Merchandising Disney per festeggiare “l’orgoglio gay”

By 22 Maggio 2018Gender

Disgustoso, ora, per “celebrare” il sedicente “orgoglio-gay”, anche i negozi Disney hanno varato una linea di merchandising a tema, come le orecchie “arcobaleno” di Topolino o le spille Lgbt da collezione. Il che non deve tuttavia più di tanto stupire: secondo quanto denunciato dall’agenzia d’informazione InfoCatólica, la Disney avrebbe più volte ospitato i «Gay Days» annuali non ufficiali a Disneyland e Disneyworld, suscitando critiche anche nello stesso mondo Lgbt.

Si tenga presente che durante i «Gay Days» sono previsti appuntamenti come fetish party quali il concorso per l’elezione di «Mr. Leather» oppure il «Bingo Porno XXX» ed altri eventi con nudi almeno parziali. La Disney in questi anni ha compiuto anche notevoli sforzi per “normalizzare” l’omosessualità tra i bambini anche attraverso la propria programmazione televisiva, genitori attenti! Ad esempio, con la serie I Fosters, andata in onda per cinque stagioni, dal 2013 al 2018, su ABC Family e ABC Spark in Canada. Questa serie è stata creata da Bradley Bredeweg e Peter Paige, dichiaratamente omosessuali: nella prima stagione segue le vicende della sedicente “famiglia” Foster, una coppia di lesbiche con bimbi biologici e adottati; nella seconda stagione, passa dall’omosessualità adulta a quella infantile: Jude, l’ultimogenito 14enne, bacia Connor, l’amico di scuola, che lo ha difeso quando fu vittima di episodi di bullismo.

Altra coppia lesbica nel 2014 nel corso del programma Buona fortuna Charlie, realizzato dalla Disney Channel. Nel 2015 la Walt Disney Company ha dato sostegno ad oltre 379 società, che premono sulla Corte Suprema degli Stati Uniti, affinché rimuova qualsiasi veto statale al “matrimonio” gay. Nel 2016 ecco un’altra coppia omosessuale nel cartone animato Gravity Falls, trasmesso da Disney Channel, quella dello sceriffo Blubs e del deputato Durland. Così ha dichiarato il creatore del programma, Alex Hirsch, circa i colloqui avuti in merito con la censura della Disney: «Sostanzialmente hanno ammesso che non v’erano buone ragioni per cambiarlo, però avevano “ricevuto lamentele da diversi genitori omofobi e preferivano evitarsi i mal di testa». Arrendersi, però, a suo giudizio, avrebbe significato essere «fondamentalmente ostaggi degli intolleranti», “rovinare” il prodotto, quando «il peggio che può succedere è ricevere qualche lettera. A chi importa?». È chiaro come, con tali premesse, la strategia ormai sia più che chiara…

Merchandising Disney per festeggiare l’”orgoglio-gay” was last modified: aprile 30th, 2018 by Redazione

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