L’enciclica “Magnifica humanitas”, presentata il 25 maggio 2026 da Papa Leone XIV, rappresenta un documento che riflette la profonda attenzione della Chiesa cattolica verso la dignità intrinseca della persona umana e l’importanza della solidarietà sociale nel contesto delle sfide contemporanee.
EDITORIALE
15 agosto
Maria Assunta in cielo con la sua anima e il suo CORPO

La solennità che celebriamo oggi 15 agosto ci offre tra molti spunti l’opportunità di riscoprire l’importanza e il valore del nostro corpo, il comunicatore per eccellenza poiché consente la relazione con Dio, con gli altri e con la natura.
Ci chiederemo perciò: qual è la differenza tra la proposta cristiana e quella laica-secolare sulla concezione del corpo? E, quale concezione è più del corpo?
IL CORPO NELLA RIFLESSIONE CRISTIANA
La trattazione della corporeità nel cristianesimo ha come riferimento fondante ed imprescindibile la qualifica dell’uomo “immagine di Dio” (cfr. Gn. 1,27) non unicamente nella sua spiritualità ma anche nella globalità di persona; quindi, anche la corporeità nell’espressione della sessualità maschile e femminile. Ebbene, “la persona umana creata a immagine di Dio è un essere corporeo e spirituale (…). L’uomo tutto intero è stato voluto da Dio” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 362).
Cristo e il corpo
Per realizzare l’opera redentrice, Dio dotò suo Figlio di un corpo uguale al nostro, e gli accordò di abitare in un contesto famigliare e sociale per trent’anni, confrontandosi con i disagi fisici e psicologici che sperimentiamo quotidianamente. “Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame” (Mt. 4,2); “Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo” (Gv. 4,6); “Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura ed angoscia” (Mc. 14,33) e dalla croce gridò: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”(Mc. 14,33).
San Giovanni Crisostomo, trattando della passione di Cristo, affermò che volle subire l’ironia della nudità perché tutti osservassero anche la sua completezza corporea e, di conseguenza, l’uguaglianza del suo corpo con il nostro (cfr. Omelia LXIII).
Rileggendo la vita terrena del suo Maestro, la Chiesa può sostenere che Gesù è vero Dio ma anche vero uomo: “perché ha parlato con parole d’uomo, ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha amato con cuore d’uomo” (Concilio Vaticano II, Costituzione dogmatica Dei Verbum, 27).
Inoltre, con l’Incarnazione, il corpo di Cristo divenne strumento di redenzione e di salvezza: “Noi siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del Corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre” (Eb. 10,10). Questa si prolunga nei sacramenti, denominati da san Tommaso d’Aquino “Reliquiae Incarnationis Christi” (Summa theologia, pars III, q.62, a.5), in particolare nell’Eucarestia, quando ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue.
La Chiesa corpo di Cristo
La Chiesa è raffigurata come “Corpo di Cristo” di cui il Signore Gesù è il capo.
Quindi, il corpo del battezzato, è portatore di dignità ed è costitutivo dell’uomo, non meno dello spirito. E, con lo spirito, costituisce la persona ad immagine di Dio. Per questo è tempio dello Spirito Santo: “Siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (Cor. 6,20). Pure la Liturgia, celebrando i sacramenti, si avvale talvolta del linguaggio del corpo.
Da ultimo, non possiamo scordare la rilevanza riservata al corpo da un versetto della “Professione di fede”: “Aspetto la risurrezione dei morti” che non riguarderà unicamente l’anima ma anche il corpo.
Rammentava san Giovanni Paolo II. “La verità sulla Risurrezione afferma con chiarezza che la perfezione escatologica e la felicità dell’uomo non possono essere intese come uno stato dell’anima sola, separata (secondo Platone, liberata) dal corpo, ma bisogna intenderle come lo stato dell’uomo definitivamente e perfettamente ‘integrato’ attraverso un’unione tale dell’anima col corpo, che qualifica e assicura definitivamente siffatta integrità perfetta” ( Uomo e donna lo creò, Editrice Vaticana 1985, 266).
