ALCUNI DOCUMENTI DI PAPA FRANCESCO

  • Evangelii gaudium
  • Laudato sì
  • Amoris Laetitia

EVANGELII GAUDIUM

Monsignor Italo Monticelli ci presenta un Documento essenziale e rilevante del pontificato di Papa Francesco: l’ Esortazione Apostolica “Evangelii gaudium”. Uno strumento che guiderà l’intero pontificato, ci auguriamo molto duraturo, del Papa regnante, come esso stesso affermò nel discorso tenuto il 10 novembre 2015 a Firenze, ai partecipanti del V° Convegno della Chiesa Italiana dal titolo: “Il nuovo umanesimo in Cristo Gesù”.

In quella circostanza, papa Francesco affermò: “Permettetemi solo di lasciarvi un’indicazione per i prossimi anni: in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della ‘Evangelium gaudium’ per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio. Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti. Perciò siate creativi nell’esprimere quel genio che i vostri grandi, da Dante a Michelangelo, hanno espresso in maniera ineguagliabile. Credete al genio del cristianesimo italiano, che non è patrimonio né di singoli né di una élite, ma della comunità, del popolo di questo straordinario Paese”.

Non è mio compito andare oltre, poiché monsignor Monticelli, pagina per pagina, ce lo illustrerà semplicemente e approfonditamente, vi ricordo unicamente un consiglio che don Italo ha appreso dal cardinale C. M. Martini: stampatelo e tenete in mano una matita e sottolineate il verbo o la parola o il pensiero più significativo. Solo così saremo in grado di ricordare ma sopratutto di vivere e testimoniare il pensiero del Papa da cristiani “gioiosi” e ricchi di “speranza”.

Sarà anche un occasione per rivivere e concretizzare il Convegno Ecclesiale di Firenze che appare già un po’ “dimenticato”, mentre il titolo, e soprattutto le relazioni proposte, sono di fondamentale importanza per la società italiana dei prossimi anni, poichè unicamente riscoprendo il Signore Gesù “Maestro di Umanesimo” e seguendo le indicazioni di papa Francesco potremo costruire una convivenza, come ammoniva G. La Pira, “a misura d’uomo”, dove ogni vita, anche quelle che il Papa definisce “di scarto”, sia rispettata nella sua sacralità, dignità e onorabilità.

 

Italo Monticelli, dottore in teologia, sacerdote da 63 anni, ha operato prevalentemente nella Pastorale della Salute, ricoprendo gli incarichi di direttore dell’Ufficio di Pastorale della Salute dell’arcidiocesi di Milano e responsabile della Regione Lombardia. Fu anche membro della Consulta Nazionale CEI per la sanità. Ha pubblicato numerosi testi ed è ancora oggi un accreditato relatore a livello nazionale.

LAUDATO SI’

L’argomento trattato dall’ Enciclica è “il rispetto dell’ambiente”, quello che papa Francesco definisce “la nostra casa comune”, quella sorella “che protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei” (n.2) poiché, continua il pontefice, “siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla” (n. 2). Dunque, il tema “è ecologico”, come possiamo notare anche “dall’incipit”, cioè dalle prime parole del testo, tratte dal “Cantico delle Creature” di san Francesco d’Assisi.

L’Enciclica è composta da un introduzione e da sei capitoli divisi in 246 paragrafi.

Inizia con una lucidità analisi della situazioni attuale, una severa e documentata denuncia morale, politica ed economica delle motivazioni che hanno portato alla grave crisi ecologica della “casa comune”. Poi propone delle indicazioni che non sono rimedi specifici ma l’invito alla “riconquista antropologica” di una “ecologia umana” e ad nuova azione politica che, come più volte ribadirà, non può essere sottomessa “alla tecnica o alla finanza”.

L’Enciclica, accolta favorevolmente, suscitò però anche delle critiche; infatti alcuni si sono interrogati: “In che cosa s’immischia la Chiesa”?. Malinteso chiarito dal cardinale Peter Turkson che nella conferenza stampa di presentazione del documento precisò la caratteristica pastorale della “Laudato si’ ”, poiché la Chiesa non possiede una voce scientificamente definitiva ma unicamente una prolungata “esperienza umana” di venti secoli come affermò il beato Paolo VI nel discorso pronunciato all’ONU nel 1965: “Noi, quali esperti di umanità…”. Non possiamo dimenticare, infine, che nel dicembre dello stesso anno si sarebbe riunita a Parigi la “Cop 21”, l’organo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations framework convention on climate change), e che da questo appuntamento ci si aspettava l’adozione di un nuovo accordo globale da parte di tutti Paesi mondiali attorno alla diminuzione di CO2 nell’atmosfera.

