Dopo aver ribadito il nostro credere in Dio, la Professione di Fede prosegue invitandoci a guardare al Signore Gesù.
EDITORIALE
LA VIOLENZA DEI “GIOVANI SENZA SPERANZA”.
UN TENTATIVO DI “ANALISI SOCIOLOGICA” E NON SOLO
L’editoriale di questo Blog propone un tentativo di analisi, anche sociologica, sulle manifestazioni degli adolescenti e dei giovani avvenute nelle scorse settimane, che hanno portato a gravissimi e intollerabili episodi di violenza che condanniamo senza “se” e senza “ma” e rappresenta un’ emergenza sociale e culturale. Ma per evitare interpretazioni semplicistiche e promuovere interventi adeguati non possiamo negare che esista in Italia e in Europa un disagio sociale e che tanti non arrivino a fine mese.
Il malessere attuale degli adolescenti e dei giovani
Questo malessere non si manifesta esclusivamente attraverso disturbi psicologici evidenti, ma anche mediante forme più silenziose di disagio: isolamento, demotivazione, difficoltà relazionali, perdita di fiducia nel futuro e incapacità di dare un significato alle proprie esperienze.
L’adolescenza costituisce una fase delicata della vita, caratterizzata da profondi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. In questo periodo l’individuo cerca di costruire la propria identità, di conquistare autonomia e di definire il proprio posto nel mondo. Oggi, tuttavia, tale processo si svolge in un contesto particolarmente complesso. Gli adolescenti devono confrontarsi con aspettative elevate, pressioni scolastiche, incertezze economiche e trasformazioni rapide della società. A ciò si aggiunge l’influenza costante della tecnologia, che ha modificato profondamente le modalità di comunicazione e di relazione.
I social network possono offrire opportunità di confronto, informazione e partecipazione, ma presentano anche rischi significativi. La continua esposizione a immagini di successo, bellezza e felicità può generare sentimenti di inadeguatezza. Molti giovani confrontano la propria vita quotidiana, inevitabilmente imperfetta, con rappresentazioni selezionate e spesso artificiali dell’esistenza altrui. Ne derivano ansia, insoddisfazione personale e dipendenza dall’approvazione esterna. Il numero di “mi piace”, i commenti e i follower possono diventare criteri attraverso i quali si misura il proprio valore, rendendo l’autostima fragile e instabile.
Un ulteriore elemento di disagio è rappresentato dall’incertezza del futuro. Le nuove generazioni si trovano davanti a un mercato del lavoro spesso precario, a costi elevati per l’abitazione e a una crescente difficoltà nel raggiungere l’indipendenza economica. Anche dopo anni di studio, molti giovani non hanno la sicurezza di poter costruire un progetto stabile. Questa situazione può alimentare frustrazione e senso di impotenza, soprattutto quando il successo viene presentato come il risultato esclusivo dell’impegno individuale. In realtà, le condizioni sociali ed economiche incidono profondamente sulle possibilità di realizzazione.
Inoltre la pandemia del 2020 e le misure adottate hanno aggravato problemi già presenti. L’isolamento, la sospensione delle attività scolastiche, la limitazione dei rapporti sociali e l’interruzione di esperienze importanti hanno avuto conseguenze rilevanti sul benessere psicologico. Molti ragazzi, adolescenti e giovani hanno sperimentato solitudine, paura e disorientamento. Sebbene la fase più acuta dell’emergenza sia terminata, gli effetti non sono scomparsi completamente: in alcuni casi sono rimasti difficoltà relazionali, perdita di motivazione e maggiore vulnerabilità emotiva.
Di conseguenza è importante distinguere la normale inquietudine adolescenziale dai segnali più gravi.
Chi lo deve fare?
La scuola
La scuola non deve limitarsi alla trasmissione di conoscenze, ma contribuire alla formazione integrale della persona. Tuttavia, ritmi intensi, valutazioni continue e aspettative elevate possono trasformare l’esperienza scolastica in una fonte di stress. La paura di fallire, di deludere la famiglia o di non essere all’altezza dei propri coetanei può diventare paralizzante. È pertanto necessario promuovere una cultura dell’errore, nella quale sbagliare sia considerato un passaggio naturale dell’apprendimento e non una prova di incapacità.
La famiglia (approfondiremo l’argomento inseguito).
I servizi di sostegno psicologico
L’accesso all’aiuto professionale dovrebbe essere semplice, tempestivo e privo di stigma. Chiedere supporto non è un segno di debolezza, bensì un atto di responsabilità verso se stessi. Scuole, istituzioni e comunità dovrebbero collaborare per offrire sportelli di ascolto, attività educative e spazi sicuri nei quali i giovani possano esprimersi liberamente.
La Chiesa
Gli adolescenti e i giovani si avvicinano alla Chiesa con domande profonde e aspettative nuove. Cercano innanzitutto un luogo autentico, capace di ascoltarli senza giudicarli e di accogliere le loro fragilità, i dubbi e le aspirazioni.
Essi chiedono inoltre una fede comprensibile e collegata alla vita quotidiana. Non si accontentano di risposte ripetute o di formule astratte, ma vogliono comprendere il significato concreto della figura di Gesù Cristo e del Vangelo di fronte a temi quali l’amore, la giustizia, la sofferenza, il futuro e la responsabilità sociale… e, allora, apprezzano testimoni coerenti, capaci di unire parole e comportamenti.
Molti giovani desiderano anche partecipare attivamente alla vita ecclesiale, non soltanto come destinatari di iniziative. Vorrebbero contribuire alle decisioni, proporre attività, impegnarsi nel servizio ai poveri, nella tutela dell’ambiente e nella costruzione della pace. La Chiesa, pertanto, è chiamata a offrire spazi di protagonismo, formazione e dialogo.
Infine, cercano una comunità aperta, inclusiva e rispettosa delle diversità. Se saprà ascoltare con umiltà e rinnovarsi senza perdere la propria identità, la Chiesa potrà rappresentare per loro una presenza credibile, capace di orientare il cammino e alimentare la speranza.
Inoltre, è necessario restituire ai ragazzi un senso di partecipazione e di fiducia
Il coinvolgimento in attività sportive, artistiche, culturali e sociali favorisce la costruzione di relazioni autentiche e rafforzare il senso di appartenenza.
Il malessere giovanile non deve essere interpretato come un problema individuale, ma come il risultato dell’interazione tra fattori personali, familiari, scolastici, ecclesiali e sociali. Affrontarlo richiede attenzione, prevenzione e responsabilità condivisa. Solo creando ambienti più accoglienti, realistici e inclusivi sarà possibile aiutare adolescenti e giovani a sviluppare fiducia in se stessi e nel futuro.
L’incapacità educativa della famiglia e della società nei riguardi degli adolescenti e dei giovani
L’educazione degli adolescenti e dei giovani rappresenta una delle responsabilità più importanti di ogni comunità. Essa non consiste soltanto nella trasmissione di conoscenze scolastiche o di regole di comportamento, ma comprende la formazione della personalità, del senso critico, dell’autonomia e della capacità di convivere con gli altri. Tuttavia, nella società contemporanea emerge con crescente evidenza una difficoltà educativa che coinvolge sia la famiglia sia le istituzioni sociali. Spesso gli adulti sembrano incapaci di accompagnare le nuove generazioni nel delicato percorso verso la maturità, lasciandole esposte a disorientamento, solitudine e conflitti.
La famiglia
La famiglia costituisce il primo ambiente educativo. Nei primi anni di vita essa dovrebbe offrire affetto, sicurezza e limiti coerenti. In molti casi, però, i genitori faticano a svolgere questo ruolo. Le trasformazioni economiche e sociali hanno modificato profondamente la vita familiare: ritmi di lavoro intensi, precarietà, difficoltà finanziarie e mancanza di tempo riducono le occasioni di dialogo. Alcuni genitori, inoltre, compensano la propria assenza con beni materiali, libertà eccessiva o permissività. Il figlio viene così accontentato, ma non realmente accompagnato nella crescita. E’ inaccettabile, e dovrebbe far molto riflettere, la dichiarazione della madre di un ragazzino di quattordici anni fermato dalle Forze dell’Ordine a Milano nel corso dei disordini: “Mio figlio è uscito con gli amici, alle 2 di notte mi hanno chiamato dicendomi che era in questura”. Ribadisco: ha quattordici anni!
Ebbene, la difficoltà di porre regole, è uno degli aspetti più significativi dell’attuale crisi educativa. Stabilire limiti richiede coerenza, pazienza e capacità di sostenere il conflitto. Molti adulti, invece, temono di essere rifiutati dai propri figli oppure cercano di proteggerli da ogni frustrazione. In questo modo, l’adolescente non impara ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni, a rispettare gli altri e a sviluppare un senso autentico di responsabilità. L’assenza di regole non produce libertà, bensì insicurezza e incapacità di orientarsi.
Anche il dialogo familiare appare spesso insufficiente. In numerose case la comunicazione si limita a domande pratiche, rimproveri o discussioni legate al rendimento scolastico. Si parla poco di emozioni, paure, sogni e difficoltà. L’adolescente, che vive una fase di trasformazione e di ricerca dell’identità, può sentirsi non compreso e cercare altrove risposte e riconoscimento. Quando il rapporto con gli adulti si fonda esclusivamente sull’autorità, senza ascolto e fiducia, il giovane tende a chiudersi o a esprimere il proprio disagio attraverso comportamenti oppositivi.
La società
La responsabilità educativa, tuttavia, non appartiene soltanto alla famiglia ma anche alla società che manifesta gravi contraddizioni. Da un lato, pretende che i giovani siano autonomi, preparati e responsabili; dall’altro, offre loro spesso condizioni di vita caratterizzate da precarietà, competizione e mancanza di prospettive. Il mondo adulto critica i comportamenti delle nuove generazioni, ma raramente si interroga sui modelli che propone. Opportunismo, aggressività verbale, consumismo e ricerca del successo a ogni costo vengono frequentemente presentati come valori, rendendo difficile per i giovani distinguere ciò che è importante da ciò che è soltanto apparente.
Ma andiamo oltre per evidenziare due altri ambiti che vanno ripensati.
I mezzi di comunicazione
