
1) IL DOVERE DI TESTIMONIARE CRISTO (il sale della terra)
Il cristiano non deve isolarsi ma restare a vivere nella condizione in cui il Signore l’ha posto.
Il sale non si mangia a parte, ma si scioglie nelle vivande. Solo così riesce a esaltare i diversi sapori. Allo stesso modo noi cristiani non dobbiamo accarezzare il sogno di metterci per nostro conto, pretendendo di abitare un mondo tutto per noi. È normale e giusto che nei quartieri, negli ambienti di lavoro, nelle varie forme di socializzazione, credenti e non credenti si trovino insieme. E appunto in questa naturale coabitazione noi dobbiamo compiere il tentativo di tradurre in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Questo è il bello e il difficile: essere cristiani in un mondo che non lo è.
Posti in questo stato di mescolanza, è ovvio che i discepoli di Gesù siano disposti a comunicare cordialmente con tutti, senza chiusure impossibili e senza fanatiche intransigenze. Ma questo stato di mescolanza è accettabile in quanto diventa occasione per diffondere la verità che salva, anche solo con la silenziosa testimonianza dell’esempio. Il sale si scioglie negli alimenti per salarli, non per lasciarli insipidi come prima: colui che ha creduto al Vangelo si immerge nell’umanità che gli sta attorno per evangelizzarla.
Perché questo avvenga, occorre che, pur mescolandoci col mondo dell’incredulità, noi conserviamo nitida e viva la nostra identità cristiana, anche se può apparire ostica all’opinione mondana. Se no, non gioviamo agli altri e smarriamo noi stessi. Un sale in cui questo sapore irritante fosse attenuato, un sale per così dire “dolcificato”, sarebbe il più inutile degli ingredienti: A null’altro serve che a essere gettato via. Parimenti il discepolo di Gesù, che vive nel mondo in dialogo con tutti, deve mantenere intatta l’autenticità del messaggio che porta, anche se i palati mondani lo trovano aspro. Ebbene, questo messaggio deve restare integro nella sua verità; e integro, senza sconti e senza alterazioni, va presentato anche al nostro tempo.
2) LA VERITÀ DI CRISTO NON PUÒ RESTARE NASCOSTA (la luce del mondo)
La luce di sua natura si irradia in tutte le direzioni. Così la Chiesa di Cristo deve farsi conoscere, deve farsi sentire, deve proporre chiaramente la strada che conduce al Padre e al Regno, in mezzo all’intrico delle molte proposte aberranti, deve saper inquietare la falsa pace delle coscienze, deve arrivare ad offrire consolazione e speranza agli smarriti. Certo tutto questo va compiuto senza ostentazione, senza arroganza, senza trionfalismi, con la tranquilla mitezza della luce, la quale non fa violenza a nessuno, ma tutti affascina, tutti persuade, a tutti senza costrizione svela le cose come sono.
Card. Giacomo Biffi in “Stilli come rugiada il mio dire”.
https://www.edizionistudiodomenicano.it/prodotto/stilli-come-rugiada-il-mio-dire/