La Corte costituzionale ha aperto un varco di non punibilità in alcuni casi, e anche il Veneto l’ha trasformato in legge. Ma una Regione dopo l’altra questa sta diventando una soluzione normale alla malattia grave e al dolore che spesso comporta. Così si afferma un modello di società e si spegne la domanda di senso sul soffrire e il morire. Cosa ci stiamo perdendo?
Molte Regioni italiane hanno fretta per approvare una normativa sul suicidio assistito. Tutto ciò porterà come avvenuto in Francia e Gran Bretagna ad una discussione parlamentare che ha avuto nei due Stati esiti diversi. L’ 11 settembre la Camera dei Comuni della Gran Bretagna ha respinto il disegno di legge sul suicidio medicalmente assistito con 286 voti contrari e 270 favorevoli.
La Camera dei Comuni britannica boccia la legge sul suicidio assistito con 286 voti contro 270. Il caso riapre il dibattito anche in Italia.
La mobilitazione delle Chiese cristiane, con i vescovi cattolici in prima fila, ha contribuito alla sconfitta nella Camera dei Comuni del disegno di legge che avrebbe introdotto il suicidio assistito in Inghilterra e Galles. Un risultato che sembrava impossibile.
Perché le leggi come quella sul fine vita in Veneto sono lo sbandamento finale della scorciatoia scivolosa che porta fuori strada ogni tentativo di recepire le sentenze della Corte costituzionale.
Altro che «liberi fino alla fine»: la morte di Stato è un vento culturale. Che colpisce i più fragili.
La decisione della Camera dei Comuni di bocciare il disegno di legge sullo “Sma” nasce da un confronto ampio, aperto e privo di pregiudizi. Nella capacità e libertà di ascoltare anche le voci ecclesiali.
Il Veneto ha approvato una legge sul suicidio assistito. Esultano Zaia e l’Associazione Coscioni. Ma è una sconfitta di tutti
Per difendere la deriva eutanasica del Veneto, l’ex governatore si improvvisa teologo dal pulpito di Repubblica spiegando che non c’è inferno né distinzione tra bene e male e che la Chiesa deve accogliere ma non immischiarsi. Ma la sua “dottrina” fa acqua da tutte le parti, offende i suoi elettori e prepara la débâcle del Carroccio.