SABATO 3 DICEMBRE 2022

(Prossimo aggiornamento domenica 11 dicembre)

Editoriale 

 

Nulla di personale ma la “provocazione” rimane molto grave.

L’ “Ambrogino d’oro” a Marco Cappato

 

E’ la terza volta che questo sito ritorna sull’inqualificabile atto del sindaco di Milano Giuseppe Sala di premiare con l’ “Ambrogino d’oro”, cioè l’onorificenza che il Comune di Milano conferisce ai cittadini o alle associazioni più insigni che hanno onorato per la loro generosità e altruismo il capoluogo lombardo, al dottor Marco Cappato

È esagerato e sproporzionato parlare nuovamente di ciò? No, perché il dottor Cappato, e qui serve possedere un po’ di memoria, è stato il fautore principale di un deleterio referendum per la “legalizzazione dell’eutanasia” accessibile a tutti, sponsorizzando un temibile e rischioso quesito respinto nel febbraio 2022 dalla Corte Costituzionale, che è bene chiarire, non è una succursale del Vaticano o del Dicastero per Dottrina della Fede. Secondo i giudici della Consulta nel quesito «non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili». Ebbene, Cappato e l’Associazione Luca Coscioni, hanno tentato ignobilmente di mettere a rischio la vita di migliaia di malati, portatori di handicap, fragili e anziani che si sarebbero trovate “vittime” a loro insaputa.  Al dottor Cappato, e di conseguenza al sindaco Sala, occorre ricordare due cose.

Prima. Nelle situazioni di sofferenza e di disabilità il concetto di “autodeterminazione”, propugnato e sostenuto, è una “menzogna” essendo i malati e i fragili persone vulnerabili e spesso soggetti a pressioni. Di conseguenza, i sofferenti, sono liberi solo formalmente, vivendo una condizione di totale fragilità esistenziale, psicologica e emotiva. Si pensi, esempio, alle sollecitazioni a “togliere il disturbo” che si potrebbero esercitare sugli anziani, sui depressi o su i disabili colpevolizzandoli per i loro costi sociali.

Seconda. Tutto ciò è confermato, come abbiamo ripetuto più volte, da ciò che avviene in tre Paesi dove l’eutanasia è legale da anni: Olanda, Belgio e Canada che hanno attuato la proposta che Cappato richiedeva anche per l’ Italia. Prima la legalizzazione del suicidio assistito, poi dell’eutanasia per i casi più gravi, infine, con il trascorrere del tempo, “le maglie si sarebbero allargate” e tutti i “paletti” sarebbero saltati, potendosi così accostare all’eutanasia ogni tipologia di malattia e di disabilità, anche i minori. Ma, peggio ancora, nelle tre nazioni citate, molti sono vittime di questa barbaria e il loro ultimo grido straziante prima della “dolce morte” è: “non voglio l’eutanasia”. Ma, ormai, è troppo tardi!  

Il nuovo “eroe di Milano”, come dichiarato dall’Associazione Coscioni, non si è arreso di fronte alla sconfitta. «Il cammino verso la legalizzazione dell’eutanasia non si ferma – si legge in una nota –. Certamente, la cancellazione dello strumento referendario da parte della Corte costituzionale sul fine vita renderà il cammino più lungo e tortuoso (…).  Ma la strada è segnata». A dire, l’unica “strada segnata” è quella che ha tracciato la Consulta, che ha respinto con parole chiarissime la richiesta di ammettere il referendum, ma Cappato a fine novembre era di nuovo in Svizzera per accompagnare al suicidio assistito un uomo affetto da Parkinsonismo atipico. Si tratta di una “nuova disobbedienza civile”, come ha chiarito all’Ansa: «dal momento che la persona accompagnata non è “tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale”, quindi, come la 69enne veneta Elena Altamira, malata terminale di cancro morta in Svizzera la scorsa estate con suicidio assistito, non rientra nei casi previsti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-Dj Fabo per l’accesso al suicidio assistito in Italia».

Il giudizio conclusivo sia sul sindaco Sala che sul dottor Cappato lo lascio al lettore.

Don Gian Maria Comolli

 Archivio Editoriali

“NO” all’ “AMBROGINO D’ORO” a MARCO CAPPATO

L’INTERNATIONAL FAMILY NEWS (IFN) ha lanciato una raccolta firma contro “L’AMBROGINO D’ORO” che il sindaco di Milano Giuseppe Sala e la Giunta di Centro-Sinistra di Milano vuole consegnare a Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscione.

Abbiamo già accennato all’argomento la scorsa settimana, oggi riportiamo alcune riflessioni del “Comunicato” affinchè sia diffuso nel modo più ampio possibile per bloccare questo “scempio”, ricordando che questo atto non riguarda unicamente gli abitanti di Milano ma tutti coloro che amano la vita, il malato, il fragile, l’anziano. Tutti, di qualunque luogo d’Italia, possiamo firmare; non facciamo mancare il nostro contributo.  

