07 GIUGNO 2026   – Numero 249 

Prossimo aggiornamento sabato 13 giugno

MESE DI GIUGNO: IL SACRO CUORE DI GESU’

Alcune settimane fa, all’inizio del mese di maggio, abbiamo fermato la nostra attenzione sulla Madonna essendo per il cristiano il mese dedicato alla Madre di Gesù. La Chiesa nella sua caratteristica di Madre e Maestra, come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr. capitolo 3), e qui è opportuno chiarire il termine “maestra”. Indica che la natura della Chiesa  è missionaria e la sua funzione intrinseca è l’insegnare; di conseguenza nessuno possiede l’autorità per sostituirsi alla sua Tradizione e alle sue costanti e perenni indicazioni.  Ebbene, nei vari contenuti di questa “maestra”, riveste un ruolo ricco di significati sostanziosi e simbolici la venerazione del Sacro Cuore di Gesù proposta per il mese di giugno essendo la concretizzazione dell’amore infinito, della misericordia e della compassione del Signore  Cristo nei confronti dell’umanità.

La devozione al Sacro Cuore di Gesù si è sviluppata nel corso dei secoli, ma ha trovato una particolare diffusione a partire dal XVII secolo, grazie alla figura di Santa Margherita Maria Alacoque, una religiosa francese appartenente all’Ordine della Visitazione. Tra le sue molteplici esperienze mistiche, Santa Margherita Maria ricevette diverse rivelazioni durante le quali il Signore le manifestò il desiderio che il suo Cuore fosse venerato pubblicamente come segno tangibile del suo amore divino.
Ovviamente, il cuore di Gesù, non deve essere inteso solamente come un organo fisico, ma piuttosto come un ampio simbolo teologico. Nel contesto biblico, molti passi sottolineano l’importanza del cuore quale sede della volontà, dell’affetto e dell’intelligenza umana. Il Sacro Cuore incarna pertanto l’amore misericordioso di Cristo che si offre completamente all’umanità, capace di accogliere tutte le sofferenze, i peccati e le difficoltà con infinita pazienza e benevolenza.
Un elemento iconografico essenziale nella rappresentazione del Sacro Cuore è il cuore umano di Gesù, spesso circondato da una corona di spine, che richiama al sacrificio della Passione. Talvolta, il cuore appare anche fiammeggiante, a indicare il fervente amore divino che arde per ogni creatura. Questo dualismo tra il dolore della croce e l’ardore dell’amore rende il simbolo particolarmente intenso e ricco di significati.
La spiritualità legata al Sacro Cuore ha inoltre influenzato numerosi movimenti religiosi e opere caritative. Molti ordini religiosi hanno scelto di dedicarsi alla cura dei bisognosi e degli ammalati prendendo come modello il cuore misericordioso di Gesù. In tale ottica, l’amore sacro non si limita ad un sentimento interiore, ma diventa un impegno concreto a favore del prossimo e un invito a vivere secondo gli insegnamenti evangelici di carità e di perdono.
Infine, il messaggio del Sacro Cuore, invita ogni credente a una conversione autentica e ad cambiamento interiore che porti alla riconciliazione con Dio e con gli altri. Il cuore di Gesù, infatti, invita a superare il proprio egoismo e a donarsi generosamente, rispecchiando così l’esempio di Cristo che ha dinato la vita per la salvezza del mondo.

In conclusione, il Sacro Cuore di Gesù costituisce un pilastro fondamentale della pietà cattolica, un simbolo ricco di significati spirituali che parla direttamente al cuore di ogni persona. La sua devozione ci esorta a riconoscere l’amore infinito di Dio, a rispondere con fede e gratitudine, e a impegnarci quotidianamente nel cammino di santità e di carità, affinché, attraverso l’attaccamento a questo “cuore divino” possiamo vivere una vita più piena e più autentica in comunione con Cristo.

