epoca caratterizzata dalla digitalizzazione, ha saputo sfruttare le piattaforme social e gli strumenti online per promuovere i suoi messaggi, creando una rete di contatti e interazioni significative. Attraverso video, articoli e post sui social media, Mons. Suetta ha reso accessibili i temi trattati nella sua campagna, avvicinando la Chiesa ai giovani e a coloro che si sentono distanti dalla fede.

In conclusione, la campana di Mons. Suetta rappresenta un importante esempio di come la Chiesa possa svolgere un ruolo attivo nella società contemporanea. Attraverso l’educazione dei giovani, il coinvolgimento delle famiglie e l’impegno nel sociale, egli ha cercato di rispondere alle sfide del nostro tempo, facendo della fede un motore di cambiamento e speranza. La sua testimonianza ci invita a riflettere su come ciascuno di noi possa contribuire al bene comune, promuovendo valori di solidarietà, giustizia e amore in un mondo spesso segnato dalla divisione.

don Gian Maria Comolli