Natalità e culle vuote. L’Italia copi l’Ungheria prima che sia troppo tardi

By 25 Settembre 2019Attualità

Il governo di Orban investe ormai il 5 per cento del Pil in politiche famigliari. La ricetta funziona: in nove anni il tasso di fecondità è aumentato del 21 per cento, i matrimoni sono cresciuti del 42 per cento e gli aborti diminuiti del 33,5 per cento. Il governo prenda nota.

L’Ungheria è arrivata a investire il 5 per cento del suo Pil in politiche famigliari, il doppio della media Ocse, e i risultati si vedono. Come annunciato pochi giorni fa dal ministro per la Famiglia e i giovani, Katalin Novak, dal 2010 il tasso di fecondità è aumentato del 21 per cento, da 1,2 a 1,5 figli per donna, mentre i matrimoni sono cresciuti del 42 per cento.

30 MILA EURO A FAMIGLIA

Il premier Viktor Orban, come riportato dal Financial Times, ha dichiarato giovedì al terzo vertice demografico di Budapest che «se una nazione sparisce, qualcosa di insostituibile sparisce dal mondo». La popolazione ungherese passerà da 9,8 milioni a 8,3 milioni entro il 2050 se la sua situazione demografica non cambierà. Per il primo ministro l’immigrazione «non è una soluzione» alle culle vuote e il suo governo da anni promuove politiche per aiutare le famiglie ungheresi a fare più figli.

A febbraio Orban ha lanciato nuove politiche per favorire la natalità, spiega ancora Ft: in particolare ha garantito un prestito da 30 mila euro a tutti i nuovi sposi che può non essere restituito se la famiglia concepisce tre figli o solo in parte se ne mette al mondo due. Il governo ha garantito anche aiuti per l’acquisto di auto, mutui a tassi agevolati per la casa e ampliato il numero di posti negli asili nido. I nuclei che faranno quattro o più figli, infine, saranno esentati per sempre dal pagamento dell’imposta sul reddito.

ABORTI DIMINUITI DEL 33,5 PER CENTO

Un altro importante risultato delle politiche ungheresi riguarda l’aborto: le interruzioni di gravidanza nel 2018 sono rimaste molto alte, 27 mila, ma rispetto al 2010 sono calate in modo significativo del 33,5 per cento.

In Italia il tasso di fecondità è di appena 1,3 figli per donna, in costante calo. Lo Stato spende appena lo 0,9 per cento del Pil per aiutare le famiglie. Ogni anno l’Istat lancia l’allarme, la politica lo recepisce con qualche dichiarazione e poi non cambia niente. Orban viene spesso criticato per le sue politiche identitarie e nazionaliste, ma il nuovo governo farebbe bene a copiarne alcune.

Leone Grotti  – 9 settembre 2019

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