
San Giovanni Crisostomo, grande Padre della Chiesa d’Oriente, così scriveva: “Che cos’è il peccato davanti alla misericordia di Dio? È una tela di ragno che un soffio di vento basta a far volare via“. Questo consolante messaggio sprizza anche da ogni pagina delle Sacre Scritture; ad esempio, il profeta Isaia ammoniva: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana” (Is 1,18).
Ma, il perdono di Dio, non è un passaporto senza tasse e tantomeno un talismano con effetti magici: il perdono di Dio per poter essere efficace necessita di un cuore aperto che lo accolga e lo faccia fruttificare. Inoltre nel Regno di Dio non esistono posti di privilegio: occorre, invece, essere umili e leali per offrire a Dio un cuore veramente ospitale che sappia accogliere il dono del Suo perdono.
Ma, purtroppo, questa “ospitalità interiore” spesso manca, e nel Vangelo di questa Domenica Gesù prende posizione nei confronti dell’atteggiamento della falsità narrando una parabola con protagonisti due figli.
Il primo figlio di fronte al padre è rispettoso, appare una persona tranquilla e obbediente; ma, in realtà, egli vive contro il padre poiché percepisce la sua bontà con ipocrisia. Di chi parla Gesù? A chi è diretto il Suo messaggio? Con l’immagine del “figlio falso”, Cristo si rivolge agli uomini religiosi di tutti i tempi insegando che Dio non può essere ingannato. San Paolo, nella Lettera ai Galati, afferma: “Non fatevi illusione: non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Gal 6,7). Con l’esempio di questo figlio Gesù condanna il fariseismo di tutti ogni epoca rammentando che il sangue dei farisei può scorrere anche nelle vene dei cristiani d’oggi.
Il secondo figlio invece è ribelle ma la sua ribellione svanisce velocemente poichè il suo cuore è sensibile, si pente del “no” pronunciato al padre e decide di accogliere la sua volontà. In questo figlio ribelle ma buono possiamo vedere i convertiti di tutti i tempi: Saulo di Tarso, Agostino di Ippona, Francesco d’Assisi, Giovanni di Dio, Camillo de’ Lellis, Girolamo Emiliani, Charles de Foucauld… e molti altri. Costoro hanno fatto gioire il cuore di Dio avendo accolto il suo perdono e avendo trasformato la loro vita. Costoro sono gli autentici figli di Dio, poiché dopo l’incontro con la luce hanno rifiutato la falsità, non si sono difesi con una falsa facciata di una bontà ipocrita ma hanno chiesto umilmente perdono per rinnovarsi totalmente.
Poiché siamo tutti peccatori dovremmo essere riconoscenti al Cristo poiché le sue “ramanzine” sono sempre molto salutari.