Il Magistero della Chiesa e il corpo
Anche il Magistero della Chiesa, soprattutto negli ultimi decenni, ha ripetutamente sottolineato la rilevanza del corpo. Segnaliamo, tra i molteplici documenti, le Catechesi di san Giovanni Paolo II sulla “Teologia del corpo”: 130 Udienze del Mercoledì, dal settembre 1979 al novembre 1984 (cfr. Uomo e donna lo creò, op. cit.). Inoltre, nell’ Istruzione “Donum vitae” (Congregazione per la Dottrina delle Fede – 1987) si parla di “persona umana nella sua dimensione corporea” (n. 3), sottolineando che “il corpo umano non può essere considerato solo come complesso di tessuti, organi e funzioni, né può essere valutato alla stregua del corpo degli animali, ma è parte costitutiva della persona che attraverso di esso si manifesta e si esprime” (n. 3). Per questo “la vita del corpo è una realtà sacra che viene affidata perché la custodiamo con senso di responsabilità” (Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, 2).
La conclusione del filosofo M. Serres
Scrisse il filosofo ed epistemologo francese M. Serres. “La condanna della morale cristiana con l’accusa di essere ‘dolorista’ è un errore storico e un’ignoranza culturale. Non si legge mai abbastanza delle altre morali dell’epoca che dicono la stessa cosa. Perché il corpo era condannato a soffrire quotidianamente occorreva una forte morale che aiutasse a sopportare la sofferenza. Non conosco una tradizione filosofica, un testo antico che parli del corpo come il Vangelo, il quale evoca il concepimento, il parto, l’allattamento, la nascita, la crescita, la carne, il sangue, la resurrezione dei corpi… Cristo parla molto di più del suo corpo che della sua anima. Il cristiano venera il corpo con la risurrezione” (La Vie, 17 maggio 2000, pg. 18).
Da queste schematiche considerazioni possiamo affermare che nella visione cristiana il corpo è quasi un “sacramento” (cfr. Uomo e donna lo creò, op.cit., 91), evidenziando la grandezza dell’uomo e la sua dignità.
IL CORPO NELLA SOCIETA’ ATTUALE
Da alcuni decenni le scienze naturali ed umanistiche, la letteratura, il cinema e il contesto societario hanno rivalutato il corpo ma, purtroppo, si nota che è una riabilitazione unicamente apparente, infatti, quella avviata in Occidente dagli anni 50’ del XX secolo, è prevalente superficiale e di facciata.
In più occasioni e in molteplici settori, il corpo è stato ridotto a muscoli o a una bellezza centrata sull’esteriorità e sulla provocazione, per cui assumono un’importanza primaria le parti anatomiche da curare minuziosamente. Di conseguenza, il corpo, si è trasformato in una merce e in un veicolo di consumo con la meccanizzazione mediante lo sport, I’erotismo pubblicitario, lo sfruttamento prevalentemente di quello femminile, asservendo così la donna al potere del denaro e alla tentazione dell’edonismo. Mentre il corpo che manifesta il carattere della persona e della sua anima, quello composto da sentimenti, da sensazioni, da emozioni, è sempre più emarginato e forse pure detestato.
Oggi, il benessere del corpo, è ritenuto un obiettivo primario, uno degli aspetti maggiori delle società post-materialistiche e, anche il successo, sempre più spesso e indissolubilmente intersecato con la bellezza esteriore e la seduzione che suscita.
Visione non solo errata ma deleteria soprattutto per le giovani generazioni che sempre più spesso pubblicano in rete video e foto raccapriccianti, illudendosi che il seducente aspetto fisico sia la chiave di accesso al successo e alla fama mediatica.
Nella costruzione di questo deleterio contesto, assai ha contribuito l’irresponsabilità dei genitori, la pubblicità, la moda e programmi che pur disonorando la ragione, registrano alti tassi di audience; i reality-show dal Grande Fratello all’ Isola dei Famosi, i talent-show da X-Factor a Uomini e donne, come pure i social network che viaggiano nella rete sotto l’occhio vigile della web-cam.
