SOLENNITA’ DEL CORPO E SANGUE DI CRISTO

By 4 Giugno 2026Spiritualità

In questa domenica il cristiano celebra la solennità del Sacratissimo Corpo e Sangue di Cristo, cioè di quel pane e di quel vino che in ogni Messa, mediante le parole del sacerdote, si trasformano nel corpo e nel sangue di Gesù.

E’ questa una festa istituita nel 1226 inseguito ad un miracolo avvenuto a Bolsena. Un sacerdote stava celebrando la Messa ed era molto scettico sulla presenza reale di Gesù nell’ostia che stava consacrando. Cosa avvenne? Da quella particola sgorgò del sangue che segnò il corporale tuttora conservato nel duomo di Orvieto.

Tra le molte cose che potremmo affermare dell’Eucarestia evidenzierò il concetto di memoriale, infatti Cristo nel corso l’Ultima Cena con i suoi apostoli affermò: “Fate questo in memoria di me”.

La memoria è una delle facoltà più misteriose e più grandiose dell’uomo, e privi di memoria, come purtroppo avviene per coloro che sono affetti da determinate patologie psichiatriche, si smarrisce la propria identità e si è accompagnati da amnesie talvolta totali. Ecco allora la grandezza del dono della memoria.

Ampliando il discorso possiamo affermare il ruolo fondamentale della memoria anche per un popolo, poiché la ricchezza di una nazione non si misura unicamente dalle riserve auree
che possiede ma dalle memorie che conserva nella sua coscienza collettiva.

Uno Stato privo di memoria, e questo lo evidenzia benissimo la storia, uno Stato che recide le sue radici come tenta l’Europa nei confronti di quelle giudaiche-cristiane, è condannata ad una fine ingloriosa. E, la conservazione della memoria, è legata a luoghi e feste, come ad esempio, pochi giorni fa il 2 giugno.

Il ricchissimo retroterra umano della memoria ci supporta a comprendere anche questa domenica che evidenzia il ruolo fondamentale dell’Eucarestia.

Ma, attenzione, l’Eucaristia si distingue da ogni altro memoriale essendo “memoria” e “presenza” contemporaneamente; presenza reale e non solo intenzionale del Cristo nel pane e nel vino consacrato in ogni  Messa.

Di conseguenza, non partecipare alla Messa della domenica, recide le nostre radici anche umane, essendo l’uomo un intersecarsi di caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e religiose. Certo possiamo esistere anche senza Dio ma come?