Parla il Consigliere Davide Lovat (Resistere Veneto) che ha dato battaglia contro la legge dell’Associazione Luca Coscioni.
Urge non cadere nell’inganno della finta misericordia e ribadire che carità e verità vanno sempre insieme, anche e soprattutto per chi ha responsabilità istituzionali e di governo.
Analisi critica della Lettera aperta di Zaia sul fine vita in Veneto: ambiguità, argomenti mancanti su diritto alla vita e solidarietà, il caso Elena.
Il filosofo Peratoner: si sta evolvendo male la comprensione della vita, sembra che la sofferenza e il declino siano qualcosa di semplicemente inaccettabile. Così le cure palliative diverranno un’opzione secondaria.
Un salutare richiamo al dovere del medico: ”Si studia anni per cercare di curare al meglio il paziente, non per eliminarlo”.
Libertà e dignità senza fondamento nelle parole dell’ex governatore veneto sul suicidio assistito, in nome di una concezione che proclama la sovranità dell’io ma riduce a una cosa di cui disporre proprio quell’essere personale senza il quale non vi è scelta né volontà.
Il Veneto a tradizione Lega-Fratelli d’Italia tradisce i suoi elettori.
La Regione Veneto discute sulla proposta di legge per garantire il suicidio assistito anche con il sostegno di parte del centro-destra. Battaglia solitaria di alcuni consiglieri e manifestazioni spontanee a Venezia contro la legge, ma i vescovi della regione restano a guardare.
In Lombardia il Servizio sanitario non si limita più a curare: apparecchia il suicidio del paziente. La morte procurata entra così nel perimetro delle prestazioni pubbliche e il confine tra assistenza e soppressione della vita diventa pericolosamente sottile.
Le regioni governate dal centrodestra non hanno voluto una legge regionale sul suicidio assistito, ma poi facilitano il lavoro dell’Associazione Coscioni.