Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) ha pubblicato un nuovo, attesissimo, rapporto scientifico che lancia un monito chiarissimo contro la cosiddetta “assistenza di affermazione di genere” sui minori, scatenando l’ira dei gruppi pro-LGBT. Lo studio, sottoposto a revisione paritaria e basato su un precedente documento diffuso a maggio sui giovani con confusione di genere, porta un titolo eloquente: “Trattamento della disforia di genere pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche”.
La cultura woke è distruttiva e pericolosa. E’ una minaccia per la famiglia ed i bambini. Il caso Bibbiano è stato messo a tacere per le parziali assoluzioni degli accusati e non valutato attentamente per quello che rappresentava e che continua a rappresentare nel mondo dei servizi sociali che sono stati inquinati dalla formazione lgbt impartita nelle scuole per assistenti sociali e dall’eccessivo potere assegnato agli uffici nei confronti di famiglie, spesso povere ed indifese.
La scelta della “riassegnazione sessuale” investe aspetti fisici, psicologici, etici e religiosi, oltre che sovvertire la natura dell’essere creato da Dio e non auto-creato. Comporta, inoltre, un complesso percorso straripante di sofferenze che coinvolgono anche la famiglia e gli ambiti amicali. Ma tutto ciò porterà il soggetto alla felicità?
Abbandonare tendenze sessuali indesiderate è possibile; è un itinerario difficoltoso e il successo non è garantito a tutti. Chi intende seguirlo deve essere supportato con amore, comprensione e pazienza nel cammino di verifica, anche per superare i timori provocati dalle bagarre mediatiche che costantemente riconoscono l’omosessualità naturale e immutabile e, di conseguenza, esortano alla “rassegnazione”.
Nel mese di ottobre 2025 l’Oxford University Research Archive ha pubblicato la relazione che il sociologo Michael Biggs dell’University of Oxford ha presentato alla Medico-Legal Society di Londra nel febbraio 2025. Il suo contributo, denominato “History of and Evidence for Puberty Suppression as Intervention for Children Experiencing Gender Dysphoria” e destinato a ridefinire il dibattito sulla soppressione puberale nei minori con disforia di genere, offre una ricostruzione storica rigorosa e un’analisi empirica dettagliata di uno degli interventi più controversi della medicina contemporanea.
L’emittente punisce Martine Croxall per la smorfia con cui ha corretto «pregnant people» in «women», mentre elimina sistematicamente ogni voce critica all’agenda trans. Cronistoria di una parola tabù e di un’imparzialità diventata censura.
In due anni nelle università americane si dimezzano i queer e tornano gli eterosessuali. E non c’entra l’ondata anti-woke. L’indagine di Kaufmann documenta un inatteso colpo di scena post-progressista.
Il mondo Lgbtqi+ si spacca e lo sta facendo dal suo interno, anche se non è la prima volta che accade nella miriade di associazioni che si adoperano per promuovere l’agenda arcobaleno.
È stata presentata a Strasburgo dalla Commissaria europea per la parità Hadja Lahbib, la nuova Strategia LGBTIQ+ 2026-2030. Si tratta della seconda fase del piano “Union of Equality”, con cui la Commissione Europea intende estendere, consolidare e finanziare su larga scala le politiche per l’ “uguaglianza di genere e orientamento sessuale” in tutti gli Stati membri.