Leggi, linee guida, vademecum: ogni territorio ha fatto da sé, in attesa che il Parlamento (forse) si pronunci, basandosi sulla sentenza della Corte costituzionale che nel 2019 ha fissato alcuni criteri di accesso alla morte assistita. E che ora torna a intervenire.
Il Medical Assistance in Dying, (MAID) compie questo mese dieci anni e dal marzo 2027 sarà accessibile anche alle persone affette esclusivamente da malattia mentale. La preoccupazione dei vescovi canadesi: «La vera compassione non risponde alla sofferenza con la morte».
Mentre la Consulta torna a esaminare i confini del fine vita e dell’aiuto al suicidio, il punto decisivo resta il valore della cura e della relazione: «La vita di ciascuno di noi, malato o sano, dipende da ciò che gli altri fanno per noi».
Prima di essere pubblicata, la seguente lettera è stata sottoscritta da oltre 270 medici di diverse Regioni italiane.
Documento della Società dei palliativisti in cerca di una bioetica condivisa. Valenti (Sicp): «Abbiamo il compito di informare i pazienti». Ma la Consulta non ha stabilito un “diritto di morire”. E si rischia di confondere la gente.
Nell’udienza sull’aiuto alla morte volontaria le testimonianze dei pazienti a favore e contro la legge. Il nodo dei “trattamenti di sostegno vitale”.
Il regolamento della Regione per le procedure di “morte medicalmente assistita” ha introdotto un acronimo. Che compie la solita operazione culturale: far sparire la realtà.
il dottor Saverio Bisceglia racconta la dolorosa scoperta della “malattia di Batten” che ha colpito anche sua figlia Simona, morta tre anni fa a 18 anni. Un dolore che però non si è confinato in un vicolo cieco, ma ha alimentato la speranza affinché – persino dinanzi alle sofferenze più atroci che provoca questa terribile malattia neurodegenerativa – una risposta veramente umana non sia mai la cosiddetta ed edulcorata “dolce morte”, bensì le cure terapeutiche per accompagnare chiunque soffra con amore al termine naturale della propria esistenza.
Non poteva mancare una legge sul suicidio assistito in Campania, che così si allinea a Toscana e Lazio. È l’ultimo frutto di una crisi del senso della vita.
Elaborata la Carta di Roma, con i principi per le cure palliative per bambini e adolescenti, e le loro famiglie. Tre società scientifiche di neonatologi, pediatri e ginecologi propongono Linee di indirizzo per la presa in carico di neonati con prognosi infausta. Senza trascurare la vita fetale