L’enciclica “Magnifica humanitas”, presentata il 25 maggio 2026 da Papa Leone XIV, rappresenta un documento che riflette la profonda attenzione della Chiesa cattolica verso la dignità intrinseca della persona umana e l’importanza della solidarietà sociale nel contesto delle sfide contemporanee.
EDITORIALE
11 luglio: SAN BENEDETTO DA NORCIA, PATRONO DELL’EUROPA
L’11 luglio celebriamo la festa di San Benedetto da Norcia. A questa figura di primaria importanza nella storia religiosa e culturale dell’Europa dedichiamo alcune riflessioni.

Benedetto è nato intorno al 480 d.C. a Norcia, in Umbria ed è universalmente riconosciuto non solo come il fondatore del monachesimo occidentale, ma anche come patrono d’Europa, un titolo che testimonia la sua profonda influenza sulla costruzione dell’identità europea cristiana e culturale.
La vita di San Benedetto è caratterizzata da una ricerca spirituale intensa e da un impegno costante nel rinnovamento della vita monastica. Dopo aver lasciato la vita mondana, Benedetto si ritirò in una grotta vicino a Subiaco, vivendo come eremita. La sua fama di santità attrasse numerosi discepoli, e fu così che egli fondò dodici monasteri nella zona, istituendo regole precise per la vita comunitaria dei monaci. Tuttavia, è con la stesura della celebre Regola Benedettina, intorno al 530 d.C., che San Benedetto definì i principi fondamentali del monachesimo occidentale, principi che avrebbero influito profondamente le istituzioni religiose e sociali d’Europa nei secoli successivi.
La Regola di San Benedetto è un testo di straordinaria rilevanza teologica e sociale. Essa sintetizza un equilibrio armonioso tra preghiera, lavoro manuale e studio, sottolineando il valore della stabilità e della vita comunitaria. La regola promuoveva valori quali l’umiltà, l’obbedienza, la carità e la disciplina interiore, stabilendo una quotidianità ordinata che ha contribuito a creare centri di cultura, apprendimento e assistenza sociale. I monasteri benedettini divennero così focolai di fede, ma anche di arte, agricoltura, educazione e trasmissione del sapere.
L’importanza di San Benedetto per l’Europa non risiede soltanto nelle sue opere e nei suoi insegnamenti, ma anche nell’impatto duraturo che ebbe sulla formazione dell’identità europea. Nel periodo storico successivo al crollo dell’Impero Romano, l’Europa era frammentata e attraversata da profonde crisi politiche e culturali. I monasteri benedettini divennero poli di stabilità, preservando la tradizione culturale classica e favorendo lo sviluppo di un ideale di civiltà basato sulla fede cristiana. In questo modo, San Benedetto contribuì a forgiare un ethos comune che permise all’Europa di superare tempi difficili e gettare le basi per un futuro di unità culturale.
Non sorprende quindi che, nel 1964, san Papa Paolo VI proclamò San Benedetto patrono d’Europa, riconoscendo ufficialmente la sua eccezionale importanza per la storia continentale. Tale onorificenza vuole sottolineare come i valori e gli ideali promossi da Benedetto da Norcia siano ancora oggi fondamentali per l’unità e la cooperazione tra i popoli europei. In particolare, la Regola Benedettina rappresenta un modello di convivenza e responsabilità condivisa che può ispirare la società contemporanea.
Inoltre, la figura di San Benedetto è spesso vista come simbolo di una Europa fondata sui valori spirituali, morali e culturali, capace di superare divisioni e conflitti. Il suo messaggio di equilibrio tra vita interiore e impegno sociale, di rispetto reciproco e di dedizione comune, offre spunti preziosi per riflettere sul presente e sul futuro del continente europeo. I numerosi siti benedettini – tra cui l’Abbazia di Montecassino – sono testimonianze tangibili di questa eredità storica e spirituale.
Riflettendo su san Benedetto non possiamo tralasciare una breve riflessione sulle radici cristiane dell’Europa.
