Mi chiedo, perché io che sono ateo abitante in uno stato laico, debba contribuire al sostentamento della Chiesa Cattolica? Claudio

LA RISPOSTA DEL DON
Non voglio entrare in polemiche inutili, ma anch’io da cattolico mi turo il naso sapendo che con le mie tasse contribuisco all’aborto o al cambio di identità di genere… Ma per non diventare un “lavandaio”, voglio esaminare la tematica sia a livello motivazionale che di numeri e cifre.
A livello motivazionale per comprendere appieno il ruolo della Chiesa cattolica nella società contemporanea, è essenziale valutare non solo gli oneri economici associati alla sua presenza, ma anche i contributi sociali, culturali, educativi e morali che essa offre, e quindi, limitare l’analisi a un semplice conteggio dei costi monetari è riduttivo, infatti dal punto di vista sociologico e sociale, essa è da sempre una realtà che promuove la coesione e la solidarietà. E, gli interventi della Chiesa, contribuiscono significativamente a mitigare fenomeni di esclusione sociale sollevando in parte lo Stato da un onere che altrimenti graverebbe esclusivamente sui servizi pubblici.
Inoltre, dal punto di vista educativo e culturale, la Chiesa cattolica è un pilastro fondamentale in molti territori gestendo istituti di formazione che non solo garantiscono una preparazione accademica, ma promuovono valori etici e umani fondamentali quali la dignità della persona, il rispetto reciproco e la responsabilità sociale.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda il ruolo morale e spirituale che la Chiesa cattolica riveste per milioni di fedeli. In un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti sociali e da una crescente complessità, essa fornisce un punto di riferimento stabile, offrendo risposte alle domande esistenziali e un senso di comunità.
Questo apporto non è quantificabile economicamente, ma incide profondamente sulla qualità della vita e sul benessere psicologico degli individui e delle famiglie.
I numeri
Assistenza socio-sanitaria
In Italia, il ruolo degli enti socio-sanitari cattolici è una componente fondamentale nel sistema di welfare e assistenza. Tali organizzazioni operano con l’obiettivo di rispondere ai bisogni più urgenti delle persone fragili, promuovendo non solo la cura della salute fisica e mentale, ma anche il benessere sociale e spirituale degli individui. La presenza capillare e diffusa di questi enti sul territorio italiano testimonia quanto essi siano parte integrante e insostituibile del tessuto socio-sanitario del Paese.
Gli ultimi dati che possediamo sono quelli forniti da un’indagine promossa nel 2011 dall’ “Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute”, dalla “Caritas Italiana” e dalla “Consulta Ecclesiale degli organismi socio-assistenziale”. Dati senz’altro peggiorati.
La ricerca censì 14.246 enti dove operano 420mila persone; 1/3 retribuite (137.764) e 2/3 volontari (282.254).
I “servizi” promossi e gestiti da diocesi, da Ordini Religiosi maschili e femminili, da parrocchie, da associazioni e movimenti.
–Assistenza sanitaria: servizi ospedalieri (122), servizi di riabilitazione (109), banche del sangue (121), gestione autoambulanze (288).
–Assistenza socio-sanitaria e sociale residenziale: per anziani (1330), per malati mentali o tossicodipendenti (394), comunità educative per minori (274), comunità per mamme e bambini (246), comunità non residenziali per anziani (1823).
–Assistenza sociale: centri di ascolto e segretariato sociale (2118), centri di ascolto per immigrati (165), centri di erogazione di beni primari (1936), consultori familiari e centri di aiuto alla vita (371), mense (320), centri diurni per disabili (276), servizi di sostegno socio-educativo scolastico per minori (271).
Possiamo quindi, già affermare, che “migliaia” di opere “cattoliche” testimoniano la “concreta vicinanza e assistenza” della Chiesa ai cittadini italiani.
Le scuole paritarie
Nell’anno scolastico 2024/2025 le scuole paritarie cattoliche in Italia erano 8.322, con 993.111 iscritti. Nelle materne 621.486; nelle elementari 186.356; nelle medie 66.158; nelle superiori 119.111.
Da un rapporto dell’ Ocse, l’ Organizzazione Europea per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, apprendiamo che i costi medi sostenuti dallo Stato per i propri studenti varia tra 7.000 e 9.000 euro, a seconda del grado scolastico e delle regioni, mentre il costo complessivo per lo Stato di uno studente paritario oscilla tra 2.000 e 4.000 euro annui, a seconda dell’entità dei contributi erogati.
E, allora, una considerazione è spontanea. Lo Stato risparmia più di 6 miliardi di euro l’anno grazie al sistema delle scuole paritarie. Se improvvisamente chiudessero tutte le scuole paritarie bisognerebbe spendere diversi miliardi in più all’anno per garantire una scolarizzazione a tutti questi bambini, ragazzi e adolescenti.