Dunque, papa Francesco, angustiato dall’attuale preoccupante condizione dell’umanità dovuta anche ad un uso scriteriato e illimitato della tecnica che potrebbe causare una catastrofe irreversibile, fa sentire la sua voce anche “colma di speranza” per un domani migliore. Lo notiamo in vari passaggi del Documento: “L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune” (n. 13); “l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente” (n. 58); “non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi” (n. 205). Di conseguenza: “Ciò che sta accadendo ci pone di fronte all’urgenza di procedere in una coraggiosa rivoluzione culturale. La scienza e la tecnologia non sono neutrali, ma possono implicare (…) diverse intenzioni e possibilità, e possono configurarsi in vari modi. Nessuno vuole tornare all’epoca delle caverne, però è indispensabile rallentare la marcia per guardare la realtà in un altro modo, raccogliere gli sviluppi positivi e sostenibili, e al tempo stesso recuperare i valori e i grandi fini distrutti da una sfrenatezza megalomane” (n. 114).

Nell’Enciclica, un attenzione prioritaria, è riservata a chi più di altri stanno espiando il prezzo della crisi ecologica, cioè i poveri. Per loro e a loro favore, parla!

Rilevanti nel testo sono inoltre i documenti degli episcopati nazionali che hanno evidenziano l’urgenza di una conversione ecologica, come pure il pensiero di figure moderne, dall’antropologo e teologo gesuita francese Pierre Teilhard de Chardin, al teologo e scrittore italo-tedesco Romano Guardini, al filosofo protestante Paul Ricoeur.

AMORIS LAETITIA

L’ Esortazione Apostolica postsinodale “Amoris Laetitia” (cioè: la gioia dell’amore), fu pubblicata da papa Francesco l’ 8 aprile 2016  come sintesi dei due “Sinodi sulla famiglia” indetti dallo stesso Pontefice: quello Straordinario del 2014 sul tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”; e quello Ordinario del 2015 riguardante “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, con l’ottica di una Chiesa “in uscita” poiché  “non siamo di fronte ad una conclusione, ma all’inizio di un affascinante cammino di annuncio del Vangelo, fatto di desiderio di integrazione, discernimento e accompagnamento di tutte le famiglie in qualunque situazione vengano a trovarsi”.

Struttura

L’Esortazione Apostolica che  come ricordato P. A. Sequeri  è “un grande racconto, non un grande trattato” ha come centro “l’amore nella famiglia“. Tutto quanto fu affermato in passato è insufficiente ad esprimere il vangelo del matrimonio e della famiglia “se non ci soffermiamo in modo specifico a parlare dell’amore(89). E attorno al tema dell’amore sono strutturate le due principali coordinate del Documento:  Sviluppare una “pedagogia dell’amore” per guidare i giovani verso il matrimonio; favorire la crescita di amore degli sposi. E’ strutturata in nove capitoli, 41 sottocapitoli, 300 paragrafi e 391 note. La motivazione di questo schema lo spiega sinteticamente il Papa al paragrafo 6. “Nello sviluppo del testo comincerò con un’apertura ispirata alle Sacre Scritture, che conferisca un tono adeguato. A partire da lì considererò la situazione attuale delle famiglie, in ordine a tenere i piedi per terra. Poi ricorderò alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Chiesa circa il matrimonio e la famiglia, per fare spazio così ai due capitoli centrali, dedicati all’amore. In seguito metterò in rilievo alcune vie pastorali che ci orientino a costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio, e dedicherò un capitolo all’educazione dei figli. Quindi mi soffermerò su un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore ci propone, e infine traccerò brevi linee di spiritualità familiare”. Da questo paragrafo, o meglio dalla strutturazione e dai contenuti dell’Esortazione Apostolica, comprendiamo che “Amoris laetitia” non vuole proporre come dovrebbe essere la “famiglia ideale” ma come questa struttura è ricca e complessa. E’ presente nelle pagine del Documento uno sguardo schietto e di ampie vedute attente alla realtà pastorale oltrepassando le astrazioni o gli idealismi L’Esortazione, inoltre, è  densa di spunti spirituali e di sapienza indispensabili ad ogni famiglia. Possiamo dedurre che ciò è frutto dell’esperienza pastorale di Bergoglio durata a lungo a contatto con persone che hanno espresso la bellezza del vivere insieme. Ecco perchè l’Esortazione parla “il linguaggio dell’esperienza”.

