L’ 11 febbraio 1984 san Giovanni Paolo II pubblicò la Lettera Apostolica “Salvifici doloris”, commentando la lacerante esperienza della sofferenza umana. Fu il primo documento di un pontefice che affrontò sistematicamente l’argomento. Dal Documento emergono due impegni. I sofferenti devono essere i “privilegiati” dalla comunità cristiana e la loro cura un impegno costante. Alla sofferenza umana va riservato un adeguato spazio nella catechesi e nell’ educazione alla fede.
EDITORIALE
11 FEBBRAIO – XXXIV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
“La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell’altro”
Nel corso della vita, si può ritrovare sano o malato, occupato o disoccupato, in patria o in terra straniera: la sua dignità però rimane sempre la stessa, quella di creatura voluta e amata da Dio”. Papa Leone XIV
La Giornata Mondiale del Malato che celebreremo l’ 11 febbraio rappresenta un’importante occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salute, dell’assistenza medica e della sofferenza. Istituita nel 1992 da san Giovanni Paolo II, questa giornata si propone di onorare e sostenere tutti coloro che si trovano in condizione di malattia o di vulnerabilità, promuovendo una cultura di empatia e solidarietà.
Origini e Significato della Giornata
L’idea di dedicare un giorno alla riflessione sulla malattia e sulla necessità di una cura umana ed affettuosa è nata dall’incontro tra la Chiesa cattolica e il mondo della sanità. La Giornata Mondiale del Malato si colloca all’interno di un contesto più ampio di attenzione verso le problematiche sanitarie globali e si allinea con le iniziative dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per migliorare la qualità della vita dei pazienti. In particolare, la scelta della data, coincidente con la memoria liturgica della Madonna di Lourdes, ha un significato profondo. Lourdes è riconosciuto come un luogo di guarigione e conforto, dove migliaia di pellegrini si recano ogni anno in cerca di speranza e sollievo dalle loro sofferenze. Questa dimensione spirituale arricchisce ulteriormente il valore della ricorrenza, sottolineando la connessione tra fede, cura e guarigione.
Obiettivi della Giornata
Uno degli obiettivi principali della Giornata Mondiale del Malato è quello di richiamare l’attenzione sull’importanza del supporto psicologico e sociale per i malati. La malattia non colpisce solo il corpo, ma anche la mente e lo spirito. È fondamentale che le strutture sanitarie non si limitino a fornire trattamenti fisici, ma considerino anche l’aspetto emotivo dei pazienti. In questo senso, la comunicazione efficace tra medici e operatori sanitari gioca un ruolo cruciale nel processo di guarigione.
Un altro obiettivo è la sensibilizzazione riguardo alle diverse forme di malattia e alle disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. In molte parti del mondo, le persone malate affrontano sfide enormi, sia economiche sia strutturali, che compromettono la loro possibilità di ricevere cure adeguate. La Giornata Mondiale del Malato chiama ciascuno di noi a riflettere su come possiamo contribuire a un sistema sanitario più equo e accessibile.
L’importanza della Solidarietà
La solidarietà è un tema centrale della Giornata Mondiale del Malato. Essa invita a unire le forze per garantire che ogni individuo in condizioni di malattia possa ricevere l’assistenza necessaria. Le comunità, le istituzioni e i singoli cittadini sono incoraggiati a fare la loro parte, sia attraverso il volontariato sia mediante donazioni a enti che operano nel settore della salute. Un gesto semplice può fare la differenza nella vita di chi soffre.
Nell’ambito di una società sempre più individualista, riscoprire il valore di una comunità solidale è fondamentale. Attraverso iniziative di supporto e sensibilizzazione, possiamo creare un ambiente in cui i malati non si sentano soli, ma parte di una rete di assistenza e comprensione. La sensibilità verso il dolore altrui contribuisce a costruire legami più forti e a favorire un clima di rispetto e accettazione.
Impatto sulla Salute Mentale
Anche il tema della salute mentale assume un posto preminente in occasione della Giornata Mondiale del Malato. Malattie fisiche e disturbi psicologici spesso si intrecciano, rendendo fondamentale un approccio integrato nella cura dei pazienti. Gli studi dimostrano che coloro che ricevono supporto psicosociale durante la malattia tendono a vivere una esperienza molto più positiva e soddisfacente. Pertanto, promuovere la salute mentale non deve essere visto come un aspetto secondario, ma come parte integrante del percorso di cura. La Giornata serve pure a ricordare che, oltre alla diagnosi e al trattamento fisico, è necessario favorire il benessere complessivo delle persone, in modo che possano affrontare la malattia con maggiore resilienza.
In conclusione, la Giornata Mondiale del Malato rappresenta un momento di riflessione importante non solo per il mondo della sanità, ma per tutta la società. Essa ci sfida a guardare oltre il semplice aspetto medico e a coltivare una cultura di accoglienza e supporto. È fondamentale riconoscere il valore intrinseco di ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione di salute, e lavorare insieme per costruire un futuro in cui la cura e la compassione siano al centro dell’azione collettiva. Celebrare questa giornata significa quindi assumersi la responsabilità non solo di essere cristiani ma cittadini consapevoli e attivi, capaci di offrire ascolto e sostegno. Solo così possiamo davvero onorare il significato profondo di questa importante ricorrenza.
Don Gian Maria Comolli
LA SOFFERENZA: riflessioni per i sani