Don Gian Maria Comolli

Enciclica MAGNIFICA HUMANITAS di papa Leone XIV: intelligenza artificiale e dottrina sociale della Chiesa

L’enciclica “Magnifica humanitas”, presentata il 25 maggio 2026 da Papa Leone XIV, rappresenta un documento che riflette la profonda attenzione della Chiesa cattolica verso la dignità intrinseca della persona umana e l’importanza della solidarietà sociale nel contesto delle sfide contemporanee. Attraverso questo testo, il Pontefice invita i fedeli e l’intera comunità internazionale a riconoscere e valorizzare la “magnifica umanità” che caratterizza ogni individuo, esortando a una concreta pratica di carità e giustizia che si traduca in opere di bene comune.
Il titolo stesso, “Magnifica humanitas”, sottolinea la nobiltà e la grandezza dell’essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, dotato di ragione, di libertà e di capacità di amore. Ebbene, l’enciclica “Magnifica humanitas”, si configura come un invito appassionato a riconoscere e valorizzare la dignità di ogni persona e a impegnarsi in un cammino comune di solidarietà e giustizia. Attraverso questo documento, la Chiesa rinnova il suo ruolo di guida morale e sociale, proponendo una visione che integra fede e vita, spiritualità e impegno civile, per la costruzione di una società più giusta, pacifica e rispettosa della “magnifica umanità” che ci accomuna tutti.

Ovviamente è impossibile in un contributo riassumere la molteplicità delle tematiche trattate (per cui invito la lettura del testo).

Il Documento affronta anche due temi di notevole interesse: l’intelligenza artificiale (cfr. nn. 90-181)  e l’importanza della Dottrina Sociale della Chiesa (cfr. 46-89) sui cui tenterò di “balbettare” qualcosa.

 1.INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Cos’è l’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle più significative e rivoluzionarie innovazioni tecnologiche dell’era contemporanea. Essa si riferisce a un insieme di tecniche e sistemi informatici progettati per simulare processi cognitivi tipici dell’essere umano, come l’apprendimento, il ragionamento, la percezione e la capacità decisionale. In termini più semplici, l’IA consente alle macchine di eseguire compiti che tradizionalmente richiedevano intelligenza umana, aprendo nuovi orizzonti in numerosi settori, dall’industria alla medicina, dall’economia alla ricerca scientifica.
Dal punto di vista tecnico, l’intelligenza artificiale si suddivide in diverse aree specializzate. Tra queste, il machine learning, o apprendimento automatico, è probabilmente la branca più diffusa e studiata. Il machine learning permette ai sistemi di migliorare le proprie prestazioni attraverso l’elaborazione di grandi quantità di dati, senza essere esplicitamente programmati per ogni singolo compito.

Un’altra disciplina fondamentale è il deep learning, che utilizza reti neurali artificiali ispirate al funzionamento del cervello umano per analizzare informazioni complesse come immagini e suoni. Inoltre, vi sono settori come l’elaborazione del linguaggio naturale, che consente alle macchine di comprendere e generare testi in linguaggio umano, e la robotica intelligente, che integra IA e meccanica per realizzare robot autonomi.
L’impiego dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti della società è ampio e in continua espansione, ma nonostante i vantaggi indiscutibili, l’intelligenza artificiale solleva anche questioni etiche e sociali rilevanti. La crescente automazione del lavoro mette in discussione la sicurezza occupazionale di numerosi professionisti, richiedendo un’evoluzione delle competenze e delle politiche di formazione. Ulteriormente, emergono tematiche legate alla privacy e alla protezione dei dati personali, poiché l’IA si basa sull’analisi massiva di informazioni sensibili. Infine, la responsabilità delle decisioni prese da sistemi artificiali e la trasparenza dei loro algoritmi sono argomenti di grande dibattito tra esperti e legislatori, che cercano di definire normative efficaci per un utilizzo equo e sicuro della tecnologia.
Dunque, l’intelligenza artificiale costituisce una frontiera cruciale del progresso tecnologico e culturale contemporaneo. Essa offre opportunità straordinarie per migliorare la qualità della vita, ottimizzare processi produttivi e affrontare sfide complesse a livello globale. Tuttavia, è imprescindibile affrontarne con consapevolezza le implicazioni etiche e sociali, promuovendo uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Solo attraverso un approccio equilibrato sarà possibile valorizzare appieno il potenziale dell’IA, garantendo benefici duraturi per l’intera società.

