22 novembre 2020

Prossimo aggiornamento domenica 29 novembre 2020

Editoriale

Se la prendono pure con i bambini, i ragazzi e gli adolescenti…

Come ampiamente previsto, il 4 novembre, la maggioranza parlamentare: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali con il contributo di una decina di deputati spaesati hanno approvato a Montecitorio il Disegno di legge Zan sull’omofobia. Ora il testo è passato al Senato dove la maggioranza ha numeri resecati, e quindi ci attendiamo un aspro confronto parlamentare da parte dei partiti di minoranza. Infine, dovrà esserci la firma del Presidente della Repubblica, che ci auguriamo blocchi il Disegno di legge essendo ambiguo nella sua attuazione e soprattutto contenendo, come hanno evidenziato emeriti costituzionalisti, evidenti passaggi di incostituzionalità. Dunque, per il momento, nulla è perduto!

Disegno di legge Zan sull’omofobia inutile e pericoloso

Ho già varie volte motivato l’inutilità e le brutture del Disegno di legge Zan.

Primo. In Italia non esiste nessuna “emergenza omofobia” poiché secondo i dati OSCAD (Osservatorio per la sicurezza e il contro gli atti di discriminazione) del Ministero degli Interni riguardanti il periodo 1 settembre 2010- 31 dicembre 2018, le segnalazioni relative all’orientamento sessuale  e all’identità di genere sono state 214, cioè in media 27 ogni anno. Inoltre nel Codice Penale Italiano troviamo tutte le normative per reprimere odiosi atteggiamenti nei confronti delle persone LGBT.

Secondo. Il testo priva i cittadini del diritto di espressione, poiché chi affermerà che un bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà, o condannerà la barbara pratica dell’utero in affitto, potrebbe essere accusato di omofobia.

Di questo abbiamo già molto parlato, perciò oggi vorrei farvi osservare la sconcezza inserita all’ultimo momento e che deve molto preoccupare le mamme e i papà. Tra il lusco e il brusco si è introdotto l’articolo 6 per far giungere il tema “gender” anche nelle scuole dalle elementari. E, allora, quale idea migliore dell’obbligo il 17 maggio di celebrare in ogni istituto scolastico “la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia” con iniziative di ogni genere ovviamente sotto l’attenta regia delle Associazioni LGBT?

Disegno di legge Zan sull’omofobia e scuola

L’articolo 6 del Disegno di legge è gravissimo rischiando di traumatizzare e sconvolgere profondamente ragazzi e adolescenti alle prese con la propria crescita anche sessuale. I rappresentanti delle Associazioni LGBT andranno nelle scuole a dire a tutti gli studenti che è facile dissociare il “sesso biologico” dal “genere”, e quindi “tu ragazzo o adolescente che sei maschio o femmina per il corpo che Dio ti ha donato, puoi identificarti e presentarti alla società con il genere che più gradisci”. Tutto ciò, oltre che sovvertire il progetto originario di Dio sulla persona, provocherà enormi danni psicologici andando contro un dato biologico conoscibile mediante la scienza, in particolare la genetica, che mostra che i cromosomi sessuali XX originano il femminile e i cromosomi XY il maschile, costituendo un corpo con caratteristiche fenotipiche “coercitive”, inseparabili dal patrimonio genetico iscritto in ogni singola cellula. E, in questa strutturazione, notiamo “particolari caratteristiche” proprie di un determinato sesso. Questo significa che prescindere dal naturale e dal biologico, focalizzando l’attenzione unicamente sull’opinione che la persona ha di sé è un errore fatale, poiché la realtà esiste oggettivamente al di là dei nostri convincimenti, essendo questa verità né mutevole, né variabile, dato che nessuno “si determina” maschio o femmina, essendo un evento che si compie indipendentemente dalla volontà del singolo. Pertanto è una situazione unicamente da accettare e da rispettare!

Dunque, questa ideologia, che è già occultamente presente in varie scuole italiane, ora esce allo scoperto. Non possiamo scordare ad esempio che con la collaborazione dell’UNAR (Ufficio Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità) e del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e la benevolenza di alcuni presidi e consigli di Istituto, dal 2013 si sono tenuti nelle scuole italiane centinaia di corsi in classe e d’indottrinamento dei docenti. Molti di questi sono citati con precisi riferimenti nel mio testo “Gender. La silenziosa ‘peste’ che si sta diffondendo nel XXI secolo. Solo se la conosci ti puoi difendere” ed. Youcanprint (pp. 69-76).

Riportiamo dei fatti.

Come chiamate voi la visione agli alunni delle scuole medie di Parma, al cinema “Edison”, nel dicembre 2016, del film: “L’estate addosso”. Il protagonista del film trascorre una vacanza estiva a San Francisco ospite di una coppia gay. Anche la sua compagna di classe Maria, detta “la suora” per il suo carattere bigotto, è ospitata dai due. Dopo la diffidenza iniziale i quattro si conosceranno sempre meglio e anche i due giovani scopriranno come è affascinante l’omosessualità.