I mezzi e i social network hanno ampliato le possibilità di informazione e relazione, ma possono anche accentuare il disorientamento. Gli adolescenti sono esposti continuamente a immagini, opinioni e modelli di vita spesso irrealistici. La necessità di apparire, ottenere approvazione e confrontarsi con gli altri può generare ansia, insoddisfazione e fragilità. Di fronte a questo fenomeno, molti adulti reagiscono con condanne generiche, invece di educare a un uso consapevole della tecnologia. Vietare non è sufficiente: occorre spiegare, discutere e offrire alternative.
La scuola
Anche la scuola si trova in una posizione complessa. Agli insegnanti viene attribuito il compito di trasmettere conoscenze, ma spesso si pretende da loro anche la soluzione di problemi familiari e sociali.La scuola dovrebbe essere un luogo di istruzione e formazione civile, ma può svolgere pienamente questa funzione solo attraverso la collaborazione con le famiglie e con il territorio. Quando manca un’alleanza educativa, ogni soggetto tende ad attribuire all’altro la responsabilità dei fallimenti.
Concludendo non possiamo scordare che non è corretto descrivere i giovani soltanto come vittime o come responsabili della crisi sociale. Essi possiedono energie, creatività e capacità di adattamento, ma necessitano di adulti credibili. L’autorità, infatti, non nasce dalla semplice imposizione, bensì dall’esempio. Un adulto che rispetta le regole che propone, ammette i propri errori e ascolta senza pregiudizi può diventare un punto di riferimento significativo.
Per superare l’incapacità educativa è quindi necessario ricostruire una responsabilità condivisa. Le famiglie devono recuperare il valore del dialogo, della presenza e dei limiti; la scuola deve essere sostenuta e valorizzata; la società deve offrire modelli più coerenti e opportunità concrete.
Educare significa accompagnare, non controllare; correggere, non umiliare; lasciare autonomia, senza abbandonare.
La mia opinione sugli atteggiamenti da assumere di fronte agli adolescenti e ai giovani della violenza a Milano e in altre città
1.Il rifiuto di ogni generalizzazione.
Non tutti gli adolescenti e i giovani sono violenti, né è corretto descrivere intere generazioni come pericolose o prive di valori. La maggioranza conduce una vita normale, studia, lavora, pratica sport, coltiva amicizie e partecipa positivamente alla comunità. Presentare i giovani esclusivamente come una minaccia rischia di alimentare diffidenza, conflitti e incomprensioni, creando una distanza ancora maggiore tra adulti e ragazzi. È dunque importante distinguere i comportamenti problematici dalle persone, riconoscendo la gravità delle azioni senza trasformarla in una condanna indiscriminata dell’intera gioventù.
2.Comprensione non significa giustificazione.
Chi commette atti violenti deve essere chiamato a rispondere delle proprie responsabilità. La violenza danneggia le vittime, limita la libertà degli altri e indebolisce la convivenza civile. Per questo sono necessarie regole chiare e conseguenze applicate con coerenza dalle famiglie, dalla scuola e dalle istituzioni. Una risposta esclusivamente repressiva, però, raramente risolve le cause profonde del problema. La punizione è necessaria in determinati casi, ma deve essere accompagnata da percorsi di responsabilizzazione, sostegno psicologico, mediazione e reinserimento sociale.
3.Molti comportamenti violenti nascono da situazioni di disagio.
Difficoltà familiari, povertà educativa, abbandono scolastico, solitudine, uso problematico dei social network, consumo di sostanze o mancanza di prospettive sono alcune situazioni di disagio. Milano è una città ricca di opportunità, ma anche caratterizzata da forti disuguaglianze tra quartieri e gruppi sociali. Alcuni giovani crescono in contesti nei quali mancano spazi sicuri, figure adulte di riferimento e occasioni concrete per costruire un futuro. Intervenire sulla violenza significa quindi anche investire nella prevenzione: garantire servizi educativi, centri di aggregazione, attività sportive e culturali, orientamento scolastico e professionale, assistenza alle famiglie e presenza qualificata nei luoghi più fragili.
4.Un ruolo fondamentale spetta alla scuola.
Essa, come più volte è stato affermato, non deve limitarsi alla trasmissione delle conoscenze, ma deve educare alla legalità, al rispetto, alla gestione dei conflitti e alla cittadinanza responsabile. Gli insegnanti, adeguatamente sostenuti, possono individuare precocemente segnali di isolamento, aggressività o disagio e favorire il dialogo con le famiglie e con i servizi territoriali. Anche l’educazione digitale è indispensabile: molti conflitti iniziano o si amplificano sui social, dove insulti, minacce e umiliazioni possono diffondersi rapidamente. I giovani devono imparare a usare la rete con consapevolezza, comprendendo le conseguenze delle proprie parole e dei propri comportamenti.
5.La famiglia è chiamata a svolgere una funzione decisiva.
Stabilire regole, ascoltare senza giudicare, dedicare tempo e offrire un esempio coerente sono strumenti essenziali. Un adolescente ha bisogno di limiti, ma anche della certezza di poter chiedere aiuto. Ignorare i segnali di disagio o affrontarli soltanto con autoritarismo può aggravare la situazione. È preferibile costruire un dialogo fondato sull’autorevolezza, cioè sulla capacità di unire fermezza, affetto e responsabilità.
6.Promuovere il protagonismo positivo.
Molti ragazzi desiderano essere riconosciuti e trovare un ruolo nel gruppo. Se non incontrano opportunità costruttive, possono cercare considerazione attraverso comportamenti rischiosi o aggressivi. Progetti di volontariato, sport, laboratori artistici, formazione professionale e iniziative di partecipazione civica possono offrire alternative concrete, rafforzando l’autostima e il senso di appartenenza.
7.Le istituzioni devono operare in modo coordinato.
Sicurezza e inclusione non sono obiettivi contrapposti: una città più sicura è anche una città capace di prevenire l’emarginazione. Forze dell’ordine, servizi sociali, scuole, associazioni, famiglie e realtà sanitarie devono condividere informazioni, competenze e responsabilità, nel rispetto della legge e della dignità delle persone. È importante che la presenza delle istituzioni nei quartieri non si manifesti soltanto durante le emergenze, ma sia costante, visibile e orientata alla costruzione di fiducia.
8.Ogni cittadino può contribuire adottando un atteggiamento equilibrato.
Occorre denunciare i reati, sostenere le vittime e rifiutare la violenza, evitando però discorsi d’odio e campagne di stigmatizzazione. La paura è comprensibile, ma non deve impedire di cercare soluzioni razionali. Nei confronti degli adolescenti e dei giovani servono fermezza, ascolto, educazione e speranza. Solo combinando sicurezza e prevenzione, responsabilità e inclusione, sarà possibile affrontare il fenomeno della violenza a Milano e in altre città senza arrendersi né all’indifferenza né al pregiudizio.
Don Gian Maria Comolli
LA PAROLA DI DIO DELLA DOMENICA
SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI (Mt. 5,1-12) – 1 novembre
Se oggi nel mondo è presente ancora un po’ di speranza è merito dei santi che l’hanno custodita in mezzo a molta disperazione.
Se esiste ancora la fraternità, lo dobbiamo a questi testimoni che coraggiosamente l’hanno vissuta tra l’odio degli uomini.
Se qualcuno sorride ancora a un bambino o a un anziano, è per i santi che ci hanno insegnato a rispettare e amare la vita dal concepimento alla morte naturale.
Ebbene, i santi, sono gli autentici benefattori dell’umanità!
E, i santi, sono tantissimi. Il Libro dell’Apocalisse evidenzia il numero 144.000 per indicare la moltitudine sconfinata di questi uomini e donne, e non può essere altro che così, perché la forza del “dolore-amore” di Cristo e il suo sangue versato doveva portare straordinari benefici.
Di santi agli occhi di Dio ne abbiamo conosciuti tanti anche noi essendo vissuti accanto a noi, anche se forse non ci siamo accorti della loro presenza. Sono le mamme piene di amore di Dio; sono gli uomini miti e pronti a eroici e nascosti sacrifici; sono i giovani leali e generosi; sono gli anziani umili e sereni; sono gli ammalati ricchi di speranza e di bontà… Ecco i santi sconosciuti agli uomini ma non dagli occhi di Dio!
Chi sono i santi? Li indica il Vangelo di questa domenica.
–I poveri nel cuore, cioè chi ha superato la suggestione dell’avere e del possedere e si è lasciato attrarre dal fascino del donare.
–I miti e i misericordiosi che hanno sconfitto il nemico più terribile e più insidioso per l’uomo, cioè l’orgoglio.
–I puri di cuore cioè chi vive con trasparenza senza indossare maschere o agire con seconde intenzioni ed è capace di amare il prossimo nella sua totalità.
–Coloro che piangono e soffrono ma conservano la speranza in Cristo, in Colui che non delude e asciugherà ogni lacrima.
–I perseguitati a causa dell’amore a Dio e al prossimo. Non esiste amore più grande di quello di chi dà qualcosa di sé, o addirittura se stesso, per il bene dell’altro e della società.
Cosa fanno i santi in cielo?
Disse santa Teresa di Lisieux: “Voglio passare il mio cielo a fare del bene sulla terra”. Questo è il Paradiso dei santi. Essi proseguono a fare il bene che hanno iniziato sulla terra: pregando per noi, accompagnandoci nella nostra giornata, illuminandoci nelle decisioni difficili!
Ebbene, i santi continuano ad amarci e ad accompagnarci, poiché “l’amore” è l’elemento che unisce il cielo e la terra e questi uomini e donne sono la viva testimonianza, accompagnando con il loro amore e la loro comprensione la nostra vita perché anche noi possiamo divenire santi.
LE DOMANDE AL DON (83)
Papa Francesco: i santi “della porta accanto”
Tra poco vivremo la Festa di Tutti i Santi. Mi ha molto colpito alcuni anni fa una frase di Papa Francesco che affermava la presenza nel nostro quotidiano di “santi della porta accanto”. La può approfondire? Matilde
LA RISPOSTA DEL DON
Nel magistero di Papa Francesco, l’espressione “i santi della porta accanto” ha colpito molti. Cosa voleva esprimere Papa Bergoglio con questa espressione? Segnalava una santità concreta, quotidiana e accessibile, vissuta non necessariamente da persone celebri o riconosciute ufficialmente dalla Chiesa, ma da uomini e donne che, nel silenzio della vita ordinaria, testimoniano il Vangelo attraverso la carità, la fedeltà, il servizio e la speranza. Questa prospettiva ha restituito alla santità il suo carattere universale: essa non è privilegio di pochi, bensì la vocazione di ogni battezzato.