L’intelligenza artificiale e l’enciclica “Magnifica Humanitas”: un confronto tra tecnologia e umanità

Come affermato l’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle trasformazioni più significative che interessano diversi ambiti della vita umana, dalla scienza alla cultura, dall’economia alla società. E, questa rivoluzione tecnologica, solleva quesiti profondi riguardo all’etica, alla dignità umana e al rapporto tra uomo e macchina, aspetti che vengono affrontati con particolare attenzione nell’enciclica “Magnifica Humanitas”. Questo documento, inoltre, offre una riflessione profonda sul valore intrinseco dell’essere umano, invitando a guardare allo sviluppo tecnologico non come a un fine autonomo, ma come a uno strumento al servizio della persona e della sua piena realizzazione.

Nel contesto dell’intelligenza artificiale, ciò assume una rilevanza particolare poiché si tende a sviluppare macchine capaci di apprendere, adattarsi e persino simulare alcune caratteristiche cognitive umane. Per questo “Magnifica Humanitas” invita a una distinzione netta tra la capacità computazionale dell’IA e la coscienza umana, sottolineando che nessun algoritmo potrà sostituire la ricchezza spirituale, emotiva e morale che definisce l’identità personale. Di conseguenza, ogni applicazione dell’IA deve rispettare questa differenziazione, evitando derive che possano ridurre la persona a mero oggetto di manipolazione o mera fonte di dati da sfruttare.
L’enciclica tratta anche il tema della responsabilità etica nella progettazione e nell’implementazione delle tecnologie basate sull’IA. Viene evidenziato come ingegneri, scienziati e decisori politici debbano impegnarsi per garantire che tali strumenti non favoriscano discriminazioni, disuguaglianze o violazioni della privacy. La “Magnifica Humanitas” richiama quindi ad una governance consapevole e trasparente, capace di orientare lo sviluppo tecnologico verso finalità socialmente giuste, promuovendo la solidarietà e il rispetto tra le persone. Tale approccio è fondamentale per evitare che l’IA diventi uno strumento di potere esclusivo o che alimenti nuove forme di esclusione e alienazione.
Inoltre, l’enciclica approfondisce l’importanza della formazione umana e culturale, essenziale per utilizzare correttamente le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale. Secondo “Magnifica Humanitas”, un’educazione integrale deve includere la comprensione critica delle tecnologie, affinché gli individui siano in grado di orientarsi con saggezza in un contesto sempre più caratterizzato dall’interazione con sistemi intelligenti. Questo passaggio è cruciale per evitare dipendenze tecnologiche e per stimolare una cultura dell’incontro e del dialogo, dove l’IA divenga un mezzo per potenziare le capacità umane senza annullarne la spontaneità e la creatività.
Un altro aspetto affrontato riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sull’organizzazione sociale. La “Magnifica Humanitas” invita a promuovere modelli di sviluppo sostenibili, che non sacrificano la centralità del lavoro umano a favore di un’efficienza esasperata. L’enciclica auspica una riconversione delle attività produttive che valorizzi la persona e tuteli i diritti fondamentali, garantendo l’accesso equo alle opportunità generate dall’innovazione tecnologica. In questo senso, l’IA deve confluire in una visione di progresso inclusivo, capace di ridurre le disuguaglianze e di promuovere una vera fraternità universale.
Infine, la “Magnifica Humanitas” sottolinea la dimensione etica globale dell’intelligenza artificiale, esortando a un dialogo interculturale e interreligioso che favorisca una normativa condivisa e rispettosa della diversità. In un mondo interconnesso, le decisioni riguardanti l’IA non possono essere affidate a pochi attori, ma necessitano di un confronto ampio che comprenda le varie sensibilità e tradizioni. Questa prospettiva è fondamentale, poiché  solo così,  l’IA potrà essere realmente una risorsa per la costruzione di una civiltà più giusta, solidale e rispettosa della “magnifica umanità” che ci contraddistingue.