Un mondo ammalato che non apprezza più la bellezza
Come conclusione della seconda parte riportiamo alcuni passaggi di un ironico articolo del giornalista M. Veneziani.
Veneziani si introduce con uno sguardo realistico della realtà. “Ogni giorno in tv, sulle riviste, nei manifesti pubblicitari, al cinema, insomma in cielo e in terra e in ogni luogo, il culto della bellezza miete milioni di vittime innocenti: non c’è evento, spettacolo o pubblicità che non sia affidato al corpo, alla voce, al volto di magnifiche creature; migliaia di ragazze girano con il book, ovvero il catalogo delle loro foto per proporsi ovunque ci sia spettacolo della bellezza”.
Veneziani prosegue evidenziando i danni del culto del corpo.
“-Mortifica chi bello non è, lo fa sentire uno scarafone, crea autodisprezzo di massa. Genera frustrazioni collettive e insicurezze personali, perfino imprecazioni genetiche contro i propri genitori e i propri figIi. -Uccide i rapporti tra le persone normali perché alimenta un forte platonismo. -Crea ansia ed angoscia da competizione, istiga alla giovinezza, al lifting, al viagra, al silicone, alle plastiche, alla sofferenza da palestra, ad ore e soldi perduti nei massaggi e nei trucchi. -Alimenta odii sociali di straordinaria virulenza… -Incattivisce ancora di più la voglia di potere, perché l’unico modo per disporre della bellezza è esercitare il potere bilanciando simbolicamente il fascino della bellezza col fascino del comando. -Danneggia anche le bellezza perché le svuota”.
Che fare? “Cerchiamo di guardare, come diceva Platone, non solo con gli occhi del corpo ma anche con quelli della mente: ci sono più cose in cielo e in terra dei corpi umani e della loro bellezza, cose che si vedono di meno ma si sentono di più, che colpiscono di meno ma durano di più, che colpiscono di meno ma incidono più dentro”.
Questa la conclusione del saggista. “La bellezza è una virtù; ma anche il coraggio, anche I’intelligenza, anche la generosità, anche I’intraprendenza, anche la lealtà sono virtù. La bellezza regna nell’estetica, non nell’etica, nella poetica, nell’ontica. E poi c’è Ia bellezza della parola, del sentimento, dell’arte, della natura; non solo dei corpi” (da: Il Giornale, 2 marzo 2004).
Come dargli torto?
Don Gian Maria Comolli
Come ogni anno il blog dell’ “Uomo pensante” nei mesi di luglio e di agosto ridurrà le tradizionali rubbliche che riprenderanno con settembre.
PREGHIERA DI SAN BERNARDO ALLA VERGINE MARIA
Oggi 15 agosto facciamo nostra la preghiera alla Vergine Maria presente nella terza Cantica della Divina Commedia e che Dante pone sulle labbra di san Bernardo.

“Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura, termine fisso d’etterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l’amore, per lo cui caldo ne l’etterna pace così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face di caritate, e giuso, intra ‘ mortali, se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disïanza vuol volar sanz’ ali.
La tua benignità non pur soccorre a chi domanda, ma molte fïate liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s’aduna quantunque in creatura è di bontate.
Or questi, che da l’infima lacuna de l’universo infin qui ha vedute le vite spiritali ad una ad una, supplica a te, per grazia, di virtute tanto, che possa con li occhi levarsi più alto verso l’ultima salute.
E io, che mai per mio veder non arsi più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi ti porgo, e priego che non sieno scarsi, perché tu ogne nube li disleghi di sua mortalità co’ prieghi tuoi, sì che ‘l sommo piacer li si dispieghi.
Ancor ti priego, regina, che puoi ciò che tu vuoli, che conservi sani, dopo tanto veder, li affetti suoi.
Vinca tua guardia i movimenti umani: vedi Beatrice con quanti beati per li miei prieghi ti chiudon le mani!”.