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Una lettura al mese per un anno scolastico, e qualcuna in più per “restare connessi” durante le vacanze estive. È la proposta del “Vangelo dello studente” per attraversare i mesi di scuola con un piccolo viatico — che parte da Gesù, dalla sua storia, dalla sua esperienza di ragazzo e di uomo, oltre che di Dio Salvatore — per scoprire la bellezza nascosta in ogni giornata, in ogni incontro, in ogni fatica e in ogni gioia. Un testo che parla ai ragazzi e alle ragazze di oggi con la straordinaria attualità del Vangelo, una “buona novella” in cui ritrovare il senso della vita. Da leggere in un momento di raccoglimento o in compagnia per trovare conforto o scoprire nuovi significati, per fare un percorso o mettersi semplicemente in ascolto.
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I PROSSIMI GIORNI
LA NOTTE DI HALLOWEEN (31 ottobre): significato e comportamenti

Origine
La notte di Halloween, celebrata il 31 ottobre, è oggi associata a costumi, zucche intagliate, dolcetti e rappresentazioni scherzose del mondo soprannaturale. Sebbene la festa sia divenuta soprattutto un fenomeno più commerciale che culturale è di origine anglosassone, e affonda le sue radici in antiche tradizioni celtiche, popolari e anche cristiane, infatti l’idea di una notte di passaggio, nella quale il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, si fa più sottile.
Il nome “Halloween” deriva dall’ambito cristiano. Nel calendario liturgico, il 1º novembre è la festa di Ognissanti, in inglese “All Saints’ Day” o “All Hallows’ Day”. La vigilia veniva chiamata “All Hallows’ Eve”, espressione successivamente abbreviata in “Halloween”. La Chiesa cristiana, nel corso dei secoli, collocò importanti ricorrenze religiose in prossimità di antiche feste stagionali, contribuendo alla trasformazione e alla reinterpretazione di usanze preesistenti. Il 2 novembre, inoltre, fu dedicato alla commemorazione dei defunti, creando un periodo di celebrazioni legate alla morte, alla memoria e alla spiritualità.
All’inizio dellala festa di “Samhain”, una delle principali celebrazioni dell’antico calendario celtico. I Celti, popolazioni diffuse soprattutto nell’area dell’Irlanda, della Scozia e di alcune regioni dell’Europa occidentale, dividevano l’anno in due grandi periodi: quello luminoso, associato all’estate e alla prosperità, e quello oscuro, legato all’inverno. Samhain segnava la conclusione della stagione dei raccolti e l’inizio dell’inverno. La celebrazione cominciava tradizionalmente al tramonto del 31 ottobre e proseguiva fino al 1º novembre, secondo il modo antico di considerare il giorno come un’unità iniziata con la notte.
Il passaggio dall’estate all’inverno non aveva soltanto un significato agricolo ma soprattutto simbolico e religioso. La fine dei raccolti rappresentava la conclusione di un ciclo naturale e l’ingresso in una fase di oscurità, freddo e maggiore precarietà. Si riteneva che, durante Samhain, le normali separazioni tra il mondo umano e quello soprannaturale potessero indebolirsi. Gli spiriti dei defunti, insieme ad altre entità, avrebbero potuto avvicinarsi al mondo dei vivi.
Le fonti storiche sulle pratiche originarie di Samhain sono tuttavia limitate e spesso posteriori rispetto al periodo celtico. Per questo motivo, molte descrizioni moderne della festa devono essere considerate con prudenza. È probabile che le celebrazioni comprendessero grandi fuochi rituali, accesi sulle colline o in luoghi comunitari. Il fuoco aveva una funzione simbolica di protezione e di purificazione, oltre a rappresentare la continuità della vita durante la stagione oscura. In alcune ricostruzioni, i partecipanti spegnevano i focolari domestici e li riaccendevano con una fiamma proveniente dal fuoco cerimoniale, come gesto di rinnovamento e di protezione per l’inverno.
Un altro elemento frequentemente associato a Samhain era il travestimento.
Secondo la tradizione popolare, le persone potevano indossare maschere o abiti particolari per confondersi con gli spiriti, oppure per allontanarli. Questa usanza sarebbe all’origine dei costumi tipici di Halloween. Anche l’ uso delle zucche intagliate hanno un loro significato. Queste venivano svuotate e intagliati con volti grotteschi, spesso illuminati dall’interno con una candela. L’obiettivo era proteggere la casa dagli spiriti maligni o rappresentare esseri soprannaturali.
Concludendo possiamo affermare che l’Halloween contemporaneo è il risultato di una lunga evoluzione. Le sue origini pagane si collegano soprattutto a Samhain mentre il nome e alcune date derivano dalla tradizione cristiana. La festa moderna, diffusa globalmente attraverso la cultura angloamericana, conserva in forma simbolica antichi temi: il rapporto con i morti, la paura dell’ignoto, il rinnovamento stagionale e la necessità di affrontare l’oscurità mediante rituali collettivi.
La posizione cattolica nei confronti della notte di Halloween del 31 ottobre
Affermare che il cattolicesimo “condanni” in modo assoluto la notte di Halloween richiede una precisazione. La Chiesa cattolica non ha emanato un divieto universale riguardante il 31 ottobre, né considera automaticamente peccaminosa ogni forma di festa, travestimento o gioco collegato a Halloween. Tuttavia, numerosi cattolici guardano giustamente a questa ricorrenza con prudenza e, in determinati casi, la rifiutano perché ritengono che alcuni suoi simboli e comportamenti siano incompatibili con la fede cristiana.
La principale riserva cattolica riguarda l’uso di immagini associate alla morte, ai demoni, alla stregoneria e all’occulto. Costumi raffiguranti diavoli, spiriti maligni, maghi o praticanti di arti esoteriche appaiono agli occhi della Chiesa, pur essendo semplici elementi fantastici, occasioni per banalizzare realtà che il cristianesimo considera spiritualmente negative. La fede cattolica insegna infatti l’esistenza del bene e del male spirituale e invita i fedeli a non ricercare il contatto con potenze occulte.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica condanna esplicitamente la divinazione, la magia, la stregoneria e ogni tentativo di evocare forze soprannaturali al di fuori di Dio. Tali pratiche, secondo costituiscono una forma di superstizione e possono allontanare la persona dalla fiducia nella Provvidenza divina. Pertanto, se Halloween viene vissuta attraverso sedute spiritiche, evocazioni, rituali esoterici, consultazione di medium o giochi finalizzati a entrare in contatto con i defunti, la condanna ecclesiale è chiara. Il problema, in questo caso, non è la data del 31 ottobre in sé, ma il ricorso a pratiche considerate incompatibili con la fede.
Un ulteriore motivo di perplessità è la possibile banalizzazione della morte. Per il cristianesimo, la morte non è un semplice elemento decorativo o uno strumento di intrattenimento: rappresenta una realtà seria, legata al peccato, alla redenzione, al giudizio e alla speranza della vita eterna. La celebrazione di Halloween può ridurre questi temi a immagini macabre, scherzi di cattivo gusto o spettacolarizzazione della violenza. Alcuni inoltre temono che, soprattutto nei bambini, l’esposizione continua a simboli inquietanti possa generare paura o confusione, specialmente quando manca un adeguato accompagnamento familiare.
Va tuttavia riconosciuto che molte persone partecipano a Halloween senza alcuna intenzione religiosa o occultistica. Per numerosi bambini si tratta semplicemente di una festa con costumi innocui, dolci e giochi. Un travestimento da animale, personaggio immaginario o figura della fantasia non implica necessariamente un’adesione alla stregoneria o al satanismo. Anche la raccolta di dolci, considerata nel suo significato ordinario, non rappresenta un atto contrario alla fede cattolica. Di conseguenza, non sarebbe corretto sostenere che ogni partecipazione a Halloween costituisca automaticamente un peccato.
La posizione più equilibrata consiste nel distinguere tra il contesto e le modalità della celebrazione. Una famiglia cattolica può scegliere di non partecipare a feste caratterizzate da simboli satanici, pratiche occulte, violenza o comportamenti pericolosi. Può inoltre proporre alternative ispirate alla vigilia di Ognissanti, come veglie di preghiera, incontri comunitari, feste con costumi dedicati ai santi oppure attività educative sul significato cristiano della santità. In diversi Paesi sono nate iniziative denominate “Holyween” o “Holywins”, nelle quali i bambini si travestono da santi e celebrano la vittoria della santità sul male.
In conclusione, il cattolicesimo non condanna necessariamente ogni forma di Halloween, ma rifiuta con decisione l’occultismo, la magia, la celebrazione del male e la banalizzazione della morte. Il 31 ottobre diventa problematico quando la festa incoraggia pratiche contrarie alla fede o comportamenti dannosi. La valutazione dipende dunque dalle intenzioni, dai simboli utilizzati e dalle attività svolte. Per i cattolici, il criterio fondamentale è vivere questa ricorrenza con discernimento, privilegiando ciò che promuove il bene, la dignità della persona, la serenità dei bambini e il significato cristiano della vigilia di Ognissanti.
Come deve vivere il cristiano il 2 novembre, giornata della Commemorazione dei Defunti?

