XVIII DOMENICA PER ANNUM – Essenziale è il nostro contributo (Mt 14,13-21)

By 28 Luglio 2026Spiritualità

Il Vangelo di questa domenica mostra che folle seguivano Gesù, ed Egli sentì compassione e per loro compie uno strepitoso miracolo: la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ma, il Cristo, si servì del piccolo contributo di cinque pani e due pesci poiché questa è la sua modalità d’azione: vuole la collaborazione all’uomo.  Disse ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mt 14,16). E, appunto, con questo minimo contributo saziò oltre cinquemila persone.

Perché è un particolare importante? Perché ci indica che se tutti noi sapessimo mettere a disposizione di Dio quello che siamo e quello che possediamo miglioreremmo la società. Alcuni affermano: “è poco quello che posso offrire”. Non importa perché il Signore ci mette il resto. Ebbene, Dio ama servirsi anche di piccoli contributi, per far risplendere ancora maggiormente la sua onnipotenza!

Un giovane chiese a un sacerdote: “Perché Dio non fa niente, quando molti muoiono di fame?”. E, il sacerdote dopo una breve riflessione, affermò: “Il Signore ha fatto qualcosa e fa qualcosa; ha fatto te!”.  Questa risposta fu come un fulmine che rischiarò le tenebre della coscienza di quel giovane, il quale, da quel giorno, comprese che Dio agisce nel nostro sforzo e chiede la nostra fattiva collaborazione!

Di fronte a tante persone che vivono nella povertà, soprattutto, Dio dice a ciascuno di noi: «Voi stessi date loro da mangiare» (Mt 14,16). Quindi, non lasciamo mancare il nostro contributo, e Dio ci offrirà  il suo aiuto onnipotente nel costruire o ricostruire la società.

Sant’Ignazio di Loyola insegnava che dobbiamo agire come se tutto dipendesse da noi, ma dobbiamo attendere il buon esito dei nostri sforzi unicamente da Dio. Comunemente si dice: “Aiutati, che il Ciel t’aiuta”; ma, se manca il nostro sforzo, non possiamo pretendere l’aiuto di Dio. Questa fu anche la strategia e l’esempio luminoso dei grandi santi della carità da san Giovanni di Dio alla santa Madre Teresa di Calcutta, che seppero mettere nelle mani di Dio tutto quello che erano, e il Signore, servendosi di loro, compì delle meraviglie di carità.

Infine, non possiamo scordare, che il miracolo raccontatoci ci rimanda al Mistero dell’Eucaristia, poiché per sfamare le nostre anime, Gesù dice ai sacerdoti: “Voi stessi date loro da mangiare”. E, ripetendo il gesto dell’Ultima Cena, i presbiteri consacrano il pane e il vino che misteriosamente divengono il Corpo e il Sangue di Cristo. L’Eucaristia, a cui dovremmo partecipare ogni domenica,  è il Pane disceso dal Cielo con il quale Redentore stesso ci nutre anche oggi.

Sensibilizziamoci ai bisogni degli altri e riscopriamo il desiderio insoffocabile che abbiamo di Dio come rammenta sant’Agostino: “Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”.