Il 3 di giugno finalmente, dopo tempo e tempo sprecato, in Parlamento si discuterà di un Disegno di Legge che dia la possibilità anche agli ammalati italiani di poter scegliere il suicidio assistito. E subito si è levata la voce della Chiesa e di quelle associazioni che si definiscono “pro vita” per boicottare questa iniziativa. Io sono un medico e anche una volontaria che opera presso i malati con sclerosi multiple gravi e quindi inviterei tutti prima di dare giudizi negativi a trascorrere un giorno presso il reparto dove lavoro o l’associazione. Poi ne riparliamo! Deborah
LA RISPOSTA DEL DON
Gentile dottoressa immagino che lei mi abbia inviato questa sua riflessione per le posizioni che più volte ho preso contro il suicidio assistito. Posizioni prese anche in base alla mia esperienza di trentacinque anni di cappellano ospedaliero dove ho potuto incontrare centinaia di malati con molteplici patologie tra cui anche quelle psichiatriche.
Tre giustificazioni delle mie opinioni.
-Lei cita la Chiesa cattolica ma alcune problematiche riguardanti l’inizio e il termine vita, come ben affermato più volte da Papa Francesco, vanno oltre l’aspetto religioso abbracciando quello antropologico e umano. Ad esempio, per comprenderci, l’inizio di una nuova vita lo stabilisce la scienza non la Chiesa. Alcuni mesi fa scrissi un testo intitolato: “Eutanasia. Se la conosci la combatti. Dall’ideologia al reale” dove ho giustificato tutte le mie perplessità non riferendomi alla Dottrina della Chiesa ma al mondo, in particolare ai tre Paesi (Belgio, Olanda e Canada) dove si è partiti approvando il suicidio assistito e giungendo dopo anni all’approvazione dell’eutanasia per tutti coloro che ne fanno richiesta anche se non affetti da gravi patologia perché quando si creano crepe nei muri con il trascorrere del tempo diventato pericolose. Oltre che riportare decine di casi che giustificano questa mia osservazione, interessante è il caso del Canada, dove partire da marzo 2027, il programma MAiD (Assistenza Medica alla Morte) sarà esteso anche a persone la cui unica condizione patologica sia una malattia mentale. Vogliamo anche noi lasciare questa triste situazione ai nostri figli e nipoti?
-Dunque, il 3 giugno, inizierà a Palazzo Madama il disegno di legge sul Fine vita mentre nel frattempo le commissioni Giustizia e Affari Sociali cercheranno di trovare un accordo per un testo condiviso rispetto ai 3 attuali già presentati tra maggioranza e opposizioni: il ddl Bazoli (Pd), quello di Zanetti (Forza Italia) e quello di Zullo (Fdi), tutti imperniati sulle sentenze della Corte Costituzionale del 2018-2019 con però differenze sostanziali su cure palliative e iter del suicidio assistito. Coloro che ostentato una legge sul Fine Vita sono così sadici nei confronti delle sofferenze del malato? No, perché l’alternativa c’è e sono le Cure Palliativa di cui ne parlano in pochi e per questo invito ad un approfondimento.
-Da ultimo, mi scusi dottoressa, sono alquanto preoccupato per il “silenzio” delle Associazioni di Volontariato che non si rendono della “posta in gioco” ma anche della posizione di alcuni medici che rinnegano il “Giuramento di Ippocrate”, base etica e deontologica della loro missione-professione. A dire il vero non tutti ma una modestissima parte. Leggo sul quotidiano “La Verità” (16 maggio 2026) un articolo dal titolo: “Il grido dei medici in Veneto: ‘Non alla legge sul fine-vita. Noi salviamo non uccidiamo’ ” con il sotto-titolo: “Il capo dell’Ordine dei Medici: ‘Dal suicidio all’eutanasia il passo è breve’ ” (pp. 6 e 7).
Di fronte a questi rischi la nostra voce è importante perché come affermava Martin Luther King :“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni”.
Don Gian Maria Comolli