Se rileggiamo con attenzione i racconti della Passione di Gesù ci accorgeremo subito che uno dei protagonisti della vicenda è senza dubbio la folla, presente quando Cristo, nell’orto del Getsemani, è arrestato dalle guardie del Sinedrio. Ricompare nel pretorio, quando Pilato formula la famosa domanda: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». E’ presente pure mentre Pilato, con un certo imbarazzo, è convinto di aver dinanzi a sé una persona giusta da liberare e si lava le mani esclamando: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». Ma la folla risponde senza indugio: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Ebbene, la folla, in qualche maniera, è protagonista di tutto il tragico evento della passione, morte e risurrezione di Gesù! 
Chi è la folla? Chi è dietro a questa definizione?
Tutti e nessuno!
La folla è costituita da persone che danno poco peso alla propria coscienza, anzi la soffocano, la affossano, la piegano a ciò che è più facile e più rispondente ai propri gusti.
All’inizio della Settimana Santa vogliamo impegnarci a non essere come quella folla: noi desideriamo essere noi stessi, non rinunciando a scegliere in base alla nostra coscienza e a ragionare con la nostra testa. Non vogliamo seguire le mode del momento, il pensiero comune, tutto ciò che sa di “politicamente corretto”. Seguire la propria coscienza è un imperativo essenziale.
In questa domenica ognuno deve interrogarsi: «Chi è Gesù per me? Il mio pensiero su di lui è vero? La sua parola è verità per me? La conosco seriamente?».
Occorre coltivare la coscienza ricercando continuamente la verità, dedicando tempo alla formazione e alla cultura. Ma, non è sufficiente cercare la verità: occorre poi realizzarla nel quotidiano.
Per questo vi invito a ripensare al Sacramento della Penitenza come un grande strumento pedagogico per fare verità nel proprio cuore, evidenziando in maniera chiara e onesta le inadempienze e i peccati, ma anche riconoscendo la grandezza della misericordia del Padre.
Il Signore ci aiuti a vincere la tentazione di nasconderci tra quella folla anonima che abdica facilmente alle proprie convinzioni; ci stimoli, invece, a ricercare sempre la verità e ci spinga ad accostarci con animo aperto al sacramento della Riconciliazione, il quale ci introduce al mistero della Pasqua con cuore e spirito nuovo.
don Gian Maria Comolli