Lujain è una donna siriana di Aleppo rimasta senza gambe e senza un braccio dopo che, nel 2012, un barile bomba distrusse la sua casa e uccise suo figlio. Vive in una struttura informale con altre donne e bambine mutilate dalla guerra, accudita da medici volontari. In Siria si contano quasi tre milioni di persone con disabilità: sono spesso emarginate, non hanno accesso al lavoro, né all’assistenza e le barriere architettoniche le condannano a vite isolate. Ma Lujain legge favole alle bambine orfane e canta con loro. «C’è una cosa che nessuna bomba ci può togliere», dice. «La solidarietà che abbiamo le une con le altre».
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