Alcune settimane fa all’inizio del nuovo anno sociale ho affermato che dobbiamo vivere i prossimi mesi rivalorizzando la GIOIA. Oggi osservando le donne e gli uomini della nostra società spesso pessimisti, superficiali, qualunquisti e alcune volte anche cinici, indicherò una metodologia per concretizzare la gioia che ho definito: il volare alto. Di seguito ci chiederemo il significato di questa affermazione e le modalità per “volare” oltre gli elementi che rischiano di incollarci alla superficialità.

DI COSA STIAMO PARLANDO?
“Volare alto” appartiene al linguaggio figurato e richiama immediatamente l’immagine di chi si solleva al di sopra del livello ordinario delle cose. Non indica però soltanto il desiderio di raggiungere un obiettivo ambizioso, ma suggerisce anche la capacità di guardare la realtà da una prospettiva più ampia, libera da condizionamenti, paure e interessi immediati.
In senso letterale, volare significa staccarsi da terra e muoversi nello spazio senza il sostegno diretto del suolo. “Volare alto”, quindi, significa porsi traguardi elevati, coltivare ideali nobili, sviluppare pienamente le proprie capacità. Chi “vola alto” non si accontenta unicamente di ciò che ha già acquisito, ma prosegue a migliorarsi ogni giorno contribuendo così al bene comune. L’espressione contiene, dunque, una componente di ambizione, ma non nel senso negativo dell’arrivismo: si tratta piuttosto di un’ambizione orientata da valori e da responsabilità.
Il “volare alto” assume pure un risvolto etico, cioè il rifiuto della meschinità, dell’intolleranza e della vendetta scegliendo invece il dialogo, la dignità e la generosità. In questo senso, l’espressione invita a non rispondere al male con il male e a non porsi di fronte alla complessità delle persone e delle situazioni con giudizi affrettati.
Il “volare alto”, inoltre, va interpretato con equilibrio. La società contemporanea incoraggia il successo e la visibilità, di conseguenza il puntare in alto può trasformarsi anche in una pressione costante cioè l’ essere sempre produttivi, competitivi e impeccabili. Chi “vola alto”, invece, è in grado di distinguere tra desiderio reale ed autentico e culto della prestazione.
INGREDIENTI per “volare alto”
1.Visione
Ogni traguardo significativo nasce da un’immagine mentale del futuro che si desidera costruire. Possedere una visione significa interrogarsi sulle proprie aspirazioni, individuare ciò che si ritiene importante e definire una direzione coerente. Una visione efficace, tuttavia, non può essere astratta o irrealista: deve tradursi in obiettivi concreti, verificabili e compatibili con i propri valori.
2.Consapevolezza di sé
Conoscere i propri punti di forza consente di valorizzarli, mentre riconoscere i propri limiti permette di lavorare su di essi con maggiore lucidità. Inoltre “volare alto” non significa raggiungere un modello imposto dall’esterno ma individuare la propria definizione di successo e impegnarsi per realizzarla.
3.Disciplina
L’entusiasmo iniziale dà impulso all’azione ma è insufficiente per la continuità. La disciplina, dunque, consiste nel tenere fede agli impegni anche quando la motivazione diminuisce, gli ostacoli aumentano e i risultati tardano ad arrivare. Essa si manifesta nella gestione del tempo, nella definizione delle priorità e nella costanza quotidiana. Importanti risultati sono la conseguenza di progressi piccoli ripetuti nel tempo.
4.Formazione continua
Il mondo cambia rapidamente e nessuna competenza può considerarsi acquisita una volta per tutte. Studiare, aggiornarsi e confrontarsi con prospettive diverse consentono di ampliare le proprie possibilità e di affrontare problemi complessi con una adeguata preparazione. La formazione non riguarda però unicamente le conoscenze tecniche ma anche quelle relazionali, comunicative e decisionali.
5.Coraggio
Ogni traguardo ambizioso comporta una certa dose di rischio poiché espone alla possibilità di fallire, di essere criticati o di dover abbandonare abitudini rassicuranti. Il coraggio non consiste nell’assenza di paura, bensì nella capacità di agire nonostante ogni timore. Esso fa cogliere opportunità, proporre idee innovative e assumersi responsabilità.
