Alice ed Ellen Kessler sono morte a 89 anni insieme: dalla Germania arriva l’indiscrezione sul ricorso all’eutanasia assistita.
Il caso di Ada, la 44enne malata di Sla campana che ha ottenuto dalla Asl l’ok alla richiesta di suicidio assistito, ha scosso la comunità italiana di persone affette da Sclerosi laterale amiotrofica. E dopo qualche giorno di confronto prende ora la parola per loro Adele Ferrara, presidente di AiSla Napoli, malata da 16 anni.
Se ne sono andate insieme. Alice ed Ellen Kessler, le celebri cantanti e ballerine della tv degli anni Cinquanta e Sessanta, sono state trovate entrambe morte ieri nella loro abitazione di Grünwald, vicino a Monaco di Baviera. Avevano 89 anni e, già nel pomeriggio di ieri – quando è stata data la notizia della loro morte -, si è subito parlato di suicidio assistito. Del resto, che quello d’una morte insieme potesse essere un piano condiviso dalle due sorelle era da loro stesse stato fatto capire, e più volte. Per esempio in un’intervista al settimanale Chi risalente al 2012, avevano detto: «Se una di noi si ridurrà allo stato vegetativo, l’altra l’aiuterà a uscire di scena».
Non serve certamente una nuova legge, tuttavia un grande antidoto al suicidio assistito è senz’altro l’incentivo alle cure palliative, ad oggi strutturate in maniera ancora troppo carente all’interno del Sistema Sanitario Italiano.
Una testimonianza che ci tiene a portare all’attenzione dell’opinione pubblicata proprio nel corso del dibattito parlamentare su un’eventuale legge sul suicidio medicalmente assistito, che tra l’altro è anche l’oggetto di una petizione popolare lanciata dalla onlus e che ha già raccolto quasi 30.000 firme.
Tanti parlamentari di estrazione cattolica hanno annunciato, già da tempo, il loro appoggio al disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito attualmente in discussione in Parlamento e presentato dalle frange del centrodestra. Pur riconoscendo le loro intenzioni di voler limitare i danni, dunque a pensare – anche se non è così – che il Ddl sia in qualche modo una sorta di “male minore”, c’è chi è totalmente in disaccordo con tale visione, come Pino Morandini.
Il movimento delle Sentinelle in Piedi torna nelle piazze italiane per dire un fermo e coraggioso “no” al disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito attualmente in discussione in Parlamento.
Flashmob a Roma contro la legalizzazione del suicidio assistito, che aprirebbe l’Italia alla deriva eutanasica già sperimentata dai 13 Paesi dove la pratica è autorizzata per legge.
Il giurista ed ex presidente della Camera interviene su Avvenire nel dibattito sul fine vita e su una nuova legge per il suicidio assistito. Ricordando «è sacro ciò che non può essere cancellato, a pena di dissolvere le ragioni stesse dell’umano»