L’Europa, con la sua ricca storia culturale e civile, si fonda su una pluralità di influenze che hanno plasmato la sua identità nel corso dei secoli. Tra queste, le radici cristiane rappresentano un elemento fondante e imprescindibile per comprendere il percorso storico, sociale e culturale del continente. Il cristianesimo non è solamente una religione praticata da molti europei, ma è stato un vettore determinante nello sviluppo delle istituzioni, dei valori etici e della stessa concezione di identità europea.
In primo luogo, è essenziale considerare il contesto storico in cui il cristianesimo si diffuse nel continente.
Con la conversione dell’Impero Romano al cristianesimo, sancita dall’Editto di Milano nel 313 d.C. da parte di Costantino, la fede cristiana iniziò a permeare profondamente la società europea. Questa svolta segnò l’inizio di un processo di diffusione che trasformò radicalmente la cultura, influenzando non solo la sfera religiosa, ma anche quella politica, giuridica e culturale. Le chiese cristiane, insieme ai monasteri, divennero centri di conservazione della conoscenza e della tradizione, contribuendo alla formazione di una coscienza collettiva europea.
Uno degli aspetti più distintivi delle radici cristiane dell’Europa riguarda il sistema di valori morali ed etici veicolati dal cristianesimo.
I principi di carità, giustizia, dignità umana e solidarietà furono basilari per l’elaborazione di un ordine sociale ispirato a una visione comunitaria e rispettosa della persona umana. Questi valori influenzarono profondamente le leggi e le istituzioni europee, facendo da base a concetti come i diritti umani e la democrazia.
La tradizione cristiana promosse inoltre l’idea di responsabilità verso il prossimo e di impegno pubblico, che si tradusse in numerose opere di assistenza sociale e nella nascita di strutture educative e sanitarie.
Dal punto di vista culturale, il cristianesimo ha lasciato un’impronta indelebile nell’arte, nella filosofia e nella letteratura europea.
Dalle maestose cattedrali gotiche alle opere di grandi pensatori medievali come Sant’Agostino e Tommaso d’Aquino, la fede cristiana ha alimentato un dialogo continuo tra ragione e fede, aprendo la strada alla nascita delle università e alla valorizzazione dello studio critico e razionale. La cultura europea si è quindi sviluppata in un contesto dove il sacro e il profano spesso convivevano, dando origine a espressioni artistiche e intellettuali di grande rilievo e spiritualità.
Non meno importante è il ruolo politico e istituzionale del cristianesimo nell’Europa medievale e moderna. Le monarchie europee spesso si legittimavano attraverso il riconoscimento divino del potere, mentre la Chiesa cattolica assumeva un ruolo centrale nella gestione delle relazioni internazionali e nella mediazione delle controversie. Il sistema feudale e le alleanze tra autorità religiose e civili costituiscono esempi emblematici dell’intreccio fra fede e potere che ha caratterizzato a lungo la storia europea. Questo legame, pur essendo talvolta fonte di conflitti, fu anche un elemento di stabilità e coesione sociale.
Negli ultimi decenni, le radici cristiane dell’Europa sono state oggetto di dibattito in relazione al processo di integrazione europea e alla crescente laicizzazione della società. Tuttavia, il riconoscimento di tale eredità non implica necessariamente un ritorno a forme di confessione religiosa obbligatoria, bensì costituisce un appello al rispetto delle radici storiche e culturali che hanno contribuito a formare l’identità europea. La Dichiarazione sulla responsabilità condivisa e l’identità europea, adottata dal Consiglio d’Europa anche se non esplicitamente ma implicitamente, sottolinea l’importanza di preservare la memoria storica cristiana come parte integrante della costruzione comune europea.
