L’Italia, culla di una delle più importanti tradizioni religiose del mondo, il cristianesimo, si trova oggi ad affrontare una crescente ignoranza religiosa. Questo fenomeno non è solo un riflesso della diminuzione della pratica religiosa, ma rappresenta anche una sfida culturale e sociale complessa. L’ignoranza religiosa si manifesta attraverso la mancanza di conoscenze fondamentali riguardo le principali fedi presenti nel Paese, incluse le loro dottrine, pratiche e valori.
Innanzitutto, parlando di minori vittime di violenze nei conflitti, secondo i dati diffusi nell’ultimo Rapporto del Segretario generale Onu per i bambini e i conflitti armati, del giugno 2024, sono state registrate nel mondo 32.990 gravi violazioni contro i bambini in 25 conflitti nazionali: il numero più alto mai registrato da almeno venticinque anni.
Nelle prossime settimane ci saranno le iscrizioni al prossimo anno scolastico e i genitori dovranno scegliere se avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Cerchiamo di comprendere insieme perché scegliere “SI”.
Una ricerca Ipsos (che ha coinvolto 30 Paesi) ci descrive come nostalgici e scontenti. Nessun dubbio: tra nascere oggi o 50 anni fa, la maggioranza sceglie il 1975.