Malintesi ed altro

Gli argomenti maggiormente evidenziati dai mass-media, immediatamente dopo la pubblicazione e per molti mesi,  hanno sviato in parte la ricchezza del Documento e anche le finalità che il Papa si prefissava, puntando l’attenzione prevalentemente sul capitolo 8 che tratta gli argomenti riguardanti i divorziati risposati, le situazioni delle famiglie definite “irregolari” e il loro accostarsi all’Eucaristia. Ma come già sottolineato, papa Francesco aveva altre intenzioni; mostrare e chiarire il rilievo “dell’amore e dalla famiglia” non come istituzione privata ma pubblica, essendo questa una delle risorse fondamentali delle nostre società. Una famiglia eterosessuale, sancita dal vincolo del matrimonio, riconosciuto sostanziale sia dalla Costituzione Italiana che gli riserva alcuni articoli (cfr.: artt. 29-31 e 37), dai quali trarre indicazioni basilari sulla sua natura e sulla sua rilevanza giuridica, che dalla Dottrina della Chiesa Cattolica come sempre evidenziato dallo stesso Pontefice.  “La famiglia rimane al fondamento della convivenza e la garanzia contro lo sfaldamento sociale. I bambini, ad esempio, hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva. Per questa ragione, nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, ho posto l’accento sul contributo ‘indispensabile’ del matrimonio alla società, contributo che ‘supera il livello dell’emotività e delle necessità contingenti della coppia’ (n. 66)”[2]. Ancora papa Francesco affermò nell’Udienza Generale del 10 giugno 2015: “La famiglia è stata sempre l’ospedale più vicino”, dove si curano le ferite e si applica la medicina per salvaguardare la vita dei suoi membri. “Ancora oggi, in tante parti del mondo l’ospedale è un privilegio per pochi, e spesso è lontano. Sono la mamma, il papà, i fratelli, le sorelle, le nonne che garantiscono le cure e aiutano a guarire. La famiglia è stata da sempre l’ospedale più vicino” (10 giugno 2015).Da ultimo ricordiamo che il Documento non ha offerto nuove disposizioni giuridiche e non porta nessun cambiamento di Dottrina. Ha unicamente richiesto ai pastori di aiutare a discernere ed accompagnare, seguendo le indicazioni che aveva offerto il 15 agosto 2015 mediante due Lettere apostoliche in forma di Motu Proprio “Mitis et misericors Iesus” sulla riforma del processo canonico per le cause di nullità del matrimonio nel codice dei canoni delle Chiese orientali e “Mitis iudex dominus Iesus” sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio nel codice di diritto canonico. Entrambe, dunque, sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio.

I primi sette paragrafi

Sono quelli introduttivi che evidenziano la complessità dell’argomento oltre il fatto che  “in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali. Infatti, “le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato” (3). Di conseguenza, “Ricordando che il tempo è superiore allo spazio, desidero, afferma il Papa, dire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero. Naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi, ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano” (3). Ammonisce il Pontefice “I dibattiti che si trovano nei mezzi di comunicazione o nelle pubblicazioni e perfino tra i ministri della Chiesa vanno da un desiderio sfrenato quello di cambiare tutto senza sufficiente riflessione o fondamento, all’’atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche” (2). E tutto questo è profondamente sbagliato. Da ultimo un’annotazione di misericordia. Nessuno deve sentirsi condannato, disprezzato, al margine della Chiesa o abbandonato da Dio, poiché tutti,  a prescindere dalla situazione familiare in cui ci troviamo necessitiamo della misericordia di Dio come ricordato dal Signore Gesù: “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra” (Gv 8, 7). Dunque nessuna scomunica, condanna, sentenza o biasimo.

Conclusione

E’ un Documento che andrebbe conosciuto da ogni coppia e da chi desidera costruire una famiglia definita anche “imago Trinitatis” per “raggiungere una maggiore chiarezza” (2). Celebrando il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del Sinodo dei vescovi, Papa Francesco ricordò che “il cammino sinodale inizia ascoltando il popolo” e  “prosegue ascoltando i pastori” per culminare “nell’ascolto del vescovo di Roma” (17 ottobre 2015). Leggendo questo testo faremo nostri anche altri inviti del Papa: superare la  tentazione di una lettura frettolosa (cfr. n. 7) e   l’ansia di offrire elementi di cambiamento, poichè “dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi”(Evangelii gaudium n. 223). E tutto va fatto “con gioia”; uno dei temi dominanti del Pontificato di Francesco. “La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa” (1), così inizia l’Esortazione apostolica che conclude il primo paragrafo affermando: “l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia”. Lo stesso invito è presente in Evangelium gaudium: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento” (1). Concetto nuovamente ripreso nella Lettera Apostolica pubblicata per l’anno della Vita Consacrata: “Testimoni della gioia” (28.11.2014).