In conclusione, le radici cristiane rappresentano un pilastro fondamentale nell’esperienza storica e culturale europea. Esse hanno contribuito alla definizione dei valori morali, delle istituzioni e dell’identità culturale del continente, lasciando un’eredità che ancora oggi influenza profondamente le dinamiche sociali e politiche. Pur in un contesto di pluralismo e secolarizzazione, il riconoscimento di questa matrice cristiana permette di apprezzare la complessità e la ricchezza del patrimonio europeo, favorendo un dialogo costruttivo orientato alla coesione e al rispetto reciproco.
Don Gian Maria Comolli
Come ogni anno il blog dell’ “Uomo pensante” nei mesi di luglio e di agosto ridurrà le tradizionali rubbliche che riprenderanno con settembre.
IL VANGELO DELLA DOMENICA
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (12 luglio 2026)
Che tipo di terreno è il mio cuore (Mt. 13,1-23)
In questa domenica, Gesù, si paragona ad un contadino che va nel suo campo desideroso di seminare, cioè ottenere un campo arato e disponibile ad accogliere il suo seme, invece cosa trova? Quattro tipologie diverse di terreno.
1. Un terreno divenuto piatto, calpestato, insensibile ormai ad ogni cenno di vitalità.
In questo campo è presente una insensibilità che fa paura e che forse costatiamo anche nel nostro cuore. Quante volte rimaniamo increduli per la durezza del cuore; addirittura ci sentiamo derisi quando accenniamo alla gioia di essere nella Verità, alla serenità che sgorga dal vivere i grandi valori che sono la dignità dell’uomo e il suo essere simile a Dio! “Credi ancora a queste cose?” è la risposta di molti. “Quante storie racconta la Chiesa o i preti”, affermano altri! E così, il maligno, ruba il seme!
2 A volte il seme ha più fortuna: non trova “una strada totalmente calpestata”, trova un terreno “sassoso“; ossia un cuore che possiede ancora piccoli spazi di bontà ma i sassi impediscono al seme di affondare le radici. E’ quella che potremmo chiamare “una gioia superficiale”, infatti, appena giunge una sofferenza, il piccolo stelo si affloscia e della gioia, e dell’entusiasmo che si era conosciuto nell’accogliere la verità di Dio, rimane nulla. E’ questo il cuore di coloro che vivono unicamente un cristianesimo formale, superficiale e di facciata.
3.Il terzo terreno appare più aperto alla luce di Dio ma è ombreggiato da ragnatele e da spine.
E’ vero che il seme passa tra le spine, ossia l’uomo “ascolta”, ma le ragnatele non perdonano poiché quando lo stelo cerca la libertà per la crescita, impietosamente è fermato nello sviluppo dalle spine e dai rovi. Le spine, Gesù le chiama “le preoccupazioni del mondo e l’inganno delle ricchezze”.
4.E, infine, troviamo il quarto terreno, quello che ascolta la Parola. E, quando il terreno è buono, si concretizza il sogno del profeta Isaia: “Così dice il Signore: come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme al seminatore e pane da mangiare, così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà senza effetto, senza avere operato ciò che desidero e senza avere compiuto ciò per cui l’ho mandata” (Is 55, 10-11).
La domanda che il Vangelo di questa settimana ci pone è semplice.
Gesù continua a seminare, ma io che terreno sono?
Un terreno deserto, un terreno groviglio di spine, un terreno sassoso, o un terreno buono?
LE DOMANDE AL DON (69)
Amico, amicizia, conoscente… e social
Quali caratteristiche deve avere per lei un amico? In cosa si differenzia dal conoscente? Questa osservazione nasce in me pensando all’abuso oggi di questo termine, in particolare su Facebook e su altri social. Letizia.
LA RISPOSTA DEL DON
Chi è, in realtà, l’amico? La definizione di amico va ben oltre la semplice frequentazione o conoscenza superficiale; essa si radica in una relazione di fiducia, condivisione e sostegno reciproco che si sviluppa nel tempo. In un’epoca caratterizzata dalla rapidità delle comunicazioni e dalla mole di rapporti virtuali, riscoprire il significato autentico dell’amicizia è fondamentale per comprendere il ruolo insostituibile che l’amico svolge nella nostra esistenza.
Innanzitutto, l’amico, è colui che offre una presenza autentica e sincera.

