In un post su X il vescovo statunitense risponde all’intervista in cui monsignor Paglia rivendica un ruolo decisivo nello scioglimento dell’Istituto Giovanni Paolo II: «questa riforma “profonda” implicava, soprattutto, un ripensamento del concetto stesso di diritto naturale».
C’è perfino chi ne ha fatto un vero e proprio mestiere: dire male, parlare male, criticare a prescindere. Nemmeno i premi Nobel sono al di sopra di questa attitudine che ci unisce tutti.
Le istituzioni sono chiamate a rafforzare le politiche di prevenzione, protezione e sostegno nei confronti delle vittime, garantendo percorsi efficaci di tutela e di autonomia. Tuttavia, nessun intervento normativo potrà essere pienamente efficace senza il coinvolgimento dell’intera società civile.
L’Islam rappresenta oggi una delle religioni più diffuse e influenti a livello globale, con una presenza significativa anche in Europa. Il rapporto tra l’Islam e il continente europeo si configura come un fenomeno complesso, caratterizzato da dinamiche culturali, sociali, politiche e religiose che meritano una riflessione approfondita e articolata.
Nel ritirare il Premio Einaudi, Augusto Barbera è tornare a parlare del referendum costituzionale sulla giustizia.
Le atrocità contro le ragazze cristiane continuano in Pakistan, e ogni volta il silenzio del mondo pesa quanto il crimine stesso.
Presso l’aula magna dell’Università Europea di Roma si è tenuto un “Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata”, organizzato dal predetto Ateneo in collaborazione con il Centro Studi Rosario Livatino.
Beato Francesco Pianzola, fondatore delle Pianzoline e apostolo della Lomellina, dedicò la vita a mondine, braccianti e poveri.
La testimonianza di Carlo Casini, Servo di Dio e fondatore del Movimento per la Vita, tra fede, politica e difesa della dignità umana.
L’intellettuale ebreo francese dopo la guerra ridefinì il concetto da una prospettiva cristiano-liberale, ancorandolo ai valori di verità e giustizia Il contrario dell’entità fragile, da piegare con la forza, secondo l’idea dei totalitarismi.