Come chiamate voi la partecipazione degli alunni delle scuole medie di Bologna, al Teatro “Testori”, nel gennaio 2017, allo spettacolo teatrale “Fa’afafine” che racconta la storia di Alex che nei giorni pari vuole essere un maschio e in quelli dispari una femmina? La rappresentazione fu ripetuta in varie città della regione nei mesi di gennaio e di febbraio.

Come chiamate voi il “piccolo gay pride” tenuto il 7 luglio 2018 nella scuola di infanzia: “Meridiana” di Casalecchio (BO), dove i volti dei bimbi furono dipinti con i colori dell’arcobaleno, predisposti cartelloni a tema e letto fiabe omosessuali?  Oppure il progetto “Educare alle differenze”, tenuto nel novembre 2014 nella scuola della prima infanzia: “Il Castello Incantato” di Roma, dove le maestre lessero ai piccoli fiabe omosessuali di Francesca Pardi: “Perché hai due papà?”, “Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” e “Il bell’anatroccolo” di H. Fierstein. Oppure nel dicembre 2014, quando nella scuola della prima infanzia: “Cecchina” di Roma fu letta la favola gay “Piccolo uovo” della Pardi.

Mi fermo qui, anche se potrei citare centinaia di altri casi riportati nel mio testo.

 Disegno di legge Zan sull’omofobia e famiglia

Cari genitori, non vi chiedete cosa racconteranno ai vostri figli se il Disegno di legge Zan fosse approvato?

Direbbero loro che non esistono solo due identità sessuali quello di uomo e di donna ma c’è l’ omosessuale, il bisessuale, il transessuale, il pansessuale, l’asessuale… E ognuno ha il diritto di scegliere dove posizionarsi.

Direbbero loro che la famiglia non deve essere per forza costituita da una mamma e da un papà ma può essere formata da due donne e da due uomini.

Questa legge iniqua vi toglierà il diritto di educare i vostri figli come più ritenete opportuno! Di più! Chi si opporrà all’ educazione gender rischierà di perdere la potestà genitoriale. Oppure, un padre potrà essere condannato se decidesse di non mandare il proprio figlio alle lezioni di gender, o la madre che suggerisce alla figlia di non sposare un bisessuale.

Fantasie, frutto di una persona che potrebbe essere ritenuta omofoba?

Direi proprio di no, basta leggere varie esperienze estere, riportate nel mio testo (pp. 28-41).

In Svezia l’educazione gender inizia dalla scuola materna. Ne sono esempio gli asili di Egalia e di Nicolaigarden che adottano il pronome neutro “hen” per evitare di influenzare i bambini nella scelta del loro genere, come pure i giocattoli e le fiabe sono neutri, cioè aperti a ogni tipo di orientamento sessuale e, dai bagni, è stata tolta la scritta: “femminile” e “maschile”. La psichiatra svedese David Eberhad ha affermato: “E’ una sorta di lavaggio del cervello che funziona molto bene su bambini in tenera età e a cui loro si adattano molto rapidamente, ma i problemi si pongono quando questi bambini arrivano a frequentare le scuole normali e si accorgono di avere praticamente vissuto in una setta che non ha nulla a che vedere con la realtà”.

Sapete che in Ohio, un tribunale, sospese la potestà genitoriale a un papà e una mamma in disaccordo con la figlia quattordicenne che esigeva di sottoporsi a trattamenti ormonali per modificare il sesso? I servizi sociali della contea di Hamilton l’affidarono temporaneamente ai nonni assai accondiscendenti.

Sapete che a Londra le proteste di una mamma poiché il figlio di 5 anni fu costretto dalla “Heavers Farm Primary School” a partecipare a un evento gay, tenutosi il 29 giugno 2018, ebbero conseguenze sbalorditive? Il bambino fu punito in classe per quattro ore e alla madre, la nigeriana Izoduwa Adhedo, fu proibito l’ingresso a scuola per discutere i motivi del castigo.

Sapete che in Germania un papà e una mamma furono prima multati e poi arrestati essendosi rifiutati di pagare la multa alla scuola elementare? Avevano rifiutato di far partecipare la figlia alle lezioni di educazione sessuale poiché le creavano disagio.

Sapete che in Norvegia, uno dei primi Paesi della classifica del “The Global Gender Gap Report”, vari bambini e ragazzi furono allontanati dalle famiglie, soprattutto numerose, ritenute troppo severe con i figli non condividendo la visione gender? Altri allucinanti episodi li potete leggere nel mio testo.

Papa Francesco ci ricorda che questo fenomeno è allarmante!

Il Papa ha manifestato più volte che l’ideologia gender è nociva.

Il 14 giugno 2015 nel discorso di apertura del Convegno Ecclesiale della diocesi di Roma affermò: I nostri ragazzi incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un bravo giovane genitore che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano ‘ri-catechizzare’ i loro ragazzi, per quello che riportavano da alcuni maestri della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale”.

Il 19 gennaio 2015 intrattenendosi con i giornalisti nel viaggio di ritorno dalle Filippine così si espresse: “Perché dico ‘colonizzazione ideologica’? Perché questi vogliono entrare e rafforzarsi nella società per mezzo dei bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai ‘Balilla’, pensate alla ‘Gioventù Hitleriana’… Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza! I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura. Invece le condizioni imposte dagli imperi colonizzatori, cercano di far perdere ai popoli la loro identità e creare uniformità”.