 2.DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA E ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS”

La Dottrina Sociale della Chiesa è un insieme di insegnamenti e di principi morali che la Chiesa cattolica propone per guidare la vita sociale, economica e politica in conformità con il Vangelo e la dignità intrinseca della persona umana. Essa si fonda sulla convinzione che la fede cristiana non sia solo una dimensione spirituale e personale, ma che debba permeare anche le realtà pubbliche e collettive dell’esistenza umana.
Nel corso dei secoli, la dottrina sociale si è sviluppata attraverso vari documenti papali, concili e interventi dei padri della Chiesa, affrontando temi quali la giustizia sociale, i diritti dei lavoratori, la solidarietà, il bene comune e la pace.

Tra questi testi è fondamentale l’enciclica “Rerum Novarum” di Leone XIII (1891) che rappresentò la prima sistematizzazione magisteriale della dottrina sociale ma pure “Magnifica Humanitas” dedica alla tematica ampio spazio (cfr. capitolo secondo) inserendosi nel solco del Magistero arricchendolo e aggiornandolo in riferimento alle sfide del mondo contemporaneo.

Leggendo “Magnifica Humanitas” in rapporto alla Dottrina Sociale potremmo affermare molto ma io mi fermerò solo su alcuni argomenti.
Il primo riguarda l’impegno per la giustizia sociale, intesa non solo come distribuzione equa delle risorse, ma come rispetto concreto dei diritti fondamentali, tra cui il diritto al lavoro, alla casa, alla salute e all’educazione. Il Papa invita a considerare ogni persona come un soggetto di diritti e di responsabilità, capace di contribuire al bene comune attraverso la propria partecipazione attiva alla vita civica e culturale.
Attenzione è dedicata anche alla tutela dell’ambiente, riconosciuto non come un bene accessorio, ma come parte integrante della “casa comune” che l’umanità deve custodire. Quindi la “Magnifica Humanitas” riafferma l’insegnamento già presente nell’enciclica “Laudato Si’” di papa Francesco,  sottolineando come la salvaguardia dell’ambiente sia indissolubilmente legata alla promozione della giustizia sociale e alla protezione dei più vulnerabili.
Il documento incoraggia, infine, una rinnovata dimensione comunitaria e solidale, che superi gli egoismi individualistici e nazionalistici per abbracciare una visione universalistica fondata sulla fraternità e sul dialogo interculturale e interreligioso. In tal senso, la Chiesa si fa promotrice di un impegno concreto per la pace e la riconciliazione, vedendo in tali obiettivi non solo un ideale, ma una necessità urgente per la convivenza civile nel mondo globalizzato.

Conclusione

L’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV si configura come un testo di ampia rilevanza pastorale e teologica, volto a riaffermare i principi fondamentali della dignità umana, della giustizia sociale e della carità cristiana nell’ambito della società contemporanea. Attraverso un articolato percorso che va dalla riflessione antropologica alla prassi sociale, il documento invita ad un rinnovato impegno personale e comunitario per la costruzione di un mondo più giusto e fraterno.

IL VANGELO DELLA DOMENICA

Solennità del Corpo e Sangue di Cristo (7 giugno 2026)

In questa domenica il cristiano celebra la solennità del Sacratissimo Corpo e Sangue di Cristo, cioè di quel pane e di quel vino che in ogni Messa, mediante le parole del sacerdote, si trasformano nel corpo e nel sangue di Gesù.

