HUMANAE VITA (4) – VIE ILLECITE PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA FECONDITA’. LE PILLOLE ABORTIVE (NORLEVO)

By 3 novembre 2018Pillole di saggezza

In precedenza ci siamo soffermati ad esaminare la seconda parte del numero 14 di Humanae vitae che afferma: “È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”. E, nella disamina, l’attenzione è stata puntata sui “contraccettivi” in generale.

Ora facciamo un passo in avanti analizzando una frase presente all’inizio del numero 14 evidenziando poi modalità e conseguenze: “…dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato….

Ovviamente san Paolo VI non si riferiva, poiché non esistevano, alle due “pillole abortive” che da alcuni anno sono le “regine del mercato” cioè il Norlevo e l’ElleOne ma il principio del Pontefice dopo cinquant’anni ha sempre lo stesso valore e significato.

PREMESSA

“Boom di vendite di pillole abortive”; è ciò che apprendiamo dalla Relazione 2016 del Ministro della Salute al Parlamento sull’attuazione delle legge 194/1978.

189.589 le confezioni di ElleOne vendute nel 2015 (145.101 nel 2014), 214.532 le confezioni di Norlevo (161.888 nel 2014). Totale: 404.121 (306.989 nel 2014). E, il 55% delle acquirenti, aveva un’età compresa tra i 14 e 20 anni.

NORLEVO o “Pillola del giorno dopo”

La “pillola del giorno dopo, cioè il Norlevo, fu presentata e commercializzata come un “contraccettivo d’emergenza”, da assumere entro 24 ore a seguito di un rapporto sessuale ritenuto presumibilmente fecondante per bloccare l’inizio di una gravidanza.

Nel “bugiardino” del farmaco si legge: “Norlevo è un contraccettivo orale di emergenza (…). Il principio attivo è levonorgestrel (…). La contraccezione di emergenza è un metodo di emergenza che ha lo scopo di prevenire la gravidanza dopo un rapporto sessuale non protetto o in caso di mancato funzionamento di un metodo anticoncezionale (…). Norlevo agisce bloccando il rilascio dell’ovulo dalle sue ovaie. A volte non può impedire l’impianto nell’utero di un ovulo fecondato”. L’ultima frase fu modificata dall’AIFA il 4 febbraio 2017 come risposta alle pressioni delle lobby abortiste con la seguente dicitura: “Il farmaco inibisce o ritarda l’ovulazione” (1).

Due osservazioni: gli ambigui effetti del “levonorgestrel” e la scomparsa dell’ ultima frase.

-Per quanto riguarda il “levonorgestrel”, uno studio condotto da medici spagnoli guidati dal dottor Emilio Jesús Alegre del Rey (Dipartimento di Farmacia all’Universitary Hospital di Puerto Real) e pubblicato dall’ European Journal of Clinical Pharmacy (2), dimostra il potenziale effetto abortivo di questo ormone progestinico di seconda generazione. Ha affermato Alegre del Rey: “Abbiamo confrontato i dati provenienti da diversi studi che sono stati pubblicati, applicando ad essi un’analisi quantitativa. Il risultato mostra che nella metà dei casi in cui le gravidanze erano state impedite assumendo il levonorgestrel c’era stata la fecondazione, era stato concepito un embrione, ma il carico ormonale della pillola ha impedito all’embrione di continuare il suo processo di sviluppo cioè la sua vita”(3). Anche altri due lavori scientifici sono giunti alla medesima conclusione (4).

-Per quanto riguarda la frase: “A volte (il Norlevo) non può impedire l’impianto nell’utero di un ovulo fecondato”, è lo stesso discorso sviluppato precedentemente che approfondiamo con un osservazione di M. L. di Pietro e R. Minacori dell’Università Cattolica di Roma. “L’evidenza scientifica di tale effetto antinidatorio smentisce, quindi, la stessa terminologia utilizzata per definire l’utilizzo di dati prodotti: non si tratta di un meccanismo contraccettivo (l’inibizione del concepimento avviene solo in una piccola percentuale di casi), bensì di un meccanismo prevalentemente abortivo quall’ è quello antinidatorio, che si estrinseca dopo l’avvenuta fecondazione, quando è già iniziato il processo di sviluppo di una nuova vita umana” (5).