Sofferenza: un evento che prima o poi si presenterà alla nostra esistenza!
Un proverbio arabo afferma: “Non c’è nulla di più scontato dell’aria ma guai a non respirarla”. Lo stesso possiamo asserire per la sofferenza essendo un evento che senz’altro, prima o poi, si presenterà nella nostra esistenza. Pur comprendendo il timore che questo tema suscita e le ragioni psicologiche che ci inducono ad allontanarlo dalla quotidianità, isolandolo in angoli remoti, ritengo come affermava lo psichiatra viennese V. Frank che “vivere è sofferenza, sopravvivere è trovare il valore a queste sofferenze; cioè il senso della vita deve anche comprendere la sofferenza e la morte” (Un significato per l’esistenza. Psicoterapia e umanismo, Città Nuova, pg. 89). Dunque, chi anela a vivere pienamente e totalmente la propria esistenza, non può sfuggire alla riflessione su questo limite. Inoltre, la storia, avanza attraversata dalla sofferenza che non tende a spegnersi, anzi è in continuo ampliamento come possiamo verificare tutti i giorni. Quindi, il dolore, è inseparabile dalla vita e partecipa al mistero stesso dell’uomo. Pertanto “eliminarlo completamente dal mondo non sta nelle nostre possibilità semplicemente perché nessuno di noi è in grado di eliminare il potere del male, della colpa che – lo vediamo – è continuamente fonte di tribolazioni” (Benedetto XVI, Spe salvi, n. 36).
Per di più, a volte, siamo di fronte a “croci senza crocefissi”, cioè sofferenze fisiche, psicologiche e sociali apparentemente prive di significato, procurate accidentalmente dalle circostanze della vita, o dalla pessima gestione di eventi personali, o anche determinate da particolari normative. A complicare l’argomento s’inserisce la “sofferenza innocente”, quella della domanda rivolta a Dio da Ivan, un personaggio di F. Dostoewskij: “Se tutti devono soffrire per comprare con la sofferenza l’armonia eterna, che c’entrano i bambini? Rispondimi, per favore. E’ del tutto incomprensibile il motivo per cui dovrebbero soffrire anche loro e perché tocchi pure a loro comprare l’armonia con la sofferenza” (F. Dostoewskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, pg. 338).
Infine, la sofferenza, smentisce il disegno della creazione nel quale “tutto era molto buono” (Gen. 2,31), e nel pensiero originale di Dio non erano previsti il dolore e il male, ma la vita dell’uomo si sarebbe sviluppata seguendo un progetto eccellente nella libertà e nell’equilibrio dei valori e delle forze, e l’umanità sarebbe vissuta attendendo di essere trasfusa nella visione beatificata.
Anche se tanti con la loro sofferenza, hanno ritrovato “l’autenticità dell’esistenza”, questa è una roccia contro la quale è facile “sfracellarsi”, anche nei confronti dell’Assoluto, poiché il dolore depone sempre contro Dio e la fiducia che dovremmo a Lui. Ad esempio, lo scrittore tedesco G. Buchner nel testo “La morte di Danton” (1835) si chiedeva: “Perché soffro?”. E concludeva: “Questa è la roccia dell’ateismo” (La mort de Danton, Léonce et Lena, Woyzeck, Lenz, pg. 13).
La risposta cristiana
Tra i molti punti di riferimento di fronte al dramma del dolore umano, esaminiamo quello presentato dal cristianesimo, essendo stato un fascio di luce per i drammi di milioni di uomini nel corso di duemila anni di storia. Ognuno di fronte alle sofferenze cerca delle risposte. Il credente spesso ritiene Dio erroneamente il responsabile della sua sofferenza: “Perché Dio mi ha punito?”. L’ateo sfrutta la sofferenza come prova per dimostrare la non esistenza di un Assoluto. Altri riducono la sofferenza a puro fenomeno clinico o di ordine tecnico che investe unicamente il corpo. A mio parere, le radici della disperazione di molti, le possiamo identificare, prevalentemente nell’immagine errata di Dio, difforme da quella presentata dalla Rivelazione e nello scorretto rapporto tra dolore e punizione divina, sofferenza e colpa. L’errata interpretazione della sofferenza come azione di Dio per i peccati personali o sociali è chiaramente affermata dal Signore Gesù commentando l’episodio dell’improvviso crollo della torre di Siloe in costruzione lungo le mura di Gerusalemme che provocò la morte sotto le macerie di diciotto operai (cfr. Lc. 13,2-4). Lo stesso concetto lo ritroviamo anche nell’episodio della guarigione del cieco nato (cfr. Gv. 9, 1-41). Ma, se Dio fosse il “regista della sofferenza” rinnegherebbe la sua identità di Padre buono e misericordioso e, quindi, non meriterebbe la nostra adorazione e fiducia.
Da questi episodi possiamo dedurre che tanti si sono costruiti un’immagine di Dio secondo i propri desideri: un Dio che guarisca, che esaudisca, che premi il bene, il giusto e il vero. Con certe storture, anche inconsciamente, abbiamo “sfruttato Dio” ritenendolo uno strumento nelle nostre mani, necessitandoci un Assoluto che risolva i nostri problemi. Invece, non è così, nella dottrina cristiana: Dio è onnipotente, ma nella misericordia e nel perdono; la grandezza del Padre celeste sta nell’umiltà e non nella potenza, poichè la sua autentica forza è l’amore. Unicamente in questa visione dell’Assoluto, il dolore acquista un significato. Dunque, nel cristianesimo, Dio è l’onnipotente nell’amore e nell’umiltà, non colui che esaudisce e che risponde a tutte le nostre richieste. E’ dalla parte di chi soffre ed invita ciascuno a comprendere, condividere e vivere il dolore umano. Perciò, il Signore Gesù è riconosciuto nella storia come un grande guaritore, ed è venerato con il titolo di “medico”, non solo delle anime ma anche dei corpi.
Come affrontare la sofferenza?
Un importante riferimento è la Lettera Apostolica “Salvici doloris” di san Giovanni Paolo II dell’11 febbraio 1984 sul senso cristiano della sofferenza e che esamineremo più profondamente nella “Pillola di Saggezza” di questo blog.
E’ il primo documento di un Pontefice che affronta in modo organico il problema del dolore umano partendo dal libro di Giobbe di cui riassumiamo brevemente la storia. Giobbe, uomo giusto che viveva nella prosperità, improvvisamente è ferito nel corpo, negli affetti e nei beni materiali. Non trovando il senso di quello che gli sta accadendo pone un interrogativo: “Perché”, “Che male ho fatto perché Dio mi punisca?” (cfr. Gb. 3). Tre “pseudo” amici lo accostano e cercano di convincerlo della gravità delle sue colpe, perché, secondo loro, la sofferenza colpisce sempre l’uomo come pena per peccati e trasgressioni. E’, sempre secondo loro, la sofferenza è voluta da Dio, che è assolutamente giusto, per conservare un ordine di giustizia nel cosmo (cfr. Gb. 22). Da una parte Giobbe si ritiene vittima senza colpa di un ingiusto dolore; dall’altra, da credente, continua a sperare nell’amore di Dio (cfr. Gb. 42,2-4). E questa fiducia alla fine gli dà ragione (cfr. Gb. 42,12-16). Il Libro di Giobbe mostra che un individuo può soffrire, e soffrire molto, senza che debba essere ritenuto in qualche modo colpevole e da Dio punito.
Tornando alla “Salvifici doloris”, san Giovanni Paolo II, non fornisce delle risposte ai “perché”, ma evidenzia dei significati:
-la sofferenza, particolarmente la malattia, come momento di riflessione e di riscoperta degli autentici valori della vita;
-l’importanza che il sofferente può assumere per la società e per il mondo;
-l’aspetto religioso e spirituale come aiuto e supporto nel trovare un significato alla propria vita anche nel momento della sofferenza, superando il sempre presente senso di inutilità.
Ho tentato di offrire qualche spunto di riflessione memore dell’ammonimento di Carlo Bo: “non c’è una letteratura della sofferenza, ci sono solo dei gridi”. E i gridi non si spiegano ma solo si ascoltano.
Don Gian Maria Comolli
LE DOMANDE AL DON (48)
Gli ammalati “messaggeri” del Vangelo
Sono ammalata da tanti anni, posso aiutare poco gli altri, ma offro al Signore tutte le mie sofferenze. Avranno un valore? Noemi.
LA RISOSTA DEL DON
Senz’altro Noemi; lei e gli ammalati che offrono quotidianamente a Dio le loro sofferenze, siete i “parafulmini dell’umanità”. Per questo dobbiamo esprimervi la nostra riconoscenza. Dio attraverso la vostra fede e la vostra donazione, perdona continuamente le infedeltà e i peccati di molti che, di per sé, non lo meriterebbero. Anche oggi, il Padre Celeste, per merito vostro, accoglie la stessa supplica rivolta da Abramo per allontanare gli interventi punitivi nei confronti delle città di Sodoma e di Gomorra, proverbiali sedi del peccato ed abitate da uomini iniqui (cfr Gen. 18,20-32; Mt. 11,29). Abramo, facendosi forte della presenza di alcuni giusti e della preghiera che in molti elevavano con costanza e con semplicità, intercedette per la salvezza di tutti. E anche oggi, il nostro Creatore, può affermare: «Non distruggerò la terra per amore dei giusti e dei sofferenti»; amnistiando così l’umanità.
LE VARIE RISPOSTE DEL DON
LA TESTIMONIANZA: “Padre non è bella la mia vocazione?”