Il “contatore” degli aborti
Controlla in tempo reale il numero degli aborti nel mondo dal 1 gennaio 2026
Oggi siamo a 23.789.000
VERIFICA IL CONTATORE
L’OPINIONE DEL GENERALE FRANCESCO COSIMATO
Prosegue la nostra collaborazione settimanale con l’amico il Generale Francesco Cosimato.
L’ articolo della settimana:

Francesco Cosimato. Nato a Roma il 12 novembre 1959, ha frequentato il 162° Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena. È paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO.
LA NOSTRA BIBLIOTECA

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I NOSTRI FILM

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DIVENTA “VOLONTARIO”
PERCHE’?
Il volontariato è un pilastro della società civile e riveste un’importanza cruciale nel panorama societario. Le associazioni di volontariato consentono infatti di integrare le prestazioni tradizionali con un approccio umano e relazionale. La presenza di volontari disinteressati crea un clima di fiducia e apertura, indispensabile per affrontare situazioni di grande vulnerabilità.
Inoltre, le associazioni di volontariato sono spesso in grado di rispondere in modo rapido ed efficace a bisogni specifici, che possono prima sfuggire alle strutture sanitarie pubbliche. Grazie alla loro flessibilità e alla varietà di competenze dei loro membri, queste organizzazioni possono sviluppare programmi innovativi e rispondere a esigenze emergenti.
UN BREVE CORSO PER COMPRENDERE CHI E’ IL VOLONTARIO
CONOSCI ALCUNE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E DI TERZO SETTORE
LE ASSOCIAZIONI CHE PRESENTIAMO NEL LINK PRECEDENTE
-ABIO, associazione per il bambino in ospedale
-AIC ITALIA – Gruppi di volontariato Vincenziano
-ALMN – Lotta contro le malattie mentali
-A.I.D.O. Associazione Italiana Donatori Organi
-ASSOCIAZIONE LIBERA – Insieme per la lotta contro le mafie e la promozione della cultura della legalità.
-ASSOCIAZIONE NEVRA, per il dolore neuropatico cronico. Milano
-ASSOCIAZIONI PAPA’ SEPARATI (APS)
-ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI (AVO)
-AUSER – Associazione per l’invecchiamento attivo
-AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue
-AVULSS – Associazioni per il Volontariato nelle Unità Locali Socio-Sanitarie
-BANCA DEL TEMPO
-BANCA ETICA
-BANCO ALIMENTARE
-CARITAS ITALIANA
-CASAMICA (ODV) – Un sostegno concreto per i malati e le loro famiglie
-CAV – CENTRO DI AIUTO ALLA VITA
-CENTRI CULTURALI
-CENTRI DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO
-CENTRO VOLONTARI DELLA SOFFERENZA
-CITY ANGELS
-COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO
-CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELLE MISERICORDIE
-EMERGENCY
-F.A.V.O. – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia
-GRUPPI VOLONTARIATO VINCENZIANO
-MEDICI SENZA FRONTIERE
-METER -Dalla parte dei bambini
-MOVIMENTO PER LA VITA
-NESSUNO TOCCHI CAINO
-OPERA CARDINAL FERRARI – Milano
-PANE DI SANT’ANTONIO per aiutare le persone più in difficoltà. Varese
-PIZZAUT
-SAVE THE CHILDREN
-SENECA, assistenza domiciliare anziani. Milano
-SENTINELLE IN PIEDI (movimento)
-UNIONE SAMARITANA
–UNITALSI – Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali
-VIDAS – Assistenza completa e gratuita agli ammalti inguaribili
-VOLONTARIATO CIVILE
IL “PROTETTORE” DEL BLOG

