III domenica di Quaresima – Quale acqua possiede il nostro “pozzo”?

By 6 Marzo 2026Spiritualità

Il Vangelo di questa domenica ci parla della Samaritana e del “desiderio dell’acqua viva”.

 1.            Gesù stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo arriva una samaritana a cui chiede dell’acqua.

Gesù non si vergogna di manifestare la sua stanchezza e di chiedere un aiuto. Anche noi non dobbiamo vergognarci di “chiedere aiuto” quando viviamo momenti particolari della vita anche se dobbiamo rinunciare al nostro orgoglio.

Inoltre, il sollievo e il refrigerio che Gesù chiese a quella donna lo domanda anche a noi. Quale acqua vuole? Quella della nostra collaborazione.

2.            Il dialogo fra chi tenta di suggerire qualche cosa di inaudito… e chi non comprende…

All’obiezione della donna richiesta dell’acqua, Gesù risponde con un discorso assai misterioso sul fatto che “lui la può dissetare”. E lei conclude affermando: “dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. Ma, evidentemente, l’acqua a cui pensa Gesù è diversa da quella attesa dalla donna.

Cristo, allora, sposta il dialogo verso un’altra direzione: “va a chiamare tuo marito e poi torna qui”, cioè invita la donna ad esaminare lo stato della sua vita.

Con “la domanda sul marito” Gesù mostra che Lui sa tutto, e conosce in profondità la vita di ogni uomo; nessun dettaglio sfugge al suo sguardo d’amore.

3.Hai detto bene “non ho marito”; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero.

Apprendiamo così quanto grande era la sete di amore e di felicità di quella donna, ma nessun amore umano era tuttavia riuscito a dissetarla veramente.

 4.Gesù si propone a lei come colui che possiede un’acqua che ha il potere di spegnere veramente la sua sete: chi beve dell’acqua che io gli darò non avrà mai più sete.

A contatto con Gesù le vite cambiano, la luce entra nei cuori ed i pensieri si elevano. Da qui nasce la domanda della donna “su dove bisogna pregare”.

E Gesù risponde.

-Dio non guarda tanto la quantità delle nostre pratiche esteriori, ma piuttosto, quanto autentico amore è presente nel nostro cuore.

-Pregare vuol dire riconoscere la signoria di Dio nella nostra esistenza.

-Dio non è legato a un luogo particolare, ma è presente dappertutto;  in qualsiasi luogo si può entrare in comunione con Lui.

 5. Analogie fra la storia della donna Samaritana e la nostra

Questa donna raffigura il cammino che ognuno di noi compie in  cerca di qualche cosa che nutra il proprio cuore.

-I cinque mariti mostrano i diversi tentativi che compiamo alla ricerca di qualcosa che appaghi la propria esistenza. Ma noi sappiamo che solo Cristo può offrire significato, pace, felicità e serenità.  .

-Nell’andare in città a chiamare la gente, la donna lasciò la brocca che rappresenta tutti i mezzi che noi utilizziamo per ricercare la felicità. Ma quando si è gustato l’amore e la tenerezza di Dio la brocca non serve più.