Il cardinale A. Comastri arciprete emerito della basilica di san Pietro e precedentemente arcivescovo di Loreto, offrì ad un convegno questa testimonianza più significativa di mille ragionamenti.
“Una sera al termine della preghiera nella basilica di Loreto, piena di malati, mi avvicino ad una culletta sostenuta dalle braccia robuste di un barelliere, ma dentro non vedo un bambino bensì una donna adulta: un piccolissimo corpo (58 centimetri) con un volto splendidamente sorridente. Tendo la mano per salutare, ma l’ammalata con gentilezza afferma: ‘Padre non posso darle la mano, perché potrebbe frantumarmi le dita: io soffro di osteogenesi imperfetta e le mie ossa sono fragilissime. Voglia scusarmi’. Ovviamente non c’era nulla da scusare, ma rimasi affascinato dalla serenità e dalla dolcezza dell’ ammalata e volevo sapere qualcosa in più della sua vita. Mi prevenne e mi disse: ‘Padre, sotto il cuscino della mia culletta c’è un piccolo diario è la mia storia. Se ha tempo, può leggerla’. Presi i fogli e lessi il titolo: ‘Felice di vivere’. Io riguardai la malata e domandai: ‘Perché sei felice di vivere? Puoi anticiparmi qualcosa di quello che hai scritto?’. Essa mi disse: ‘Padre, lei vede le mie condizioni, ma la cosa più triste è la mia storia! Potrei intitolarla così: abbandono! Eppure sono felice, perché ho capito qual è la mia vocazione. Sì, la mia vocazione!
Io, per un disegno d’amore del Signore, esisto per gridare a chi ha il dono della salute: Non avete diritto di tenerla per voi, la dovete donare a chi non ce l’ha, altrimenti la salute marcirà nell’egoismo e non vi darà la felicità.
Io esisto per gridare a coloro che si annoiano: Le ore in cui voi vi annoiate mancano a qualcuno che ha bisogno di affetto, di cure, di premure, di compagnia; se non regalerete quelle ore, esse marciranno e non vi daranno felicità.
Io esisto per gridare a coloro che vivono di notte e corrono da una discoteca all’altra:Quelle notti, sappiatelo, mancano drammaticamente, mancano a tanti ammalati, a tanti anziani, a tante persone sole che aspettano una mano che asciughi una lacrima: quelle lacrime mancano anche a voi, perché esse sono il seme della gioia vera! Se non cambierete vita, non sarete mai felici!’.
Io guardavo questa ammalata e non osavo commentare e fu lei che aggiunse: ‘Padre, non bella la mia vocazione?’ ” (dalla relazione: Il malato e il giorno del Signore – Chianciano Terme, 22 giugno 2004).
L’orgoglio di affermare: “Padre non è bella la mia vocazione?”, racchiude l’esperienza di colei che ha conseguito una degna qualità di vita, vivendo e convivendo le proprie limitazioni.
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Come deve essere la presenza del cristiano nel mondo? (Mc. 5,13-16) (8 febbraio 2026)
1) IL DOVERE DI TESTIMONIARE CRISTO (il sale della terra)
Il cristiano non deve isolarsi ma restare a vivere nella condizione in cui il Signore l’ha posto.
Il sale non si mangia a parte, ma si scioglie nelle vivande. Solo così riesce a esaltare i diversi sapori. Allo stesso modo noi cristiani non dobbiamo accarezzare il sogno di metterci per nostro conto, pretendendo di abitare un mondo tutto per noi. È normale e giusto che nei quartieri, negli ambienti di lavoro, nelle varie forme di socializzazione, credenti e non credenti si trovino insieme. E appunto in questa naturale coabitazione noi dobbiamo compiere il tentativo di tradurre in pratica gli insegnamenti del Vangelo. Questo è il bello e il difficile: essere cristiani in un mondo che non lo è.
Posti in questo stato di mescolanza, è ovvio che i discepoli di Gesù siano disposti a comunicare cordialmente con tutti, senza chiusure impossibili e senza fanatiche intransigenze. Ma questo stato di mescolanza è accettabile in quanto diventa occasione per diffondere la verità che salva, anche solo con la silenziosa testimonianza dell’esempio. Il sale si scioglie negli alimenti per salarli, non per lasciarli insipidi come prima: colui che ha creduto al Vangelo si immerge nell’umanità che gli sta attorno per evangelizzarla.
Perché questo avvenga, occorre che, pur mescolandoci col mondo dell’incredulità, noi conserviamo nitida e viva la nostra identità cristiana, anche se può apparire ostica all’opinione mondana. Se no, non gioviamo agli altri e smarriamo noi stessi. Un sale in cui questo sapore irritante fosse attenuato, un sale per così dire “dolcificato”, sarebbe il più inutile degli ingredienti: A null’altro serve che a essere gettato via. Parimenti il discepolo di Gesù, che vive nel mondo in dialogo con tutti, deve mantenere intatta l’autenticità del messaggio che porta, anche se i palati mondani lo trovano aspro. Ebbene, questo messaggio deve restare integro nella sua verità; e integro, senza sconti e senza alterazioni, va presentato anche al nostro tempo.
2) LA VERITÀ DI CRISTO NON PUÒ RESTARE NASCOSTA (la luce del mondo)
La luce di sua natura si irradia in tutte le direzioni. Così la Chiesa di Cristo deve farsi conoscere, deve farsi sentire, deve proporre chiaramente la strada che conduce al Padre e al Regno, in mezzo all’intrico delle molte proposte aberranti, deve saper inquietare la falsa pace delle coscienze, deve arrivare ad offrire consolazione e speranza agli smarriti. Certo tutto questo va compiuto senza ostentazione, senza arroganza, senza trionfalismi, con la tranquilla mitezza della luce, la quale non fa violenza a nessuno, ma tutti affascina, tutti persuade, a tutti senza costrizione svela le cose come sono.

