Congregazione per la Dottrina delle Fede

MASCHIO E FEMMINA LI CREO’ (2019)

Per una via di dialogo sulla questione gender nell’educazione

 

Dall’introduzione del Cardinale G. Versaldi, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

“Nell’ultima decade i Vescovi hanno mostrato sempre più attenzione alla cosiddetta questione del gender, ponendo quesiti alla Congregazione per l’Educazione Cattolica per quanto concerne le scuole e le università cattoliche. Durante i lavori dell’Assemblea Plenaria della Congregazione, svoltasi nel febbraio 2017, è affiorata l’emergenza dell’ideologia del gender in ambito educativo ed è stata presa la decisione comune di intervenire con uno scritto su tale delicato tema per aiutare quanti hanno a cuore l’educazione cattolica (…). Il documento ‘Maschio e femmina li creò. Per una via di dialogo sulla questione del gender nell’educazione’, ora pubblicato dopo la consultazione dei competenti Dicasteri della Santa Sede, invita ad affrontare la questione del gender con un approccio dialogico. In questa materia in cui è alto il rischio di fraintendimenti e conflitti ideologici, risultano opportuni tre atteggiamenti: ascoltare, ragionare e proporre.

In primo luogo, quindi, è necessario fare una distinzione tra ideologia e studi sul gender. Mentre l’ideologia pretende, come riscontra Papa Francesco, ‘di rispondere a certe aspirazioni a volte incomprensibili’ e cerca ‘di imporsi come un pensiero unico che determini anche l’educazione dei bambini’ e quindi preclude l’incontro, non mancano delle ricerche sul gender che cercano di approfondire adeguatamente il modo in cui si vive nelle diverse culture la differenza sessuale tra uomo e donna. In relazione a questi studi è possibile aprirsi all’ascolto, al ragionamento e alle proposte. Pertanto il documento ripercorre la storia, focalizza i punti di incontro ragionevoli e propone la visione antropologica cristiana. Nel breve itinerario storico appaiono chiaramente alcune criticità alla base di un disorientamento antropologico con la tendenza a cancellare le differenze tra uomo e donna, considerate come semplici effetti di un condizionamento storico-culturale. L’ideologia del gender ‘nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo’ (Papa Francesco, Amoris laetitia, 2016, n. 56). Ci sono, tuttavia, alcuni elementi di ragionevole condivisione, come il rispetto di ogni persona nella sua peculiare e differente condizione, affinché nessuno, a causa delle proprie condizioni personali (disabilità, razza, religione, tendenze affettive…), possa diventare oggetto di bullismo, violenze, insulti e discriminazioni ingiuste. Un altro aspetto di convergenza sono i valori della femminilità. Nella donna, infatti, la ‘capacità dell’altro’ favorisce una lettura più realistica e matura delle situazioni contingenti, sviluppando ‘il senso e il rispetto del concreto, che si oppone ad astrazioni spesso letali per l’esistenza degli individui e della società’ (Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi, 2004, n.13). Si tratta di un apporto che arricchisce le relazioni umane e i valori dello spirito ‘a partire dai rapporti quotidiani tra le persone’. Per questo, la società è in larga parte debitrice alle donne che sono ‘impegnate nei più diversi settori dell’attività educativa, ben oltre la famiglia: asili, scuole, università, istituti di assistenza, parrocchie, associazioni e movimenti’ (Giovanni Paolo II, Lettera alle donne, 1995, n. 9).

Ispirandosi principalmente al documento ‘Orientamenti educativi sull’amore umano. Lineamenti di educazione sessuale’ – pubblicato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica il 1 novembre 1983 – il nuovo testo ripropone la visione antropologica cristiana che vede nella sessualità una componente sostanziale della personalità, un suo modo di essere, di manifestarsi, di comunicare con gli altri, di sentire, di esprimere e di vivere l’amore umano. Pertanto, essa è parte integrante dello sviluppo della personalità e del suo processo educativo: ‘Dal sesso, infatti, la persona umana deriva le caratteristiche che, sul piano biologico, psicologico e spirituale, la fanno uomo o donna, condizionando così grandemente l’iter del suo sviluppo verso la maturità e il suo inserimento nella società’ (Congregazione per la Dottrina della Fede, Persona humana, 1975, n. 1)”.

