Il male è sempre caratterizzato dalla necessità di imitazione del bene ma è sempre «scimmia di Dio». E’ stato così anche per la propaganda.
E’ interessante analizzare la nascita e l’uso del termine propaganda, per capire anche alcune evoluzioni della nostra società. Il termine propaganda significa oggi, nel linguaggio comune, una azione volta a raccontare qualcosa, spesso senza contradditorio, al fine di convincere qualcuno, a prescindere dalla verità della narrazione.
Un video osceno ha fatto il giro del web ed è subito diventato virale sui social. Un ragazzo, un immigrato di origini africane, si è fatto riprendere da un amico accanto a una macchina della polizia. Poi si è fatto puntare la telecamere sul viso e si è diretto al segretario della Lega Matteo Salvini e al presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nelle sue parole c’è tutto: disprezzo per le leggi italiane, convinzione di impunità e tipica considerazione della donna che in tanti purtroppo sembrano avere.
Il video è stato ripreso anche da Matteo Salvini sui suoi profili social: “Ci mancava questo idiota”.
Il Giubileo del 1975 vantò il record di visitatori fino a quel momento, reso possibile dai cambiamenti epocali nei mezzi di trasporto. Le nuove tecnologie non furono da ostacolo al Giubileo, ma ne permisero la diffusione e la divulgazione anche a coloro che altrimenti non ne avrebbero beneficiato.
Nelle città di Sheikhupura e Faisalabad, le minoranze vivono forme di persecuzione e di intolleranza. Padre Lazar Aslam: “Resta preoccupante la violenza. Le ragazze vengono spesso costrette a sposarsi e convertirsi, e le false accuse sono una dura realtà per molti”.
Le religiose sono state uccise a Mirebalais, a cinquanta chilometri dalla capitale Port-au-Prince: le hanno colpite assieme a una ragazza della loro scuola che tentavano di portare in salvo.
Il filosofo: «La fine dell’esistenza è un passaggio. Morire è un verbo non un fatto. L’individuo contemporaneo è invece impegnato solo a sopravviversi, è attaccato all’apparenza fisica. Immaginare di durare eternamente è insensato».
Dell’episodio evangelico dell’incontro di Gesù con la donna siro-fenicia (Marco 7,24-30) si è parlato molto. Anche perché l’esegesi femminista ne ha fatto una bandiera: rispetto ai numerosi racconti evangelici che narrano gli incontri di Gesù con diverse donne, questo ha un fascino particolare. Lei ne esce vincente perché lui si è dovuto piegare non alla sua insistenza, ma alla sua argomentazione.
Sono trascorsi oltre 70 anni dalla pubblicazione del romanzo di George Orwell: 1984 ma le riflessioni dello scrittore sono contemporanee e attuali, e suonano come campanelli d’allarme che non possiamo ignorare.