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Futura è una donna realizzata, piena di vita, che nasconde una storia toccante. Nessuno immagina che abbia combattuto una strenua lotta contro il cancro, se non per l’incauta rivelazione di un’amica nel corso di una cena. Sarà Futura stessa, spinta da chi le è vicino, ad abbandonare ogni reticenza e a parlare di sé, della malattia, delle preoccupazioni per suo figlio, del rapporto con il padre medico e alleato nella battaglia. A poco a poco la paura e lo sgomento iniziali lasciano spazio al coraggio e alla determinazione di guarire, all’ansia di lasciarsi alle spalle una parentesi intervallata da chemioterapia, interventi invasivi, radioterapia. Vagando tra “ferite e cicatrici”, si confronta con emozioni contrastanti e dolorose che la accompagnano nel suo viaggio.
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Il film della settimana
IO PRIMA DI TE (2016)

Il film racconta la storia di Will un giovane banchiere diventato tetraplegico ed invita a considerare il valore della vita e delle scelte personali. Quando la giovane ed eccentrica Louisa diventa la sua assistente, Will decide di affrontare la sua malattia terminale e di godere appieno del tempo che gli resta.
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DIVENTA “VOLONTARIO” DEI SOFFERENTI
UN BREVE CORSO PER COMPRENDERE CHI E’ IL VOLONTARIO
Presentazione settimanale di un’associazione di volontariato
L’ASSOCIAZIONE VOLONTARI DELLA SOFFERENZA (CVS)

L’Associazione Volontari della Sofferenza (CVS) fondata dal beato Monsignor Novaresi rappresenta una realtà significativa nell’ambito del volontariato sociale, focalizzandosi sull’assistenza alle persone afflitte dalla malattia e dalla sofferenza. Nata con l’intento di promuovere un approccio umano e compassionevole nei confronti di chi vive situazioni di difficoltà, l’associazione trae appunto l’ispirazione dalla figura di Monsignor Novaresi, un sacerdote che ha dedicato la sua vita al servizio degli ammalati e degli emarginati, testimoniando così i valori cristiani di amore e solidarietà.
La CVS svolge la sua attività in vari ambiti, mirando a difendere la dignità delle persone sofferenti e a offrire loro un supporto concreto. Questo impegno si traduce in diverse azioni, tra cui la visita a malati e anziani, l’accompagnamento in ospedali e strutture assistenziali, nonché la promozione di eventi e iniziative che sensibilizzino l’opinione pubblica riguardo le problematiche legate alla sofferenza e all’isolamento sociale.
Uno dei principali obiettivi della CVS è quello di creare una rete di sostegno che non si limiti a interventi sporadici, ma che favorisca relazioni autentiche e durature. I volontari sono formati per ascoltare e accompagnare le persone sofferenti, instaurando un rapporto di fiducia che può contribuire a alleviare il loro dolore. Attraverso queste interazioni, i volontari non solo offrono un aiuto pratico, ma diventano anche preziosi alleati nella battaglia contro la solitudine, in quanto spesso le persone ammalate si trovano isolati nel loro dolore.
Inoltre, l’associazione non dimentica l’importanza dell’aspetto educativo. Attraverso corsi di formazione e incontri informativi la CVS si propone di sensibilizzare la comunità sui temi della sofferenza e dell’accompagnamento alla morte, migliorando così la preparazione dei propri volontari e promuovendo una cultura della cura e dell’empatia. Questi momenti di formazione sono essenziali non solo per i volontari, ma anche per la società civile, poiché mettono in luce la necessità di un cambiamento di paradigma rispetto al modo in cui la sofferenza viene percepita e affrontata.
L’operato della CVS non si limita al solo volontariato. L’associazione si fa portavoce presso le istituzioni, sollecitando politiche più inclusive e umane per la gestione della salute e della soggettività delle persone in difficoltà. Questo impegno politico è fondamentale per affrontare le sfide sistemiche che spesso rendono difficile la vita di chi già vive una situazione di sofferenza, come ad esempio la carenza di servizi adeguati o la mancanza di attenzione alle esigenze specifiche di categorie vulnerabili.
Non meno importante è il coinvolgimento delle famiglie. La CVS riconosce che la sofferenza colpisce non solo l’individuo, ma anche i suoi cari. Pertanto, offre supporto e informazione anche ai familiari, organizzando incontri e momenti di confronto. Questo aspetto del lavoro associativo è cruciale per alleviare il carico emotivo che spesso ricade sui familiari, fornendo loro strumenti e risorse per affrontare le difficoltà legate alla malattia di un parente.
È altresì fondamentale menzionare il valore della collaborazione con altre realtà associative e istituzionali. La CVS spesso si unisce a enti locali, associazioni di categoria e strutture sanitarie, creando sinergie che amplificano l’impatto delle proprie azioni. Questa rete collaborativa permette di affrontare le questioni legate alla sofferenza in maniera più articolata e integrata, promuovendo un modello di intervento che considera la persona nella sua totalità.
In conclusione, l’Associazione Volontari della Sofferenza rappresenta una testimonianza tangibile di come il volontariato possa trasformare la società, portando un messaggio di speranza e solidarietà ai più fragili. Attraverso l’impegno costante dei suoi volontari, l’associazione riesce a fare la differenza nella vita di molte persone, dimostrando che è possibile affrontare il dolore con umanità e rispetto. Infatti, in un mondo che talvolta sembra ignorare le esigenze dei più vulnerabili, la CVS si erge come un faro di luce, invitando tutti a riflettere sull’importanza di un approccio solidale e di una comunità pronta ad abbracciare chi soffre. In questo modo, l’associazione non solo onora l’eredità di Monsignor Novaresi, ma contribuisce attivamente a costruire un futuro migliore, dove ognuno abbia la possibilità di essere visto e ascoltato nella propria sofferenza.
ALCUNE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO
DELLE FRASI PER LA RIFLESIONE
IL “PROTETTORE” DEL BLOG

