II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo (Gv. 1,29-34)

Il Vangelo di questa domenica ci consegna l’esperienza che Giovanni Battista ha fatto dell’incontro con il Signore Gesù.
L’episodio si apre con Gesù che viene verso Giovanni. La festa del Natale è stato proprio questo: Dio è venuto, attraverso il Signore Gesù verso di noi, si è fatto disponibile all’incontro con la nostra storia, con la storia dell’umanità che non è più “storia ordinaria” ma “storia di salvezza”! Per questo, noi cristiani, dobbiamo costantemente passare da una fede espressa a parole, a una fede espressa con l’esperienza uscendo della mediocrità e dell’abitudine.
Giovanni Battista afferma: “ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!”.
Comprendiamo la frase.
1.Giovanni Battista, dopo l’esperienza dell’incontro con Gesù, intuisce una profonda verità: non siamo noi con i nostri sforzi e la nostra buona volontà a raggiungere Dio, ma lui stesso con Cristo ci ha raggiunto dove siamo e lì si rende presente!
2.Giovanni vede in Gesù l’ agnello di Dio”, e l’immagine dell’agnello è usata tantissimo nell’Antico Testamento sia in riferimento all’agnello pasquale mangiato dagli ebrei nella notte della liberazione dalla schiavitù, sia in riferimento all’immagine del “Servo Sofferente” presente in Isaia.
3.Cristo è “l’agnello di Dio”, cioè Colui che ci svela un Dio Padre che non vuole la nostra condanna ma la nostra salvezza, che non è venuto per giudicare ma per salvare, togliendoci dalla schiavitù del peccato per restituirci la liberta di figli di Dio!
Nella vita di San Gerolamo c’è un momento in cui egli dice a Dio: “Cosa vuoi ancora da me Signore? Mi sembra di averti dato tutto. Cosa resta?”. E il Signore rispose “dammi il tuo peccato”.
4.Cos’è questo “peccato del mondo”, cioè quello che sta all’origine di tutti i peccati e che spesso fatichiamo a definire? E’ il libero rifiuto alla pienezza di vita che Dio, in Gesù, è venuto ad offrirci!
Il peccato del mondo è non credere ad un Dio che contraddice la nostra vita, i nostri desideri di uomini… e allora è meglio farne a meno, oppure vorremmo un Dio che si trasformi in agnello con artigli perché i tempi sono cambiati, bisogna lottare, difendersi, imporsi con strumenti decisamente più aggressivi di quelli inermi di un agnello!
Questo è il peccato che Cristo è venuto a togliere: credere che Dio non è dalla mia parte, non è per me; non credere che le mie gioie e le mie sofferenze sono le gioie e le sofferenze di Cristo.
“Peccato del mondo”, infine, è anche pensare che i mezzi e lo stile con cui Dio ci salva che sono quelli della mitezza, dell’umiltà e della croce… sono impossibili da vivere nel mondo di oggi!