E’ questa una festa istituita nel 1226 inseguito ad un miracolo avvenuto a Bolsena. Un sacerdote stava celebrando la Messa ed era molto scettico sulla presenza reale di Gesù nell’ostia che stava consacrando. Cosa avvenne? Da quella particola sgorgò del sangue che segnò il corporale tuttora conservato nel duomo di Orvieto.

Tra le molte cose che potremmo affermare dell’Eucarestia evidenzierò il concetto di memoriale, infatti Cristo nel corso l’Ultima Cena con i suoi apostoli affermò: “Fate questo in memoria di me”.

La memoria è una delle facoltà più misteriose e più grandiose dell’uomo, e privi di memoria, come purtroppo avviene per coloro che sono affetti da determinate patologie psichiatriche, si smarrisce la propria identità e si è accompagnati da amnesie talvolta totali. Ecco allora la grandezza del dono della memoria.

Ampliando il discorso possiamo affermare il ruolo fondamentale della memoria anche per un popolo, poiché la ricchezza di una nazione non si misura unicamente dalle riserve auree che possiede ma dalle memorie che conserva nella sua coscienza collettiva.

Uno Stato privo di memoria, e questo lo evidenzia benissimo la storia, uno Stato che recide le sue radici come tenta l’Europa nei confronti di quelle giudaiche-cristiane, è condannata ad una fine ingloriosa. E, la conservazione della memoria, è legata a luoghi e feste, come ad esempio, pochi giorni fa il 2 giugno.

Il ricchissimo retroterra umano della memoria ci supporta a comprendere anche questa domenica che evidenzia il ruolo fondamentale dell’Eucarestia.

Ma, attenzione, l’Eucaristia si distingue da ogni altro memoriale essendo “memoria” e “presenza” contemporaneamente; presenza reale e non solo intenzionale del Cristo nel pane e nel vino consacrato in ogni  Messa.

Di conseguenza, non partecipare alla Messa della domenica, recide le nostre radici anche umane, essendo l’uomo un intersecarsi di caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e religiose. Certo possiamo esistere anche senza Dio ma come?

Corpus Domini, l’invito del Papa alle processioni

“Nell’Eucaristia contempliamo Gesù pane spezzato e donato per ciascuno di noi. Espressione della pietà eucaristica popolare sono le processioni con il Santissimo Sacramento che si svolgono nelle strade di tanti paesi; a tale proposito, incoraggio a mantenere viva questa bella manifestazione di pubblica testimonianza della fede: le processioni sono simbolo di ‘una coraggiosa testimonianza di fede’” (Leone XIV, 3 giugno 2026).

LE DOMANDE AL DON (64)

“NO” al suicidio assistito

Il 3 di giugno finalmente, dopo tempo e tempo sprecato, in Parlamento si discuterà di un Disegno di Legge che dia la possibilità anche agli ammalati italiani di poter scegliere il suicidio assistito. E subito si è levata la voce della Chiesa e di quelle associazioni che si definiscono “pro vita” per boicottare questa iniziativa. Io sono un medico e anche una volontaria che opera presso i malati con sclerosi multiple gravi e quindi inviterei tutti prima di dare giudizi negativi a trascorrere un giorno presso il reparto dove lavoro o l’associazione. Poi ne riparliamo! Deborah 

LA RISPOSTA DEL DON

Gentile dottoressa immagino che lei mi abbia inviato questa sua riflessione per le posizioni che più volte ho preso contro il suicidio assistito. Posizioni prese anche in base alla mia esperienza di trentacinque anni di cappellano ospedaliero dove ho potuto incontrare centinaia di malati con molteplici patologie tra cui anche quelle psichiatriche.

Tre giustificazioni delle mie opinioni.

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L’OPINIONE DEL GENERALE FRANCESCO COSIMATO

Prosegue la nostra collaborazione settimanale con l’amico il Generale Francesco Cosimato.

L’ articolo della settimanaLa solita parodia della Democrazia

Francesco Cosimato. Nato a Roma il 12 novembre 1959, ha frequentato il 162° Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena. È paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO.