Ammonisce J. Scotson: “È fondamentale essere precisi quando si usano parole e frasi (…). Contraccezione significa ‘contro la concezione’, cioè impedisce che si verifichi la fecondazione. Mentre lo scopo di queste pillole è di prevenire l’annidamento e l’ulteriore sviluppo del concepito e quindi di procurare un aborto chimico. Non potendo impedire ciò che è già avvenuto, l’uso del termine ‘contraccezione d’emergenza’ è errato” (6).

QUANDO INIZIA LA VITA UMANA?

E’ la domanda fondamentale per definire Norlevo e ElleOne farmaci abortivi.

Noi siamo certi che la vita umana ha origine nell’istante in cui l’ovulo femminile (oocita) s’incontra nell’ ampolla della tuba di Fal­loppio con lo spermatozoo maschile. In quel momento inizia il concepimen­to, poiché la fusione dei citoplasmi, generando lo zigote, segna un punto “di non ritorno” poiché i due patrimoni genetici intraprendono la costituzione di un nuovo individuo: l’embrione umano che si impianterà, se troverà le condizioni favorevoli, nell’utero materno. Afferma il professor F. Gilbert nel testo Developmental Biology (il manuale di biologia maggiormente diffuso nelle università americane giunto alla XVI° edizione): “Con la fertilizzazione inizia un nuovo organismo vivente. C’è un unico continuo processo dalla fertilizzazione allo sviluppo embrionale e fetale, alla crescita post natale, alla senescenza, fino alla morte” (7).

Negli ultimi anni, i progressi dell’embriologia, hanno confermato anche scientificamente, questa teoria. Pure la stessa procreazione medicalmente assistita ha mostrato aspetti prima ignorati.

K. Kalthof afferma: “Gli animali, inclusi gli uomini, iniziano la propria vita come oociti fertilizzati, che si sviluppano in adulti attraverso lo stadio embrionale e giovanile” (8).

A.Vescovi, scienziato di fama internazionale, è ancora più esplicito: “Qualunque fisico esperto di termodinamica può dire che all’atto della fecondazione c’è una transizione repentina e mostruosa in termini di quantità e qualità d’informazioni. Una transizione d’informazioni senza paragoni che rappresenta l’inizio della vita: si passa da uno stato di totale disordine alla costituzione della prima entità biologica. Un’entità biologica che contiene tutta l’informazione che rappresenta il primo stadio della vita umana, concatenato al successivo, e al successivo, e al successivo, in un continuum assolutamente non scindibile, se non in modo arbitrario” (9).

Questa tesi si scontra con il “Rapporto della Commissione Warnock” (10), istituita nel 1984 dal Governo Inglese, a cui fanno riferimento scienziati che prediligono la visione empiristica e gli aspetti psicologici, sociali, politici… a scapito di quelli antropologici e filosofici. La Commissione Warnock ha affermato che la vita umana esordisce dal 14° giorno dalla fecondazione. Nella blastocisti impiantata nella parete dell’utero, compare la stria primitiva, e in quella data, le cellule che costituiscono l’embrione si sono già differenziate da quelle che formeranno i tessuti placentari e protettivi. Prima di quel momento è presente unicamente una cellula appartenete alla specie umana in contatto accidentale con le altre. Ad esempio, secondo A. McLaren, lo sviluppo embrionale fino al 14° giorno sarebbe “un periodo di preparazione, durante il quale sono elaborati tutti i sistemi protettivi e nutritivi richiesti per sostenere il futuro embrione”. Di conseguenza unicamente “quando i sistemi di supporto sono stabiliti può incominciare a svilupparsi l’embrione come identità individuale” (11). Pertanto, per questa corrente di pensiero, unicamente il 14° giorno segna il termine dello stadio della preorganogenesi e del preimpianto, poichè solo allora si nota un abbozzo del sistema nervoso, organo fondamentale della vita sensoriale e relazionale e le cellule si trasformano, come affermato, da totipotenti in differenziate. Solo, a quel punto, è razionale parlare di “individualità”, caratteristica specifica dell’identità personale.