LA PAROLA DI DIO DELLA DOMENICA
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (16 agosto 2026)
Signore aiutami (Mt. 15,21-28)
Nel tempo in cui sembra che la bellezza della fede abbia smarrito questa caratteristica oggi, domenica 16 agosto, e ieri solennità dell’Assunta, la Chiesa offre due esempi di donne, diverse nella santità e nella realtà: la donna Cananea e Maria Santissima. Vogliamo quindi confrontarci con queste due meravigliose donne e, per fortuna, come loro, ce ne sono tante anche oggi. Rattrista invece constare che varie, ritenendosi “moderne”, si adeguano totalmente e acriticamente alla mentalità corrente, omettendo la bellezza dell’anima e puntano unicamente sull’apparenza fisica, svendendo così la propria dignità e divenendo “merce” di piacere.
La donna cananea mostra l’atteggiamento da assumere con Dio, cioè il porre totalmente la nostra fiducia nel Padre al punto “da sfidarLo” nella preghiera.
Gesù, viaggiando verso Tiro e Sidone, incontra una donna con una figlia gravemente ammalata, ma Lui sembra ignorarla. Ecco allora che gli apostoli intervengono: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro!”. Molto probabilmente non era la compassione a muovere i discepoli ma forse soltanto il non voler fare una brutta figura o il non infastidire la carovana.
Ma nuovamente la reazione del Cristo lascia tutti, forse anche noi, sorpresi: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”, ossia questa donna non appartiene alla categoria cui mi interesso!
Però la donna non si scoraggia, non si impressiona dalle parole dure di Gesù, invece gli si avvicina assumendo un comportamento incredibile che la è la conseguenza della sua fede e della sua fiducia. Lo ferma, gli si prostra dinnanzi ed afferma: “Signore, aiutami”. Due semplici parole che racchiudono tutta la povertà e la fiducia della donna; due parole che commuovono e che molte volte, forse, affiorano anche sulle nostre labbra.
Gesù, dunque, mette alla prova la fede di quella donna quasi volesse darci una direttiva sul nostro modo di accostarsi a Lui: “Signore, aiutami”. Ma, la risposta del Cristo, è ancora più sorprendente: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”. La donna, però, non si offende, anzi replica alla sfida con una risposta saggia e profonda: “E’ vero, Signore ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”. E, questo finale, non solo premia la Cananèa, ma si trasforma in una lode del Cristo per la donna: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri!”. “E in quell’istante sua figlia fu guarita”.
Tutti nella vita lottiamo contro il dolore o le prove, a volte durissime. In quelle circostanze c’è chi si abbandona alla disperazione, chi si limita a imprecare e chi si rivolge a Dio affermando: “Signore, aiutami”. E, l’atteggiamento difficile ma stupendo della Cananèa per la sua insistenza, si merita quella sublime frase del Maestro: “Donna, davvero grande è la tua fede!”.
LE DOMANDE AL DON (74)
Educarsi al pudore
Chi oggi accenna al pudore rischia di essere ridicolizzato o compatito (nel senso peggiore del termine). Ridicolizzato poiché il problema, secondo loro, andrebbe collocato tra i ferri vecchi della morale. Il compatimento, poiché sempre secondo loro, la tematica espone a discussioni che non hanno più né incidenza né valore. Eppure io ritengo che il pudore nella vita delle persone e anche della società è fondamentale. Qual è il suo parere? Giorgio
LA RISPOSTA DEL DON
Agli inizi del XX secolo era impudico mostrare le caviglie. Oggi è consuetudine esibire l’ombelico, indossare jeans a “vita bassa”, vestire abiti alquanto corti ma con appariscenti scollature. E, d’estate, impazzisce il desiderio di ridurre al minimo l’abbigliamento per ostentare il corpo e sulle spiagge, e non solo, si moltiplica l’esibizionismo. Inoltre, le giovani generazioni, spesso mettono in rete video o foto raccapriccianti, illudendosi che il seducente aspetto fisico sia la chiave di accesso al successo e alla fama mediatica. Questo indica che il cittadino della “società liquida” sta abbattendo un altro tabù mostrando in pubblico le parti più intime con “irreale naturalezza”, rendendo quindi il corpo una merce da esporre agli sguardi di tutti, mostrando che oggi con il sesso non esistono più imbarazzi. Ciò e vero, è con “l’amore autentico” che abbiamo complicazioni, e la diminuzione del pudore, cioè il bruciare la propria intimità con una velocità impressionante, aggroviglia ulteriormente la situazione. Inoltre, nell’ “era dell’indiscrezione” e del “chiacchiericcio”, l’assenza di pudore lo riscontriamo anche in alcuni programmi televisivi nei quali si manifestano superficialmente stati d’animi personali, sentimenti ed emozioni, esperienze sessuali… scordando che alcune situazioni esigono di essere vissute silenziosamente, privatamente e personalmente. Alcuni interrogativi sono d’obbligo: nel terzo millennio esiste ancora il “senso del pudore”? Conosciamo, tuttora, il significato e il contenuto di questo vocabolo?

