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Il teorico del gender ritratta

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Christopher Dummitt è docente universitario presso la Trent University’s School for the Study canadese, ma soprattutto è uno storico che ha contribuito a diffondere il mantra dell’ideologia gender: l’idea che il sesso non è una realtà biologica, non esiste il maschio e la femmina, perchè il genere altro non è che un costrutto sociale teso a preservare le strutture di potere tradizionali e maschiliste. Leggi

La “tolleranza” trans? «Una bugia, voglio tornare uomo»

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Peter Benjamin va in depressione dopo la morte della moglie e, nel 2015, si sottopone a un intervento chirurgico per “diventare” donna, senza che i suoi figli, già adulti, facciano una piega. Ma lui, oggi 60enne, si pente subito. E adesso mette in guardia sul pericolo dell’ideologia transessualista, soprattutto per i bambini. Così «riempiremo gli ospedali psichiatrici».

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Gli ex gay: rinati con Dio, ignorati da chi ha il potere

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Uomini e donne che si identificavano come gay, lesbiche o transessuali, denunciano le norme liberticide all’esame del Congresso, frutto di un assunto tipico dell’ideologia Lgbt: alla “fluidità di genere”, no ai tentativi di ritrovare la propria mascolinità o femminilità. E testimoniano la loro rinascita, resa possibile dall’incontro (liberante) con Gesù.

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Christopher Dummit, il “pentito” dell’ideologia gender: «Mi ero inventato tutto»

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I primi teorici del gender iniziano a gettare la spugna: è un’ideologia artificiosa e senza alcun fondamento scientifico. Uno dei primi “rinnegati” è il professor Christopher Dummitt, docente di storia canadese alla Trent University di Peterborough (Ontario). Il suo saggio The Mainly Modern: Masculinity in Postwar Canada era diventato un manifesto della cultura gender in Canada, un ordigno culturale tra i tanti per sventrare gli stereotipi di genere. Leggi

I progetti gender nelle scuole, ecco il dossier di Pro Vita & Famiglia

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Dopo anni di continue segnalazioni sui progetti ispirati alla teoria gender e puntualmente applicati nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, Pro Vita & Famiglia ha deciso di raccogliere queste segnalazioni in un dossier che costituisce il documento più completo nel suo genere. Ce n’è veramente per tutti: dai liceali, ai bambini dell’asilo nido addirittura, progetti che non risparmiano nemmeno i treenni, come è accaduto a Roma nel 2014, con “La scuola fa la differenza”: otto corsi formativi “dedicati anche a chi lavora con la delicata fascia di età 0-3 anni”. Obiettivi del progetto sono “supplire a carenza formative … in merito alla costruzione delle identità di genere … in particolare per nidi e scuole dell’infanzia”, promuovere “la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali”, “decodificare comportamenti … che possono veicolare modelli identitari e di relazione stereotipati e stereotipanti, al fine di decostruirli e fornire a bambine e bambini un orizzonte più libero …”. Leggi