Il 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, è per la Chiesa un’occasione di preghiera, di memoria e di speranza. In questa giornata il cristiano è invitato a fermarsi, almeno per un momento, nel ritmo spesso frenetico della vita quotidiana, per ricordare le persone care che hanno concluso il loro cammino terreno e affidarle alla misericordia di Dio. Non si tratta soltanto di una ricorrenza tradizionale, né di un momento dominato dalla tristezza: la commemorazione dei defunti, vissuta alla luce della fede, è un atto di amore e un’espressione della speranza cristiana nella vita eterna.
Come deve vivere questo giorno il cristiano?
Con la preghiera e nella preghiera per i defunti.
La Chiesa invita a partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia, a pregare personalmente e a ricordare i defunti nelle intenzioni comunitarie. La preghiera per coloro che sono morti manifesta la fede nella comunione dei santi, cioè nella profonda unità che unisce tutti i battezzati, sia quelli ancora pellegrini sulla terra, sia quelli che vivono nella gloria di Dio, sia coloro che attendono la piena purificazione. Pregare per i defunti significa riconoscere che l’amore non viene annullato dalla morte e che il legame spirituale con le persone care continua, pur assumendo una forma nuova.
Partecipando alla Celebrazione Eucaristica.
Nell’Eucaristia la Chiesa annuncia la morte e la risurrezione di Cristo, fondamento della speranza cristiana. Gesù, vincendo il peccato e la morte, ha aperto all’umanità la strada della vita eterna. Per questo il cristiano non ricorda i defunti soltanto con nostalgia, ma li affida a Cristo risorto, nella certezza che la morte non rappresenta l’ultima parola sull’esistenza umana. La partecipazione alla Messa diventa così un gesto di fede, di gratitudine e di affidamento.
Recandosi al cimitero.
Recarsi presso le tombe dei propri cari, deporre un fiore, accendere una luce o fermarsi in silenzio è un modo autentico per esprimere affetto e riconoscenza. Tuttavia, questi gesti acquistano il loro significato più profondo quando sono accompagnati dalla preghiera e dalla consapevolezza che il corpo umano, anche dopo la morte, merita rispetto e dignità. Il cimitero non dovrebbe essere considerato semplicemente un luogo di separazione, ma anche uno spazio di memoria e di attesa, nel quale la comunità cristiana proclama la speranza nella risurrezione dei morti.
Facendo memoria con gratitudine.
Ricordare una persona defunta non significa soffermarsi esclusivamente sul dolore della sua assenza, ma riconoscere il bene ricevuto attraverso la sua vita: l’educazione, l’esempio, l’affetto, il servizio e le parole che hanno lasciato un segno. La memoria cristiana non è rivolta al passato in modo sterile; essa può diventare una responsabilità per il presente. Il modo più autentico di onorare i defunti consiste anche nel proseguire il bene da loro iniziato, coltivando nella propria vita quei valori che essi hanno testimoniato.
Riflettendo sul significato della propria esistenza.
Il ricordo della morte non deve alimentare paura o disperazione, ma aiutare a vivere con maggiore consapevolezza. Il cristiano è invitato a interrogarsi sulle proprie scelte, sul modo in cui tratta gli altri e sull’uso del tempo che gli è stato affidato. La morte ricorda il carattere fragile e limitato della vita terrena, ma proprio per questo sollecita a viverla con responsabilità, carità e apertura a Dio.
Concludo ricordando che la commemorazione dei defunti non si deve ridurre a un fatto individuale o familiare. La Chiesa invita a ricordare tutti i defunti, compresi coloro che non hanno più nessuno che preghi per loro, le vittime delle guerre, delle calamità, della violenza e delle ingiustizie. In tal modo, la comunità cristiana manifesta una solidarietà universale e affida ogni persona alla misericordia del Padre.
Anche l’attenzione verso chi vive un lutto può rappresentare una forma concreta di carità: una visita, una parola discreta, un ascolto sincero possono alleviare la solitudine di chi soffre.
Il 4 novembre
Il 4 novembre rappresenta una data di grande rilievo nella storia italiana, perché ricorda la conclusione della Prima guerra mondiale per l’Italia e la vittoria ottenuta nel 1918. Dunque una giornata dedicata alla memoria dei caduti, alla riflessione sul valore della pace e al riconoscimento dell’impegno di quanti operano al servizio dello Stato.
La ricorrenza è legata agli eventi dell’autunno del 1918. Dopo anni di combattimenti e di enormi perdite umane, l’esercito italiano riuscì a prevalere nella battaglia di Vittorio Veneto. Il 3 novembre venne firmato l’armistizio con l’Impero austro-ungarico, entrato in vigore il giorno successivo. Il 4 novembre segnò quindi la fine delle operazioni militari sul fronte italiano e fu interpretato come il completamento del processo di unificazione nazionale iniziato nel Risorgimento. Con l’annessione di Trentino-Alto Adige, Venezia Giulia e altre terre precedentemente sottoposte al dominio austro-ungarico, l’Italia raggiunse una configurazione territoriale più vicina a quella attuale.
Il significato storico del 4 novembre, tuttavia, non può essere ridotto alla celebrazione di una vittoria militare. La Prima guerra mondiale fu un conflitto estremamente sanguinoso, che provocò milioni di morti, feriti, mutilati e profughi. Anche l’Italia pagò un prezzo altissimo: numerosi soldati persero la vita nelle trincee, mentre molte famiglie furono colpite dalla povertà, dal lutto e dalle conseguenze sociali ed economiche della guerra. Personalmente ricordo il mio nonno morto in una trincea a Bassano del Grappa il 31 ottobre.
Ricordare il 4 novembre significa pertanto rendere omaggio a tutte le vittime e riconoscere il sacrificio di una generazione che fu costretta ad affrontare condizioni drammatiche.
La memoria dei caduti, dunque, costituisce uno degli aspetti centrali della ricorrenza. Particolare importanza assume anche il tributo reso al Milite Ignoto, sepolto presso l’Altare della Patria a Roma. Questa figura simbolica rappresenta tutti coloro che morirono in guerra senza essere identificati e consente alla collettività di ricordare ogni caduto, indipendentemente dal nome, dal grado o dal luogo di provenienza.
Il 4 novembre è inoltre la giornata delle Forze Armate.
L’espressione non riguarda soltanto l’esercito, ma comprende tutte le istituzioni militari italiane: Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e, secondo le specifiche funzioni, gli altri corpi impegnati nella sicurezza e nella difesa del Paese. Le Forze Armate svolgono compiti essenziali per la tutela della sovranità nazionale, la protezione della popolazione e la gestione delle emergenze. Negli ultimi decenni il loro impegno si è esteso anche alle missioni internazionali di pace, alle operazioni umanitarie, al soccorso durante calamità naturali e alla collaborazione con le autorità civili.
Questa giornata offre quindi l’opportunità di riflettere sul rapporto tra cittadini e istituzioni. Le Forze Armate devono operare nel rispetto della Costituzione, delle leggi e dei principi democratici. Il loro ruolo non consiste soltanto nella difesa militare, ma anche nel contribuire alla sicurezza collettiva e alla stabilità internazionale. In un mondo segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e crisi umanitarie, il servizio prestato dai militari richiede responsabilità, preparazione e rispetto dei diritti fondamentali.
Un altro significato importante della ricorrenza riguarda l’unità nazionale.
Il 4 novembre richiama il senso di appartenenza a una comunità condivisa, fondata sulla storia, sulla memoria e sui valori costituzionali. L’unità, tuttavia, non deve essere intesa come uniformità o esclusione delle differenze. Al contrario, essa si costruisce attraverso il rispetto reciproco, la partecipazione democratica e la solidarietà tra cittadini. Ricordare il passato può aiutare a comprendere quanto siano preziosi la libertà, la convivenza civile e la cooperazione.
È fondamentale, soprattutto per le giovani generazioni, conoscere il significato di questa data. Lo studio della storia permette di evitare semplificazioni e interpretazioni retoriche della guerra. Le celebrazioni del 4 novembre dovrebbero diventare momenti di educazione civica, durante i quali comprendere il valore della pace e le conseguenze delle decisioni politiche e militari. La memoria non deve alimentare l’odio o il nazionalismo aggressivo, ma promuovere consapevolezza e responsabilità.
NON C’E’ AMORE PIU’ GRANDE
Lettera Pastorale del vescovo di Albenga-Ventimiglia monsignor Antonio Suetta alla Diocesi circa la carità e l’annuncio dell’amore di Dio ai musulmani
In questi giorni ho navigato un po’ su internet leggendo varie lettere pastorali (o riassunti) che alcuni vescovi italiani hanno scritto per le proprie diocesi. Tutte Lettere di profondi contenuti e anche ricche di suggerimenti pastorali, ma la mia attenzione si è soffermata su quella del vescovo di Albenga-Ventimiglia, monsignor Suetta, forse per la sua particolare originalità, che ha invitato la sua diocesi ad evangelizzare i musulmani che vivono su quel territorio diocesano. Mi sembra anche in profonda sintonia con san Francesco, che come ho affermato nell’editoriale, ha incontrato e dialogato con il mondo mussulmano, non perdendo però mai di vista l’importanza dell’ascolto e della stima reciproca e soprattutto la rilevanza dell’ annunciare il Vangelo e l’invito alla conversione.
Evidenziamo alcuni passaggi della Lettera
-Incipit
“Trascurare l’annuncio di Gesù Cristo sarebbe disprezzare la sua croce salvatrice e la sua mediazione universale. In fondo, sarebbe tradire la nostra missione di battezzati”. E subito una domanda: “Qualcuno potrebbe chiedersi: ‘C’è davvero bisogno di annunciare Gesù? Non possono salvarsi essendo fedeli alla loro religione?’ ”. Certamente, risponde il vescovo, le vie dello Spirito non hanno frontiere, e la Dottrina della Chiesa insegna anche che chi, con una completa ignoranza di Gesù, vive fedele a Dio seguendo la sua coscienza, potrebbe arrivare in qualche modo alla salvezza, ma però con grande difficoltà. In ogni caso, ribadisce il presule, ricordando la Dichiarazione “Dominus Jesus” del 6 agosto 2000, ci si può salvare solo attraverso di Gesù Cristo, perché da quando il Figlio di Dio è venuto ad abitare tra di noi e ha compiuto l’opera della redenzione, è diventato l’unica via al Padre. Ebbene, trascurare l’annuncio di Gesù Cristo è tradire la missione che ogni battezzato ha ricevuto. E, per essere più concreto porta questo esempio. “Quanti musulmani che vivono tra i cristiani si rivolgeranno a loro nel giorno del giudizio dicendo: ‘Perché non mi hai lanciato la corda? Perché non mi hai fatto conoscere la verità?’ ”. E come scordare l’esclamazione di san Paolo: “Guai a me se non annuncio il Vangelo” (1 Cor 9,16). Tutto ciò è ben riassunto con un immagine: “Se vediamo qualcuno che cerca di uscire da un fiume, ma è trascinato via dalla corrente e noi abbiamo una corda per aiutarlo, sarebbe una negligenza grave non lanciare la corda (…). Quanti musulmani che vivono tra cristiani si rivolgeranno a loro nel giorno del giudizio dicendo: ‘Perché non mi hai lanciato la corda? Perché non mi hai fatto conoscere la verità?’ ”.
–Le indicazioni del vescovo
Servirà partire con un itinerario formativo specifico per preparare i fedeli all’evangelizzazione dei musulmani presenti sul territorio poichè l’accoglienza e il rispetto per la persona del musulmano non eliminano il dovere di annunciargli Gesù Cristo. Per il vescovo: “amare il prossimo, specialmente lo straniero, significa anche volerlo rendere partecipe della gioia del Vangelo”.
-La conclusione
“Carissimi, sono, dunque, lieto di annunciare che, a partire dall’Anno Pastorale 2026/2027, la nostra Diocesi si impegnerà a rivolgersi in modo speciale, con la carità cristiana e con la testimonianza e la proclamazione del Vangelo di Verità, pure a quei musulmani che abitano nel nostro stesso territorio… Serve però conoscere la fede e la cultura dei musulmani, che incontriamo quotidianamente per esercitare in modo più consapevole il nostro dovere di battezzati”.
“Ciò deve essere accompagnato sempre dalla preghiera, convinti che lo Spirito Santo è l’unico capace di cambiare il cuore e di riempirlo della pace interiore che accompagna la sua presenza”.
DIVENTA “VOLONTARIO”
PERCHE’?
Il volontariato è un pilastro della società civile e riveste un’importanza cruciale nel panorama societario. Le associazioni di volontariato consentono infatti di integrare le prestazioni tradizionali con un approccio umano e relazionale. La presenza di volontari disinteressati crea un clima di fiducia e apertura, indispensabile per affrontare situazioni di grande vulnerabilità.
Inoltre, le associazioni di volontariato sono spesso in grado di rispondere in modo rapido ed efficace a bisogni specifici, che possono prima sfuggire alle strutture sanitarie pubbliche. Grazie alla loro flessibilità e alla varietà di competenze dei loro membri, queste organizzazioni possono sviluppare programmi innovativi e rispondere a esigenze emergenti.
UN BREVE CORSO PER COMPRENDERE CHI E’ IL VOLONTARIO
IL “PROTETTORE” DEL BLOG

