Egli è l’unica alternativa al dramma dell’umanità, sommersa dal fango del peccato e della morte.
Proseguiamo il nostro cammino con Dante che nella sesta balza si trova alla presenza dei golosi.
Fermiamoci sulla povertà perché è un elemento importante nella preparazione al Natale.
La pigrizia è un peccato di omissione.
Nella terza balza del purgatorio, Dante trova gli iracondi che sono costretti a camminare all’interno di una zona di fumo densa e soffocante recitando la preghiera dell’Agnus Dei e considerando esempi di mansuetudine.
Nella nostra novena in preparazione al Natale in compagnia di Dante, per il purgatorio troviamo seduti nella seconda balza gli invidiosi.
Essi stanno seduti a due a due, sostenendosi l’un l’altro di spalla. Essi non possono vedere perché hanno gli occhi cuciti, ma sentono voci che nell’aria gridano continuamente frasi di carità. E, mentre Dante entra in questo luogo, una voce gli viene incontro uno che afferma: “Vinum non habent”: “Non hanno più vino”, le parole che Maria pronunciò alle nozze di Cana.
Iniziamo oggi la novena in preparazione al Natale e vorrei prendere come spunto per questi nove giorni la Divina Commedia di Dante, e precisamente, come ha descritto il purgatorio.