Poveri e immigrati
Il sostegno della Chiesa italiana a poveri e migranti rappresenta un impegno storico e costante che si radica nei principi fondamentali della dottrina cristiana e nella tradizione di carità sociale. Nel contesto attuale, caratterizzato da profonde trasformazioni socio-economiche e da un aumento significativo dei flussi migratori, la Chiesa italiana si conferma come un attore centrale nel promuovere solidarietà, inclusione e giustizia sociale.
La Chiesa, inoltre, non solo si limita a offrire assistenza materiale, ma si impegna anche a garantire accoglienza dignitosa, tutela dei diritti umani e promozione dell’integrazione sociale.
Tra le iniziative più rilevanti vi sono quelle portate avanti dalla Caritas Italiana, vero e proprio braccio operativo della Conferenza Episcopale Italiana nel campo della solidarietà sociale. La Caritas svolge un ruolo di primo piano nell’assistenza ai senza dimora, nei centri di accoglienza per migranti, nel supporto alimentare e sanitario, nonché nella formazione e nell’orientamento professionale rivolti a persone in situazione di povertà estrema. Grazie a una rete capillare presente su tutto il territorio nazionale, la Caritas è in grado di intervenire tempestivamente nelle emergenze, offrendo sostegno concreto e accompagnamento personalizzato.
Accanto alla Caritas, numerose altre realtà ecclesiali contribuiscono al sostegno delle fasce più deboli della popolazione. Le parrocchie costituiscono spesso punti di riferimento locale, dando vita a servizi di ascolto, distribuzione di beni di prima necessità, centri di accoglienza temporanea e percorsi di integrazione culturale.
Un aspetto fondamentale dell’impegno della Chiesa italiana riguarda la difesa dei diritti dei migranti, spesso vittime di sfruttamento, discriminazione e marginalizzazione. In questo senso, la Chiesa coltiva un dialogo costante con le istituzioni pubbliche, le organizzazioni internazionali e la società civile per promuovere politiche migratorie giuste ed efficaci, basate su criteri di umanità e rispetto della dignità umana. La partecipazione attiva della Chiesa nel dibattito pubblico contribuisce a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sfide e sulle opportunità correlate ai fenomeni migratori, favorendo una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.
È importante sottolineare, infine, la collaborazione tra la Chiesa e altre realtà del Terzo Settore rappresenti un valore aggiunto significativo. Attraverso partenariati e reti di solidarietà, si ha la possibilità di integrare competenze diverse e risorse, ottimizzando l’efficacia degli interventi e ampliando la portata dell’azione caritativa.
Parrocchie e sacerdoti
Le parrocchie in Italia sono circa 26mila con una distribuzione capillare molto differenziata in rapporto al territorio e alla popolazione. E, spesso, sono gli unici avamposti di “socializzazione e di aggregazione” in luoghi fortemente disagiati e disgregati soprattutto nelle grandi metropoli. Molteplici sono le attività che svolgono le parrocchie non solo a livello liturgico e di evangelizzazione ma di promozione umana. Si pensi, ad esempio, alle attività per ragazzi, adolescenti e giovani mediante l’oratorio, i grest e i campi estivi. Già Indro Montanelli, in tempi non sospetti, affermava che dove nessuno riesce ad arrivare, troviamo la Chiesa.
E, nelle parrocchie, operano 32mila preti. Il sacerdote, come figura sacramentale e guida spirituale amministra i sacramenti, predica la Parola di Dio e si impegna nell’assistenza pastorale. Tuttavia, il ruolo del sacerdote in Italia ha spesso superato il semplice ambito religioso, estendendosi a incarichi educativi, sociali e culturali. Durante i secoli, molti sacerdoti si sono distinti come intellettuali, scrittori, filosofi e promotori di iniziative educative, contribuendo alla diffusione della cultura e dei valori.
Un chiarimento. La remunerazione mensile del sacerdote varia tra gli 850 euro per un prete appena ordinato ai 1300 massimi dopo anni di ordinazione. Uno stipendio, ovviamente minimo, rispetto alle prestazioni che il sacerdote offre e gli consente un tenore di vita non certo ricco.
Beni artistici
Un’ampia parte del patrimonio artistico italiano è costituita da chiese, musei, biblioteche… di proprietà della Chiesa. Questo patrimonio, oltre che richiamare un consistente turismo, rappresenta la nostra identità nazionale e testimoniano una cultura che ha inciso notevolmente nella formazione e nello sviluppo della nostra civiltà.
Ma, queste opere, devono essere costantemente monitorate e tutelate affinché non si degradino o subiscano ingenti danni. La Chiesa cattolica in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici sostiende vari progetti di restaurazione e di manutenzione.
CONCLUSIONI
Da quanto sinteticamente presentato, il dipingere la Chiesa cattolica come “un costo” alla società è completamente falso, e anche “il lontano”, dotato di onestà intellettuale, può riconoscere questa straordinaria presenza di carità e di umanità, efficace ed efficiente, a vantaggio del bene comune. Di conseguenza, possiamo affermare senza paura di essere smentiti da numeri o dati, che la Chiesa riceve molto di meno dallo Stato di quello che restituisce moltiplicato in una serie di servizi alla società.
Don Gian Maria Comolli