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L’OPINIONE DEL GENERALE FRANCESCO COSIMATO
Prosegue la nostra collaborazione settimanale con l’amico il Generale Francesco Cosimato.

Francesco Cosimato. Nato a Roma il 12 novembre 1959, ha frequentato il 162° Corso Allievi Ufficiali presso l’Accademia Militare di Modena. È paracadutista militare, direttore di lancio e ispettore per attività di controllo degli armamenti. Ha ricoperto numerosi incarichi di comando e staff, tra cui missioni in Somalia (1993), Bosnia (1998 e 2006) e Kosovo (2000). Ha comandato unità come il I Gruppo del 33° Reggimento artiglieria terrestre Acqui e il 21° Reggimento Artiglieria Trieste. E ha operato presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso la NATO.
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DIVENTA “VOLONTARIO”
PERCHE’?
Il volontariato è un pilastro della società civile e riveste un’importanza cruciale nel panorama societario. Le associazioni di volontariato consentono infatti di integrare le prestazioni tradizionali con un approccio umano e relazionale. La presenza di volontari disinteressati crea un clima di fiducia e apertura, indispensabile per affrontare situazioni di grande vulnerabilità.
Inoltre, le associazioni di volontariato sono spesso in grado di rispondere in modo rapido ed efficace a bisogni specifici, che possono prima sfuggire alle strutture sanitarie pubbliche. Grazie alla loro flessibilità e alla varietà di competenze dei loro membri, queste organizzazioni possono sviluppare programmi innovativi e rispondere a esigenze emergenti.
UN BREVE CORSO PER COMPRENDERE CHI E’ IL VOLONTARIO
CONOSCI ALCUNE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E DI TERZO SETTORE
LE ASSOCIAZIONI CHE PRESENTIAMO NEL LINK PRECEDENTE
-ABIO, associazione per il bambino in ospedale
-AIC ITALIA – Gruppi di volontariato Vincenziano
-ALMN – Lotta contro le malattie mentali
-A.I.D.O. Associazione Italiana Donatori Organi
-ASSOCIAZIONE LIBERA – Insieme per la lotta contro le mafie e la promozione della cultura della legalità.
