Il caso di Noelia ha riacceso i riflettori sulla donazione di organi a seguito di eutanasia. Un legame che genera pressioni sia per i pazienti che per i medici, favorendo una deriva eutanasica. Il possibile conflitto di interessi. E il rischio che la donazione diventi la causa della morte.
Il caso di Noelia, disabile che ha ottenuto l’eutanasia, ha sconvolto la Spagna. Intervista a Polonia Castellanos dell’Associazione Avvocati cristiani, a fianco dei genitori nella battaglia legale: «Abbiamo chiesto un trattamento sanitario, che il governo concede anche ai terroristi, ma ha preferito ucciderla. Anche per ragioni economiche: la madre ci ha riferito che i suoi organi ormai erano impegnati per il trapianto».
La Conferenza Episcopale spagnola interviene con una nota in merito alla morte assistita della 25enne Noelia Castillo Ramos, di Barcellona. “La risposta al dolore non può essere provocare la morte – scrivono i vescovi – ma offrire vicinanza, accompagnamento e sostegno integrale”.
L’ ammalato tumorale, anche nello stadio finale della sua esistenza, è una persona inguaribile ma non incurabile..
Il caso tragico di Noelia, che lo Stato spagnolo ha scelto di far sedere sulla sedia elettrica dell’eutanasia dopo una vita di ingiustizie, violenze e dolori psicologici e fisici. Uno Stato vuoto di umanità e immiserito nell’immanenza dell’utile e del piacere.
A nulla è valsa la contrarietà paterna. Era paraplegica per un tentativo di suicidio dopo aver subìto uno stupro di gruppo.
Un caso giudiziario che ha diviso la 25enne, vittima di violenze e protagonista di un tentato suicidio che le ha lesionato il midollo spinale, e il padre, che ha disperatamente tentato di fermarla. La Chiesa spagnola: «Quando la vita fa male la risposta non può essere interromperla».
La Pontificia Accademia per la Vita e la Conferenza episcopale lombarda, in collaborazione tra loro, hanno pubblicato da poco Il Libro Bianco per la Promozione delle Cure Palliative in Italia (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2026, pp. 175, euro 17).
LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Appuntamento con la morte, il libro che svela l’inganno dell’eutanasia
Perché l’eutanasia è moralmente illecita? Qual è il retto significato di libertà e dignità della persona? Sofferenza inutile vs sofferenza salvifica. Gli errori della legge 219/2017. Intervista a Tommaso Scandroglio, autore di Appuntamento con la morte e Le armi del nemico.
Nessun processo per l’attivista radicale che aveva accompagnato due malati a morire in Svizzera. Per il Gip non si tratta di riconoscere il diritto alla morte ma a una «morte dignitosa». Ed è questo il nodo: la dignità dell’esistenza ormai prevale sulla dignità della persona, fino a sopprimerla.