Il libro della settimana 

A.Ross, IL NOSTRO FUTURO. Come affrontare il mondo dei prossimi vent’anni, Feltrinelli, pp. 252, euro 18,60

Il libro offre un’analisi approfondita delle trasformazioni tecnologiche che stanno plasmando il mondo contemporaneo. Ross esplora alcune innovazioni quali l’intelligenza artificiale, la robotica e le biotecnologie e come influenzeranno economie, società e governi nel prossimo decennio. L’autore, inoltre, sottolinea l’importanza di adottare politiche lungimiranti per affrontare sfide come la disoccupazione tecnologica e la disuguaglianza digitale. Questo libro si configura come una guida essenziale per comprendere le dinamiche del cambiamento globale e per prepararsi a un futuro in continua evoluzione.

LA NOSTRA BIBLIOTECA

https://www.gianmariacomolli.it/category/libri/

Il film della settimana

QUO VADIS (1951)

E’ un film storico epico diretto basato su un romanzo di Henryk Sienkiewicz. La pellicola racconta la storia d’amore tra il comandante romano Marco Vinicio e Livia, una cristiana, presentando sullo sfondo le forti persecuzioni che stanno subendo i primi cristiani a Roma sotto l’imperatore Nerone. “Quo Vadis” è considerato un classico del cinema epico americano degli anni Cinquanta, con un forte impatto emotivo e un messaggio di fede e di coraggio.

 I NOSTRI FILM

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DIVENTA “VOLONTARIO” DEI SOFFERENTI

UN BREVE CORSO PER COMPRENDERE CHI E’ IL VOLONTARIO

ALCUNE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO

MOVIMENTO “SENTINELLE IN PIEDI”

Il movimento delle Sentinelle in Piedi, attivo in Italia a partire dal 2013, rappresenta una mobilitazione sociale caratterizzata da modalità pacifiche e silenziose di manifestazione.
Le Sentinelle in Piedi si distinguono per la particolare forma di protesta: i partecipanti si posizionano immobili, in piedi e in silenzio, spesso con un libro o un cartello che riportano messaggi riferiti alla difesa della famiglia tradizionale, ai valori ritenuti fondamentali e alla tutela della libertà di espressione e di pensiero. Questa modalità di protesta, che evita qualsivoglia forma di aggressività verbale o fisica, intende trasmettere un messaggio di fermezza e riflessione, facendo leva sul simbolismo della presenza silenziosa e costante.
A partire dal 2013, anno della sua fondazione, le Sentinelle in Piedi hanno organizzato numerosi appuntamenti in diverse città italiane, coinvolgendo un’ampia platea di cittadini e attirando l’attenzione dei media nazionali. Il movimento ha raccolto ampi consensi tra coloro che condividono una visione tradizionale dei valori familiari, opponendosi a cambiamenti legislativi contrari a tali principi, quali ad esempio l’introduzione di norme relative alle unioni civili o all’educazione sessuale nelle scuole. Come pure ha contribuito al dibattito pubblico sui valori fondamentali e irrinunciabili della convivenza civile.

PER APPROFONDIRE

Contattali per organizzare una veglia nella tua città:  info@sentinelleinpiedi.it

 

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IL “PROTETTORE” DEL BLOG

Il Protettore di questo blog è il BEATO GIUDICE ROSARIO LIVATINO assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 che è stato non solo un “uomo pensante” ma anche un magistrato modello e una persona di grande e autentica fede: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Quindi. come affermò san Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e indirettamente della fede”. Pur partecipando alla Messa ogni giorno, forse nessuno ha notato la sua azione religiosa ma l’effetto di quell’azione, cioè la testimonianza. Dunque una fede non da mostrare nelle forme ma da rendere leggibile nella testimonianza. E, ogni suo documento, al termine, era siglato con STD (SUB TUTELA DEI). Il mio auspicio è che anche i molti visitatori di questo blog, seguendo il suo esempio, si pongano “sub tutela Dei” e testimoni, anche con le argomentazioni da uomini pensanti, di principi e di valori fondamentali alla nostra società e alle future generazioni. GRAZIE.
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Evidenzio due situazioni: i sacerdoti e un prete mio caro amico che gestisce una comunità di persone fragili.

