DOMANDE AL DON… Metodi Naturali della Fertilità: affidabilissimi!

By 6 Marzo 2026Attualità

Ho 30 anni e sono affetta da una patologia polmonare. Il mio medico mi ha proposto di arruolarmi in una sperimentazione clinica. Mi ha consegnato il modulo informativo che riportava questa dicitura: «se lei è in età fertile deve usare due metodi contraccettivi sicuri per evitare una  gravidanza». Di seguito si indicavano i metodi, alcuni ormonali. Io ho sempre adottato, in accordo con mio marito, i «metodi naturali» ritenendoli i più idonei e inoltre, la letteratura scientifica internazionale, li indica assai sicuri. Ho presentato queste osservazioni al mio medico che non ha voluto sapere ragioni, trincerandosi dietro generali accuse alla ditta Sponsor dello studio. E così, dato che non ho voluto rinnegare i miei valori umani e religiosi, sono stata esclusa da una sperimentazione che avrebbe potuto beneficarmi. E’ corretto eticamente e deontologicamente questo atteggiamento? Anna.

LA RISPOSTA DEL DON

No, il comportamento dello Sponsor e di conseguenza del suo medico, è eticamente  scorretto, e al termine evidenzierò le motivazioni.

Voglio, innanzitutto, fornire alcuni chiarimenti sui Metodi Naturali della Fertilità dato che  l’ argomento suscita varie perplessità e polemiche. Anche se poco conosciuti, questi metodi, sono ritenuti inaffidabili e, soprattutto, limitativi della libertà e della spontaneità. Io sono convinto del contrario; per questo ho utilizzato come titolo al quesito l’aggettivo «affidabilissimi».

I Metodi Naturali della Fertilità «sono metodi che si basano sulla conoscenza dei processi biologici per cui una gravidanza può essere ricercata o evitata grazie all’osservazione dei segni e dei sintomi della fase fertile del ciclo mestruale. Quando si vuole evitare una gravidanza ci si deve astenere dai rapporti sessuali durante la fase fertile del ciclo, quando la si ricerca si possono utilizzare con precisione nei giorni fecondi» (Definizione O.M.S.). Dunque, consentono alla donna di scoprire e conoscere il proprio corpo e le sue leggi tramite l’osservazione e, quindi, di consumare l’atto sessuale con consapevolezza nel periodo di non fertilità, rinunciandovi in quello fertile, se non desidera un concepimento. Permettono, inoltre, una corretta pianificazione famigliare e il rispetto della natura dell’atto sessuale coniugale, pur chiedendo un’astinenza periodica. Costituiscono per la coppia uno strumento privilegiato per acquisire la consapevolezza del valore della fertilità e maturare, di conseguenza, scelte basate sulla condivisione, il rispetto reciproco e l’amore per la vita.

Diversamente dalla pillola e dai contraccettivi chimici o ormonali, non provocano effetti collaterali o negativi sulla salute della donna consentendo di salvaguardare il ciclo ovulatorio, consapevole dei periodi di fertilità o di infertilità. Di conseguenza, il desiderio di conoscenza dei metodi naturali, dovrebbero oltrepassare gli orientamenti etici-religiosi abbracciando quelli psico-pedagogici, sanitari ed ecologici. Alcune donne testimoniano di piacevoli sorprese avendo previsto la propria fertilità ed osservato gli eventi del proprio corpo, evitando il supporto di medici o di strumenti tecnologici.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima nel 98% l’efficacia (cfr Adv. Contracept. 10, 2014, 195; Contraception 53, 2016, 69- 74; Advances in contraception, 15, 2019, 69-83). Questi dati sono pubblicati in autorevoli studi statistici (cfr Studies in Family Planning, 2017; Family Planning Perspectives, 2020; Obstetrics and Gynecology, 2021: J.Trusell et al., in Am.J.Obstet.Gynecol., 2021; Statistics in Medicine, 2921), mentre la relazione del febbraio 2022 dell’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC) si conclude con un’inquietante osservazione: «I contraccettivi orali estroprogestinici aumentano il rischio di cancro al seno, alla cervice e al fegato». Allarme non nuovo, già lanciato nel 2002 dal Rapporto Women’s Health Initiative, che stabilì l’aumento del rischio di cancro in donne che usavano da oltre cinque anni la terapia ormonale sostitutiva.

Due sono i Metodi Naturali della Fertilità: il Metodo Billing e il Metodo Sintotermico.

– Il Metodo Billing indica in base alle caratteristiche del muco del collo dell’utero (o muco cervicale) che si modifica prima, durante e dopo l’ovulazione, il tempo fertile o infertile in ogni ciclo mestruale.

– Il Metodo Sintotermico segnala, ponendo attenzione alla combinazione di vari elementi derivanti dall’ovulazione (temperatura, tempo, muco…), il periodo fertile del ciclo mestruale. Questo metodo, presenta alla donna, maggiori elementi per identificare le due fasi.

Essendo fondamentale la conoscenza di sé, l’utilizzo dei Metodi Naturali si apprende rivolgendosi a Centri di Consulenza (cfr www.confederazionemetodinaturali.it).

Come si differenziano i Metodi Naturali della Fertilità dalla contraccezione? «Fra i Metodi Naturali e la contraccezione esiste una differenza di natura etica. Nella contraccezione l’uomo si fa padrone della propria natura, nei metodi naturali l’uomo si limita a far uso con intelligenza della propria natura, accogliendo il nesso fra unione e procreazione così come esso è stato posto dal Creatore, senza distruggerlo artificialmente e senza stringerlo ancora di più di quanto esso di fatto non lo sia. La norma, cui l’uomo in tal modo ubbidisce, non è di natura biologica ma di natura personalistica» (R. Buttiglione, Introduzione al 4° ciclo di catechesi, in Uomo e donna lo creò, Città Nuova, III).

Un settore ostico, spesso chiuso al confronto, riguarda le sperimentazioni cliniche nei confronti delle donne in età fertile. Da Presidente di tre Comitati Etici Ospedalieri, ho esaminato spesso protocolli clinici che ponevano come criterio di inclusione l’uso dei contraccettivi: «se lei è in età fertile deve usare un metodo contraccettivo sicuro per tutto il tempo della sperimentazione». Alcuni Sponsor indicano anche le pratiche contraccettive da adottare.

Imporre l’uso del contraccettivo è eticamente scorretto; oltrepassa l’aspetto terapeutico, ed evidenzia la sfiducia nella responsabilità della donna. Inoltre, il contraccettivo, soprattutto ormonale, potrebbe rendere inattendibili i risultati dello studio. E’ fondamentale un’ adeguata informazione per escludere la gravidanza nel corso dello studio, e a volte, per un determinato periodo anche a ricerca conclusa. Andranno chiaramente evidenziati i rischi per il feto, evitando però il ricatto dei contraccettivi. Dovrà essere la responsabilità della donna a stabilire le metodologie che riterrà più opportune adottare.

Don Gian Maria Comolli