-ASSOCIAZIONE NEVRA, per il dolore neuropatico cronico. Milano
-ASSOCIAZIONI PAPA’ SEPARATI (APS)
-ASSOCIAZIONE VOLONTARI OSPEDALIERI (AVO)
-AUSER – Associazione per l’invecchiamento attivo
-AVIS – Associazione Volontari Italiani del Sangue
-AVULSS – Associazioni per il Volontariato nelle Unità Locali Socio-Sanitarie
-BANCA DEL TEMPO
-BANCA ETICA
-BANCO ALIMENTARE
-CARITAS ITALIANA
-CASAMICA (ODV) – Un sostegno concreto per i malati e le loro famiglie
-CAV – CENTRO DI AIUTO ALLA VITA
-CENTRI CULTURALI
-CENTRI DI SERVIZI PER IL VOLONTARIATO
-CENTRO VOLONTARI DELLA SOFFERENZA
-CITY ANGELS
-COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO
-CONFEDERAZIONE NAZIONALE DELLE MISERICORDIE
-EMERGENCY
-F.A.V.O. – Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia
-GRUPPI VOLONTARIATO VINCENZIANO
-MEDICI SENZA FRONTIERE
-METER -Dalla parte dei bambini
-MOVIMENTO PER LA VITA
-NESSUNO TOCCHI CAINO
-OPERA CARDINAL FERRARI – Milano
-PANE DI SANT’ANTONIO per aiutare le persone più in difficoltà. Varese
-PIZZAUT
-SAVE THE CHILDREN
-SENECA, assistenza domiciliare anziani. Milano
-SENTINELLE IN PIEDI (movimento)
-UNIONE SAMARITANA
–UNITALSI – Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali
-VIDAS – Assistenza completa e gratuita agli ammalti inguaribili
-VOLONTARIATO CIVILE
IL “PROTETTORE” DEL BLOG

Il Protettore di questo blog è il BEATO GIUDICE ROSARIO LIVATINO assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 che è stato non solo un “uomo pensante” ma anche un magistrato modello e una persona di grande e autentica fede: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Quindi. come affermò san Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e indirettamente della fede”. Pur partecipando alla Messa ogni giorno, forse nessuno ha notato la sua azione religiosa ma l’effetto di quell’azione, cioè la testimonianza. Dunque una fede non da mostrare nelle forme ma da rendere leggibile nella testimonianza. E, ogni suo documento, al termine, era siglato con STD (SUB TUTELA DEI). Il mio auspicio è che anche i molti visitatori di questo blog, seguendo il suo esempio, si pongano “sub tutela Dei” e testimoni, anche con le argomentazioni da uomini pensanti, di principi e di valori fondamentali alla nostra società e alle future generazioni. GRAZIE.
Per conoscere il beato Livatino:
-«L’uomo che ho ucciso, Livatino, – ha affermato: oggi mi aiuta a coltivare la speranza»
-Un commento sul Giudice Livatino
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Gli articoli poco evidenziati o contro-corrente (la Rassegna Stampa riprenderà a settembre)
In queste settimane saranno riportati, divisi per argomenti, diversi articoli riportati nell’anno sociale 2025-26. Questo per due motivi. Affogati come siamo da continue notizie rischiamo di scordare oggi quello che è avvenuto ieri e, così dimenticando la memoria, gli errori si ripetono.
No suicidio assistito, SI cure palliative
–ITALIA e MONDO: fatti, opinioni e commenti
…
dei LIBRI PER L’ESTATE

La lettura rappresenta un’attività fondamentale per lo sviluppo intellettuale e culturale dell’individuo. In un’epoca in cui la rapidità dell’informazione spesso prevale sulla riflessione profonda, dedicare tempo alla lettura consente di acquisire conoscenze approfondite, stimolare il pensiero critico e ampliare gli orizzonti cognitivi. Attraverso i libri, è possibile entrare in contatto con esperienze, culture e idee diverse, favorendo così una maggiore comprensione del mondo e una crescita personale continua. E, quale meglio dell’estate, è il tempo favorevole?

E.A.Allen, Papa Leone XIV. La biografia, Mondadori, pp. 300, euro 20,90
Chi è questo pontefice? Quali sono i temi che ne orienteranno il cammino? In questa accurata biografia Allen, corrispondente vaticana, traccia un ritratto inedito dell’uomo che oggi siede sulla Cattedra di San Pietro.

G.Biffi, (a cura di E. Ghini) – Piccolo dizionario del cristianesimo, Piemme, pp. 272, euro 20
Amore, Donna, Giustizia, Guerra, Libertà, Speranza… Sono solo alcune delle voci contenute in questo “piccolo”, ma essenziale Dizionario del Cristianesimo che raccoglie e affronta le problematiche più urgenti dell’etica, della società e della cultura intrecciandole alle complesse questioni del vivere la fede oggi. Uno strumento prezioso per tutti coloro che, credenti e non, cercano riferimenti significativi per la propria esistenza. Con la speranza che queste “parole di vita” continuino a fermentare nei cuori già persuasi della loro inesauribile forza e incontrino coscienze che ignorano la semplice profondità del vero credente.