Il Protettore di questo blog è il BEATO GIUDICE ROSARIO LIVATINO assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 che è stato non solo un “uomo pensante” ma anche un magistrato modello e una persona di grande e autentica fede: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili». Quindi. come affermò san Giovanni Paolo II un “martire della giustizia e indirettamente della fede”. Pur partecipando alla Messa ogni giorno, forse nessuno ha notato la sua azione religiosa ma l’effetto di quell’azione, cioè la testimonianza. Dunque una fede non da mostrare nelle forme ma da rendere leggibile nella testimonianza. E, ogni suo documento, al termine, era siglato con STD (SUB TUTELA DEI). Il mio auspicio è che anche i molti visitatori di questo blog, seguendo il suo esempio, si pongano “sub tutela Dei” e testimoni, anche con le argomentazioni da uomini pensanti, di principi e di valori fondamentali alla nostra società e alle future generazioni. GRAZIE.
Per conoscere il beato Livatino:
-«L’uomo che ho ucciso, Livatino, – ha affermato: oggi mi aiuta a coltivare la speranza»
-Un commento sul Giudice Livatino

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- VALIGIA BLU – La campagna di disinformazione del Cremlino che prende di mira la libertà di espressione in Europa
- SETTIMANANEWS – Russia-Cirillo: le richieste ai politici
- GUERRA ISRALE -PALESTINA
- IL RIFORMISTA – La deputata israeliana Wasserman: “Educare alla pace ma attenzione alle donazioni che finiscono spesso in mani sbagliate e alimentano gli arsenali”
- EUROPA
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – L’Europa può uscire dalla crisi riprendendo la lezione di Wojtyła
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – «Ecco come Bruxelles cerca di pilotare le elezioni in Ungheria»
- MONDO
- AVVENIRE – Via i libri di poetesse e saggiste: alle donne in Afghanistan ora è vietato anche scrivere
- IL TIMONE – Il Costa Rica ha una nuova presidente: è cattolica e (convintamente) pro life
- VATICANNEWS – Il Myanmar a cinque anni dal colpo di stato, una crisi umanitaria inarrestabile
- VATICANNEWS – Sudan, il silenzio assordante attorno al conflitto
- VATICANNEWS – Nigeria, almeno 170 morti in un attacco terroristico nel Kwara
- ISIS
- INFORMAZIONE CATTOLICA – L’Islam controlla la Gran Bretagna
- BASTA BUGIE – Campus inglesi islamizzati. L’arlarme viene da Abu Dhabi
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – A scuola di shari’a. L’islam si diffonde nei centri culturali
Papa Leone XIV, Cattolicesimo e Chiesa

- COMMENTO AI DISCORSI DI PAPA LEONE XIV
- VATICANNEWS – Udienza Generale 4 febbraio 2026 – Il Papa: leggere la Parola di Dio nel suo contesto storico per evitare fondamentalismi
- Udienza di Papa Leone XIV ai partecipanti alla Sessione Plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede (29.1.2026)
- AVVENIRE – Il Papa: Madre Teresa voce profetica quando disse che il più grande distruttore della pace è l’aborto
- CENTRO STUDI LIVATINO – L’importanza della protezione del diritto alla vita nelle recenti parole di Leone XIV
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Aborto nemico della pace, dal Papa un appello senza equivoci
- VATICANNEWS – Il Papa: i consacrati fermento di pace. Molti restano anche dove tuonano le armi
- ACISTAMPA – Papa Leone XIV: bisogno di fratellanza, necessità urgente
- VATICANNEWS – Il Papa: prendersi cura dei bambini malati con gesti concreti di solidarietà
- VATICANNEWS – Leone XIV: mancano progressi sulla “tragedia” dei bambini senza cure e diritti
- AVVENIRE – Leone XIV: «Grande preoccupazione per le tensioni Usa-Cuba»
- VATICANNEWS – Una vittima di abusi irlandese incontra il Papa: “Ha sentito il mio dolore”
- VARIE CHIESA
- AVVENIRE – Perché la vita consacrata è una luce di pace nel mondo
- AVVENIRE – «Ecco come la “profezia della presenza” si incarna nella vita dei consacrati»
- SETTIMANANEWS – Religiosi. La profezia della presenza fedele
- ACISTAMPA – Sessanta anni fa, cattolici e ortodossi revocavano le scomuniche reciproce
- AVVENIRE – Giustizia sociale e sussidiarietà: la Chiesa entra nella Storia
- AVVENIRE – 11 ottobre 1962: la “carezza del Papa” serale che rivela lo stile della Chiesa
- IL SUSSIDIARIO – CONCISTORO/ Card. Cantoni: l’esperienza viva di Cristo attrae, la nostra divisione disperde
- SETTIMANANEWS – Chiesa cattolica in Africa
- SETTIMANANEWS – Vietnam-Chiesa cattolica: il “paradosso” vocazionale
- VATICANNEWS – Guerra e antisemitismo, le parole del Concilio per leggere il presente
Spiritualità

- AVVENIRE – È sulla compassione per i poveri che si gioca tutto il “giudizio finale”
- ALZO GLI OCCHI VERSO IL CIELO – Lidia Maggi e Angelo Reginato “Il sorriso di Dio”
- SETTIMANANEWS – “La grazia”: di chi sono i nostri giorni?
- FAMIGLIA CRISTIANA – Enzo Bianchi “Da dove nasce la gioia che non passa”
- IL TIMONE – Cristianesimo e relativismo: difendere la fede con la ragione
- IN TERRIS – Mons. Baturi: “La fede non è un dovere, ma una gioia che trabocca e dà ragione al vivere”
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Dal Regno Unito agli Usa. In aumento la vendita delle Bibbie, segno della sete di Dio
- TEMPI.IT – Fratello Mancuso, sorella falsità
- SETTIMANA NEWS – Gesù è, o non è, il Cristo? Dove Mancuso “inciampa”
Bioetica

FINE VITA
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Mons. D’Ercole: “Non si compie la volontà di Dio staccando un macchinario”
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Staccare i macchinari che tengono in vita un paziente. Un fatto gravissimo e non giustificabile
- SCIENZA&VITA – Donazione di organi e accertamento della morte | Quando si può dire che una persona è davvero morta?
- VATICANNEWS – La Santa Sede all’Oms: nei trapianti garantire sempre il rispetto della dignità umana
- SCIENZA&VITA – Legge 219/2017 | Il Prof. Gambino spiega il consenso informato e fine vita
- IL SUSSIDIARIO – SUICIDIO ASSISTITO/ Tra sentenze confuse e leggi regionali, chi tutela davvero i più fragili?
- SETTIMANA NEWS – Francia-Fine vita: il sussulto del Senato
- IL TIMONE – Carnevale con carro pro eutanasia
Salute

