Nata senza le braccia in una famiglia straordinaria, Simona Atzori (radici sarde, cresciuta in Lombardia) ha sempre valorizzato le sue potenzialità e con i piedi riesce a fare cose inimmaginabili. Laureatasi in “visual arts” in Canada, Simona è ballerina, pittrice e scrittrice e ci ha accolto nella sua casa di Gerenzano (VA) per raccontarsi di fronte alla videocamera di Cristian Gennari.
Mentre l’attuale esecutivo ha superato la longevità del Berlusconi II, la segretaria del Pd batte il record di Bersani alla guida del partito e si contende la guida del campo largo con il leader dei 5 Stelle, anch’egli in sella da un lustro. Tre casi di continuità non scontata, ma la politica non è una gara a chi resiste più a lungo: senza risultati la durata è un’illusione ottica.
E’ un film che invita a riflettere sui confini, fisici e simbolici, imposti agli individui. Attraverso una narrazione essenziale e ricca di metafore, l’opera presenta la pecora come emblema di obbedienza, vulnerabilità e appartenenza collettiva. La scatola rappresenta, invece, una struttura chiusa, capace di limitare la libertà ma anche di offrire una paradossale protezione. Il contrasto tra il desiderio di evasione e la paura dell’ignoto costituisce il nucleo drammatico del film. Ne emerge una critica alla conformità sociale e un invito a sviluppare consapevolezza, autonomia e coraggio, soprattutto quando la sicurezza richiede di rinunciare alla propria identità.
Nel volume Morgenthau ripropone i fondamenti del realismo politico e interpreta la storia internazionale come un confronto permanente tra interessi, ambizioni e rapporti di forza. Contro le visioni che affidano alla razionalità, al diritto o alle istituzioni la possibilità di eliminare il conflitto, l’autore sostiene che la politica estera nasce dalla natura conflittuale dell’azione umana e dalla ricerca del potere.
Certamente Morgenthau non celebra la forza, ma invita a distinguere l’analisi degli equilibri internazionali dai giudizi morali. La prudenza diviene così il principio essenziale dell’arte politica: gli Stati devono perseguire i propri interessi valutando conseguenze, limiti e responsabilità. L’opera conserva una notevole attualità, offrendo strumenti critici per comprendere crisi geopolitiche, competizione strategica e fragilità dell’ordine internazionale contemporaneo.