Nel tempo in cui sembra che la bellezza della fede abbia smarrito questa caratteristica oggi, domenica 16 agosto, e ieri solennità dell’Assunta, la Chiesa offre due esempi di donne, diverse nella santità e nella realtà: la donna Cananea e Maria Santissima. Vogliamo quindi confrontarci con queste due meravigliose donne e, per fortuna, come loro, ce ne sono tante anche oggi. Rattrista invece constare che varie, ritenendosi “moderne”, si adeguano totalmente e acriticamente alla mentalità corrente, omettendo la bellezza dell’anima e puntano unicamente sull’apparenza fisica, svendendo così la propria dignità e divenendo “merce” di piacere.

La donna cananea mostra l’atteggiamento da assumere con Dio, cioè il porre totalmente la nostra fiducia nel Padre al punto “da sfidarLo” nella preghiera.
Gesù, viaggiando verso Tiro e Sidone, incontra una donna con una figlia gravemente ammalata, ma Lui sembra ignorarla. Ecco allora che gli apostoli intervengono: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro!”. Molto probabilmente non era la compassione a muovere i discepoli ma forse soltanto il non voler fare una brutta figura o il non infastidire la carovana.
Ma nuovamente la reazione del Cristo lascia tutti, forse anche noi, sorpresi: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”, ossia questa donna non appartiene alla categoria cui mi interesso!
Però la donna non si scoraggia, non si impressiona dalle parole dure di Gesù, invece gli si avvicina assumendo un comportamento incredibile che la è la conseguenza della sua fede e della sua fiducia. Lo ferma, gli si prostra dinnanzi ed afferma: “Signore, aiutami”. Due semplici parole che racchiudono tutta la povertà e la fiducia della donna; due parole che commuovono e che molte volte, forse, affiorano anche sulle nostre labbra.
Gesù, dunque, mette alla prova la fede di quella donna quasi volesse darci una direttiva sul nostro modo di accostarsi a Lui: “Signore, aiutami”. Ma, la risposta del Cristo, è ancora più sorprendente: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”. La donna, però, non si offende, anzi replica alla sfida con una risposta saggia e profonda: “E’ vero, Signore ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. E, questo finale, non solo premia la Cananèa, ma si trasforma in una lode del Cristo per la donna: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri!”. “E in quell’istante sua figlia fu guarita”.
Tutti nella vita lottiamo contro il dolore o le prove, a volte durissime. In quelle circostanze c’è chi si abbandona alla disperazione, chi si limita a imprecare e chi si rivolge a Dio affermando: “Signore, aiutami”. E, l’atteggiamento difficile ma stupendo della Cananèa per la sua insistenza, si merita quella sublime frase del Maestro: “Donna, davvero grande è la tua fede!”.