Spett. Sig. Sindaco, Giuseppe Sala, da milanesi, da cittadini, da italiani, siamo sconcertati e offesi, umiliati e allarmati dalla decisione del Comune di Milano, di cui lei è il vertice, di insignire, il 7 dicembre 2022, festa patronale di Milano dedicata a sant’Ambrogio, il Sig. Marco Cappato con l’«Ambrogino d’oro».

L’«Ambrogino d’oro», come lei sa probabilmente meglio di qualunque altro milanese e italiano, è un attestato di benemerenza civica che il Comune di Milano conferisce ogni anno a persone notevoli e meritevoli, che si siano, a vario titolo e in modi diversi, distinte per senso civico, servizio al prossimo e abnegazione. I cittadini insigniti sono ipso facto modelli che vengono additati alla cittadinanza milanese, e in vero a tutti gli italiani, come modelli di valore certo, di senso pieno del dovere e di incontestabili virtù pubbliche(…).

Marco Cappato invece è il promotore della campagna «Eutanasia legale». Sostiene che l’eutanasia sia un diritto, che la morte procurata possa essere la soluzione alla sofferenza causata della malattia. La sua filosofia afferma cioè che, invece della cura delle persone, è meglio la morte (…).

Quale esempio è Cappato per i milanesi e per gli italiani?

Forse che il Comune di Milano e Lei, Sig. Sindaco, condividiate l’idea che uccidere sia meglio che curare, che la morte sia meglio della vita? Forse che il Comune di Milano e Lei, Sig. Sindaco, vogliate ritenere l’eutanasia una virtù pubblica e il sostenerla, anzi l’implementarla, un modello di cittadinanza esemplare da seguire?

È questo che il Comune di Milano e Lei, Sig. Sindaco, volete consigliare ai milanesi e agli italiani? È questa, Sig. Sindaco, la sua indicazione morale, culturale, politica? È questo che Lei, Sig. Sindaco, vuole insegnare ai giovani milanesi e italiani?

Per questo noi milanesi, noi cittadini, noi italiani, sconcertati e offesi, umiliati e allarmati, le domandiamo di farsi immediatamente latore dell’istanza di ritiro dell’onorificenza offerta a Marco Cappato, perché la morte non è mai una soluzione. E Lei, Sig. Sindaco, non può certo premiare davanti ai suoi concittadini, ai cittadini di cui Lei è il primo fra pari, chi della morte fa una bandiera come Marco Cappato.

 Firma la petizione per dire NO all’Ambrogino d’Oro a Marco Cappato

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Mercoledì 7 dicembre il Centro di Riabilitazione Psichiatrica Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio vivrà una doppia festa: quella del patrono e quella dei 60 anni di professione religiosa di Fra Serafino Acernozzi. Nei sessant’anni di vita religiosa come “Figlio” di san Giovanni di Dio, Fra Serafino ha vissuto molte esperienze di ospitalità a servizio dei malati, dei fragili e dei disabili. Per non dilungarci ricordiamo solamente i 10 anni passati presso gli ospedali di Tanguietà (Benin) e di Afagnan (Togo). Inoltre per 20 anni è stato priore dell’ospedale che i Fatebenefratelli gestiscono a Nazaret in Israele. Grazie Fra Serafino, per la sua esemplare vita piena di carità, verità e bellezza, ma che purtroppo oggi comprende nella sua totalità e pienezza solo chi giudica secondo il Vangelo. E a Lei: “Ad multos annos

 

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#Affidiamo all’intercessione della Madre di Dio il desiderio universale di pace, in particolare per la martoriata Ucraina, che soffre tanto. Con l’aiuto di Dio la pace è possibile; il disarmo è possibile. La Madonna ci aiuti a convertirci ai disegni di Dio (8 dicembre 2022)

#Con il Battesimo, siamo diventati per sempre figli amati di Dio. Ecco la nostra bellezza originaria, di cui gioire! Oggi Maria, sorpresa della grazia che l’ha fatta bella fin dal primo istante di vita, ci porta a stupirci della nostra bellezza# (8 dicembre 2022)

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NATALE 2022 – NON DIMENTICHIAMO “IL FESTEGGIATO” (2)

By | Pillole di saggezza

In questo tempo di Avvento proporremo come “Pillola di saggezza” una riflessione settimanale del cardinale Giacomo Biffi che come disse: “Presi dalla voglia di festeggiare a volte ci dimentichiamo del festeggiato; diamo più importanza alle lampade che allo sposo; e quando arriva, l’olio non basta per continuare a far luce”. In questa seconda settimana ci parlerà di Gesù di Nazaret e della fortuna di appartenerli.

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