Il Protettore di questo blog è il BEATO GIUDICE ROSARIO LIVATINO assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 che è stato non solo un “uomo pensante” ma anche un magistrato modello e una persona di grande e autentica fede: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Quindi. come affermò san Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e indirettamente della fede”. Pur partecipando alla Messa ogni giorno, forse nessuno ha notato la sua azione religiosa ma l’effetto di quell’azione, cioè la testimonianza. Dunque una fede non da mostrare nelle forme ma da rendere leggibile nella testimonianza. E, ogni suo documento, al termine, era siglato con STD (SUB TUTELA DEI). Il mio auspicio è che anche i molti visitatori di questo blog, seguendo il suo esempio, si pongano “sub tutela Dei” e testimoni, anche con le argomentazioni da uomini pensanti, di principi e di valori fondamentali alla nostra società e alle future generazioni. GRAZIE.
Per conoscere il beato Livatino:
-«L’uomo che ho ucciso, Livatino, – ha affermato: oggi mi aiuta a coltivare la speranza»
-Un commento sul Giudice Livatino
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RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE ONLINE
Gli articoli poco evidenziati o contro-corrente (la Rassegna Stampa riprenderà a settembre)
In queste settimane saranno riportati, divisi per argomenti, diversi articoli riportati nell’anno sociale 2025-26. Questo per due motivi. Affogati come siamo da continue notizie rischiamo di scordare oggi quello che è avvenuto ieri e, così scordando la memoria, gli errori si ripetono.
No suicidio assistito, SI cure palliative
–ITALIA e MONDO: fatti, opinioni e commenti
…
dei LIBRI PER L’ESTATE

La lettura rappresenta un’attività fondamentale per lo sviluppo intellettuale e culturale dell’individuo. In un’epoca in cui la rapidità dell’informazione spesso prevale sulla riflessione profonda, dedicare tempo alla lettura consente di acquisire conoscenze approfondite, stimolare il pensiero critico e ampliare gli orizzonti cognitivi. Attraverso i libri, è possibile entrare in contatto con esperienze, culture e idee diverse, favorendo così una maggiore comprensione del mondo e una crescita personale continua. E, quale meglio dell’estate, è il tempo favorevole?

E.A.Allen, Papa Leone XIV. La biografia, Mondadori, pp. 300, euro 20,90
Chi è questo pontefice? Quali sono i temi che ne orienteranno il cammino? In questa accurata biografia Allen, corrispondente vaticana, traccia un ritratto inedito dell’uomo che oggi siede sulla Cattedra di San Pietro.

G.Biffi, (a cura di E. Ghini) – Piccolo dizionario del cristianesimo, Piemme, pp. 272, euro 20
Amore, Donna, Giustizia, Guerra, Libertà, Speranza… Sono solo alcune delle voci contenute in questo “piccolo”, ma essenziale Dizionario del Cristianesimo che raccoglie e affronta le problematiche più urgenti dell’etica, della società e della cultura intrecciandole alle complesse questioni del vivere la fede oggi. Uno strumento prezioso per tutti coloro che, credenti e non, cercano riferimenti significativi per la propria esistenza. Con la speranza che queste “parole di vita” continuino a fermentare nei cuori già persuasi della loro inesauribile forza e incontrino coscienze che ignorano la semplice profondità del vero credente.