 

Schema del Documento

La Congregazione per la Dottrina della Fede, attraverso il documento intitolato “Maschio e femmina li creò” pubblicato nel 2019, ha fornito un importante contributo alla riflessione teologica e pastorale riguardante la identità umana e la famiglia nell’attuale contesto culturale. Il testo si presenta come un richiamo solenne ai principi fondamentali della dottrina cattolica sul matrimonio, la sessualità e la dignità della persona umana, affrontando con rigore e chiarezza le sfide poste dalle ideologie contemporanee che mettono in discussione la natura stessa del genere e della famiglia.

Il titolo del documento richiama direttamente il versetto biblico del libro della Genesi (1,27): «Maschio e femmina li creò», che indica fin dall’inizio della rivelazione divina la complementarità tra uomo e donna come fondamento della creazione e della vita familiare. La Congregazione sottolinea come tale realtà naturale e divina non possa essere arbitrariamente reinterpretata o ridotta a mere costruzioni sociali o culturali. In quest’ottica, la diversità biologica tra maschio e femmina viene vista come un dato essenziale e irriducibile dell’identità umana, che deve essere rispettata e tutelata per il bene stesso della persona e della società.

Il documento nega o a minimizza le differenze sessuali oggettive, promuovendo una visione soggettivista e fluida del genere. Tale ideologia, spesso definita come “teoria del gender”, viene presentata dalla Congregazione come un errore filosofico e teologico di grave portata, poiché svuota la persona della sua identità ontologica e ne compromette la realizzazione piena, soprattutto nell’ambito della famiglia. Viene inoltre denunciata la pressione esercitata da alcuni ambienti culturali e politici volti a introdurre nelle istituzioni educative e sociali modelli di insegnamento che negano la differenza sessuale originaria, esponendo i minori a confusione e disagio.

Il documento pone particolare attenzione all’importanza della verità sulla persona umana quale elemento irrinunciabile per la costruzione di una società giusta e armoniosa. La verità, fondata sull’ordine creato da Dio, non è un’imposizione arbitraria ma una via di liberazione e felicità autentica per l’uomo e la donna, chiamati a vivere in pienezza la loro vocazione personale e familiare. La Congregazione invita quindi ad affrontare le questioni riguardanti il genere e la famiglia con un atteggiamento di rispetto e dialogo, senza mai rinunciare al coraggio della verità e alla testimonianza cristiana.

Un capitolo fondamentale del documento riguarda la difesa della famiglia naturale, intesa come l’unione stabile e indissolubile tra un uomo e una donna aperta alla procreazione e all’educazione dei figli. Questa istituzione è presentata non solo come una realtà sociale, ma come un progetto voluto da Dio per la crescita integrale della persona umana e per il bene della società tutta. La Congregazione ribadisce con fermezza la necessità di salvaguardare questo istituto da ogni tentativo di ridefinizione che possa comprometterne la natura e la missione originarie, sottolineando il ruolo insostituibile dei genitori nell’educazione dei figli e la centralità del matrimonio sacramentale.

Il documento non trascura di indicare anche le risposte pastorali adeguate per sostenere le famiglie nell’attuale contesto di difficoltà e crisi. Viene sottolineata l’importanza di una catechesi solida e coerente, di un accompagnamento spirituale e di una presenza ecclesiale attenta e misericordiosa. La Chiesa è chiamata a essere presenza tangibile dell’amore di Dio nella vita delle persone, offrendo speranza, sostegno e orientamento in un mondo spesso segnato da frammentazione e relativismo.

In conclusione, il documento “Maschio e femmina li creò” rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere la posizione della Chiesa cattolica su temi cruciali e delicati come la differenza sessuale, l’identità di genere e la famiglia. Attraverso una riflessione approfondita e un richiamo alla fedeltà alla verità rivelata, la Congregazione per la Dottrina della Fede invita tutti a riconoscere e valorizzare la bellezza e la dignità insite nella complementarità tra uomo e donna, fondamento solido per la costruzione di una società realmente umana, giusta e fraterna. In un’epoca di grandi cambiamenti culturali, il documento offre così una bussola sicura per orientare il cammino di fede e di vita personale e comunitaria.

IL TESTO DEL DOCUMENTO