- IN TERRIS – Cardinale Czerny: “La compassione è il vero primo passo della cura”
- ALZO GLI OCCHI VERSO IL CIELO – Prendersi cura significa “fare posto”
- SANITA’ INFORMAZIONE – Giornata mondiale contro il cancro: radioterapia sempre più vissuta come cura sicura, ma resta forte il bisogno di supporto emotivo
- IN TERRIS – La più grande rivoluzione dell’oncologia del terzo millennio
- AVVENIRE – «I nuovi farmaci anticancro nasceranno dalle nostre cellule»
- SANITA’ INFORMAZIONE – Tumore polmonare: allo IEO primo intervento in Italia senza chirurgia
- SANITA’ INFORMAZIONE – Demenza: Italia prima in Europa per incidenza, +54% entro il 2050
- SANITA’ INFORMAZIONE – Depressione, ansia e disturbo post traumatico: nuove prospettive terapeutiche da microdosi di psichedelici
- IN TERRIS – Onicofagia: ansia e insoddisfazione da non sottovalutare
- IL SUSSIDIARIO – Virus Nipah: è allarme in India/ Cos’è, sintomi, trasmissione e cure: quali rischi corriamo in Italia?
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Torna l’allarme per il virus: è il Nipah, ma è un film già visto
- IL SUSSIDIARIO – DOMANDA SCOMODA/ Perché si parla solo di diritto alla salute e mai dei doveri?
- IL SUSSIDIARIO – Farmacie, via ai nuovi servizi 2026/ Tutte le prestazioni: dalle analisi del sangue alla scelta del medico
- VITA – Malattie rare: quando le associazioni fanno rete davvero. Nasce al Buzzi il Centro Girasole
Gender e Woke Culture
- BASTA BUGIE – Il progressismo woke agisce come una setta
- IL TIMONE – L’insostenibile leggerezza delle unioni civili
- PROVITA&FAMIGLIA – Scuola. Il libro gender che parla di Club Lgbt, bagni neutri e… “mestruazioni maschili”
- PROVITA&FAMIGLIA – Bologna: “arcobaleno” fin dall’asilo. Di Benedetto (Lega): «Semplicemente folle, risorse rubate ai precari»
- PROVITA&FAMIGLIA – Il Consiglio d’Europa favorisce il cambio sesso dei minori con una Risoluzione che vieta le “pratiche di conversione”
- PROVITA&FAMIGLIA – “No” storico all’identità di genere in una Risoluzione ONU
- PROVITA&FAMIGLIA – Usa. Storico voto contro chirurgia trans per bambini
Libertà religiosa e persecuzioni contro il cristianesimo
- NIGERIA
- AVVENIRE – «In Nigeria la persecuzione dei cristiani continua. Aiutateci»
- VATICANNEWS – Nigeria, oltre 160 fedeli rapiti nell’attacco a due chiese nel nord
- VATICANNEWS – Nigeria, ancora rapimenti e violenze. Data alle fiamme una chiesa metodista
- AVVENIRE – «Io, vescovo in Nigeria, vi dico che è in corso un genocidio dei cristiani»
- AVVENIRE – Tra i cristiani perseguitati in Nigeria. «Nessuno vuole proteggerci»
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Rapimento di cristiani in Nigeria, le autorità hanno cercato di insabbiare
- AVVENIRE – In Nigeria, nella tendopoli di Bokkos, ultimo rifugio dei cristiani in fuga
- ALTRO
- ALLEANZA CATTOLICA – 1926-2026. Il martirio del Messico e la persecuzione dei cristiani cent’anni dopo la Cristiada
- AVVENIRE – «Io, vescovo in Cambogia, e la risurrezione della Chiesa dopo i Khmer rossi»
- VATICANNEWS – In India il fiorire delle vocazioni in Odisha, Stato dei martiri cristiani
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Il comunista Ortega vieta le missioni porta a porta e confina il clero all’interno delle chiese
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Quanto piace (e fattura) il San Francesco senza Cristo
- RAPPORTO OPER DOORS 2026 – Il Rapporto World Watch List 2026 di Open Doors stima che oltre 388 milioni di battezzati vivono in condizioni drammatiche.
- SIR – Libertà religiosa: Porte aperte, nel mondo sono 388 milioni i cristiani perseguitati. La Chiesa nascosta quella più in crescita nel mondo”
- AVVENIRE – Un cristiano su 7 nel mondo subisce discriminazioni: dove si vive peggio
- AVVENIRE – I cristiani, testimoni nella tempesta
Povertà e gli ultimi della società’

- IN TERRIS – Casa, cresce il disagio abitativo: 1,5 milioni di famiglie in difficoltà
- VATICANNEWS – L’Italia tra scarti e insicurezza alimentare, le due facce del Paese
- VITA – Povertà e salute mentale, due condizioni strettamente legate
- VATICANNEWS – Giornata di preghiera contro la tratta, la mobilitazione al fianco delle vittime
- VITA – Migranti, mille vite finite nel nulla: partiti per disperazione ed invisibili al governo italiano
- VITA – I bimbi nel fiume inquinato di New Delhi e la nostra involuta coscienza dei diritti dell’infanzia
- VATICANNEWS – Sama Dilaut, gli invisibili senza diritti che vivono tra Indonesia, Malaysia e Filippine
- VITA – Mutualità, aperto il bando che sostiene innovazione e bisogni sociali
Famiglia
- AVVENIRE – La vita dei nostri bambini, un mistero gioioso
- BASTA BUGIE – Denatalità, le motivazioni culturali che non si vuol riconosce
- AVVENIRE – Case perfette, mamme perfette, vite perfette. Come uscire dalla gabbia della performance
- AVVENIRE – «Con questi figli abbiamo sbagliato tutto» (e altri momenti drammatici della vita da genitori)
- PUNTO FAMIGLIA – Il segreto delle coppie che durano? La carità, secondo “Una caro”
- BUONE NOTIZIE – Giochi online e rischi connessi: educare alla consapevolezza per un divertimento libero e sicuro
- SCIENZA&VITA – L’interesse del minore non ammette deroghe
- VITA – Minori allontanati dalle famiglie: 18 regole per fare meglio
- BUONE NOTIZIE – La norma fantasma che potrebbe ribaltare il caso della famiglia nel bosco di Palmoli (e di tanti altri)
- CENTRO STUDI LIVATINO – Adozione anche per le coppie non coniugate?