G.Guzzo, Grazie a Dio. Come la fede promuove la civiltà, il progresso, la pace, la famiglia e la salute, ed. Lindau, pp. 540, euro 32
Dati alla mano, il libro dimostra che nel mondo le grandi religioni non solo non arretrano, ma avanzano. Nei numeri e nella vita quotidiana di milioni di persone, che di fatto restano credenti – talvolta in modo sorprendente – perfino in Paesi dove la secolarizzazione sembra trionfare. Soprattutto la fede cristiana ha ancora molto da dire agli uomini e alle donne di oggi, anche perché veicola fiducia nella ragione, promuove la pace e la concordia, valorizza l’altruismo, rafforza i legami familiari.
S.De Mari, Dizionario minimo di difesa dell’ovvio. Le verità che nessuno osa più dire, edizione Fede&Cultura, pp. 287, euro 22
In un’epoca in cui tutto sembra relativo, Silvana De Mari raccoglie e difende l’evidenza più elementare: il buonsenso. L’Autrice affronta quindi questioni scottanti sfidando i dogmi del politicamente corretto e della cultura dominante. Un libro destinato a chi non ha paura di pensare con la propria testa e vuole rileggere la realtà senza i filtri ideologici imposti dai media e dal pensiero unico.
Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa, 17° Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa nel Mondo. La guerra demografica ci vogliono tutti estinti, Cantagalli, Siena 2025, pp. 234, euro 16
Il libro analizza il crollo demografico come problema centrale in molte parti del mondo, collegandolo a fattori geopolitici, economici e culturali, evidenziando i pericoli per le nazioni e la vita umana.
R. de Mattei, Gender dickat. Origini e conseguenze di una dittatura totalitaria, ed. Solfanelli, pp. 192, euro 14
Questa ideologia, grazie a una costosa e capillare campagna di promozione mediatica, sta conquistando spazi pubblici sempre più ampi, arrivando a mettere in discussione concetti e valori che costituiscono le basi elementari di qualsiasi convivenza civile. L’obiettivo del saggio è dedicare spazio alle radici ideologiche e riservare spazio alle sue ricadute pratiche, nella nostra quotidianità.

N.Farinelli, Ladri di salute. Inchiesta sulla sanità tra cure negate e vite sospese, ed. Il Timone, pp. 148, euro 19,90
Tempi d’attesa infiniti, liste chiuse: quando la sanità pubblica non riesce a rispondere ai bisogni delle persone, allora si è costretti a ricorrere al privato. E chi non può permetterselo? Semplice: non si cura, rinuncia ai controlli, non fa prevenzione. Dietro ai numeri legati alla sanità, ci sono loro: le persone, con le loro storie autentiche, le paure e i dolori reali. In questo libro sono raccolte voci spesso inascoltate, quelle dei più fragili. Un’inchiesta che racconta come i “Ladri di salute” rubano i sogni e strappano pezzi di vita.
L.M.Epicoco, Io sono come guardo. Lo sguardo di Cristo sull’amore di coppia, Tau Editrice, pp. 92, euro 12
Il testo raccoglie tre meditazioni sull’amore di coppia e propone una riflessione che, partendo da Cristo, aiuta a rimettere in moto le dinamiche dell’amore che potrebbero essersi un po’ spente.

L. Tridente, L’alternativa all’Intelligenza Artificiale. 10 parole (+1) per il futuro. Ed. Edusc, pp. 192, euro 19
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il lavoro, l’informazione e le relazioni umane. Di fronte a questa trasformazione, la questione decisiva non riguarda le macchine, ma l’uomo. La sfida che abbiamo davanti è, prima di tutto, antropologica. Questo libro propone un’alternativa di pensiero: un lessico essenziale per orientarsi nell’era digitale e riaffermare il primato della persona. Attraverso dieci parole chiave (+1), il volume offre strumenti per comprendere come l’intelligenza artificiale incida sui processi di conoscenza, sulle pratiche decisionali e sulla formazione della responsabilità. Dunque, una lettura, per chi vuole governare il progresso senza rinunciare a ciò che ci rende umani.

A.Picicco, Essere per esserci. Sui social con testa e cuore, Paoline, pp. 144, euro 12
Il libro esplora il mondo dei social con uno sguardo costruttivo. In un’epoca in cui la realtà virtuale sembra imprescindibile, emerge tutto il valore di una comunicazione digitale autentica, caratterizzata da un essere sui social e su tutti i media digitali con equilibrio e responsabilità.
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Il Blog dell’ “Uomo pensante” vuole combattere stereotipi e pregiudizi, non sta dalla parte di nessuno ma si basa unicamente sulla verità dei fatti e si propone di essere il più inclusivo possibile. Come potete notare, nonostante i numeri soddisfacenti di entrate giornaliere, non vi è nessuna pubblicità per non essere manipolato dagli inserzionisti. Per questo, se presto un servizio che ritenete buono, chiedo la vostra generosità nei confronti di chi fa il bene anche a “nome vostro”.
Evidenzio la testimonianza di sacerdoti mio caro amico che gestisce molteplici persone fragili immigrate.
Don Giusto Della Valle

