Da san Giuseppe
Il 19 marzo la Chiesa onora San Giuseppe.
E festa grande per tutti coloro che posseggono il nome di Giuseppe, un nome che l’uso, e tutti sappiamo quanto sia frequente, non logora e che l’abitudine non rende mai banale.
Ciò dipende, forse, dal significato del nome ebraico, che secondo la Bibbia e anche i moderni linguisti, vuol dire «Dio aggiunga».
Ma dipende sicuramente, in misura assai maggiore, dai caratteri del personaggio; un uomo, al quale Dio ha “molto aggiunto”, senza perdere nulla della sua affettuosa umanità e della sua silenziosa modestia.
E’ superfluo ripetere la storia di questo personaggio che del resto è semplicissima; almeno così come appare nel Vangelo dal quale possiamo trarre le poche notizie sicure sul suo conto.
Notiamo subito che egli è il personaggio più silenzioso del Vangelo. Non parla mai, nel senso che nessun Evangelista riporta una sua parola. Egli tace sempre, anche se la sua autorità è rispettabilissima. Egli, infatti, è il capo della Sacra Famiglia, ma è un capofamiglia che non deve imporsi o comandare per essere rispettato e obbedito.
La sua autorità non è autoritarismo, quell’autoritarismo contro il quale, e giustamente, si ribellano gli adolescenti e i giovani. L’autorità di Giuseppe proviene dalla sua saggezza, dalla sua virtù, dalla sua consapevolezza dei bisogni effettivi della famiglia, alla quale pensa e provvede lavorando silenziosamente.
Egli è l’immagine della saggezza; solitamente è rappresentato come un anziano, o anche un vecchio.
Rettitudine, onestà, fedeltà alla parola di Dio, laboriosità e obbedienza sono le caratteristiche più spiccate di Giuseppe, falegname di Nazaret e uomo giusto.
E, come meraviglioso esemplare di uomo giusto, questo modesto lavoratore, venne trovato degno di essere padre putativo di Gesù, e suo custode. E’ quindi, anche maestro di vita, negli anni della giovinezza del nostro Redentore.
Una enorme ricchezza di virtù rende il silenzioso falegname degno di essere sposo dell’Immacolata, compagno della Vergine, sostegno della Madre di Dio.
Non serve evidenziare nessun elogio particolare a Giuseppe.
La lode maggiore è sottintesa nei compiti a lui affidati quale capo della Sacra Famiglia. Compiti che dal cielo prosegue misticamente a svolgere come Patrono della Chiesa, cioè sua guida e sostegno.
Si comprende perché il nome di Giuseppe sia sempre stato amato e onorato tra gli uomini. Ripetuto mille volte, presso le culle più umili come pure nei troni più eccelsi. Ripreso dai Santi che a decine si contano nei calendari con questo nome.
Ai papà
Il ruolo del padre nella vita di un individuo è fondamentale e riveste un significato profondo sia sul piano emotivo che su quello sociale. La figura paterna, infatti, non si limita a fornire sostegno economico; essa si configura come un pilastro educativo e affettivo, essenziale per la crescita e lo sviluppo di un bambino.
In primo luogo, il padre svolge un ruolo cruciale nella costruzione dell’identità del figlio.
Attraverso l’interazione quotidiana, i padri trasmettono valori, norme e comportamenti che contribuiscono a formare la personalità del bambino. Un rapporto sano e positivo con il padre può migliorare l’autostima e la fiducia in se stessi influenzando in modo significativo le loro relazioni interpersonali future.
Inoltre, i padri hanno una funzione preventiva nel ridurre comportamenti a rischio tra i giovani. Studi dimostrano che i ragazzi cresciuti in famiglie con una forte presenza paterna tendono a mostrare minori tendenze all’aggressività e a sviluppare abilità sociali più elevate. La figura paterna, infatti, è spesso associata a modelli di comportamento che incoraggiano il rispetto, la responsabilità e la risoluzione pacifica dei conflitti.
Un altro aspetto rilevante è la coeducazione.
La partecipazione attiva del padre nella vita quotidiana dei figli, nelle attività scolastiche e ricreative, promuove un ambiente di apprendimento equilibrato. Questa interazione non solo arricchisce la relazione padre-figlio, ma crea anche un contesto familiare dove entrambi i genitori collaborano per il benessere dei propri figli. In tal senso, il coinvolgimento paterno è associato anche a migliori risultati scolastici e a una maggiore motivazione nell’apprendimento.
Infine, è importante considerare l’aspetto emotivo della figura paterna.
I padri sono in grado di offrire un supporto affettivo che complementa quello materno. Essi possono fungere da punto di riferimento per affrontare le sfide della vita, offrendo consigli preziosi e una spalla su cui contare nei momenti difficili. Il legame affettivo tra padre e figlio, quindi, rappresenta una fonte di sicurezza emotiva che favorisce la resilienza e il benessere psicologico.
Anche oggi l’importanza del papà è un tema che merita di essere approfondito e valorizzato. Ogni giorno, i padri influiscono profondamente sullo sviluppo dei loro figli, plasmando il futuro della società. Pertanto, è fondamentale riconoscere e sostenere il ruolo dei padri, affinché possano continuare a essere figure significative e positive nella vita dei loro bambini.
Don Gian Maria Comolli