6.Resilienza
E’ la capacità di reagire alle difficoltà e di trasformare gli insuccessi in occasioni di apprendimento. Un errore può mettere in discussione una strategia, ma non deve porre in discussione il valore della persona o la validità dell’obiettivo. La resilienza consente di analizzare ciò che non ha funzionato, correggere la rotta e ripartire con maggiori esperienze.
7.Collaborazione
Per “volare alto” è indispensabile saper collaborare dato che il confronto con persone competenti, l’ascolto di opinioni differenti e la costruzione di relazioni fondate sulla fiducia favoriscono la crescita.
Ebbene, “il volare alto” è il risultato dell’intersecarsi di vari elementi!
Ciò che BLOCCA il “volare alto”
1.Paura del fallimento
Chi teme di sbagliare tende spesso a non agire, preferendo la sicurezza di una situazione conosciuta alla possibilità di affrontare una sfida scordando che il fallimento non è una conferma della propria incapacità ma un’esperienza per comprendere i propri errori e migliorare. Per “volare alto” è indispensabile tollerare che ogni percorso comporta rischi, imprevisti e difficoltà.
2.Scarsa autostima
Una scarsa o fragile autostima alimenta un dialogo interiore negativo, caratterizzato da pensieri come “non ce la farò” oppure “non sono all’altezza”. Tali convinzioni, se ripetute nel tempo, condizionano il comportamento divenendo profezie che si auto-avverano. Dobbiamo quindi distinguere tra la valutazione obiettiva delle proprie competenze e un giudizio globale sulla propria personalità spesso ingiusto.
3.Perfezionismo
Il desiderio di eccellere è positivo ma quando si trasforma nella convinzione di non commettere mai errori, produce ansia, procrastinazione e insoddisfazione. Ad esempio, il perfezionista, potrebbe rinviare a tempo indefinito l’avvio di un progetto, convinto di dover possedere, prima, tutte le conoscenze e le condizioni ideali. Per questo è opportuno puntare sul “sufficientemente buono” che consente di agire e di migliorarsi con l’esperienza.
4.Giudizio altrui
Famiglia, amici, colleghi e società possono esercitare pressioni sulle scelte individuali. Il timore di essere criticati, derisi o ritenuti presuntuosi frena e anche molto.
5.Convinzioni limitanti
Si tratta di idee radicate, spesso apprese nell’infanzia, secondo cui il successo è riservato a pochi. Queste convinzioni agiscono silenziosamente ma orientano le decisioni e selezionano le opportunità.
6.Carenze e confusioni di fronte agli obiettivi
Desiderare genericamente “una vita migliore” è insufficiente per orientare le energie quotidiane. Senza direzioni ben tracciate si disperdere il tempo con attività secondarie, lasciandosi guidare unicamente dalle urgenze.
7.Procrastinare
Rimandare metodicamente sono conseguenze della paura, della stanchezza o della difficoltà ad organizzarsi. Tutto ciò rafforza la percezione di essere degli incapaci. Per contrastare questo meccanismo è utile suddividere i compiti complessi in azioni semplici iniziando con passi concreto, anche piccoli.
8.Ambiente
Contesti caratterizzati da pessimismo, competizione distruttiva o assenza di sostegno possono indebolire la motivazione. Al contrario, relazioni fondate sul rispetto e sul confronto costruttivo favoriscono lo sviluppo personale.
CONCLUSIONE
“Volare alto” non significa negare la realtà né vivere di illusioni. Un sogno privo di consapevolezza può trasformarsi in evasione; un progetto ambizioso, invece, richiede studio, disciplina, pazienza e capacità di affrontare gli insuccessi. Ciò si concretizza prevalentemente con piccoli passi, decisioni quotidiane e responsabilità concrete. Non tutti devono raggiungere gli stessi traguardi: ciascuno può definire la propria idea di realizzazione in relazione alle proprie inclinazioni, condizioni e valori. In tale prospettiva, “volare alto” significa soprattutto non permettere che siano la paura o il giudizio altrui a determinare il proprio percorso.
“Volare alto” è dunque è un’espressione molto attuale unendo aspirazioni, libertà e responsabilità. Essa invita a guardare oltre l’ostacolo senza perdere il contatto con la realtà, a coltivare ideali senza trasformarli in pretese irrealistiche, a perseguire il successo senza sacrificare l’onestà e l’integrità.
Perché dovrei “volare alto”? In primis per essere rispettoso di te stesso!
Don Gian Maria Comolli