Riassumendo. Per i seguaci del “Rapporto Warnock” prima del 14° giorno esisterebbe unicamente il pre-embrione così descritto dall’embriologo C. Grobstein: “Il pre-embrione umano ha un insieme di caratteristiche che lo distinguono biologicamente dall’uovo che lo precede e dall’embrione che lo segue. Esso è un individuo geneticamente, ma non morfologicamente” (12). In altre parole, non è vita umana ma  semplice “materiale biologico”.

Da notare che il vocabolo pre-embrione anche oggi sfruttato dall’opinione pubblica a fini prevalentemente ideolologici, fu ideato solo nel 1979 da Grobstein ma è sprovvisto di fondamenti biologici e filosofici. Per questo, immediatamente, la comunità scientifica internazionale, lo giudicò arbitrario. E’ assente dai manuali di embriologia umana e  rifiutato dal Consiglio d’Europa e dal Parlamento Europeo nelle loro “raccomandazioni” relative agli interventi sugli embrioni (13). La motivazione è semplice: ciò che precede l’embrione sono i gameti e ciò che lo segue è il feto e il bambino!

Rammentiamo quindi il dovere di procedere sempre con la massima “cautela” e “precauzione” che è la scelta da farsi di fronte ad ogni dubbio, seguendo le vie più sicurae meno dannose.

CONCLUSIONE

Non prevenendo l’ovulazione ma agendo sull’annidamento, l’assunzione del Norlevo potrebbe provocare un aborto chimico nei confronti di un embrione fecondato. Per questo è improprio presentare la “Pillola del giorno dopo” come un “contraccettivo orale di emergenza”!

Inoltre, il Norlevo, potrebbe procurare conseguenze alla donna: dalla nausea all’emicrania, da lancinanti dolori alla pancia, fino ad un disordine nel ciclo mestruale.

Don Gian Maria Comolli

(4 continua)

APPROFONDIMENTO – Riflessioni sulla “sacralità” della fisiologia femminile

LA TESTIMONIANZA DI BEATRICE

NOTE

(1)-Documento reso disponibile dall’AIFA il 26 maggio 2017

(2)-J. Del Rey Emilio, F. Caballero Silvia, D. Navarro Jorge, R. Martin Esteban, Post-fertilization effect of postcoital Levonorgestrel, in European Journal of Clinical Pharmacy, Volume 17, Novembre-Dicembre 2015, pg. 6.

(3)- http://www.prolife.it/2016/08/06/la-pillola-del-giorno-dopo-puo-causare-aborto-dalla-spagna-unaltra-conferma/

(4) Cfr.: R. Mikolauczyk, J. Stanford, Levonorgestrel emergency contraception: a joint analysis of effectiveness and mechanism of action. In Fertil Steril, Settembre 1988(3), pp.565-71. C. Kanlenbom, J.Stanford, W Larimone, Postfertilization effect of hormonal emergency contraception, in Ann Pharmacother, Marzo 2002, 36(3), pp. 465-70.

(5)-M. L. Di Pietro, R. Minacori, La “contraccezione d’emergenza”, Medicina e Morale, n. 1, 2001, pg. 15.

(6)- F. Scotson, Emergency Contraception. Use of the Term is Erroneus, BMJ 1995, n. 311, pg. 762.

(7)- F. Gilbert, Developmental Biology, Sunderland 2000, pg. 185.

(8)- K. Kalthof,   Analysis of Biological Development, McGraw-Hill 2000, pg. 8.

(9)- Intervista di A. Vescovi ad Avvenire, 22 febbraio 2005, pg. 11.

(10)- L’affermazione base del rapporto: “Un embrione umano non può essere pensato come una persona umana o anche una persona potenziale: è semplicemente un insieme di cellule che, a meno che si impianti in un ambiente uterino umano non ha potenziale di sviluppo. Non c’è, perciò, ragione per accordare a queste cellule alcuna protezione”.

(11)- A. Mclaren,   Prelude to embryogenesis, in The Ciba Foundation, Human Embryo Research: yes o no?, London 1986, pg. 15.

(12)- C. Grobstein, Biological characteristics of the preembryo, in Annals of the New York Academy of Sciences, 1988, 541, pg. 346.

(13)- Cfr.: Intervento n. 934 del 1982; Intervento n. 1046 del 1986; Intervento n. 1100 del 1989.