XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – La gratuità (Mt. 9,36-10.8)

By 10 Giugno 2026Spiritualità

Gesù vede davanti a sé gente stanca e sfinita; è l’umanità del suo tempo ma anche di tutti i tempi.

Quali sentimenti vive il Cristo davanti a questo spettacolo? Afferma il Vangelo: “ne provò compassione” poiché è sensibile, possiede cuore tenerissimo e un’infinita capacità di commuoversi. È, in quel momento di profonda compassio­ne, chiamò gli Apostoli, posò lo guardo su di loro perché divenissero un dono per gli altri, cioè dei pastori e delle guide.

Due riflessioni.

I dodici.

I Dodici costituiscono, per volontà di Gesù, un gruppo di uomini-guida, attorno ai quali si potesse raccoglie il gregge suo gregge; di conseguenza è impossibile fare a meno degli Apostoli e dei loro successori: andremmo contro una precisa volontà di Cristo. Una Chiesa senza gli Apostoli, cioè i vescovi e i sacerdoti, non sarebbe più la Chiesa di Gesù.

Si potrebbe dire: “Ma tra gli Apostoli, c’è anche Giuda!”. Certamente, ma guai a togliere Giuda dall’elenco degli Apostoli: egli ricorda che ognuno di noi può diventare “Giuda”. Cristo ben conosceva bene questo rischio! Perciò la Chiesa sarà sempre meravigliosamente madre di santi per gra­zia di Dio e, nello stesso tempo, soffrirà lo scandalo di molti suoi figli che cadono nel peccato.

 La raccomandazione di Gesù: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Il Signore sa bene che l’essere umano può sporcare anche le cose più belle e sante con il denaro che facilmente può trasformarsi in “strumento di iniquità” per questo san Paolo afferma: “l’at­taccamento al denaro è la radice di tutti i mali” (1 Tm 6,10).

Allora il cristiano, secondo l’indicazione del Divino Maestro, deve essere “gioiosamente povero” cioè libero dalle seduzioni del guadagno terreno, o meglio saper affermare: guadagno solo quanto mi basta per vivere dignitosamente! Di conseguenza dobbiamo  recuperare il concetto della gratuità, del fare il bene gratuitamente che è l’autentica ricchezza che i ladri non rubano e la tignola non consuma.

Di fronte alle leggi del mercato e della concorrenza, di un contesto culturale che confonde il valore con il prezzo, la bontà con l’efficienza, la produttività con il profitto, di fronte ad una quotidianità dove anche le relazioni più intime sono spesso fondate su rapporti di reciprocità, almeno a parità di valore, il cristiano deve testimoniare la virtù straordinaria della gratuità, cioè delle azioni disinteressate e delle prestazioni rese senza compenso ma unicamente nell’ottica del dono e della condivisione.

Ebbene, dopo aver ricercato e recepito il giusto vivere con la famiglia una vita dignitosa, dedichiamo tempo e doniamo mie competenze professionali, gratuitamente agli altri.

E’ la via del volontariato poiché “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At.20,35).