Un’analisi critica della fecondazione eterologa: dalla sentenza 162/2014 della Consulta ai rischi per la salute e il legame distopico con il “Mondo Nuovo” di Huxley.
Dopo Francia e Lussemburgo, la Spagna mette il diritto all’aborto in Costituzione. Una decisione che richiama il “bambino mai nato” della Fallaci.
Il premier Pedro Sanchez intende introdurre l’aborto nella Costituzione spagnola, limitando anche la libertà di coscienza. Propone la legge proprio quando il cappio delle inchieste si stringe attorno a lui e ai suoi famigliari e collaboratori.
Il diritto a conoscere le proprie origini, strettamente connesso all’identità personale, è considerato un diritto umano fondamentale. Esso trova riconoscimento nell’art. 7 della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo del 1989, che afferma il diritto del bambino, per quanto possibile, a conoscere i propri genitori e ad essere da essi accudito. L’art. 8 della stessa impegna gli Stati “a rispettare il diritto del fanciullo alla propria identità”.
Gli studi piscologici e biomedici sulla relazione nel grembo materno tra il figlio destinato a essere ceduto ad altri e la donna che si presta a farlo crescere sino al parto mostrano una realtà che pochi raccontano. Ma che va conosciuta.
Chiamata a scegliere se finanziare gli aborti transfrontalieri nella Ue o promuovere la vita, la Commissione ha deciso di non decidere: e ha rimandato gli Stati membri al Fondo sociale europeo (che dovrebbe servire ad altro). Ma qualcosa ha trattenuto il governo dell’Unione dal concedere piena libertà di abortire…
Cori agghiaccianti, con l’invito a bruciare le sedi e lanciare molotov, durante il corteo di “Non Una Di Meno”. L’associazione Pro Vita denuncia «il silenzio complice» della Sinistra.
La decisione del Tribunale federale di appello di consentire all’amministrazione Trump di procedere con il taglio dei fondi pubblici a Planned Parenthood segna un passaggio di grande rilievo non solo sul piano giuridico e politico, ma soprattutto su quello morale e culturale.
La decisione del Parlamento del Lussemburgo di inserire nella Costituzione la cosiddetta “libertà di abortire” rappresenta un passaggio grave e profondamente problematico dal punto di vista etico, antropologico e giuridico.
Un’ordinanza della Cassazione riconosce la soggettività al nascituro e fa emergere il cortocircuito: il nascituro è soggetto di diritto, tanto che la sua morte merita un risarcimento a favore dei genitori, allora perché ucciderlo con l’aborto?