Daily Archives

21 maggio 2019

La lingua italiana e l’identità dell’Europa

By | Cultura

Quei giorni perduti a cercare dei numeri per spiegare la crisi ci hanno fatto dimenticare da dove veniamo. E le origini del contributo della lingua italiana alla costruzione di un’identità comune. Ancor prima che dalle azioni dei politici italiani, l’Europa unita è stata raccontata nel nostro idioma, studiato nel mondo da oltre ottanta milioni che guardano al Paese dei mille campanili come a un tesoro di conoscenze da cui noi traiamo pochi frutti. Non ci sono solo i borghi, l’arte, gli scorci del Belpaese, esiste anche la lingua che tutto tiene assieme e che ci rende unici al mondo. Tralasciando quanto potremmo ricavare da una messa in comune di tanta ricchezza, in un mondo in cui la cura della persona e dell’intelletto saranno sempre più ricercate, dobbiamo essere consapevoli che in tanti nel mondo vogliono saperne di più della nostra storia. Leggi

IL GIURISTA – Maternità surrogata. Valore della norma (e di una battaglia): il senso della dignità

By | Articoli Bioetica 2018

Natura e artificio, verità e finzione. Quante volte la vita fabbricata in provetta ci ha messo di fronte a spinosi grovigli, umani e giuridici; specie nelle varianti di progetto più azzardate, come la maternità surrogata. Sappiamo che c’è una giustizia delle regole, che rifiuta le aberrazioni, e va messa in salvo. E se fallisce resta un desolato bisogno di rimedio residuo alle trasgressioni avvenute, quasi una specie di “giustizia del giorno dopo” china sui cocci. Quanti pensieri dunque riemergono ora, di fonte alla sentenza della Cassazione italiana a Sezioni Unite, che dice “no” alla trascrizione nei registri dello stato civile italiano dei “figli” ottenuti da maternità surrogata all’estero, in uno Stato che ammette quella pratica che da noi è penalmente vietata. Quel divieto è principio di civiltà, perché ha una «funzione essenziale di tutela di interessi costituzionalmente rilevanti». Leggi

Il Salone del Libro e la psicosi (spassosissima) dell’intellighenzia

By | Attualità 2018

Andiamo al dunque. Dietro il ritiro di Christian Raimo, Carlo Ginzburg, Zerocalcare, Anpi e del collettivo Wu Ming (se ho dimenticato qualcuno non mi scuso) dal Salone del Libro di Torino non c’è solo la presenza di Altaforte, l’editore vicino a CasaPound che, con Io sono Matteo Salvini – libro-intervista della giornalista Chiara Giannini al vicepremier – in queste ore sta rimediando una pubblicità che mai nella vita: quello è solo un pretesto. Dietro all’ennesima sfuriata degli intellò non c’è neppure, diversamente da quanto detto dagli interessati, la volontà di denunciare l’avanzata editoriale del neofascismo. Macché.

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