Che fare per combattere il Disegno di legge Zan sull’omofobia?

1.Far conoscere a tutti i genitori questa nefasta legge poiché molti sono  inconsapevoli del rischio che corrono.

2.Superare gli ingiustificati pudori o ritrosie nell’ utilizzare, anche nel contesto pubblico, le parole “padre”, “madre”, “marito”, “moglie”.

3.Barrare su ogni documento che dobbiamo firmare le diciture “genitore 1” e “genitore 2” sostituendoli con “padre” e “madre”.

4.Inviare “mail di disapprovazione” ai senatori che dovranno a breve esaminare il testo, a quelli che abbiamo votato e ad alcuni del loro partito, facendogli comprendere che di questo voto terremo conto alle prossime elezioni. Su questo sono molto sensibili, ed è anche molto semplice, poiché ciascun Senatore dispone di una casella pubblica di posta elettronica. L’indirizzo e-mail è indicato nelle rispettive schede informative l’attività svolta. Basta entrare nel sito internet del Senato, cliccare “Senatori” e cercare il senatore che vogliamo interpellare.

Hanno scritto i vescovi del Triveneto nella Nota Pastorale: “Il compito educativo è una missione chiave” (3 febbraio 2014). “Oggi si dilania la gente con lo psico-terrorismo, approfittando dell’ignoranza. Noi siamo quelli che cercano, con la grazia di Dio, di amare tutte le persone, comprese quelle che provano attrazione verso lo stesso sesso, ma deve essere chiaro che amare non è obbedire alla propaganda genderista”.

Don Gian Maria Comolli

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Riflessioni e  aggiornamenti  sul Coronavirus 22 novembre 2020

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I “SANTI DELLA PORTA ACCANTO” vittime del Codiv 19

In questi mesi siamo venuti a conoscenza di “eroi” che per curare o stare accanto ai malati vittime di questa pandemia, hanno coscientemente messo il gioco la loro vita fino alla morte. Sono i MEDICI che pur sprovvisti di adeguate protezioni hanno assistito i malati, oppure pur essendo pensionati di fronte all’emergenza hanno indossato nuovamente il camice. Sono i SACERDOTI che per non abbandonare i loro parrocchiani non hanno temuto il contagio. Sono le RELIGIOSE e i RELIGIOSI che fedeli ai carismi dei loro fondatori hanno umanamente accompagnato alla morte molti. Sono gli INFERMIERI che pur sapendo il rischio hanno sacralizzato la loro professione. Sono i VOLONTARI che non hanno voluto privare i sofferenti della loro presenza.

Vogliamo conoscere meglio queste donne e questi uomini “maestri di vita”, osservare con commozione i loro volti, mostrargli la nostra immensa gratitudine e vivere un piccolo tratto della loro personalità, perché solo così non saranno morti invano. Unicamente così potremo affermare credibilmente: “Nulla sarà come prima”

 22 novembre 2020

Dott. Vincenzo Leone

Vincenzo Leone, 65 anni, è morto domenica 22 marzo all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove era ricoverato da sabato 14 marzo. Fino al giorno prima era al lavoro nel suo ambulatorio di via Conti Albani a Urgnano, aperto dalla metà degli anni novanta.  Sabato i primi sintomi e il ricovero in ospedale dove era risultato positivo al tampone. Poi le condizioni sono improvvisamente peggiorate portandolo al decesso. Il medico  ha esercitato fino all’ultimo la professione in uno dei territori più colpiti dal coronavirus nello scorso marzo. “Leone medico di base interessato ai suoi pazienti fino a morirne da eroe” sono le parole del sindaco di Zanica Luigi Locatelli.

Siciliano e specializzato in Nefrologia, Leone era vicepresidente dello Snami di Bergamo (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani) e da 10 anni membro del comitato aziendale per le cure primarie nell’Ats di Bergamo.

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#Non siamo fatti per sognare le vacanze o il fine settimana, ma per realizzare i sogni di Dio in questo mondo. Egli ci ha reso capaci di sognare per abbracciare la bellezza della vita. E le opere di misericordia sono le opere più belle della vita# (23 novembre 2020)

 

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UNA PILLOLA DI ATTUALITA’ – L’Anticristo di Solovev

By | Pillole di saggezza

Questa settimana la Pillola di Saggezza riguarda “L’Anticristo”, il soggetto del testo: “I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo” del filosofo e teologo russo Vladimir Sergeevic Solovev, scritto poco prima della morte nel 1900. Perché è attuale questa figura? Così risponde il cardinale Giacomo Biffi: “Soloviev preannunziò con antiveggente lucidità la grande crisi che ha colpito il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento”. Più in particolare secondo don Dino Barsotti, monaco presbitero e scrittore, fondatore della Comunità dei Figli di Dio, “ai nostri giorni nel mondo cattolico Gesù Cristo troppo spesso è solo una scusa per parlare d’altro”.

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