Il Protettore di questo blog è il BEATO GIUDICE ROSARIO LIVATINO assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 che è stato non solo un “uomo pensante” ma anche un magistrato modello e una persona di grande e autentica fede: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Quindi. come affermò san Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e indirettamente della fede”. Pur partecipando alla Messa ogni giorno, forse nessuno ha notato la sua azione religiosa ma l’effetto di quell’azione, cioè la testimonianza. Dunque una fede non da mostrare nelle forme ma da rendere leggibile nella testimonianza. E, ogni suo documento, al termine, era siglato con STD (SUB TUTELA DEI). Il mio auspicio è che anche i molti visitatori di questo blog, seguendo il suo esempio, si pongano “sub tutela Dei” e testimoni, anche con le argomentazioni da uomini pensanti, di principi e di valori fondamentali alla nostra società e alle future generazioni. GRAZIE.
Per conoscere il beato Livatino:
-«L’uomo che ho ucciso, Livatino, – ha affermato: oggi mi aiuta a coltivare la speranza»
-Un commento sul Giudice Livatino
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RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE ONLINE “CONTROCORRENTE” e ARCHIVIO
Questa Rassegna Stampa è un po’ particolare poiché verranno evidenziati mediante alcuni articoli temi che solitamente non trovano spazio nei massmedia e sul web andando contro-corrente o appartenendo a quella categoria definita “politicamente scorretta”. Inoltre per ogni argomento sarà presente anche un “archivio” poiché affogati da continue notizie rischiamo di scordare oggi quello che è avvenuto ieri e, così dimenticando la memoria, gli errori si ripetono. Buona lettura!
ITALIA E OPINIONI
- IL GIORNALE – Cortei in più di 50 città italiane, Salis e Albanese in prima fila. Gli studenti a Roma: “Andiamo in Parlamento”. Lancio di oggetti contro agenti e idranti in azione
- IL RIFORMISTA – Rivolta degli studenti, il volto di Meloni a fuoco tra le minacce.
- ALLEANZA CATTOLICA – Budapest 1956, Milano 2026. Gli eroi e i teppisti
- ALLEANZA CATTOLICA – L’odio e le piazze d’Italia
- AVVENIRE – Generazione Z, il presente come terreno di conquista
- AVVENIRE – Sui giovani un’inflazione di parole, invece servono poeti sociali
- CENTRO STUDI LIVATINO – Milano sotto assedio: quando la ribellione diventa il braccio armato della stupidità
- IL GIORNALE – LA CACCIA AL TESORO DEI MARANZA. Così cambiano i sabati in centro
- IL GIORNALE – GLI AGENTI PROVOCATI. I video registrati con i telefoni nelle piazze ci mostrano anche questo. Non soltanto la rabbia di chi protesta, ma la professionalità di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico.
- IL TEMPO – Sondaggio tombale: quanti italiani sono per le linea dura
- LIBERO QUOTIDIANO – Concita De Gregorio, a Che Tempo Che Fa la sparata sui violenti: “La rabbia? Sentimento secondario”. Poi l’attacco a Meloni
- LIBERO QUOTIDIANO – Roma, i licei occupati? Il disastro degli studenti rossi: chi (e come) li respinge
- VITA – Disuguaglianze, fermiamole sul nascere
- VITA – Il parroco del Gratosoglio: «500 militari? Serve un esercito di educatori per questi ragazzi invisibili»
- IL SUSSIDIARIO – Youssef Siher: chi è la presunta “mente” del Movimento 17 ottobre | Di cos’è accusato: non ha risposto al GIP
- ALLEANZA CATTOLICA – ISTIGATORE EFFICACE. La vicenda di Youssef Siher, arrestato dopo gli scontri di questi giorni nelle principali città italiane, mostra chiaramente il pericolo che incombe, ovvero la concretizzazione della brama islamista per il potere
- IL GIORNALE – La toga che ha liberato Siher ha firmato un appello per Gaza
- IL TEMPO – Youssef “istigava alla violenza per generare terrore”. Nel pc il suo “manuale della rivoluzione”
- IL RIFORMISTA – Youssef Siher non parla, ma è solo la punta dell’iceberg di un radicalismo organizzato e strutturato
- IL RIFORMISTA – Youssef Siher torna libero: la gip respinge il fermo, nessuna misura cautelare adottata
- IL RIFORMISTA – Il caso Youssef Siher e la guerra ibrida che l’Italia non può ignorare
- IL GIORNALE – Preso anarchico “vicino” a Siher. Trovate anche 20 bombe carta. Mentre Milano veniva sfasciata, Brescia diventava teatro di scontri con gli agenti nel cuore della città
- IL GIORNALE – “Gogna mediatica vergognosa”. La prof difende Siher, la Statale si smarca
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – La rivoluzione islamo-marxista secondo Siher, la “mente” dei maranza
- LIBERO QUOTIDIANO – Youssef Siher, la rivelazione di Sallusti: “Ecco la sentenza in nome dei pro-Pal”
- LIBERO QUOTIDIANO – 4 di Sera, la testimonianza dell’amico: “Chi sono Siher e sua moglie e come li ho conosciuti”
- LIBERO QUOTIDIANO – Youssef Siher libero, lo sfogo della Polizia: “Da un lato chi rischia la vita, dall’altro chi vanifica i nostri sforzi”
- IL GIORNALE – LA RABBIA PER LA SCARCERAZIONE DI YOUSSEF SIHER: SUI SOCIAL IL 71% È CONTRO LA DECISIONE DELLA GIP. C’è chi manifesta paura per la sicurezza pubblica e chi denuncia una presunta politicizzazione dei giudici considerando la decisione ideologica e distante dalle esigenze di tutela dei cittadini: i motivi del malcontento
- BASTA BUGIE – ARBITRATO ISLAMICO: A PADOVE ARRIVA LA SHARIA. Compare a sorpresa in Italia un tribunale islamico che si ripropone di risolvere controversie civili fra musulmani sulla base della Sharia e non della legge italiana (si vuol fare un sistema giuridico parallelo islamico)
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Il fallimento della società multirazziale, mascherato dietro falsi pretesti
- AVVENIRE – Da qui a gennaio attese 227 manifestazioni; per il Viminale è allerta continua
- IN TERRIS – Fiducia, cooperazione, competitività: i pilastri della sicurezza sociale
- AVVENIRE – Casa, energia e povertà: ci sono tre cantieri che attendono risposte
- IL SOLE 24ORE – Irpef, giovani, partite Iva, anziani e banche: tutte le novità della manovra
- IL GIORNALE – Dal Cdm via libera alla legge di bilancio da 26 miliardi. In arrivo il “salvadanaio” per i neonati e Irpef al 33% fino a 55.000 euro. Tutte le novità
- IL RIFORMISTA – Elezioni Csm a trazione progressista: arretra Magistratura indipendente, avanza la sinistra giudiziaria
- IN TERRIS – L’iter della manovra: le tappe per l’approvazione della legge di bilancio
- AVVENIRE – Dal cellulare alla lavastoviglie: ora anche in Italia c’è il diritto alla riparazione
- IL SUSSIDIARIO – INCIDENTI SUL LAVORO | I problemi irrisolti che riguardano i familiari delle vittime
- IL GIORNALE – Propaganda dell’Isis su TikTok e istruzioni per costruire ordigni: minorenne in comunità nel Ragusano
- IN TERRIS – Economia e lavoro: l’istantanea Istat tra ripresa e incertezza. Istat ha reso pubblici i dati sull’occupazione e sul commercio estero dell’Italia: luci e ombre nei numeri di settembre e ottobre
- IN TERRIS – Innovazione e inclusione: senza formazione la tecnologia lascia indietro i più fragili
- TEMPI.IT – STIAMO ANCORA (TUTTI) RACCOGLIENDO I COCCI DEL REFERENDUM. Chi ha votato “sì” per cambiare la giustizia deve ammettere la sconfitta e non illudersi che ci si potrà riprovare a breve. Ma anche chi ha detto “no” ha qualche problema pur avendo vinto: la partigianeria dell’Anm e il correntismo del Csm
MONDO
- LA REPUBBLICA – Umberto Galimberti ‘L’illusione della libertà’
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – La UE si è svegliata, più poteri a Frontex per i rimpatri degli illegali
- ANSA – Brasile, Lula rieletto presidente. Bolsonaro contesta l’esito del voto
- IL TIMONE – BRASILE, LA SPUNTA LULA IL CATTOLICO ABORTISTA E PRO NOZZE GAY. Rieletto a 81 anni con il 51,79% dei voti su Bolsonaro (che contesta), è il vecchio che avanza
- IL SUSSIDIARIO – Brogli alle Elezioni in Brasile? Cosa succede se le annullano | Bolsonaro accusa Lula e giudici: gli scenari
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Brasile: l’incredibile vittoria di Lula. Che però perde il Congresso
- ALLEANZA CATTOLICA – Brasile. Una rielezione molto orientata
- TEMPI.IT – Perché i brasiliani hanno votato ancora Lula. Elettori dipendenti dai programmi sociali, carisma personale, polarizzazione ideologica e influenza istituzionale. La rielezione del presidente uscente non è né un miracolo né un atto di fede nella sinistra o nell’efficienza del suo governo
- MARCELLO VENEDIAZI – La favola sciocca della lotta tra Bene e Male
- ANSA – Belgrado e Sofia alle urne, l’Ue teme la deriva filorussa
- IL SUSSIDIARIO – ZELENSKY, IL DILEMMA DELLA PACE | “Tra legge marziale e 800mila soldati, i nodi di un accordo con Mosca”
- VITA – «Fatti da parte!»: l’aut aut di Trump a Zelensky, ma l’Ucraina non può cedere il Donbass
- AVVENIRE – Netanyahu non ha i numeri, l’opposizione è senza un progetto comune: in Israele torna la paralisi?
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Voto israeliano, la sfida è rompere la spirale dei conflitti
- ALLEANZA CATTOLICA – C’è un’altra Francia
- IL RIFORMISTA – Usa, elezioni di midterm: importantissime, ma Trump sarà sempre Trump
- TEMPI.IT – Come e perché i Paesi ricchi sono diventati ossessionati dal clima
ESTREMISMO ISLAMISMO
- IL GIORNALE – Quei viaggi all’estero di El Koudri e i video contro i “romani”. Prima di colpire a Modena ha girato vari Paesi e lanciato minacce anti Occidente
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Quando l’Islam cancella la repubblica. L’analisi shock dell’ex direttore del Servizio di Intelligence di Sicurezza della DGSE (Servizi Segreti Esteri Francesi) sulle città che si sono arrese all’Islam. Tra i silenzi istituzionali e buonismo, l’Italia sta commettendo gli stessi errori.
- IL GIORNALE – L’aereo e il copilota radicalizzato. “Nell’assalto urlava: uccidetemi!”
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Hamam al Hammami, chi è il jihadista che ha dirottato il volo FlyDubai
- LIBERO QUOTIDIANO – Volo Dubai-Tel Aviv, “voleva un altro 11 settembre”: gli 80 minuti di sangue e il terribile sospetto
- LIBERO QUOTIDIANO – Aereo Flydubai, “chi c’era davvero a bordo”: tam tam impazzito
- IL RIFORMISTA – Incubo sul Flydubai, terrorismo jihadista. Gli israeliani sventano un 11 settembre
- IL RIFORMISTA – Terrorismo sul FlyDubai: chi dirotta la pace
- IL GIORNALE – Bufera in Svezia per l’hijab sui libri scolastici: “Normalizza la sessualizzazione islamica dei bimbi”
- IL GIORNALE – Venezia, musulmano intervistato: «Moglie mia, devo guardare solo io». E alla domanda se la donna sia una sua proprietà risponde: «Sì»
CHIESA e CRISTIANESIMO

