E’ stupefacente dover leggere quasi quotidianamente, che prevalentemente per iniziativa di una certa Magistratura, nel nostro Paese tanti agenti delle Forze dell’Ordine finiscono indagati per aver fatto il proprio dovere, cioè aver difeso i cittadini onesti da delinquenti (ladri, rapinatori, spacciatori, stupratori…). Potrei riportare tanti casi: ne evidenzio solo due per non dilungarmi. Emanuele Marroccella, carabiniere romano condannato a tre anni carcere e a risarcire 150.000 euro ai parenti di un ladro ucciso dopo aver ferito un militare ed inseguito dai carabinieri si è schiantato contro il palo di un semaforo. All’inizio del mese di maggio ad Aosta cinque poliziotti sono stati indagati per aver inseguito un delinquente a bordo di un camion. Si tratta di Davide Sevilla possessore di una fedina penale macchiata da molteplici reati che all’alt della polizia ha preferito la fuga. Inseguito dalle forze dell’ordine si è lanciato dal veicolo in fuga finendo sotto le ruote del camion e investito dall’auto della polizia è morto. Nel frattempo sono stati arrestati i complici del Sivilla membri di una banda specializzata nell’assalto ai Tir. Encomio agli agenti? No, indagati dalla Magistratura. Per me è un paradosso anche perché con questi atti si toglie presso i cittadini autorevolezza e autorità facendo il “gioco” dei malviventi. Dante
LA RISPOSTA DEL DON
Non voglio entrare in casi specifichi, Dante ci ha portato due esempi ma sono tanti. Intendo invece evidenziare il rispetto e la stima che tutti i cittadini devono alle Forze dell’Ordine poiché difendono i valori fondamentali per il corretto funzionamento di una società democratica e civile. Le Forze dell’Ordine, costituite da uomini e donne che dedicano la propria vita alla tutela della sicurezza pubblica, sono perciò pilastri essenziali di una democrazia.
Innanzitutto, è importante sottolineare che le Forze dell’Ordine svolgono una funzione indispensabile nel mantenimento della legalità e dell’ordine pubblico. Attraverso la prevenzione dei reati, l’intervento immediato nelle situazioni di emergenza e l’applicazione delle leggi, esse garantiscono un ambiente sicuro in cui tutti possono vivere, lavorare e crescere serenamente. Questa missione non è priva di rischi; al contrario, spesso gli appartenenti alle Forze dell’Ordine si trovano a operare in contesti complessi e pericolosi, mettendo a rischio la propria incolumità per difendere quella dei cittadini. Perciò, il rispetto che si deve loro è innanzitutto riconoscimento dell’alto livello di coraggio e dedizione che caratterizza il loro servizio.
È quindi necessario considerare il rapporto di fiducia che dovrebbe sempre intercorrere tra cittadini e Forze dell’Ordine. La fiducia reciproca è alla base di una convivenza serena: i cittadini devono poter contare sulla presenza costante e affidabile degli agenti per sentirsi protetti, mentre questi ultimi necessitano di un clima di rispetto e collaborazione per svolgere al meglio il proprio compito. Il rispetto, quindi, non deve essere un sentimento unilaterale, ma una relazione dinamica che alimenta la legittimità e l’efficacia dell’azione delle Forze dell’Ordine. Ogni atto di violenza ingiustificata contro di esse o di sfiducia generalizzata mina la stabilità sociale e indebolisce lo Stato di diritto.
Un altro aspetto da evidenziare riguarda la responsabilità che le Forze dell’Ordine hanno nel garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Operando sempre nel quadro della legalità e nel pieno rispetto delle normative internazionali, esse devono essere esempio di correttezza e imparzialità. Il rispetto e la stima diventano così anche strumenti di controllo sociale, affinché ogni abuso o comportamento scorretto sia denunciato e sanzionato, tutelando la dignità di tutte le persone coinvolte.
Ebbene, il rispetto e la stima dovuti alle Forze dell’Ordine rappresentano un elemento imprescindibile per la stabilità e il benessere di una comunità. Esse incarnano i principi di legalità, sicurezza e giustizia, e meritano un riconoscimento costante per l’impegno e il sacrificio con cui svolgono il proprio servizio. Coltivare un rapporto di fiducia e collaborazione tra cittadini e agenti è fondamentale per costruire una società più giusta, pacifica e solidale, in cui ognuno possa sentirsi protetto e rispettato. Riconoscere il valore delle Forze dell’Ordine significa dunque affermare la centralità dei diritti e dei doveri che rendono possibile la convivenza civile e democratica.
E’ doverosa anche una seconda osservazione. le Forze dell’Ordine devono anch’esse porsi nei riguardi dei cittadini con rispetto e giustizia indipendentemente dalle loro condizioni sociali, etniche, politiche e religiose. E questo non deve essere un semplice atto formale, bensì è un requisito essenziale per consolidare la fiducia reciproca creando un clima di collaborazione che facilita l’azione di prevenzione e repressione dei reati.
La giustizia, in questo contesto, assume un significato duplice: da un lato, essa riguarda l’applicazione imparziale delle norme, senza favoritismi né pregiudizi; dall’altro, implica il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini durante tutte le fasi dell’intervento delle forze dell’ordine.
Un aspetto cruciale riguarda l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine. L’impiego di misure coercitive deve essere sempre proporzionato, necessario e rispettoso della legalità. Per questo motivo, le forze dell’ordine devono essere adeguatamente formate non solo dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo etico, affinché siano consapevoli del valore del rispetto e della giustizia nel loro operato quotidiano.
Infine non possiamo ignorare la trasparenza. Meccanismi di controllo interni, così come la vigilanza da parte della magistratura e di organismi indipendenti, sono indispensabili per prevenire abusi e correggere eventuali comportamenti scorretti. Ci deve essere però la possibilità per i cittadini di presentare reclami e di ottenere risposte chiare.
Ebbene, la collaborazione tra agenti e popolazione, basata sulla fiducia reciproca e sul dialogo, rappresenta la chiave per affrontare efficacemente le sfide della sicurezza e per costruire una società più giusta e inclusiva.
Don Gian Maria Comolli