I sacerdoti

I sacerdoti sono un dono perché donano la loro vita agli altri. Dona anche tu. Il tuo bel gesto nei confronti dei sacerdoti è riconosciuto anche dal sistema fiscale. Una donazione, infatti, è deducibile dal reddito annuale se effettuata a favore dell’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero) attraverso: carta di creditoconto corrente postalebonifico bancario.
Per le donazioni tramite conto corrente postale o bonifico bancario usare la causale “erogazione liberale art. 46 L.222/85”. Le donazioni per i sacerdoti sono deducibili dal reddito annuale fino a un massimo di euro 1.032,91.
Un sacerdote vive con molto meno di quello che si crede. E fa molto di più.
Dal 1984 è stata soppressa la retribuzione statale ai sacerdoti e il loro sostentamento è affidato esclusivamente alla tua generosità. In Italia esistono più di 35.000 sacerdoti che donano la propria vita agli altri. Con ogni tua offerta puoi garantire a queste persone una dignitosa sussistenza e contribuire alle loro missioni quotidiane, sempre rivolte ai più sofferenti. Basta un piccolo contributo per dare sostegno a tanti.
Mentre le offerte che fai direttamente in chiesa aiutano esclusivamente il sacerdote della parrocchia, le donazioni presenti in questo sito sono ripartite equamente tra tutti i sacerdoti per assicurare loro una vita decorosa.

GUARDA IL VIDEO

Don Giusto Della Valle

Don Giusto Della Valle è un sacerdote, mio caro amico, della diocesi di Como e attualmente è il parroco di San Martino a Rebbio, un quartiere di Como. Oltre che essere parroco ospita circa 50 persone immigrate a cui fornisce vitto e alloggio. Per questo suo grande impegno è conosciuto e apprezzato in tutta la città. 

Una testimonianza

“Nell’estate 2017, in piena emergenza migranti, ho incontrato Don Giusto Della Valle, una persona eccezionale impegnata a togliere le sofferenze. Il dramma delle migrazioni mi ha da sempre angosciato e da tempo desideravo poter fare qualche cosa per loro. Con lui ho cercato un immobile da ristrutturare così da poter ospitare minori stranieri non accompagnati e l’abbiamo individuato a Rebbio (Como), in via Giussani 35. L’immobile apparteneva al “Collegio delle Missioni Africane” noto anche come “Missionari Comboniani” ed il ricavato della vendita serviva loro per sostenere l’ospedale da loro gestito di Mapuordit nel Sud Sudan, danneggiato alla guerra: una bellissima combinazione. Nel corso della progettazione del nuovo immobile la politica italiana sulla migrazione è cambiata e di conseguenza abbiamo riorientato il progetto verso i bisogni della comunità. La Casa oltre che ad essere aperta al quartiere e alla città dovrà essere un luogo d’educazione e integrazione ed potrà offrire un riparo ai minori non accompagnati, alle mamme in difficoltà con figli e ai piccoli di qualsiasi nazionalità, con attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità. Un piano dell’immobile suddiviso in quattro appartamentini ed è a disposizione di nuclei familiari che vivono momenti di fragilità umana ed economica. Il cantiere di casa “Caracol” è terminato a fine 2019 e l’attività sociale gestita dalla parrocchia di Rebbio e da Symploké (nata dalla Caritas diocesana di Como) è iniziata nel corso della primavera 2020” (Carlo Crocco, Presidente della Fondazione MDM).

Un video

Como, il meraviglioso cuore di don Giusto fa innamorare i musicisti della Scala: concerto strepitoso per la solidarietà

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