In questa domenica celebriamo l’Ascensione del Signore Gesù al cielo, cioè Cristo entra in una nuova dimensione che supera le categorie di spazio e di tempo e va a dimorare presso Dio anche con il suo corpo risorto, vivo e per sempre indistruttibile. E lì, prepara un posto per ogni uomo, affinchè possa godere una comunione eterna e felice con Lui e con il Padre.
Tre riflessioni.
1.L’Ascensione indica la “grandezza di Gesù Cristo”.
Cristo è “grande” poiché è risorto ed è vivo. Il cristianesimo poggia su questo evento! Chi smarrisce questa certezza si priva del fondamento centrale della sua fede. Ma questa affermazione è così stupefacente e ardua che se ogni giorno non la si ravviva alla fine si smarrisce e, allora per molti, Cristo è assimilabile ad altri fondatori di religioni o a illustri pensatori.
No! Gesù è un caso assolutamente singolare e imparagonabile, quindi Lui e solo Lui, (permettetemi il termine) è il nostro Re. Ciò significa che nessuna autorità terrena può sovrastare la sua. Nessun potere mondano può vincolarci con leggi in contrasto con la sue verità. Nessun governo può imporci degli ordini che si oppongano alla sua volontà.
Il cristiano è un uomo libero per questo non accetta di essere suddito di nessuno, tranne che di Lui.
2.L’Ascensione mostra “la grandezza dell’uomo”.
Celebrare il mistero dell’Ascensione significa anche ribadire la grandezza dell’uomo secondo la visione personalista per la quale l’uomo, dal momento del concepimento alla morte naturale è, sempre e in qualunque situazione, il centro della creazione, del mondo e della società. Quindi il rispetto per l’uomo, per ogni uomo e soprattutto per il debole è un principio indiscutibile e non negoziabile. Di conseguenza il rifiuto dell’aborto, dell’eutanasia e il rispetto della “qualità della vita” per i membri più fragili della società non lasciano margine di discussione.
Unicamente difendendo la vita, valorizziamo e indichiamo la grandezza dell’uomo che mostra l’Ascensione.
3.L’Ascensione evidenza il significato della nostra vita.
È facile comprendere che se la vita fosse limitata unicamente al tempo dell’esistenza terrena sarebbe ben misera; per molti non avrebbe nessuna realizzazione vera e completa. Pensiamo a chi soffre per tutta o per parte della vita o a quanti muoiono giovani.
L’Ascensione dà significato alla vita ricordando che l’esistenza avviata sulla terra proseguirà per sempre presso Dio. Alessandro Manzoni esprime questa verità presentando il cardinale Federico Borromeo nei Promessi Sposi affermando: “Persuaso fin da fanciullo, che la vita non è già una festa per pochi e un peso per molti, ma è un servizio del quale si deve rendere conto, pensò fin da fanciullo come potesse rendere la sua utile e santa”.
Ebbene, la vita, è un servizio della quale dovremo rendere conto a Dio!