Non si può restare inerti di fronte alle ingiustizie. Occorre recuperare il rapporto tra diritto, politica ed esserci.
Nel 2024 gli aborti, cioè l’uccisione di esseri umani nella prima fase della vita, sono stati 66.413, cioè 182 al giorno, vale a dire il numero di popolazione di città come Massa, Viterbo, Potenza…, “rase al suolo” e completamente distrutte in pochi giorni. In molti, hanno subito affermato, che la pratica dell’aborto è giunta al minimo storico con 6.607 uccisioni in meno rispetto all’anno precedente e ben 168.388 in meno rispetto al 1983, l’anno record che aveva registrato 234.801 interruzione di gravidanze. Perchè meno aborti?
Se si vuole interrompere la spirale della guerra, le radici profonde dell’umiliazione vanno riconosciute. Non per giustificare l’ingiustificabile, ma per disinnescare un processo fuori controllo.
Antonio Socci denuncia quello che è il peggior crimine commesso dall’umanità contro se stessa nel corso dell’ultimo secolo, raccontando tutta la verità sull’aborto: dalle origini del dibattito morale alle scelte politiche italiane, dalle politiche antinataliste all’attuale orientamento dell’ONU e delle istituzioni europee, dalle polemiche sull’RU486 alle coraggiose iniziative del Movimento per la Vita.
Lo Stato del Colorado pagherà 5,4 milioni di dollari di risarcimento al Becket Fund for Religious Liberty, che ha rappresentato in tribunale la clinica prolife Bella Health and Wellness, più ulteriori 700.000 dollari a Chelsea Mynyk, ostetrica che era stata messa sotto inchiesta dal suo ordine professionale. Il tutto ha a che fare con la somministrazione di progesterone, ovvero un ormone che può annullare l’effetto indotto dalla pillola abortiva RU486, in particolare del mifepristone, cioè la prima delle due pillole che si assumono nell’iter della RU486. Ma vediamo nel dettaglio la vicenda.