Robert Bąkiewicz, oggi a capo del Movimento per la Difesa delle Frontiere, è stato condannato a dieci mesi di libertà vigilata dopo che nel 2020 aveva difeso una chiesa di Varsavia dall’assalto di femministe. Ecco come sono andati i fatti, mostrati anche in un video.
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino sceglie di collocare il tema dell’eutanasia al centro di una narrazione solenne, rarefatta, apparentemente prudente. Mariano De Santis, Presidente della Repubblica giunto alla fine del mandato, è chiamato a firmare una legge che ne legalizzerebbe la pratica, mentre riflette sulla concessione della grazia a due condannati per omicidio e sulla soppressione di un cavallo ormai malato. Tre decisioni, un unico potere: stabilire se una vita possa essere tolta o risparmiata. È qui che il film rivela la sua ambiguità più profonda. La grazia non difende esplicitamente l’eutanasia, ma la introduce come orizzonte morale possibile, trattabile, ponderabile. E nel farlo, rinuncia a una difesa chiara del valore indisponibile della vita.
I bambini possono diventare santi? Può una creatura che ha vissuto appena pochi anni essere indicata come testimone esemplare della fede, riconoscendo nella sua breve esistenza l’esercizio eroico delle virtù cristiane?