Don Giusto Della Valle è un sacerdote, mio caro amico, della diocesi di Como e attualmente è il parroco di San Martino a Rebbio, un quartiere di Como. Oltre che essere parroco ospita circa 50 persone immigrate a cui fornisce vitto e alloggio. Per questo suo grande impegno è conosciuto e apprezzato in tutta la città.
Una testimonianza
“Nell’estate 2017, in piena emergenza migranti, ho incontrato Don Giusto Della Valle, una persona eccezionale impegnata a togliere le sofferenze. Il dramma delle migrazioni mi ha da sempre angosciato e da tempo desideravo poter fare qualche cosa per loro. Con lui ho cercato un immobile da ristrutturare così da poter ospitare minori stranieri non accompagnati e l’abbiamo individuato a Rebbio (Como), in via Giussani 35. L’immobile apparteneva al “Collegio delle Missioni Africane” noto anche come “Missionari Comboniani” ed il ricavato della vendita serviva loro per sostenere l’ospedale da loro gestito di Mapuordit nel Sud Sudan, danneggiato alla guerra: una bellissima combinazione. Nel corso della progettazione del nuovo immobile la politica italiana sulla migrazione è cambiata e di conseguenza abbiamo riorientato il progetto verso i bisogni della comunità. La Casa oltre che ad essere aperta al quartiere e alla città dovrà essere un luogo d’educazione e integrazione ed potrà offrire un riparo ai minori non accompagnati, alle mamme in difficoltà con figli e ai piccoli di qualsiasi nazionalità, con attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità. Un piano dell’immobile suddiviso in quattro appartamentini ed è a disposizione di nuclei familiari che vivono momenti di fragilità umana ed economica. Il cantiere di casa “Caracol” è terminato a fine 2019 e l’attività sociale gestita dalla parrocchia di Rebbio e da Symploké (nata dalla Caritas diocesana di Como) è iniziata nel corso della primavera 2020” (Carlo Crocco, Presidente della Fondazione MDM).
DONA A DON GIUSTO: IT48K0843010904000000093297
A RIGUARDO DI MARIO ADINOLFI

Diverse persone mi hanno chiesto un commento sulla vicenda di Mario Adinolfi, quindi non posso sottrarmi da alcune brevi riflessioni.
Se i fatti che hanno portato all’arresto di Mario Adinolfi fossero provati e oggettivamente dimostrati, l’episodio sarebbe non solo grave ma gravissimo.
Però non è mia intenzione, per il momento, commentare questo fatto e neppure disquisire su Adinolfi ricordando le centinaia di persone che in questi ultimi decenni la Giustizia Italiana (complici i mezzi di comunicazione) ha condannato da innocenti per poi assolverli, a partire da Enzo Tortola per giungere all’annullamento di alcuni giorni fa da parte della Suprema Corte della sentenza di secondo grado riguardante l’ex presidente della Camera Irene Pivetti condanna a quattro anni dalla seconda sezione penale. Quante vite sono state rovinate ma nessuno ha pagato per questi errori! Inoltre, l’articolo 27 della Costituzione Italiana, è molto chiaro e garantisce ad ogni individuo il diritto di essere considerato innocente fino a prova contraria, cioè fino alla sentenza definitiva. Quindi, per ogni opinione su Adinolfi, aspettiamo il processo e la sentenza definitiva!
So che moltissime persone aderenti al Popolo della Famiglia si sono profondamente sentite ferite. E’ più che comprensibile, ma io invito tutti, anche se Adinolfi fosse condannato, a non demordere sull’importanza della famiglia e su i suoi valori costitutivi poichè, al di là delle persone, si sta portando avanti un discorso fondamentale per la società di oggi e di domani. Quindi, non arrendetevi, ma proseguite e tanti vi saranno riconoscenti!
don Gian Maria Comolli
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