PAPA LEONE XIV
- Angelus 25 ottobre 2026 – Amare i fratelli partendo dalla nostra relazione con Dio
- Udienza Generale 28 ottobre 2026 – Papa Leone XIV: la cultura, “servizio al genere umano”
- AVVENIRE – Il messaggio di Leone XIV ad Assisi: «Non c’è nessuna guerra santa, solo la pace è santa»
- ACISTAMPA – Il Papa: “Avere attenzione al bene integrale, spirituale e temporale, del prossimo”
NOTIZIE E COMMENTI
- ACISTAMPA – Ad un mese del viaggio papale in Francia a colloquio con Pietro Pisarra (sociologo) per capire il “successo”
- ACISTAMPA – Sei nuovi venerabili, fra questi fra Daniele di San Giovanni Rotondo, figlio spirituale di padre Pio
- AVVENIRE – Chi sono i preti cappellani della Polizia: «Vicini agli agenti anche nell’era digitale»
- CENTRO STUDI LIVATINO – Diritto ecclesiastico. Principi generali e questioni
- CONFERENZA EPISCOPALE CAMPANA – Vita da preti oggi in Italia: tra crisi e opportunità
- INFORMAZIONE CATTOLICA – La rinascita cattolica nella Scandinavia secolarizzata
- IN TERRIS – Cento anni di episcopato cinese: testimonianze di fede eroica. Ecco come e quando la Santa Sede costituì in forma stabile la gerarchia episcopale in Cina
- IN TERRIS – Fede e società nel paese più cattolico del mondo. La designazione di “patrona del Brasile”, come capita con ogni nazione al mondo è un titolo “pontificio”, e non dello Stato
- AVVENIRE – Cancellare i dati dai registri battesimali? «Da valutare caso per caso». È questo il pronunciamento non vincolante dell’avvocata generale della Corte di Giustizia dell’Ue, Laila Medina.
- AVVENIRE – Lo “sbattezzo”? La Chiesa non è un’associazione, non si può cancellare un sacramento
- SILERE NON POSSUM – IL VATICANO STA CERCANDO DI CAPIRE PERCHÉ IL CATTOLICESIMO PERDE FEDELI. Un nuovo documento sulla trasmissione della fede racconta cosa sta succedendo nelle diverse parti del mondo, dalla secolarizzazione europea alla crescita dei battesimi degli adulti.
- VINO NUOVO – Ma in parrocchia si costruisce pensiero? Tra le tante attività parrocchiali, mancano quasi sempre una programmazione e un’azione che edifichino un pensiero aggiornato, aperto, stimolante, fecondo. Si può continuare così?
CEI e ISLAM
- CEI – Schede per conoscere l’Islam
- AVVENIRE – Chi ha paura del dialogo? Undici schede per conoscere l’islam e «disarmare i pregiudizi»
- VATICAN NEWS – Contro i muri del pregiudizio, CEI e Pisai presentano le Schede per conoscere l’islam
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Tutti gli errori del documento CEI sull’Islam
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – L’ORA DI RELIGIONE: PER INTEGRARE TUTTI DEV’ESSERE CATTOLICA. Il cattolicesimo non è un optional per l’IRC, che non richiede un atto di fede, ma offre le basi per comprendere la nostra storia e cultura. Annacquarla o dimezzarla significherebbe negare ai ragazzi, compresi i non credenti, un’occasione formativa unica per capire feste, simboli e valori che plasmano la civiltà in cui vivono e per riaccendere la domanda di senso.
- LA PROVINCIA UNICA – Islam/ Cei: No all’insegnamento a scuola. Politica ancora divisa. Islam/ Cei: No all’insegnamento a scuola. Politica ancora divisa No dalla Lega, sì dell’Idv, Ma anche nella Chiesa c’è chi approva
- L’OPINIONE DELLE LIBERTA’ – Zuppi firma la resa dei vescovi italiani all’Islam
- NUOVO GIORNALE NAZIONALE – “Schede per conoscere l’Islam” alterano storia e religione cattolica
- PUNTO FAMIGLIA – Conosciamo l’islam… ma noi cristiani sappiamo ancora chi siamo?
SPIRITUALITA’

- ALZO GLI OCCHI VERSO IL CIELO – Ludwig Monti ‘Essere o apparire?’
- ALZO GLI OCCHI VERSO IL CIELO – Enzo Bianchi ‘VITA SPIRITUALE’
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – I tre pilastri della spiritualità di san Carlo Acutis
- SETTIMANA NEWS – Agostino: il male e la lotta spirituale
- VINO NUOVO – Dio in noi, prima di tutto. Gesù ci ricorda che nessun uomo può reclamare diritti sulla nostra anima
TESTIMONI e BUONE NOTIZIE
- ACISTAMPA – A Bologna beatificati tre sacerdoti che non abbandonarono il popolo
- ACISTAMPA – Santa Maria Bertilla Boscardin, “l’infermiera” di Dio
- AVVENIRE – «Mio figlio rinato grazie a musica e poesia. E Padre Pio»
- AVVENIRE – «Cico, il mio centuplo quaggiù»
- AVVENIRE – Una sala del Parlamento europeo a Strasburgo è stata intitolata a San Benedetto da Norcia
- BASTA BUGIE – Quando Dio manda all’aria i nostri progetti. Anna Schäffer sognava il convento e le missioni, ma incontrò la sofferenza: accettando la croce scoprì la vera missione che il Signore le affidava
- CENTRO STUDI LIVATINO – Carlo Acutis e l’urgenza dei santi: perché il XXI secolo ha bisogno di testimoni credibili
- DIOCESI DI ASTI – “FRATELLI TUTTI” Ambulatorio di cure gratuite
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Mentre al Nord esplode la violenza islamica a Gela in 2.500 marciano per Gesù Cristo
- IN TERRIS – Pulire l’ambiente, costruire inclusione: detenuti e cittadini uniti in 24 città
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – La santità nel matrimonio, l’esempio dei coniugi Beltrame Quattrocchi
- Mappa dei cohousing in Italia
- SETTIMANA NEWS – Il ginocchio del campione
- VATICANNEWS – Myanmar, la storia di Meredith Bunn che rischia la vita per aiutare gli altri
- VITA- «Non sono la mia malattia». Nel negozio più “folle” di Napoli il disagio psichico non frena il lavoro
BIOETICA
MARCELLO VENEZIANI – E Foucault mise la parola fine all’uomo
INIZIO VITA
- AVVENIRE – Il principe del Liechtenstein ferma la legge sull’aborto
- AVVENIRE – Dalla procreazione alla produzione: è il figlio “tecnologico”
- PROVITA&FAMIGLIA – IL CUORE DEI BAMBINI CONCEPITI IN PROVETTA. Fecondazione artificiale e cardiopatie congenite: una meta-analisi su quasi 46 milioni di gravidanze rileva un rischio 2,35 volte più alto.
- AVVENIRE – TRATTA DI DONNE E NEONATI, FINTE ADOZIONI: A PROCESSO A CRETA LA CLINICA DELLA GPA. Quasi 100 donne reclutate nei Paesi dell’Est Europa e dei Balcani e segregate in Grecia.
- AVVENIRE – Mamma a 59 anni, papà a 70: ma che limiti ha il “diritto” di avere un figlio?
- PUNTO FAMIGLIA – Mamma a 59 anni, papà a 70. Ma esiste un confine?
- TOSCANA OGGI – Congelare la maternità: una scelta etica?
- AVVENIRE – “Social freezing” a spese dei cittadini? Ecco perché non è una buona scelta
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Regioni, si diffonde il social freezing. Ma c’è un’alternativa (morale)
- PROVITA&FAMIGLIA – Le fughe in avanti delle Regioni sul social freezing. Ma a essere congelata è la coscienza della politica
- PROVITA&FAMIGLIA – Social freezing, dalla Regione Lazio 300mila euro di incentivi allo scarto di vite umane
- PROVITA&FAMIGLIA – Aborto e salute mentale: cosa dice davvero la scienza
- PROVITA&FAMIGLIA – Essere pro life non è solo scomodo. Oggi è anche pericoloso: può costare multe, denunce e condanne. Dalle buffer zones britanniche alla censura dei manifesti in Italia, la libertà di espressione è sempre più a rischio.
TERMINE VITA
- BASTA BUGIE – MORTE CEREBRALE: SIAMO SICURI CHE SIA DAVVERO MORTE? La questione è decisiva: la persona coincide con il cervello oppure resta un’unità vivente di corpo e anima?
- CENTRO STUDI ILIVATINO – FINE VITA: UN’ARCHIVIAZIONE ASSAI DISCUTIBILE. Aiuto al suicidio, Como chiede l’archiviazione per Cappato e gli altri indagati: cinque osservazioni critiche su art. 580 c.p. e sentenza n. 242/2019.
- IL SUSSIDIARIO – IL COSTO NASCOSTO DEL FINE VITA | Le cure palliative proteggono davvero le famiglie? Ricerca su cure palliative e tutela di pazienti e famiglie. Se l’assistenza è sul lungo periodo i caregiver sono penalizzati. Serve più sostegno pubblico
- CITTA’ NUOVA – Eutanasia o cure palliative? «La differenza è totale». Intervista a Ferdinando Garetto, direttore dell’hospice Cottolengo di Chieri.
- AVVENIRE – Cure palliative, nasce un Osservatorio per migliorarle
- ANSA – L’Umbria approva la legge sul suicidio medicalmente assistito
- AVVENIRE – «Amarezza e delusione»: i vescovi dell’Umbria contro la nuova legge regionale sul suicidio assistito. Proprio nell’ottavo centenario della morte di san Francesco
- IL SUSSIDIARIO – LEGGE SUL SUICIDIO ASSISTITO IN UMBRIA | L’astensione della cattolica Proietti è una lezione a Cappato e Pd
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Suicidio assistito, sì dell’Umbria. L’ideologia piega lo Stato di diritto
- PROVITA&FAMIGLIA – Il Governo si opponga alla legge del Veneto che agevola il suicidio dei cittadini più fragili | Firma ora
- AVVENIRE – Eutanasia per malati psichici, l’ambiguità del Canada
- BASTA BUGIE – Eutanasia, gli orrori di Canada oggi saranno normali domani. A una signora di 83 anni hanno praticato l’eutanasia senza il suo consenso, né quello dei familiari
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Quando l’eutanasia diventa pratica ordinaria
- PROVITA&FAMIGLIA – La deriva del Belgio che dovrebbe far riflettere l’Italia: un decesso su 25 è per eutanasia. Eutanasia in Belgio: 4.487 casi nel 2025.
- BASTA BUGIE – LA DERIVA DEL BELGIO: UN DECESSO SU 25 E’ PER EUTANASIA. Un nuovo rapporto rivela che dai malati terminali si è passati a psichiatrici, minori e persone con demenza
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Australia. Eutanasia, il piano inclinato del Victoria: boom di domande
- PROVITA&FAMIGLIA – Fine vita. Brandi: «Ecco cosa ho detto a Mina Welby»
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Verona. Sit-in in difesa della vita contro l’eutanasia, contro la legalizzazione del suicidio medicalmente assistito
LIBERTA’ RELIGIOSA