G.Guzzo, Grazie a Dio. Come la fede promuove la civiltà, il progresso, la pace, la famiglia e la salute, ed. Lindau, pp. 540, euro 32
Dati alla mano, il libro dimostra che nel mondo le grandi religioni non solo non arretrano, ma avanzano. Nei numeri e nella vita quotidiana di milioni di persone, che di fatto restano credenti – talvolta in modo sorprendente – perfino in Paesi dove la secolarizzazione sembra trionfare. Soprattutto la fede cristiana ha ancora molto da dire agli uomini e alle donne di oggi, anche perché veicola fiducia nella ragione, promuove la pace e la concordia, valorizza l’altruismo, rafforza i legami familiari.
S.De Mari, Dizionario minimo di difesa dell’ovvio. Le verità che nessuno osa più dire, edizione Fede&Cultura, pp. 287, euro 22
In un’epoca in cui tutto sembra relativo, Silvana De Mari raccoglie e difende l’evidenza più elementare: il buonsenso. L’Autrice affronta quindi questioni scottanti sfidando i dogmi del politicamente corretto e della cultura dominante. Un libro destinato a chi non ha paura di pensare con la propria testa e vuole rileggere la realtà senza i filtri ideologici imposti dai media e dal pensiero unico.
Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa, 17° Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa nel Mondo. La guerra demografica ci vogliono tutti estinti, Cantagalli, Siena 2025, pp. 234, euro 16
Il libro analizza il crollo demografico come problema centrale in molte parti del mondo, collegandolo a fattori geopolitici, economici e culturali, evidenziando i pericoli per le nazioni e la vita umana.
R. de Mattei, Gender dickat. Origini e conseguenze di una dittatura totalitaria, ed. Solfanelli, pp. 192, euro 14
Questa ideologia, grazie a una costosa e capillare campagna di promozione mediatica, sta conquistando spazi pubblici sempre più ampi, arrivando a mettere in discussione concetti e valori che costituiscono le basi elementari di qualsiasi convivenza civile. L’obiettivo del saggio è dedicare spazio alle radici ideologiche e riservare spazio alle sue ricadute pratiche, nella nostra quotidianità.

N.Farinelli, Ladri di salute. Inchiesta sulla sanità tra cure negate e vite sospese, ed. Il Timone, pp. 148, euro 19,90
Tempi d’attesa infiniti, liste chiuse: quando la sanità pubblica non riesce a rispondere ai bisogni delle persone, allora si è costretti a ricorrere al privato. E chi non può permetterselo? Semplice: non si cura, rinuncia ai controlli, non fa prevenzione. Dietro ai numeri legati alla sanità, ci sono loro: le persone, con le loro storie autentiche, le paure e i dolori reali. In questo libro sono raccolte voci spesso inascoltate, quelle dei più fragili. Un’inchiesta che racconta come i “Ladri di salute” rubano i sogni e strappano pezzi di vita.
L.M.Epicoco, Io sono come guardo. Lo sguardo di Cristo sull’amore di coppia, Tau Editrice, pp. 92, euro 12
Il testo raccoglie tre meditazioni sull’amore di coppia e propone una riflessione che, partendo da Cristo, aiuta a rimettere in moto le dinamiche dell’amore che potrebbero essersi un po’ spente.

L. Tridente, L’alternativa all’Intelligenza Artificiale. 10 parole (+1) per il futuro. Ed. Edusc, pp. 192, euro 19
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il lavoro, l’informazione e le relazioni umane. Di fronte a questa trasformazione, la questione decisiva non riguarda le macchine, ma l’uomo. La sfida che abbiamo davanti è, prima di tutto, antropologica. Questo libro propone un’alternativa di pensiero: un lessico essenziale per orientarsi nell’era digitale e riaffermare il primato della persona. Attraverso dieci parole chiave (+1), il volume offre strumenti per comprendere come l’intelligenza artificiale incida sui processi di conoscenza, sulle pratiche decisionali e sulla formazione della responsabilità. Dunque, una lettura, per chi vuole governare il progresso senza rinunciare a ciò che ci rende umani.