Scuola

- IL SUSSIDIARIO – SCUOLA/ Zero fatica, narcisismo e famiglie protettive, la “pedagogia” che ha affondato noi e il Pil
- IL SUSSIDIARIO – Maturità 2026, ecco come cambia l’esame/ Orali, punteggi, condotta e “Pecup”: le novità nel Dm Materie
- INFORMAZIONE CATTOLICA – L’egemonia culturale di sinistra sulla scuola
- IL RIFORMISTA – Educare alla storia senza distorsioni sui libri di testo
- IL TEMPO – Studente preso di mira dal professore di filosofia per la sua fede cattolica: il caso al Giulio Cesare
- PROVITA&FAMIGLIA – Il consenso informato arriva nelle scuole di Bologna dopo la richiesta di chiarimenti sul progetto “Semi”
- VITA – La normalizzazione della guerra passa anche dalla scuola?
- COLTELLI A SCUOLA
- IL SUSSIDIARIO – SCUOLA/ E metal detector: regole e divieti aiutano (o no) la fiducia e il dialogo studenti-prof?
- IL TIMONE – Scuola, ben vengano i metal detector. Ma la voragine educativa resta
- TEMPI.IT – Coltelli a scuola: nessun metal detector può sostituire un educatore
- VITA – Altro che metal detector, per la sicurezza nelle scuole bisogna puntare sulla felicità degli studenti
- VITA – Adolescenti violenti? In classe serve più competenza pedagogica
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Coltellate nell’istituto di La Spezia: un fallimento dell’integrazione
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Studente ucciso a scuola, il grido di un papà: «L’integrazione è fallita»
Adolescenti e giovani

- ACISTAMPA – Giovanni Bosco, il santo della pedagogia
- AVVENIRE – Per due ragazzi su tre il web è un luogo ostile: gli incubi sono revenge porn e cyberbullismo
- AVVENIRE – L’ottimismo dei trentenni, proprio ciò che ci serve
- AVVENIRE – Armi tra i giovanissimi e aumento della violenza: l’allarme unanime dei giudici
- LA REPUBBLICA – Massimo Recalcati “Cosa succede quando il coltello vince sulla parola”
- AVVENIRE- Fermezza e cura per arginare la violenza giovanile
- PROVITA&FAMIGLIA – Giovani violenti anche per la dipendenza da psicofarmaci e droghe
- AVVENIRE – Le botte fanno male, le parole di più
- APERTAMENTE – Paolo Gamberini “Giovani e fede cristiana”
- FAMIGLIA CRISTIANA – Enzo Bianchi “Le nostre liturgie parlano ai giovani?”
- IN TERRIS – Ricambio generazionale sul lavoro: sfide e opportunità
- IL SOLE 24ORE – Non studiano, non si formano e non lavorano: Italia seconda in Europa per Neet
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – Minori social-dipendenti, Francia e Italia corrono ai ripari
- VATICANNEWS – La Santa Sede e i suicidi tra i giovani: il valore dell’assistenza spirituale
Web e Comunicazione

- DON ALBERTO RAVAGNATI
- IL SUSSIDIARIO – ALBERTO RAVAGNANI/ “Dietro social, libri e marketing molte domande scomode anche per noi”
- IL TIMONE – Non sparate su don Ravagnani: chiedetevi di chi siete follower
- IL TIMONE – Guardare oltre il caso Ravagnani
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – L’addio di don Ravagnani e il problema della credibilità
- GIACOMO PORETTI – Alberto Ravagnani sulla scelta di lasciare il sacerdozio «La vita da prete non mi bastava più. Il treno resta lo stesso, cambiano i binari»
- VARIE
- BUONE NOTIZIE – Un buon giornalismo non crea la verità, la scopre. Intervista al professor Ruben Razzante
- BUONE NOTIZIE – Le notizie di oggi distorcono la nostra realtà. Intervista a Silvio Malvolti, fondatore di BuoneNotizie.it
- ITALIA OGGI – TikTok, la Commissione europea accusa la piattaforma di creare dipendenza negli utenti
- VATICANNEWS – Ruffini: la sfida del digitale sta nel guidarla in difesa della persona umana
- ALZO GLI OCCHI VERSO IL CIELO – Paolo Crepet «La gogna mediatica è una cosa orrenda, quando ci decideremo a farla diventare un reato?»
- CORRIERE DELLA SERA – Alessandro D’Avenia «Quali foto avevi scattato nel 2016, e quali vorrai avere con te tra 10 anni?»
- IL SUSSIDIARIO – Perchè Fabrizio Corona è sparito dai social: iraggiungibili profili suoi e di Falsissimo/ Cosa sta succedendo
- INFORMAZIONE CATTOLICA – Parsi: “I mass media sono pessimi maestri”
- PROVITA&FAMIGLIA – I social consapevoli di creare dipendenza. Al via primo, storico, processo. Ecco cosa può cambiare
- SANITA’ INFORMAZIONE – “A cena con la SLA”: la videoserie che racconta le sfide della disfagia
- FASTWEB – Agcom contro i siti per adulti, dal 12 novembre è scattata la verifica dell’età
- PROVITA&FAMIGLIA – Porno online, 8 minori su 10 ne hanno accesso. Ecco le nuove regole
- AVVENIRE – È scattato il blocco per i minori ai siti porno: come funziona (e chi lo aggira)
- BUONE NOTIZIE – La verifica d’età sui siti per adulti: un’opportunità per riformare i modelli giovanili
- LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA – I giornalisti fanno ideologia, ma i lettori sono stanchi
- VATICANNEWS – Libertà di stampa ai livelli più bassi degli ultimi 50 anni
- AVVENIRE – Calo dei lettori? Meno calcoli e maggiore qualità
- BUONE NOTIZIE – Quale informazione vogliono gli utenti? La risposta nel Digital News Report 2025
- BUONE NOTIZIE – Ecco perché le buone notizie sono l’ingrediente essenziale nella tua dieta mediatica
- BUONE NOTIZIE – A scuola di giornalismo costruttivo: un’accademia per aspiranti giornalisti al servizio del nostro futuro
- BUONE NOTIZIE – La sfida del giornalismo costruttivo: riconquistare la fiducia degli utenti
- BUONE NOTIZIE – Giornalismo costruttivo: il valore dell’informazione è il bene comune
- BUONE NOTIZIE – Non solo buone notizie. Ma come parlare di quelle negative?
- BUONE NOTIZIE – Cronaca nera, sensazionalismo e paura: possono essere raccontati con un approccio costruttivo?
Intelligenza artificiale

- SCIENZA&VITA – Il Papa: non fermare le nuove tecnologie ma governarle. L’IA sia alleata, non oracolo
- IN TERRIS- Le nuove frontiere della dottrina sociale della Chiesa: l’intelligenza artificiale
- AVVENIRE – Il business dei chatbot: dall’attenzione all’attaccamento
- AVVENIRE – Non schiavi degli algoritmi: cosa insegna la “Rerum novarum” al lavoro del futuro
- IN TERRIS – Come progettare un’intelligenza artificiale davvero inclusiva
- IN TERRIS – Leone XIV: “L’Intelligenza Artificiale realizzi il bene comune”
- ITALIA OGGI – Patto educativo e IA, diritti e doveri per studenti e genitori
- IL SUSSIDIARIO – SCENARIO IA/ Algoritmi fuori controllo (e contro l’uomo), nell’alert di Amodei un avviso ai politici
Testimoni

