La persecuzione dei cristiani è una realtà drammatica ma persistente in molte parti del mondo. Nonostante la libertà di religione sia un diritto fondamentale riconosciuto dalla maggior parte delle costituzioni nazionali e dalle convenzioni internazionali, le comunità cristiane continuano a essere oggetto di violenze, discriminazioni e repressioni in diverse regioni.
Il Nicaragua del regime di Ortega e Murillo è un paese ormai invivibile per i cristiani. La resistenza viene da figure della diaspora come don Nils de Jesús Hernández, soprannominato “padre vandalico” dal regime.
La Chiesa durante il suo pellegrinaggio sulla terra è per sua natura missionaria, in quanto è dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo che essa, secondo il piano di Dio Padre, deriva la propria origine. E’ appena stato celebrato il sessantesimo anniversario di “Ad Gentes”, il decreto conciliare sull’attività missionaria della Chiesa. Il Concilio ecumenico Vaticano II fu indetto da Giovanni XXIII che il 25 gennaio 1959 lo annunciò ai cardinali, riuniti a Roma nella sala capitolare del monastero benedettino di San Paolo.
Il caso del sacerdote della diocesi di Aversa che ha scontato la pena per il reato di abusi ed è apparso in qualche celebrazione sta suscitando polemiche scomposte. Facciamo chiarezza.
A tre anni dalla morte di Benedetto XVI, parla il presidente emerito del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani: «Ci conoscevamo dal 1963. E spesso ci siamo confrontati serenamente sui nostri modi differenti di “fare” teologia».
Trovare un linguaggio corretto ma comprensibile per descrivere i contenuti della fede cristiana è da sempre il principale compito di chi indaga le realtà divine. Vergottini: «La chiarezza aiuta a essere concreti».
“Più di 33 milioni di pellegrini sono giunti a Roma per il Giubileo del 2025”. Lo ha detto il Pro-Prefetto del Dicastero della per l’Evangelizzazione, monsignor Rino Fisichella , nel corso della conferenza stampa di bilancio dell’Anno Santo.
L’Italia, culla di una delle più importanti tradizioni religiose del mondo, il cristianesimo, si trova oggi ad affrontare una crescente ignoranza religiosa. Questo fenomeno non è solo un riflesso della diminuzione della pratica religiosa, ma rappresenta anche una sfida culturale e sociale complessa. L’ignoranza religiosa si manifesta attraverso la mancanza di conoscenze fondamentali riguardo le principali fedi presenti nel Paese, incluse le loro dottrine, pratiche e valori.
La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani rappresenta un momento di grande importanza nel calendario ecclesiale, un’opportunità preziosa per riflettere sull’unità della Chiesa e sull’appello alla fraternità tra i diversi rami del cristianesimo. Questo evento, che si svolge ogni anno dal 18 al 25 gennaio.
Nella sessione conclusiva del Convegno «La solitudine dell’Europa: le Chiese e l’Unione» dedicata ad alcuni sguardi sull’Europa e dall’Europa è intervenuto anche mons. Heiner Wilmer, vescovo di Hildesheim e delegato per la conferenza episcopale tedesca presso la COMECE. Riprendiamo il suo intervento intitolato «La questione sociale: il cuore della Chiesa e la prova della democrazia in Europa».