A.Picicco, Essere per esserci. Sui social con testa e cuore, Paoline, pp. 144, euro 12
Il libro esplora il mondo dei social con uno sguardo costruttivo. In un’epoca in cui la realtà virtuale sembra imprescindibile, emerge tutto il valore di una comunicazione digitale autentica, caratterizzata da un essere sui social e su tutti i media digitali con equilibrio e responsabilità.
“POLITICAMENTE SCORRETTO”
POCHI CONOSCONO IL FATTO
SCHLEIN ATTACCA MELONI, MA SUOR ANNA ALFIERI LA RIDICOLIZZA SENZA PIETÀ
Elly Schlein ha scagliato un nuovo attacco contro Giorgia Meloni, accusandola di voler privilegiare la scuola privata a discapito di quella pubblica. Pochi istanti dopo arriva la risposta che nessuno si aspettava: suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e voce autorevole fuori dai palazzi, smonta l’intera narrazione con una freddezza devastante.SOSTENI CHI FA IL “BENE”ANCHE A NOME TUO

Il Blog dell’ “Uomo pensante” vuole combattere stereotipi e pregiudizi, non sta dalla parte di nessuno ma si basa unicamente sulla verità dei fatti e si propone di essere il più inclusivo possibile. Come potete notare, nonostante i numeri soddisfacenti di entrate giornaliere, non vi è nessuna pubblicità per non essere manipolato dagli inserzionisti. Per questo, se presto un servizio che ritenete buono, chiedo la vostra generosità nei confronti di chi fa il bene anche a “nome vostro”.
Evidenzio la testimonianza di sacerdoti mio caro amico che gestisce molteplici persone fragili immigrate.
Don Giusto Della Valle

Don Giusto Della Valle è un sacerdote, mio caro amico, della diocesi di Como e attualmente è il parroco di San Martino a Rebbio, un quartiere di Como. Oltre che essere parroco ospita circa 50 persone immigrate a cui fornisce vitto e alloggio. Per questo suo grande impegno è conosciuto e apprezzato in tutta la città.
Una testimonianza
“Nell’estate 2017, in piena emergenza migranti, ho incontrato Don Giusto Della Valle, una persona eccezionale impegnata a togliere le sofferenze. Il dramma delle migrazioni mi ha da sempre angosciato e da tempo desideravo poter fare qualche cosa per loro. Con lui ho cercato un immobile da ristrutturare così da poter ospitare minori stranieri non accompagnati e l’abbiamo individuato a Rebbio (Como), in via Giussani 35. L’immobile apparteneva al “Collegio delle Missioni Africane” noto anche come “Missionari Comboniani” ed il ricavato della vendita serviva loro per sostenere l’ospedale da loro gestito di Mapuordit nel Sud Sudan, danneggiato alla guerra: una bellissima combinazione. Nel corso della progettazione del nuovo immobile la politica italiana sulla migrazione è cambiata e di conseguenza abbiamo riorientato il progetto verso i bisogni della comunità. La Casa oltre che ad essere aperta al quartiere e alla città dovrà essere un luogo d’educazione e integrazione ed potrà offrire un riparo ai minori non accompagnati, alle mamme in difficoltà con figli e ai piccoli di qualsiasi nazionalità, con attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità. Un piano dell’immobile suddiviso in quattro appartamentini ed è a disposizione di nuclei familiari che vivono momenti di fragilità umana ed economica. Il cantiere di casa “Caracol” è terminato a fine 2019 e l’attività sociale gestita dalla parrocchia di Rebbio e da Symploké (nata dalla Caritas diocesana di Como) è iniziata nel corso della primavera 2020” (Carlo Crocco, Presidente della Fondazione MDM).
DONA A DON GIUSTO: IT48K0843010904000000093297
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