- IL TIMONE – Rapporto ACS. PERSEGUITATI E DIMENTICATI? Il Rapporto ACS 2024-2026 sui cristiani oppressi a causa della fede
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Rapporto ACS 2024-2026. Perseguitati e dimenticati? Luce sui paesi in cui i cristiani sono sempre più oppressi
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Mussulmani armati uccidono, casa per casa, decine di cristiani nel sud dell’Etiopia
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Attentato a una chiesa in Giordania, segnale di una escalation
- IL GIORNALE – Rivolte nelle strade e chiese assaltate: in Francia le proteste sono anche un assalto alla cristianità
- INFORMAZIONE CATTOLICA – La deriva culturale che confonde la satira con l’insulto e la provocazione con il sacrilegio
- VATICANNEWS – La Santa Sede: proseguire la lotta contro cristianofobia e intolleranza religiosa
GENDER e CULTURA WOKE

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- TEMPI.IT – L’ORRORE PATINATO DELL’UTERO IN AFFITTO IN OLANDA. Il premier omosessuale olandese Rob Jetten annuncia su Instagram che avrà un figlio con la maternità surrogata e tutti i media applaudono entusiasti. Spenderà tra i 100 e i 200 mila euro. La compravendita dei bambini ormai è sdoganata
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – «Ho vissuto 25 anni come donna: oggi so che i bambini trans non esistono»
- GENERAZIONE D – LA STORIA DI LAURA: dalla sofferenza alla battaglia per proteggere i minori
- GENERAZIONE D – LA COSCIENZA DELLA MEDICINA. La cura dei giovani che vivono un disagio legato al genere richiede curiosità scientifica e la disponibilità ad ammettere gli errori.
- GENERAZIONE D – Quando il peso diventa insostenibile: l’esperienza della Dott.ssa Stockton
- GENERAZIONE D – Rassegna degli studi e degli approfondimenti sulla disforia di genere di settembre (n. 9/2026)
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – USA. Ora anche tre papà gay. E non è finita
- PROVITA&FAMIGLIA – “Bimbi trans”, il libro-inchiesta che svela le bugie sulla triptorelina. La giornalista del Corriere della Sera Alessandra Arachi ricostruisce come il farmaco blocca-pubertà sia arrivato ai minori con disforia di genere. E che cosa non viene detto alle famiglie.
- PROVITA&FAMIGLIA – Bologna. Convegno su minori trans annullato. Ecco cosa ci ha detto Arachi
- PROVITA&FAMIGLIA – Perugia, il festival della Regione che entra nelle aule e spinge l’agenda Lgbtq+ a scuola
- PROVITA&FAMIGLIA – Libri gender negli asili di Bologna. Il caso arriva in Regione
SALUTE e SANITA’

- AVVENIRE – Donatori di midollo osseo, iscrizioni raddoppiate
- VITA – Sangue e plasma. Autosufficienza e giovani, le priorità per il futuro della donazione
- AVVENIRE – La sanità (italiana) di “Doc” diventa modello in tutto il mondo
- IL SOLE 24ORE – Artrosi: la cartilagine si può rigenerare, scoperto l’interruttore della ricrescita
- AVVENIRE – «STIAMO ACCUMULANDO UN DEBITO DI SALUTE, SERVE UN CAMBIO DI PASSO». Cartabellotta (Fondazione Gimbe): la rinuncia, oggi, a visite e terapie farà crescere i problemi, l’accesso al Ssn è sempre meno garantito, occorre un impegno pluriennale
- IL SUSSIDIARIO – PD E SANITÀ | IL RITORNO DELLO STATALISMO E LA SFIDA DI UN MODELLO CHE DIVIDE E RISCHIA UN ALTRO FLOP. Programma sulla sanità: il PD chiede più soldi, personale e assistenza territoriale. Ma restano le contraddizioni su pubblico-privatio e futuro del Ssn
- MONDO SANITA’ – Tumori, 470 giorni per avere i nuovi farmaci: la ricerca salva vite, la burocrazia fa perdere tempo
- TG24.SKY – Sanità e liste d’attesa, quali sono le visite e gli esami più difficili da prenotare
- IL FATTO QUOTIDIANO – Liste d’attesa, 4 milioni di visite ed esami fuori tempo massimo
- IL SUSSIDIARIO – La giungla dei ticket sanitari
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – NON VOGLIAMO IL TOTALITARISMO DEMOCRATICO. PERCHÉ PARLIAMO ANCORA DI COVID. L’audizione di Speranza in Commissione, tra bugie e silenzi sui disastri pandemici e col valore della vita soggiogato agli interessi, conferma che la democrazia senza valori si trasforma in totalitarismo subdolo. Ed è per questo che scriviamo ancora di Covid.
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Speranza è senza speranza: conferma gli errori e li rivendica
- VITA – La casa di riposo darà servizi anche a chi non ci abita
I “DEBOLI” DELLA SOCIETA: Diversamente abili, poveri, immigrati

- DIVERSAMENTE ABILI
- AVVENIRE – Messaggio del Garante dei disabili al governo: «I bisogni delle persone vengono prima»
- AVVENIRE – Maria, Alberto e gli altri: la fatica doppia dei disabili che lavorano
- POVERTA’
- VITA – “A un passo dal domani”, un docufilm sull’infanzia delle periferie italiane
- SENTIERI DI CARITA’ – Luciano Manicardi ‘Umanizzare e socializzare la carità’
- AVVENIRE – «Stare con gli ultimi non è una scelta politica, è la via per costruire comunità». Il nuovo presidente della Società di San Vincenzo De Paoli rilancia il valore della carità come relazione e dell’impegno condiviso con le istituzioni: «Non giudichiamo, contribuiamo a risolvere i problemi»
- TG24.SKY.IT – Istat, povertà assoluta stabile in Italia: riguarda 5,4 milioni di persone nel 2025
- ITALIA OGGI – Nel 2025 più di 2,1 milioni di famiglie in povertà assoluta
- LA FEDELTA’- “In Italia un minore su 8 vive in povertà assoluta”. Il Report dell’Istat. Save the Children: a rischio il futuro di un’intera generazione
- VITA – Il 56% degli indigenti non è raggiunto dagli aiuti alimentari. Come colmare il gap?
- IN TERRIS – Abitare è rinascere: la sfida di progetto Arca per i più fragili
- VITA – A Milano la Notte dei senza dimora mette al centro il diritto alla casa
- IN TERRIS – Guerre e clima, allarme Cesvi: “645 milioni di persone hanno sofferto la fame”
- AVVENIRE – ANTONIO, DIEGO E GLI ALTRI: I BRACCIANTI-PENDOLARI 60ENNI MORTI ALL’ALBA. Le vittime, tutte originarie della provincia, viaggiavano a bordo di una Fiat Punto e stavano andando al lavoro nelle campagne.
- IMMIGRANTI
- ITALIA OGGI – Immigrazione, 197 miliardi di valore aggiunto: senza stranieri l’Italia sarebbe più povera. (Gli imprenditori nati all’estero sono il 10,6% del totale in Italia. Tra il 2015 e il 2025, il loro numero è aumentato del 21,3%, mentre gli imprenditori italiani sono diminuiti del 5,2%, secondo il XVI Rapporto della Fondazione Leone Moressa)
- SETTIMANA NEWS – Caritas/Migrantes: il “Rapporto immigrazione” 2026
- AVVENIRE – Senza migranti in Italia un crollo demografico. Il Rapporto Caritas e Migrantes: straniero il 9,4% della popolazione. In aumento il numero di chi lavora ma cresce il rischio povertà o esclusione sociale
- AVVENIRE – Nell’Egeo si continua a morire: 12 migranti scomparsi in due naufragi (e c’è anche un neonato)
- AVVENIRE – C’è un gommone con 30 migranti finito nel nulla. E la Libia dichiara guerra alle Ong
- VITA – Castel Volturno, 43 milioni per il Centro di permanenza per il rimpatrio: fondi pubblici sottratti a casa, scuola e servizi locali
FAMIGLIA, ADOLESCENTI e GIOVANI

