I CRISTIANI PERSEGUITATI NEL MONDO: “figli di un dio minore”

By 14 Febbraio 2026Notizie Chiesa

La persecuzione dei cristiani è una  realtà drammatica ma  persistente in molte parti del mondo. Nonostante la libertà di religione sia un diritto fondamentale riconosciuto dalla maggior parte delle costituzioni nazionali e dalle convenzioni internazionali, le comunità cristiane continuano a essere oggetto di violenze, discriminazioni e repressioni in diverse regioni.

I DATI

Oltre 388 milioni di cristiani nel mondo sperimentano alti livelli di persecuzione e discriminazione a motivo della loro fede (315 milioni se si considerano solo i 50 Paesi di questa lista della World Watch List 2026.

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IN PARTICOLARE

Situazione nei Paesi del Medio Oriente
Il Medio Oriente, culla del Cristianesimo, è uno dei luoghi più pericolosi al mondo per i cristiani. Il conflitto iracheno e la guerra civile siriana hanno portato a un’escalation di violenze contro le comunità cristiane, costringendo milioni di fedeli a fuggire per salvarsi. In Iraq, ad esempio, le stime indicano che il numero di cristiani è diminuito drasticamente, passando da circa 1,5 milioni nel 2003 a meno di 300.000 nel 2023. Le chiese sono state distrutte, le famiglie divise e le tradizioni millenarie rischiano di estinguersi. Pure in Siria
la persecuzione si manifesta attraverso attacchi diretti ai luoghi di culto e alla popolazione. Le milizie jihadiste, come ISIS, hanno perpetrato atrocità incalcolabili, imponendo conversioni forzate, esecuzioni e stupri.

Africa: Una Terra di Conflitti e Discriminazioni
In Africa, la situazione è altrettanto allarmante, soprattutto nei paesi subsahariani. Nazioni come Nigeria, Ciad, e Sudan affrontano un aumento della violenza contro i cristiani, principalmente da parte di gruppi estremisti come Boko Haram e gli allevatori fulani. In Nigeria, le statistiche indicano che migliaia di cristiani sono stati uccisi negli ultimi anni, mentre le chiese vengono regolarmente attaccate. La discriminazione non si limita solo alla violenza fisica: i cristiani nel nord della Nigeria devono affrontare anche misure legislative che limitano la loro libertà di culto.

Asia: Un Contesto di Silenziosa Repressione

Pure in Asia la persecuzione dei cristiani sta guadagnando attenzione crescente. In paesi come la Corea del Nord, la Cina e l’India, i cristiani sono soggetti a severe restrizioni. In Corea del Nord, il Cristianesimo è visto come una minaccia al regime di Kim Jong-un, e i cristiani vengono incarcerati, torturati o persino giustiziati. In Cina, il governo ha intensificato la sorveglianza e il controllo sulle attività delle chiese, costringendo molte comunità a operare in segreto. La repressione religiosa è accentuata da un forte nazionalismo culturale, che promuove la conformità ai valori comunisti e nega il pluralismo religioso. In India, la crescente intolleranza verso le minoranze religiose ha portato a episodi di violenza e discriminazione contro i cristiani, spesso da parte di gruppi nazionalisti indù. Gli attacchi alle chiese e gli assalti contro i cristiani sono aumentati, contribuendo a un clima di paura e insicurezza.

ALCUNE RIFLESSIONI

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita” (Lc. 21,12-19).

Il Signore Gesù, più volte, diede ai suoi apostoli questo avvertimento che si è concretizzato in duemila anni di storia in migliaia di atti persecutori, oppressivi e vessatori. E’ l’angheria, l’ostilità, il sopruso che prosegue pure oggi nei confronti dei cristiani con molteplici modalità: eliminare la persona con la violenza fisica, umiliare il discepolo di Cristo privandolo dei suoi diritti fondamentali, oppure disorientare i fedeli, orchestrando squallide campagne massmediatiche per minare la fede dei singoli e la credibilità della Chiesa. Oggi, e il fenomeno è in aumento, si attacca il cristianesimo con argomentazioni false e calunniose ma che, a volte, convincono il grande pubblico, oppure con ironia demenziale, si irridono i valori religiosi. Con questo non vogliamo negare i cattivi esempi, non assolutamente giustificabili, che possono venire da una parte millesimale di appartenenti alla Chiesa, ma contemporaneamente non possiamo tacere la strumentalizzazione di vari episodi con finalità precise.

Anche se la violenza attira maggiormente l’attenzione, l’indagine della  World Watch List ha esaminato anche la pressione fatta di vessazioni quotidiane che si esprime in una miriade di forme, sia velate che palesi: discriminazione sul lavoro, sollecitazioni a rinunciare alla propria fede, disparità nella distribuzione degli aiuti e dei medicinali (in particolare durante il Covid)… Ebbene, in alcuni Paesi, fare il segno della croce, leggere la Bibbia, andare la domenica a Messa, parlare di Gesù e recitare il Rosario significa rischiare la propria vita.

Da ultimo, non possiamo tralasciare la violenza contro le donne, anche se è difficoltoso raccogliere dati sul numero di cristiane vittime di stupro, di abusi e di matrimonio forzato a causa della loro fede: in molti Paesi le denunce sono rare per ragioni culturali e sociali.

Infine non possiamo scordare chiese ed edifici attaccati o chiusi.

5.110 nel 2024. Un fenomeno che colpisce anche l’Occidente dalla Francia, agli Stati Uniti, all’America del Sud. In Francia dal 1 gennaio 2025 sono una decina le chiese profanate, gli altari demoliti, le immagini distrutte, gli edifici vandalizzati. Negli Stati Uniti, nell’ottobre scorso, la decapitazione della statua della Madonna nella Cattedrale di Denver e il 5 dicembre 2024 danni al Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione di Washington. Nello scorso settembre in Argentina, nella città di Añatuya, alcuni vandali sono entrati nel cimitero cittadino e decapitata la statua della Vergine della Medaglia Miracolosa. E, all’inizio di quest’anno, è stata la volta della statua dell’Immacolata Concezione nella cattedrale di Santa Fè. Ancora:  in Cile, lo scorso 10 gennaio, fu incendiata la chiesa di San Sebastián de Curarrehue, Diocesi di  Villarrica. In Bolivia, non si contano le violenze e gli attacchi alle chiese degli ultimi mesi, dopo la presa di posizione dei Vescovi contro la legalizzazione dell’aborto. La “vittima” più illustre è stata la Cattedrale di La Paz, danneggiata da un attentato dinamitardo.

E noi?

Concretamente non possiamo fare molto!

Possiamo però pregare per coloro sono perseguitati poiché annunciano la verità e Gesù Cristo nelle varie società. Possiamo però testimoniare con una vita coerente il Cristo e i valori evangelici come fanno tutti i giorni migliaia di sacerdoti, religiosi/e e laici impegnati in molteplici settori: dall’educazione dei ragazzi e dei giovani all’accompagnamento delle famiglie, dall’assistenza socio-sanitaria alla lotta alla povertà e alle discriminazioni. Ma tutto ciò è “così normale” che non fa notizia. Invece, un singolo albero che cade, pur essendo un millesimo di una foresta che cresce nella quotidianità lontana dalle telecamere, subito diviene un caso mediatico.

Da ultimo dobbiamo guardare il domani con serenità, accompagnati da una certezza: Cristo è un avvenimento e nessuno potrà estirparlo. E’ duemila anni che ci tentano ma con risultati scarsi!

Don Gian Maria Comolli

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