
| Il Vangelo di questa domenica ci parla della Samaritana e del “desiderio dell’acqua viva”.
1. Gesù stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo arriva una samaritana a cui chiede dell’acqua. Gesù non si vergogna di manifestare la sua stanchezza e di chiedere un aiuto. Anche noi non dobbiamo vergognarci di “chiedere aiuto” quando viviamo momenti particolari della vita anche se dobbiamo rinunciare al nostro orgoglio. Inoltre, il sollievo e il refrigerio che Gesù chiese a quella donna lo domanda anche a noi. Quale acqua vuole? Quella della nostra collaborazione. 2. Il dialogo fra chi tenta di suggerire qualche cosa di inaudito… e chi non comprende… All’obiezione della donna richiesta dell’acqua, Gesù risponde con un discorso assai misterioso sul fatto che “lui la può dissetare”. E lei conclude affermando: “dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. Ma, evidentemente, l’acqua a cui pensa Gesù è diversa da quella attesa dalla donna. Cristo, allora, sposta il dialogo verso un’altra direzione: “va a chiamare tuo marito e poi torna qui”, cioè invita la donna ad esaminare lo stato della sua vita. Con “la domanda sul marito” Gesù mostra che Lui sa tutto, e conosce in profondità la vita di ogni uomo; nessun dettaglio sfugge al suo sguardo d’amore. 3.Hai detto bene “non ho marito”; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero. Apprendiamo così quanto grande era la sete di amore e di felicità di quella donna, ma nessun amore umano era tuttavia riuscito a dissetarla veramente. 4.Gesù si propone a lei come colui che possiede un’acqua che ha il potere di spegnere veramente la sua sete: chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete. A contatto con Gesù le vite cambiano, la luce entra nei cuori ed i pensieri si elevano. Da qui nasce la domanda della donna “su dove bisogna pregare”. E Gesù risponde. -Dio non guarda tanto la quantità delle nostre pratiche esteriori, ma piuttosto, quanto autentico amore è presente nel nostro cuore. -Pregare vuol dire riconoscere la signoria di Dio nella nostra esistenza. -Dio non è legato a un luogo particolare, ma è presente dappertutto; in qualsiasi luogo si può entrare in comunione con Lui. 5. Analogie fra la storia della donna Samaritana e la nostra –Questa donna raffigura il cammino che ognuno di noi compie in cerca di qualche cosa che nutra il proprio cuore. -I cinque mariti mostrano i diversi tentativi che compiamo alla ricerca di qualcosa che appaghi la propria esistenza. Ma noi sappiamo che solo Cristo può offrire significato, pace, felicità e serenità. . -Nell’andare in città a chiamare la gente, la donna lasciò la brocca che rappresenta tutti i mezzi che noi utilizziamo per ricercare la felicità. Ma quando si è gustato l’amore e la tenerezza di Dio la brocca non serve più.
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