- AVVENIRE – Il ragazzo dei Murazzi, una suora, il volontario dello sport: chi sono i 31 “eroi” di Mattarella
- AVVENIRE – La tenacia del dottor Mauro, più grande del male
- AVVENIRE – Suor Emma, sempre accanto ai detenuti: «Il carcere la mia casa»
- AVVENIRE – La pizza? La pasta? C’è un “made in italy” della solidarietà
- IL TIMONE – Marco Gallo: il 7 marzo si apre il processo di beatificazione per il giovanissimo Servo di Dio
- IL TIMONE – «Questa è la mia salvezza». La frana di Niscemi e la Madonna tra le macerie
- INFORMAZIONE CATTOLICA – La pioniera del violino pop-rock in Italia
- IN TERRIS – Portare il dolore dell’altro: la lezione di Giulia Civitelli sulla vera cura
- IN TERRIS – Dare al cibo una seconda vita: Recup ne ha salvato dallo scarto un milione di chili
- VATICANNEWS – Uganda, i salesiani al fianco degli sfollati di Palabek
- VITA – Da Papa Francesco agli anziani soli, l’arte di svelare supereroi
- VITA – Non è mai troppo tardi per tornare al lavoro (e riprendersi la vita)
- VITA – Più centri e cure a domicilio: la finanza a impatto di “Assistiamo casa” al servizio di anziani e persone fragili
Cultura e arte

- AVVENIRE – I 30 anni di “Infinite Jest”, romanzo senza fine
- AVVENIRE – Riscoprire Basile, il padre barocco della fiaba europea
- AVVENIRE – La cometa di Halley deve cambiare nome: l’ha scoperta un monaco inglese dell’XI secolo
- FINESTRE DELL’ARTE – Come si rapporta oggi la Chiesa all’arte? Intervista al cardinale José Tolentino de Mendonça
- INFORMAZIONE CATTOLICA – La vera rivoluzione galileiana
- LIBRIAMO – “De brevitate vitae”: perché non è la vita a essere breve, ma il modo in cui la sprechiamo
- VATICANNEWS – Giudizio Universale, si montano le impalcature per il restauro
SOSTIENI CHI “FA IL BENE” ANCHE A NOME TUO 
Il Blog dell’ “Uomo pensante” vuole combattere stereotipi e pregiudizi, non sta dalla parte di nessuno ma si basa unicamente sulla verità dei fatti e si propone di essere il più inclusivo possibile. Come potete notare, nonostante i numeri soddisfacenti di entrate giornaliere, non vi è nessuna pubblicità per non essere manipolato dagli inserzionisti. Per questo, se presto un servizio che ritenete buono, chiedo la vostra generosità nei confronti di chi fa il bene anche a “nome vostro”.
Evidenzio due situazioni: i sacerdoti e un prete mio caro amico che gestisce una comunità di persone fragili.
I sacerdoti

I sacerdoti sono un dono perché donano la loro vita agli altri. Dona anche tu. Il tuo bel gesto nei confronti dei sacerdoti è riconosciuto anche dal sistema fiscale. Una donazione, infatti, è deducibile dal reddito annuale se effettuata a favore dell’ICSC (Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero) attraverso: carta di credito, conto corrente postale, bonifico bancario.
Per le donazioni tramite conto corrente postale o bonifico bancario usare la causale “erogazione liberale art. 46 L.222/85”. Le donazioni per i sacerdoti sono deducibili dal reddito annuale fino a un massimo di euro 1.032,91.
Un sacerdote vive con molto meno di quello che si crede. E fa molto di più.
Dal 1984 è stata soppressa la retribuzione statale ai sacerdoti e il loro sostentamento è affidato esclusivamente alla tua generosità. In Italia esistono più di 35.000 sacerdoti che donano la propria vita agli altri. Con ogni tua offerta puoi garantire a queste persone una dignitosa sussistenza e contribuire alle loro missioni quotidiane, sempre rivolte ai più sofferenti. Basta un piccolo contributo per dare sostegno a tanti.
Mentre le offerte che fai direttamente in chiesa aiutano esclusivamente il sacerdote della parrocchia, le donazioni presenti in questo sito sono ripartite equamente tra tutti i sacerdoti per assicurare loro una vita decorosa.
Don Giusto Della Valle

Don Giusto Della Valle è un sacerdote, mio caro amico, della diocesi di Como e attualmente è il parroco di San Martino a Rebbio, un quartiere di Como. Oltre che essere parroco ospita circa 50 persone immigrate a cui fornisce vitto e alloggio. Per questo suo grande impegno è conosciuto e apprezzato in tutta la città.
Una testimonianza
“Nell’estate 2017, in piena emergenza migranti, ho incontrato Don Giusto Della Valle, una persona eccezionale impegnata a togliere le sofferenze. Il dramma delle migrazioni mi ha da sempre angosciato e da tempo desideravo poter fare qualche cosa per loro. Con lui ho cercato un immobile da ristrutturare così da poter ospitare minori stranieri non accompagnati e l’abbiamo individuato a Rebbio (Como), in via Giussani 35. L’immobile apparteneva al “Collegio delle Missioni Africane” noto anche come “Missionari Comboniani” ed il ricavato della vendita serviva loro per sostenere l’ospedale da loro gestito di Mapuordit nel Sud Sudan, danneggiato alla guerra: una bellissima combinazione. Nel corso della progettazione del nuovo immobile la politica italiana sulla migrazione è cambiata e di conseguenza abbiamo riorientato il progetto verso i bisogni della comunità. La Casa oltre che ad essere aperta al quartiere e alla città dovrà essere un luogo d’educazione e integrazione ed potrà offrire un riparo ai minori non accompagnati, alle mamme in difficoltà con figli e ai piccoli di qualsiasi nazionalità, con attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità. Un piano dell’immobile suddiviso in quattro appartamentini ed è a disposizione di nuclei familiari che vivono momenti di fragilità umana ed economica. Il cantiere di casa “Caracol” è terminato a fine 2019 e l’attività sociale gestita dalla parrocchia di Rebbio e da Symploké (nata dalla Caritas diocesana di Como) è iniziata nel corso della primavera 2020” (Carlo Crocco, Presidente della Fondazione MDM).
DONA A DON GIUSTO: IT48K0843010904000000093297
MATERIALE PER LA GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 2026
“Signore Gesù, buon Samaritano, Tu versi sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. Vieni incontro a noi sofferenti perché facciamo esperienza della tua misericordia che consola. Sostieni con il tuo santo Spirito tutti i curanti perché rallentino il loro passo, e riconoscano le necessità dei fratelli. Rendi i nostri cuori capaci di tenerezza e donaci la forza di tendere le mani a quanti soffrono nel corpo e nello spirito. Amen”.
MESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV
COMMENTO TEOLOGICO-PASTORALE
SCHEDA LITURGICA
Pillola di Saggezza Mensile
















