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Un giornalismo migliore rende i lettori migliori

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Nell’ultimo anno abbiamo parlato più volte di “media literacy” o “alfabetizzazione mediatica” come dello strumento più efficace per contrastare il caos informativo. Alla base di questa affermazione sta la convinzione che un lettore che conosce il funzionamento del mondo dell’informazione e del giornalismo sia molto più abile nel consumo di notizie e, di conseguenza, capace di distinguere più facilmente tra buon giornalismo e disinformazione. E abbiamo anche visto assieme alcuni progetti di alfabetizzazione mediatica diretti ai giovani. Leggi

Privacy e internet, cosa sanno di noi i giganti della Rete? Sorice (Luiss): “Hanno la capacità di mettere a sistema i nostri dati”

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“È molto difficile ‘normare’ un sistema così complesso, che si basa sulla necessità dell’apertura e che è – anche ideologicamente – organizzato per connettere reti”, spiega Michele Sorice, ordinario di innovazione democratica e di political sociology alla LUISS “Guido Carli”. E aggiunge: “Non ho mai amato i catastrofismi: non scommetterei mai sul fatto che la tecnologia possa cancellare l’elemento umano. Al tempo stesso, però, non sono neanche un iper-ottimista e non mi nascondo i rischi provenienti da tecnologie spesso invasive e pervasive”. Leggi

Cambridge Analytica: quando fidarsi è bene, ma non fidarsi del web è meglio

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Qualche settimana fa, Mark Zuckerberg, il trentasettenne fondatore di Facebook, ha dovuto rispondere alle incalzanti domande dei senatori delle commissioni di Commercio e Giustizia di Capitol Hill, Washington. Il colloquio con i membri del Senato americano ha riguardato il caso Cambridge Analytica e le conseguenze di quest’ultimo sulle elezioni del presidente Trump. Leggi

Comunicazioni sociali: ritrovare la potenza evocativa della parola

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Essere responsabili di quanto si fa dentro e fuori la Rete significa assumersi le conseguenze degli spazi in cui viviamo e diventarne parte, cittadini e cittadine. Mettersi in gioco impegna, ma ritrovare la potenza evocativa della parola ci fa riscoprire la relazione dei volti e il significato dei vissuti e delle azioni. Sia che siamo adulti, sia che siamo ragazzi, bambini. Provare per credere, giorno dopo giorno. Pole pole, come dice un detto africano… piano piano, a piccoli passi. Leggi

Quanto cristianesimo c’è nei giornali? Le frasi del Vangelo che tutti usano

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Sepolcro imbiancato, osannare, agnello sacrificale, farisaico: sono alcune delle decine di parole ed espressioni di origine evangelica diffuse oggi in ambito profano, citate dal libro del professor Innocenzo Mazzini, già ordinario di Storia della Lingua latina all’Università di Macerata e autore di oltre 150 saggi di argomento storico-linguistico e di una ventina di volumi scientifici in Italia e all’estero (tra cui ‘Paola, diario di una vergine votata prima di nascere’), ‘Giornali e locuzioni cristiane’, che ha come sottotitolo ‘Per chi non sa quello che dice, legge o scrive’, pubblicato da Amazon. Leggi

Disinformazione: il grande problema

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Quella che viene già definita una «stretta» dell’ Unione Europea contro le fake newse la disinformazione online (ma perché solo online, poi? nessun medium è immune!) in realtà appare ancora una dichiarazione di intenti più che un programma vero e proprio. Leggi