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Coronavirus

I “SANTI DELLA PORTA ACCANTO” VITTIME DEL COVID 19 (2 luglio 2020)

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In questi mesi siamo venuti a conoscenza di “eroi” che per curare o stare accanto ai malati vittime di questa pandemia, hanno coscientemente messo il gioco la loro vita fino alla morte. Sono i MEDICI che pur sprovvisti di adeguate protezioni hanno assistito i malati, oppure pur essendo pensionati di fronte all’emergenza hanno indossato nuovamente il camice. Sono i SACERDOTI che per non abbandonare i loro parrocchiani non hanno temuto il contagio. Sono le RELIGIOSE e i RELIGIOSI che fedeli ai carismi dei loro fondatori hanno umanamente accompagnato alla morte molti. Sono gli INFERMIERI che pur sapendo il rischio hanno sacralizzato la loro professione. Sono i VOLONTARI che non hanno voluto privare i sofferenti della loro presenza.

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LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Covid, patologia geriatrica: quegli anziani andavano curati

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In tutta Italia i morti sotto i 50 anni sono stati circa 300. Il 96% dei deceduti aveva più di 60 anni. Il tasso di letalità fino ai 40
anni è dello 0,1%. Tra i 40 e i 60 è poco più dell’1%, tra i 60 e i 70 anni è del 10%, tra i 70 e gli 80 è del 25%, e sopra gli 80 è del 30%. L’età media dei contagiati è di 61 anni, e l’età media dei deceduti è di 80 anni.

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LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Modello Ungheria. Mons. Kocsis: «La fede, la nostra vera arma contro il Covid»

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L’Ungheria si è dimostrata capace di contenere la diffusione del coronavirus grazie a quelli che Il Sole 24 ore ha definito “interventi tempestivi e spesso meno rigidi di quelli adottati in Occidente”. Ma in questi mesi in Italia si è parlato del Paese dell’Europa orientale prevalentemente per criticare – o per difendere – la decisione del Parlamento di Budapest di affidare al primo ministro poteri straordinari, come l’autorizzazione a sospendere le elezioni e le leggi vigenti fino alla fine dell’emergenza.

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AGENSIR – Cattolici inglesi e lockdown: più vicini a Dio, ma lontani dalle parrocchie

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I risultati di una ricerca, condotta da Francis Davis, Università di Birmingham e Oxford, segnalano le difficoltà vissute dai fedeli durante il lungo distacco dalla vita comunitaria. Molti dichiarano di aver pregato di più, ma c’è il rischio che altrettanti non tornino alla messa. E le parrocchie fanno i conti con il notevole calo delle offerte. Catherine Brady, parrocchia Saint Mary a Loughborough: “ci manca la buona abitudine del caffé dopo le funzioni”.

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