- FAMIGLIA
- PROVITA&FAMIGLIA – Pro Vita lancia la prima Guida per i genitori sul consenso informato. Ecco come averla.
- IN TERRIS – Claudia Leal: “Come educare i figli alla speranza e alla fiducia nel matrimonio”
- AVVENIRE – MATERNITÀ E STUDIO: COME NON COSTRINGERE PIÙ LE DONNE A SCEGLIERE. L’età media in cui le donne hanno il primo figlio in Italia è salita a 32 anni, un record. Gli studi sulla penalizzazione di maternità per le donne che fanno ricerca possono offrire spunti di riflessione
- IL SUSSIDIARIO – CRISI DEMOGRAFICA | Le laureate fanno meno figli e più tardi: il peso dell’istruzione sulla natalità
- FONDAZIONE AVVENIRE – Non lasciamoli soli nella Rete. Proteggere i ragazzi online significa accompagnarli a crescere
- IL SOLE24 ORE – In Italia nascite ancora in calo, nel 2025 14mila in meno: il 44,1% fuori dal matrimonio
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Denatalità, quelle cause culturali non dette
- IL TIMONE – «La famiglia tradizionale non è mai esistita». Caro Elio Germano, sbagli di grosso. In un’intervista a “Repubblica”, l’attore sposa una tesi smentita da fior di riscontri
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Denatalità, quelle cause culturali non dette
- AVVENIRE – Coppie infertili, una via di uscita c’è
- AVVENIRE – Consigli su come crescere i figli, citazioni non verificate, foto ritoccate: anche i genitori usano la IA (male)
- AVVENIRE – «Cosa voglio? Dimmelo tu»: quando i figli di genitori separati non riescono più a immaginare il futuro
- ANZIANI
- IN TERRIS – La velocità dei giovani e la sapienza degli anziani: il dialogo che custodisce l’umano
- VITA – Più equità intergenerazionale significa più felicità: lo dicono i numeri
- IN TERRIS – Gli anziani sono una risorsa: un nuovo welfare contro solitudine e disuguaglianze
- PROVITA&FAMIGLIA – I nonni: pilastri del welfare, colonne della società e… scudo contro il woke
- ADOLESCENTI/GIOVANI
- VINO NUOVO – “DITECI SE ESISTIAMO O NO!”. L’urlo che sale dalle piazze dei giovani
- CORRIERE DELLA SERA – Alessandro D’Avenia ‘Che cosa vuoi dalla vita?’
- LA STAMPA – Crepet ‘I giovani non hanno più gioia, resta solo la rabbia’
- IN TERRIS – Le domande dei giovani meritano ascolto: la risposta è la ricostruzione civile
- AVVENIRE – «Puntare oggi sui giovani è il miglior investimento per l’Italia di domani»
- AVVENIRE – I giovani sono lontani dai luoghi della politica, ma non hanno perso la voglia di impegnarsi
- AVVENIRE – QUEI RAGAZZI SOLI E ATTRATTI DENTRO IL VORTICE DIGITALE. Le recenti violenze di piazza e gli investimenti stradali, per noia e “svago”, sono il portato del disagio post-Covid che ha visto l’aumento di “sballo”, disturbi psicologici e chiusure in branchi. A peggiorare le cose è il virtuale
- FEDERAZIONE ITALIANA ORDINE DEI BIOLOGI – Svapo, allarme tra gli adolescenti: bastano pochi milligrammi per diventare dipendenti
- AVVENIRE – Che cosa cercano i giovani quando parlano di eterno
- AVVENIRE – «Posso fidarmi di qualcuno? Posso essere amato? Ecco come i giovani interrogano la Chiesa»
- IL SUSSIDIARIO – Tamaro: “Giovani deboli a causa dei genitori iperprotettivi” | “La vita è considerata una malattia”
- VITA – Povertà educativa: mentre noi discutiamo sulle parole, i ragazzi perdono il futuro
SCUOLA

- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Consenso informato a scuola, la Cassazione dà il via libera al referendum
- INFORMAZIONE CATTOLICA – La scuola che cercava l’uomo
- AVVENIRE – L’educazione finanziaria a scuola fa venire i brividi …
- AVVENIRE – Insegnare a discutere in classe. Quattro regole che funzionano
- TEMPI.IT – LA RIFORMA DELLA SCUOLA CHE NON È IN PROGRAMMA, MA DELLA QUALE C’È URGENTE BISOGNO. La scuola statale è ormai un gigantesco meccanismo di assistenza sociale di massa gestito in modo scadente.
- AVVENIRE – La polizza sanitaria privata ai docenti, un caso che divide e ci interroga
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, WEB e COMUNUCAZIONE

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- WEB e COMUNICAZIONE
- CENTRO STUDI LIVATINO – Rosario Livatino, il giudice sotto la tutela di Dio: la fiction di Michele Placido alla Festa del Cinema di Roma
- ALLEANZA CATTOLICA – Guareschi e Carlo Acutis, rivincita della fiction di qualità
- VITA – Carlo Acutis, 50mila spettatori in cinque giorni: cosa ci dice il successo del “giovane santo”. Il docufilm di Luca Salmaso ha superato i 50mila spettatori nei primi cinque giorni, dopo i 4,2 milioni del film tv di Canale 5.
- AVVENIRE – Il risiko dei quotidiani continua: Del Vecchio vuole compare anche “Il Fatto”
- IL TIMONE – Il grido di Battista e la crepa nel dogma dell’aborto
- IN TERRIS – Minori e digitale: educare a un uso consapevole per custodire la nostra magnifica umanità
- AVVENIRE – Infanzia e adolescenza, allarme degli esperti in Parlamento: «Quattordicenni iperconnessi e in “ritiro sociale”»
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Chi guadagna con l’informazione? Google sorpassa la Rai. Ed è un problema
- SETTIMANE NEWS – Quando la distorsione si trasforma in disonestà
- INTELLIGENZA ARTIFICIALE
- INTERNAZIONALE – I primi scricchiolii dell’intelligenza artificiale
- AVVENIRE – L’IA sta dentro i social: come funzionano gli algoritmi e come proteggere i figli
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – IA sotto accusa, l’intimità dei giovani come merce di scambio
- IL SUSSIDIARIO – COSCIENZA ARTIFICIALE | Il paradosso di una società che tutela le macchine e riduce le persone a dati
- IN TERRIS – Prof. Pascuzzi: custodire la persona con un’IA al servizio del bene comune
- IN TERRIS – Green jobs: l’occupazione al tempo dell’Ai
- PROVITA&FAMIGLIA – IA e pedocriminalità, l’allarme di Meter: vittime quasi quintuplicate in un anno. A settembre 2026 sono 592 i minori vittime di immagini sessuali create con l’IA, quasi 5 volte quelli del 2025. Basta una foto a scuola o sui social.
- VITA- Dai punti aura ai chatbot, la società delle classifiche vuole misurare anche come pensiamo
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ARTE/CULTURA

- AVVENIRE – Chagall e la Bibbia: un viaggio al cuore della vita
- AVVENIRE – Nella “Trasfigurazione” Raffaello svela i suoi piani teologici
- LINKIESTA – L’editoria spiegata ai semicolti. I libri non vendono perché sono troppo difficili, quindi si fanno a prova di scemo
- SETTIMANA NEWS – Scrivere per rimanere umani
- VATICANNEWS – I segreti del Giudizio (Cappella Sistina)
- VATICANNEWS – San Pietro, un documentario sulla tomba dell’Apostolo con Leone XIV
ALCUNI SPUNTI PER LA RIFLESSIONE
SOSTIENI CHI FA IL “BENE”ANCHE A NOME TUO
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Il Blog dell’ “Uomo pensante” vuole combattere stereotipi e pregiudizi, non sta dalla parte di nessuno ma si basa unicamente sulla verità dei fatti e si propone di essere il più inclusivo possibile. Come potete notare, nonostante i numeri soddisfacenti di entrate giornaliere, non vi è nessuna pubblicità per non essere manipolato dagli inserzionisti. Per questo, se presto un servizio che ritenete buono, chiedo la vostra generosità nei confronti di chi fa il bene anche a “nome vostro”.
Evidenzio la testimonianza di sacerdoti mio caro amico che gestisce molteplici persone fragili immigrate.
Don Giusto Della Valle

Don Giusto Della Valle è un sacerdote, mio caro amico, della diocesi di Como e attualmente è il parroco di San Martino a Rebbio, un quartiere di Como. Oltre che essere parroco ospita circa 50 persone immigrate a cui fornisce vitto e alloggio. Per questo suo grande impegno è conosciuto e apprezzato in tutta la città.
Una testimonianza
“Nell’estate 2017, in piena emergenza migranti, ho incontrato Don Giusto Della Valle, una persona eccezionale impegnata a togliere le sofferenze. Il dramma delle migrazioni mi ha da sempre angosciato e da tempo desideravo poter fare qualche cosa per loro. Con lui ho cercato un immobile da ristrutturare così da poter ospitare minori stranieri non accompagnati e l’abbiamo individuato a Rebbio (Como), in via Giussani 35. L’immobile apparteneva al “Collegio delle Missioni Africane” noto anche come “Missionari Comboniani” ed il ricavato della vendita serviva loro per sostenere l’ospedale da loro gestito di Mapuordit nel Sud Sudan, danneggiato alla guerra: una bellissima combinazione. Nel corso della progettazione del nuovo immobile la politica italiana sulla migrazione è cambiata e di conseguenza abbiamo riorientato il progetto verso i bisogni della comunità. La Casa oltre che ad essere aperta al quartiere e alla città dovrà essere un luogo d’educazione e integrazione ed potrà offrire un riparo ai minori non accompagnati, alle mamme in difficoltà con figli e ai piccoli di qualsiasi nazionalità, con attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità. Un piano dell’immobile suddiviso in quattro appartamentini ed è a disposizione di nuclei familiari che vivono momenti di fragilità umana ed economica. Il cantiere di casa “Caracol” è terminato a fine 2019 e l’attività sociale gestita dalla parrocchia di Rebbio e da Symploké (nata dalla Caritas diocesana di Como) è iniziata nel corso della primavera 2020” (Carlo Crocco, Presidente della Fondazione MDM).
DONA A DON GIUSTO: IT48K0843010904000000093297
IL MIO ULTIMO LIBRO (in libreria dal 14 ottobre 2026)
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