Cinque riflessioni sul brano di Vangelo di questa domenica.

1“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?”.
E’ questa una domanda che bussa al cuore di ogni uomo e forse anche lo tormenta: scoprire chi è realmente Cristo! E’ unicamente un uomo, magari tra i maggiori che l’umanità abbia conosciuto, oppure il Figlio di Dio?
La risposta che possiamo fornire è unicamente un dono della fede poichè dischiude i nostri occhi ad un mistero a cui la ragione umana non è in grado di rispondere.
Privi della fede, Cristo rimane un personaggio del passato, a cui possiamo attribuire onore e stima, ma nulla di più!
2.“Voi chi dite che io sia?”.
C’è chi lo esalta come profeta, come maestro di vita… persino come rivoluzionario o riformatore sociale, e c’è chi lo denigra coprendolo di disprezzo e di insulti ad esempio con la bestemmia. Ebbene, nessun uomo, è stato così ammirato e nel medesimo tempo così deprecato.
“Ma voi chi dite che io sia?”. E’ l’interrogato che in questa domenica il nostro Maestro ci rivolge a cui dobbiamo rispondere con sincerità.
3.“Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
La risposta di Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, rimarrà nei secoli la professione di fede che rivela il mistero del Signore Gesù, poiché Egli non è un uomo e neppure una creatura eccezionale al di sopra degli uomini. Lui è il Figlio di Dio generato nel seno del Padre, da lui distinto nella persona, ma uguale nella divinità.
Non fu facile per gli apostoli credere che fosse Dio colui che mangiava, beveva, camminava e dormiva con loro, condividendo i limiti, i disagi e le fatiche dell’esistenza comune di tutti gli uomini.
Non fu facile per loro, come non è facile per noi!
4.“Tu sei Pietro”.
Perchè Gesù ha scelto un pescatore come capo della sua Chiesa. Simone cioè Pietro, non possedeva una formazione dottrinale, non era coraggioso ed era piuttosto impulsivo e precipitoso nelle decisioni, fino a rasentare l’imprudenza.
5.“Non prevalebunt”.
L’ultima osservazione riguarda il termine del brano quando Cristo afferma a Pietro: “… le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
E’ una promessa importantissima, soprattutto oggi essendosi attenuata in molti la convinzione dell’esistenza di Satana e della sua potenza. Ma noi non dobbiamo temere perché la Chiesa è poggiata sulla roccia di Pietro e, contro questo baluardo, la violenza del male si avventa invano.