
E’ questa una frase pronunciata da papa Leone XIV in occasione del Giubileo del Mondo Educativo; una frase frutto della sua lunga esperienza esistenziale e intellettuale la cui intelligenza e curiosità lo ha accompagnato, e speriamo ancora per molto tempo, in un’epoca di grandi cambiamenti e innovazioni.
Le sue biografie ci raccontano che è un appassionato lettore e la sua biblioteca è un vero scrigno di sapere. Cresciuto in un ambiente in cui i libri erano considerati strumenti di potere e in un periodo in cui l’ignoranza spesso governava, Leone XIV si oppose a questa corrente. Organizzò corsi pubblici, invitando filosofi, scienziati e artisti da ogni parte del mondo; le piazze le trasformò in aule, i mercati in teatri di sapere. La sua visione era molto chiara: l’istruzione non dove rimanere un privilegio ma divenire un diritto universale. Di conseguenza, le menti più brillanti del tempo, rispondendo al suo invito lo interpellavano per condividere idee e scoperte. Attraverso il sapere, Leone XIV era cosciente che gli individui avrebbero potuto elevarsi non solo come cittadini ma come esseri umani. “La saggezza”, ha affermato, “è un tesoro che non diminuisce nessuno se condiviso” (23 settembre 2023). Di conseguenza, in base alla sua preparazione intellettuale, non si è limitato a educare il popolo ma ha contribuito anche all’avanzamento delle arti e delle scienze. Spinse, inoltre, i giovani a sognare in grande, a inseguire aspirazioni che sembravano impossibili.
Nella sua vita, fino a oggi, possiamo vedere in Leone XIV certamente “un visionario” ma un visionario che ha saputo andare oltre i confini della sua epoca. E, mentre molti dei suoi contemporanei, si sono soffermati sulle sicurezze del potere, lui si è lanciava verso orizzonti sconosciuti ben comprendendo che l’educazione è la chiave per emancipare le menti e liberare i cuori.